Così forte e così debole… La personalità narcisistica

Tutti noi presentiamo degli aspetti di narcisismo, ossia quella preoccupazione rivolta a noi stessi e all’immagine che diamo agli occhi degli altri. Una piccola dose di narcisismo può essere importante, in quanto ci consente di valorizzarci e farci apprezzare da amici, conoscenti, colleghi di lavoro, partner, familiari, ecc... Ma cosa succede quando il narcisismo diventa l’aspetto preponderante della nostra vita?
Talvolta sarà capitato di incontrare persone che conversano amabilmente con tutti fornendo un’immagine di sé piacevole e accattivante… col passare del tempo però, si può notare come queste persone appaiano inaccessibili…si ha come la sensazione che parlino con l’interlocutore ma che in realtà non lo ascoltino, perché troppo prese da se stesse e dalla preoccupazione di “far colpo” sull’altro.
Questo piccolo esempio ci dà una prima idea parziale, ma al tempo stesso eloquente, su come funziona la personalità narcisistica.

 

                                                                                     

 


Le caratteristiche “di facciata” della persona narcisista

È importante precisare che spesso nella pratica clinica è difficile cogliere la differenza tra un narcisismo sano e un narcisismo patologico, in quanto alcuni comportamenti in una persona possono essere caratteristici di una patologia narcisistica, mentre in un’altra potrebbe semplicemente essere indicativo di una sana autostima. Tuttavia esistono degli interessanti aspetti che ci possono fornire preziose informazioni a tal proposito.
Innanzitutto le personalità narcisistiche fanno ruotare tutto intorno al mantenimento dell’autostima attraverso le conferme provenienti dall’ambiente esterno. Tali persone presentano un’attenzione esagerata per sé. Esse risultano perennemente centrate su di loro…sono costantemente preoccupate di come appaiono agli occhi degli altri. A causa di tali preoccupazioni, gli individui con personalità narcisistica possono sentirsi indegne, profondamente disoneste e incapaci di amare.
Ad un osservatore esterno una personalità narcisistica apparirà spesso come esibizionista, fredda, inaccessibile dal punto di vista emotivo, distaccata e particolarmente giudicante nei confronti degli altri…tali individui saranno sopraffatti dentro di loro da fantasie di onnipotenza e tenderanno a sopravvalutare le proprie qualità, con conseguente svalutazione dei pregi altrui.
Ad una prima impressione queste persone sembrano sicure di sé, con un’autostima straordinaria… così soddisfatte e orgogliose di loro stessi da mostrare arroganza e superbia nei confronti degli altri. Insomma, tali individui danno la sensazione di essere forti e di non avere bisogno di nessuno… Ma non è affatto così…

                                                              

Narcisismo: il "peso" della vergogna

Ad un’attenta analisi delle sue fantasie e del suo mondo interno, la personalità narcisistica presenta a livello profondo un forte senso di inadeguatezza,vergogna, debolezza e inferiorità. Ma da dove arrivano queste emozioni e questi vissuti? Essi hanno inesorabilmente origine da esperienze precoci di umiliazione o di non riconoscimento delle proprie autentiche qualità: spesso i genitori di soggetti che svilupperanno un funzionamento narcisistico patologico non vedono il loro figlio per quello che è ma per la funzione che svolge o per il modello ideale di figlio che si sono costruiti…il bambino si sentirà quindi fragile e impotente nel momento in cui non soddisferà le aspettative dei genitori. Tale sensazione di impotenza e inferiorità verrà successivamente compensata con un senso di onnipotenza e grandiosità che tuttavia risulta:
1) molto precario, poiché è strettamente legato alle conferme e ai complimenti degli altri;
2) finalizzato a controbilanciare un penoso senso di inferiorità e fragilità interna.
Una delle principali emozioni che guida l’esistenza della persona narcisista è la vergogna.
Vissuti di vergogna e paura di essere “messi in ridicolo” permeano costantemente la vita del narcisista. Spesso le manifestazioni di vergogna vengono confuse con il senso di colpa, in quanto in entrambi i casi ci si sente indegni e inferiori. Tuttavia c’è una sottile differenza tra di esse: mentre il senso di colpa consiste nel credere di essere cattivo o di aver fatto qualcosa di sbagliato, la vergogna è la convinzione di essere considerato cattivo. Nel primo caso la valutazione negativa proviene da dentro di sé, nel secondo caso da fuori di sé. Sia il senso di colpa che la vergogna possono portare a vissuti depressivi. Ma se in un caso la depressione avrà delle connotazioni improntate alla colpa e al timore di avere fatto del male agli altri, nell’altro la depressione sarà legata alla vergogna e al terrore del giudizio altrui, con un con seguente senso di vuoto e di impotenza. Questo è un aspetto molto importante perché, a seconda della prevalenza di colpa o di vergogna nella propria esistenza, si struttureranno due tipi di depressione differente, una di natura più profonda e l’altra di natura narcisistica.
Ma come si spiega che una personalità narcisistica, apparentemente sicura di sé, spesso caratterizzata da esibizionismo e senso di grandiosità, con un “ego” così grande, possa anche soffrire di depressione?
Nel prossimo articolo su questo argomento approfondiremo la questione.