Come uscire dalla depressione… evitando le solite banalità…

Spesso in riviste e siti internet si trovano decaloghi o elenchi di regole per uscire dalla depressione. Intendo dunque precisare da subito: in questo articolo non troverete le 5 o le 10 “regole d’oro” per sconfiggere la depressione…per il semplice fatto che non si può sconfiggere così!...altrimenti saremmo semplicemente dei “termostati da riparare” e non degli esseri umani con la loro unicità e specificità… Ovviamente, la complessità della natura umana rende complessa anche la cura e il trattamento della depressione. E poi, pensiamo per esempio ad una persona depressa di 30 anni che si rende conto di soffrire di questo disturbo: ci ha impiegato 30 anni ad arrivare ad essere quello che è!…con i suoi pregi i suoi difetti, la sua personalità e i suoi funzionamenti depressivi…pensate davvero che basti l’applicazione di 5 o 10 “regolette” per uscire da una situazione del genere?…ovviamente no…ma non occorre disperare…serve motivazione e pazienza per uscire dalla depressione…

                                                                                 


Depressione e “regole del viver bene”… servono davvero?...

I consigli che spesso si danno attraverso i decaloghi sono di natura “direttiva”…danno delle indicazioni su cosa fare e cosa non fare: fare passeggiate, esporsi molto alla luce del sole, chiamare un amico per fare delle attività con lui, evitare di circondarsi di persone “negative” (?), svolgere attività piacevoli, coltivare i propri hobbies…molti di questi consigli sono interessanti…ma come fa una persona depressa a coltivare i propri hobbies se spesso uno dei sintomi principali di una crisi depressiva è proprio quello di non provare più piacere a svolgere le attività che in precedenza appassionavano?... oppure, dove può una persona depressa trovare la forza di chiamare un amico per fare delle attività con lui o fare delle passeggiate quando quasi sempre l’unico desiderio è quello di starsene a letto per non pensare al vuoto o al dolore che si avverte dentro di sé?...
Questi consigli possono valere quando si attraversa un transitorio periodo di tristezza o di solitudine, non quando entra in gioco la difficoltà ad affrontare la quotidianità della vita, a causa di un “mondo interno” popolato da mancanza di vitalità e da “fantasmi del passato” che svalutano e fanno sentire la persona inutile e inconcludente… Ecco che un’importantissima via di uscita da una situazione del genere può essere data da un confronto con una persona che possa analizzare i vissuti e le dinamiche del soggetto depresso dal “di fuori”, senza il coinvolgimento emotivo che può avere un familiare o un amico…è necessaria pertanto una psicoterapia.

                                                                        

 

Un altro consiglio che spesso si dà nei vari decaloghi è quello di fare affidamento sul supporto familiare e degli amici. Questo è invece un consiglio importante ed efficace, in quanto avere a disposizione una rete familiare che accolga il dolore psichico della persona è di vitale importanza!...ma purtroppo non è sufficiente…può essere di ausilio ma non può risolversi così il problema depressivo… Perché?...
Innanzitutto perché la famiglia non può avere gli strumenti conoscitivi per comprendere appieno cosa stia alla base di un problema depressivo…In secondo luogo perché la famiglia è ovviamente troppo coinvolta emotivamente per comprendere le dinamiche sottostanti la depressione del proprio caro… a volte addirittura, sono proprio le dinamiche familiari una delle cause dell’insorgenza del disturbo depressivo. Ecco perché è necessario un punto di vista “terzo”, meno “coinvolto” che possa ascoltare e accogliere il disagio senza necessariamente sentirsi “chiamato in causa”…

Uscire dalla depressione: un vero e proprio “lavoro”…

In linea di massima nella crisi depressiva si assiste ad uno specifico fenomeno: a causa di un evento traumatico (un lutto, un’esperienza di perdita, un cambiamento radicale o qualsiasi altro evento fonte di trauma) si interiorizza un’istanza svalutante che si rivolge sempre contro se stessi. Nei soggetti depressi c’è un problema nella gestione dell’aggressività…ma mentre nella persona impulsiva l’aggressività viene rivolta verso l’esterno, nel depresso la rabbia e l’aggressività vengono rivolte verso l’ “interno”…con conseguenti sensi di colpa, sentimenti di autosvalutazione, perdita di slancio vitale e impossibilità ad esprimere le emozioni…insomma queste persone si “spengono”.
Un lavoro che allora le persone depresse possono provare a fare è quello di sforzarsi ad esplicitare le proprie emozioni, riconoscerle e condividere, anziché distanziarsene e tenerle bloccate dentro di sé. Nello specifico, sarebbe fondamentale non solo esternare il più possibile le proprie emozioni, ma anche i propri pensieri, le proprie convinzioni e aspettative disperate su di sé e sulle proprie prospettive future, in modo tale da riuscire poco per volta a distanziarsi da esse…rendendosi conto che sono il frutto degli stessi identici meccanismi di pensiero che si riproducono in automatico e che vanno a creare un circolo vizioso depressivo da cui non si riesce ad uscire. Ovviamente questo è un tentativo che può cercare di fare l’individuo depresso per “smuovere qualcosa”, ma esso può portare a risultati concreti solo in un percorso di psicoterapia, dove è possibile fare tutto ciò insieme ad un lavoro di auto-osservazione che consente di analizzare le dinamiche depressive, in un clima di condivisione e co-costruzione di significato della propria esistenza.
Per questo percorso abbiamo a disposizione diversi strumenti da adottare: per esempio la stesura di un diario personale, l’allenamento costante all’auto-osservazione, tecniche di autoistruzione, tecniche volte a raffigurarsi il proprio futuro. Ogni persona poi avrà la tecnica o la strategia più consona…con cui si troverà più a suo agio per osservare in maniera più efficace le proprie dinamiche depressive. È naturale che tali tecniche vanno inevitabilmente condivise in seguito con lo psicoterapeuta, in modo tale da comprenderne appieno il senso e da integrarle nella vita di tutti i giorni. Tutto questo va poi affiancato da un importante lavoro su di Sé e di ricostruzione delle dinamiche del passato che hanno portato a tali crisi depressive.

                                              

Ovviamente, sono stati toccati soltanto alcuni punti delle implicazioni terapeutiche con il paziente depresso. Nei successivi articoli approfondiremo ulteriormente tali aspetti di vitale importanza per comprendere la chiave del cambiamento nell’ambito della crisi depressiva.