La mente “assediata”: il disturbo ossessivo-compulsivo

A tutti noi è capitato in alcuni periodi della nostra esistenza di essere “invasi” da idee, fantasie o pensieri fissi di cui facevamo fatica a liberarci. Queste “fissazioni” hanno spesso una notevole utilità, soprattutto se riguardano aspetti importanti della vita, perché ci consentono di pianificare progetti, concentrarci su uno specifico compito, ecc…insomma di dare il meglio di noi stessi per qualcosa a cui teniamo. Spesso grandi risultati si ottengono a partire da un’idea innovativa…che entra sempre di più nel nostro cervello, si tramuta in un “sogno” per poi diventare, come si usa dire nel linguaggio comune, una vera e propria “ossessione”… Queste forme di idee “invadenti” possono essere considerate delle “sane” ossessioni…anche se il concetto di “sano” nell’ambito del funzionamento psicologico è sempre abbastanza arbitrario…

                                                        

                                                                         

 

Quando l’ossessione diventa un problema…

Un’ossessione si trasforma invece in qualcosa di patologico quando la sua intensità diventa eccessiva, assillante e assume delle caratteristiche di “contenuto magico”… Cosa significa tutto ciò? Approfondiamolo meglio…
Il termine “ossessione” deriva dal latino “obsidere” che significa bloccare, occupare, assediare…ed è proprio così che si sente una persona che è disturbata dalle ossessioni: sotto “assedio”… a causa dell’invadenza di questi pensieri. Le ossessioni sono dei pensieri che in realtà danno fastidio al soggetto, che gli creano disagio…ma che non può fare a meno di pensare. In risposta a questi pensieri fissi e disturbanti, l’individuo mette in atto delle azioni che hanno lo scopo di ridurre l’angoscia generata da queste idee ossessionanti. Queste azioni prendono il nome di compulsioni. La combinazione di ossessioni e compulsioni dà origine ad un disturbo d’ansia molto pesante nella gestione della vita quotidiana: il disturbo ossessivo-compulsivo. Immaginate il tempo che si perde nel corso della giornata andando dietro a queste idee fisse e al mettere in atto bizzarre azioni che servono ad allontanarle!...Tali idee sono estremamente ripetitive, ruotano sempre intorno agli stessi temi, presentano talvolta un contenuto bizzarro e portano spesso a forti vissuti depressivi. Nelle forme più gravi del disturbo, queste fantasie prodotte dalla mente possono diventare tremendamente pressanti e possono indurre la persone a svolgere azioni che considera intollerabili e fastidiose…ma che deve fare in risposta alle ossessioni… Ma da dove hanno origine le ossessioni e le compulsioni?...

                                                     

 

Ossessioni e compulsioni: cosa ci sta dietro…

Per comprendere ossessioni e compulsioni, serve andare molto indietro nel tempo…alla prima infanzia e al ruolo che in questa fase della vita riveste il cosiddetto “pensiero magico”. Il bambino piccolo non ha ancora chiare le leggi del pensiero logico-deduttivo che è quello che utilizza la maggior parte degli adulti. Il bambino piccolo pensa che alcune cose si verifichino secondo criteri assolutamente non logici, bensì magici: per esempio, il neonato è convinto che la mamma compaia “magicamente” appena egli urla o si lamenta. Col passare del tempo questo tipo di pensiero diminuisce sempre più per far posto gradualmente a funzionamenti logici sempre più evoluti. Alcuni residui di questo “pensiero magico” tuttavia possono resistere nel tempo…sono quei casi in cui il bambino si convince che un determinato gesto possa influire su uno specifico avvenimento, per esempio il bambino che pensa: “Se conto fino a dieci toccandomi il naso tre volte, il compito in classe andrà bene”... La magia, nella mente del bambino (e spesso non solo in quella del bambino…), ha l’obiettivo di cambiare alcuni aspetti della realtà…e viene messa in atto nelle situazioni che suscitano angoscia e insicurezza. Il pensiero magico serve pertanto a controllare la realtà quando questa mette in difficoltà…
Come già detto, crescendo, i pensieri e i rituali legati al “pensiero magico” tendono a svanire…in alcuni casi, tuttavia, non è così…
Alcune persone, a seguito di esperienze frustranti e fonte di profonda sofferenza, sviluppano dei pensieri aggressivi, ostili o di ribellione che generano in loro un forte piacere sul momento…si pongono così le prime basi dell’ossessione. Successivamente però, questi pensieri ostili producono un forte senso di colpa…per “espiare” questo senso di colpa, vengono allora messi in atto dei “rituali” che servono ad “annullare” quei brutti pensieri... A questo punto però si viene a creare un vero e proprio “loop” dove la persona non riesce a fare a meno di pensare a queste cose, per poi mettere in atto delle azioni volte ad annullare tali contenuti spiacevoli. Un classico esempio è quello dell’ossessione per la sporcizia che viene “combattuta” con continui rituali di pulizia…
In psicoterapia, i vissuti più comuni riportati dai pazienti ossessivo-compulsivi sono legati ad esperienze passate di perdita di controllo…specialmente riguardo a fantasie di aggressività, sporcizia, vergogna, ecc… Lo psicologo dovrà pertanto lavorare con attenzione e sensibilità su queste delicatissime tematiche, fonte di angoscia e senso di colpa per il paziente ossessivo-compulsivo.