Ansia e panico: il “baratro” del conflitto

L’ansia è una fastidiosa “compagna di viaggio” che affligge milioni di persone: in Italia si stima che circa 2,5 milioni di persone ne soffrano. A volte può cogliere di sorpresa mentre a volte è preceduta da una serie di segnali che la annunciano.
Può capitare che l’ansia sia legata ad eventi stressanti della vita ma sovente sembra presentarsi senza alcun motivo…ed è questa la cosa che sconcerta di più chi la vive sulla propria pelle!...
Sono svariate le tecniche e le attività che possono contribuire in maniera significativa a contrastare l’ansia, da uno stile di vita meno frenetico (anche se è facile a dirsi ma più complicato a farsi…) alla meditazione, dallo stringere legami sociali stabili all’ascoltare musica rilassante, dalle tecniche di rilassamento al training autogeno e alla pet-therapy. Abbiamo poi tutta una serie di tecniche cognitivo-comportamentali particolarmente efficaci contro l’ansia…

…al cuore del problema…

Tutti gli elementi appena citati sono strumenti molto utili per far fronte a questo disagio (e molti di essi li andremo ad approfondire nei prossimi articoli…) ma non potranno risolverlo in maniera definitiva se non si affronta il “cuore” del problema che sta alla base dell’ansia e del panico: il conflitto intrapsichico. Questo termine un po’ “tecnicistico” sta semplicemente a significare che nella mente di una persona si viene a creare un dubbio affettivo o comportamentale che non si sa come risolvere: ma tutto ciò avviene inconsapevolmente ed è per questo che l’ansia o l’attacco di panico spesso affiorano così…senza un motivo apparente!...
L’attacco di panico, per esempio, è un segnale di allarme psicosomatico fortissimo e sconvolgente che affiora nel momento in cui la parte più cosciente di sé si trova di fronte ad una situazione che disturba, che provoca un’alterazione. Questa parte di sé verrà a contatto con emozioni e pensieri che sono sentiti come propri ma che al tempo stesso vengono avvertiti come anomali e minacciosi. Tali pensieri e vissuti inquietanti non vengono “dalla luna” ma da una parte più profonda della mente dell’individuo che definiamo inconscio: essa è la parte più istintiva e pulsionale della psiche di un uomo…ognuno di noi possiede una parte di sé più primordiale…questa parte non va ripudiata o peggio ancora negata…essa è spesso in contatto con aspetti di noi più creativi e genuini, a volte anche infantili, non per questo inadeguati…anzi…sono quelle parti che si attivano quando ci si accorge che nella vita di tutti i giorni c’è qualcosa che non va o che va risolto in un senso o nell’altro.
Ci sarà pertanto una parte di sé più consapevole che avrà desideri, ambizioni, progetti socialmente accettati dall’ambiente circostante (amici, famiglia, colleghi di lavoro, compagna di vita, ecc…) e una parte di sé più “profonda” e nascosta che riterrà che siano altri i progetti di vita e le ambizioni che renderebbero felici…magari dei desideri che sono apertamente in contrasto con quelli della parte di sé più consapevole.
L’insorgenza di questo conflitto può sfociare in una crisi di ansia o peggio ancora un attacco di panico. Tuttavia questi fenomeni alquanto penosi e angoscianti sono dei segnali, delle richieste di aiuto…

Come uscirne…

Ma dalle crisi e dai conflitti intrapsichici si può giungere ad un cambiamento. Serve però la forza e il coraggio di prendere coscienza delle cause del proprio conflitto interiore attraverso l’aiuto di un “punto di vista esterno”, di una persona esperta che permetta di:

- DEFINIRE LE POLARITÀ DEL CONFLITTO: individuare le due opzioni tra cui si è indecisi nella propria vita. Per esempio: continuare con un percorso di studi che mi garantisce più sbocchi professionali oppure abbandonarlo per un corso di laurea che appassiona di più ma mi offre meno garanzie per il futuro?...
- APPROFONDIRE LA CONOSCENZA DELLE POLARITÀ DI QUESTO CONFLITTO: comprendere il peso e il significato emotivo di ognuna delle scelte. Per esempio: raggiungere la consapevolezza del fatto che una scelta di vita soddisferà di più le aspettative della mia famiglia o dei miei amici ma mi farà sentire meno realizzato, mentre un’altra scelta soddisferà di più le mie esigenze ma potrebbe deludere qualcuno a cui tengo….)
- SCEGLIERE DOVE COLLOCARSI NELLA POLARITÀ: decidere quale scelta fare, con quale intensità intraprenderla e “coltivarla” giorno dopo giorno…
- RICOMPOSIZIONE DELLA PROPRIA IDENTITÀ E DELLA PROPRIA PERSONALITÀ: ogni scelta, qualunque sia la direzione (più conservativa o più trasformativa) implica un cambiamento, richiede un “riassetto emotivo”…serve pertanto integrare la scelta fatta con la propria personalità e i propri vissuti emotivi.
In conclusione, è importante ricordare che l’ansia e il panico non vengono dal nulla…sono delle “urla” che provengono dal profondo del nostro Sé: ascoltandole possiamo giungere ad un cambiamento che ci farà stare meglio e arresterà la loro forza destabilizzante.