Il padre della psicoanalisi: Sigmund Freud

Con questo articolo apriamo una rassegna sui principali protagonisti della psicoanalisi e della psicoterapia descrivendo non solo la storia degli psicologi e degli psicoterapeuti che hanno posto le basi teoriche e metodologiche della psicoanalisi e della psicoterapia a indirizzo psicodinamico, ma anche i principali concetti di questa disciplina. Ovviamente, le scuole di pensiero che hanno segnato e impreziosito la psicoanalisi sono state molteplici e hanno contribuito ad affinare la tecnica e l’efficacia, di fronte anche alle nuove sfide di psicopatologie che si sono presentate col passare degli anni. In questa approfondita ed articolata serie di articoli sulla storia della psicoanalisi e della psicoterapia, non potevamo non partire dal padre indiscusso della psicoanalisi: Sigmund Freud.

                                                               

 

Nascita e giovinezza di Freud

Sigmund Freud nacque a Freiberg, in Moravia, il 6 maggio del 1856 da Jacob Freud e da Amalia Nathanson (terza moglie di Jacob Freud). Jacob, ebreo originario della Galizia, lavorava come commerciante e a causa della crisi politico-economica della sua terra, decise di trasferirsi con la sua famiglia a Vienna nel 1860.
Sigmund si laureò in Medicina nel 1881 presso l’università di Vienna e nel 1885, una volta divenuto docente in neuropatologia, si recò a Parigi per assistere alle ricerche sull’isteria del professore Jean Charcot, un importante neurologo francese celebre per i suoi studi neuropsichiatrici sull’isteria. Dal punto di vista formativo, assistere a questi studi sull’isteria fu di fondamentale importanza per il futuro sviluppo della teoria psicoanalitica di Freud.
Rientrato a Vienna, diresse in seguito il reparto di malattie nervose della clinica pediatrica di Kossowitz.
Nel 1889 tornò in Francia per approfondire le sue conoscenze sulla teoria ipnotica, altro elemento cardine per la futura formulazione delle teorie psicoanalitiche. La tecnica ipnotica assorbì Freud per diverso tempo e fu per diverso tempo una pratica terapeutica di riferimento per lui. Successivamente però abbandonò tale tecnica per concentrarsi su un nuovo metodo terapeutico: il metodo delle libere associazioni. Siamo agli “albori” della psicoanalisi.

                                                      

Età matura e morte

Nel 1899 Freud pubblica l’opera che fa da “spartiacque” per quel che concerne la nascita della psicoanalisi: “L’interpretazione dei sogni”. Nel 1901 Freud scrive un’altra opera fondamentale per il movimento psicoanalitico: “Psicopatologia della vita quotidiana”. A questo punto le sue teorie si diffusero molto velocemente: ha inizio una fervente collaborazione con altri grandi psichiatri e clinici quali Ferenczi, Jones, Abraham, Rank, Stekel, Sodger. In Svizzera conosce un altro grande clinico: Carl Gustav Jung. Con lui inizierà un’intensa collaborazione: nel 1909 Freud e Jung si recano negli Stati Uniti per una serie di conferenze sulla psicoanalisi. L’anno dopo fondano insieme l’Associazione Internazionale di Psicoanalisi. Successivamente tale collaborazione si interromperà per forti differenze di vedute sula psicoanalisi: Freud continuerà sulla strada della psicoanalisi cercando di affinare il suo impianto teorico-metodologico. Jung, invece, fonderà la psicologia analitica. Nel 1915 Freud pubblica un’opera importantissima: “Metapsicologia”. Essa consiste in una serie di scritti volti a descrivere il funzionamento mentale tramite concetti simbolici mutuati dalla fisica: questo rappresenta un importante tentativo di conferire dignità scientifica alla disciplina psicoanalitica.
Nel 1920 Freud viene nominato professore straordinario titolare all’Università di Vienna. Nel periodo che va dal 1920 al 1930 Freud pubblica testi importantissimi quali “L’avvenire di un’illusione”, “Il disagio della civiltà”, “L’Io e l’Es”. Nel 1938, a causa delle persecuzioni del regime nazista, Freud si trasferisce a Londra dove muore il 23 settembre del 1939.