I disturbi dell’umore: una panoramica

I disturbi dell’umore costituiscono una categoria alquanto complessa e articolata di quadri clinici in cui l’elemento cardine è rappresentato da una notevole alterazione dell’affettività.
Sono diverse le cause alla base dei disturbi dell’umore. Un tempo si riteneva che il ruolo principale fosse giocato da fattori genetici. Tuttavia sono emersi in seguito altri elementi implicati nell’insorgenza di tali patologie: le relazioni interpersonali influiscono in maniera decisiva nei disturbi dell’umore, così come aspetti temperamentali e di personalità. Anche gli aspetti nevrotici, ossia aspetti conflittuali interni che a loro volta configgono con l’ambiente esterno, rivestono un ruolo importante nel futuro sviluppo di disturbi dell’umore.

                                               

 

Dinamica dei disturbi dell’umore

In questi disturbi l’elemento chiave su cui formulare la diagnosi e la successiva impostazione del trattatamento psicologico o psichiatrico è ovviamente il tono dell’umore. Ma che cos’è il tono dell’umore? È quello stato emotivo prolungato che conferisce una coloritura alla vita affettiva di tutti i giorni. In condizioni di relativo benessere, il tono dell’umore oscilla da uno stato di tristezza ad uno stato di felicità. In condizioni patologiche, invece, il tono dell’umore si colloca saldamente e in maniera durevole al polo negativo o al polo positivo: nel primo caso ci troveremo di fronte a stati depressivi, nel secondo caso a stati maniacali.
Ma cosa sono nello specifico gli stati depressivi e gli stati maniacali?
Nella psicopatologia classica le depressione è definita come una condizione contraddistinta da profonda tristezza associata a stati di frustrazione, colpa, insoddisfazione e disperazione. Possiamo riscontrare la depressione in tutta una serie di condizioni, per esempio nelle patologie endocrine, nel diabete, nei disturbi neurocognitivi e ovviamente in svariate patologie psichiatriche. In ambito psichiatrico e psicologico, le depressioni si suddividono in due grandi categorie: la depressione endogena e la depressione psicogena che a sua volta si suddivide in depressione reattiva e depressione nevrotica. Nei prossimi articoli andremo ad approfondire queste differenti tipologie di disturbo depressivo.

                                                                     

 

Depressione e mania: una descrizione iniziale

L’episodio depressivo grave, che in psicopatologia viene definito episodio depressivo maggiore, presenta una serie di sintomi caratteristici. Innanzitutto, per ipotizzare la presenza di un disturbo del genere, deve essere presente uno di questi due sintomi chiave: umore depresso o anedonia, dove per anedonia si intende la perdita di interesse per quelle attività che prima suscitavano piacere e soddisfazione. Oltre a questi criteri cardin, devono essere presenti almeno cinque dei seguenti sintomi: perdita o aumento inconsueto di appetito, insonnia o eccessivo sonno quasi tutti i giorni, facile affaticabilità, vissuti di colpa o autosvalutazione, agitazione oppure eccessiva inibizione, difficoltà di concentrazione, pensieri di morte o ideazione suicidaria.
Analizziamo ora l’altra polarità dei disturbi dell’umore, altrettanto problematica e sconcertante per il paziente che la vive e per i familiari che vi si confrontano quotidianamente: l’episodio maniacale.
L’elemento caratteristico dell’episodio maniacale è dato dall’umore euforico. La persona in fase maniacale si ritrova in una condizione di benessere eccessivo, si sente smodatamente allegro e vitale, iper-ottimista, un “vulcano” di attività e iniziative, i rapporti sociali sono facili da sostenere. Quando questi tratti sono moderati, ci troviamo di fronte ad un episodio ipomaniacale; quando invece diventano molto marcati, si parla di episodio maniacale. Alla lunga questo tipo di approccio, che ad una prima impressione può sembrare piacevole e affascinante, diventa un vero e proprio problema a livello relazionale e di qualità della vita, in quanto il soggetto in fase maniacale non avverte più limiti e ritiene che tutto gli sia possibile e tutto gli sia concesso, in un vissuto generale di onnipotenza che si scontra inevitabilmente con la realtà della vita quotidiana.
Come vedremo nei prossimi articoli, depressione e mania sono le due facce della stessa medaglia, nel senso che alla base c’è un disagio interiore molto simile che tuttavia porta ad esiti diametralmente opposti.