Consenso informato e trasparenza: le “trappole” insite nelle resistenze del paziente

Nell’ultimo articolo inerente alla psicoterapia online si è iniziata una riflessione sugli aspetti che normano il percorso tra psicologo online e paziente, soffermandosi sull’importanza della trasparenza relativa ai servizi che si possono offrire nel contesto online e definendo le informazioni che il paziente deve sapere all’inizio di una consulenza online o di una vera e propria psicoterapia online. Ecco che in questo senso, il modulo del consenso informato (di cui si è iniziato a parlare nell’ultimo articolo sulla psicoterapia online) assume un ruolo fondamentale che contribuisce a costruire quel rapporto di fiducia necessario tra psicologo online e paziente per intraprendere un percorso terapeutico che sia il più efficace possibile.

                                                    

 

Psicoterapia, psicoterapia online e rischi della fase iniziale

Come già accennato, nel consenso informato è necessario specificare aspetti quali le generalità del professionista, il numero di sedute necessario per la valutazione psicodiagnostica iniziale, la possibilità o meno di somministrare test, insomma…cosa sarà possibile fare e cosa no nel percorso psicologico online…per esempio, è stato visto che non è possibile quantificare con precisione il numero di sedute necessario per la chiusura del trattamento…è un aspetto che dipende da troppe variabili: per esempio, il tipo di percorso che si intraprende, il livello di motivazione del paziente e le resistenze sottostanti!...quando una persona si rivolge ad uno psicologo, si presenta manifestando apertamente quanto il disagio psicologico lo stia tormentando ed esprimendo con ferma convinzione la volontà di affrontarlo e infine debellarlo. Tuttavia, sottendono a livello inconscio delle forze psichiche che oppongono una strenua resistenza alla rimozione dei sintomi e dei suddetti disagi psichici. Perché questo?...perchè i sintomi sono comunque una risposta che il nostro apparato psichico ha prodotto in risposta a traumi o situazioni che sono state fonte di profonda sofferenza e che alla fine hanno portato ad una condizione di “equilibrio”, seppur precario…insomma, spesso i sintomi psichici ci hanno aiutato a non perdere il controllo e, nei casi molto gravi, a non “impazzire” (in termini tecnici, a non “scompensarsi”).

Resistenze in psicoterapia = resistenze al cambiamento psicologico

Ecco perché all’inizio di un percorso psicologico in studio (così come all’inizio di un percorso psicologico online) non è assolutamente proponibile stabilire con precisione quante sedute dovranno essere effettuate per risolvere le problematiche riportate dal paziente… Anche perché spesso la mente umana è in grado di creare una “cortina di fumo” che non consente di analizzare le origini del sintomo. Soprattutto nella fase iniziale dei percorsi psicologici, lo psicologo dovrà confrontarsi con le resistenze del paziente. È necessario pertanto lavorare sulla creazione di un’alleanza terapeutica. Questo non significa che il paziente non sia motivato al cambiamento…significa semplicemente che questa motivazione non ha toccato ancora le parti più profonde del Sé…le parti più malate e più sofferenti che di fatto sono estremamente recalcitranti al cambiamento…perché il cambiamento, seppur positivo, è sempre fonte di sofferenza…significa doversi mettere nuovamente in gioco, doversi mettere in discussione. Lo psicologo online deve essere consapevole di questi aspetti e accogliere nella maniera più serena possibile le resistenze del paziente finché non si allenteranno talmente tanto da creare le condizioni per una vera e propria alleanza terapeutica tra psicologo e paziente…e non una semplice alleanza di facciata!!! Solo una volta giunti a questo tipo di alleanza terapeutica si può intraprendere un autentico percorso di cambiamento. È un percorso faticoso che infatti induce molti pazienti a fermarsi prima…questo non significa che tali persone siano dei “cattivi pazienti”…significa semplicemente che al momento non sono pronte a confrontarsi col cambiamento.
Ecco che in questo contesto, le specifiche presenti a tal proposito nel modulo del consenso informato aiutano il paziente a interrogarsi sulle reali motivazioni ad intraprendere un serio percorso psicologico…