Qual è l’obiettivo di un colloquio con lo psicologo?

Il colloquio psicologico è un particolare tipo di indagine in cui viene effettuata una raccolta di dati tramite la comunicazione verbale. A seconda degli scopi, lo psicologo ha a disposizione diverse forme di colloquio: il colloquio strutturato, il colloquio diagnostico, il colloquio terapeutico, il colloquio educativo, ecc. Una volta data una definizione di colloquio, rimane tuttavia la seguente domanda: qual è l’obiettivo di un colloquio psicologico?... a quale realtà si rivolge?...senza dubbio si rivolge alla realtà psichica dell’individuo. Questo è un aspetto di fondamentale importanza, in quanto la realtà che deve interessare lo psicologo è esclusivamente la realtà psichica.

Comprendere la storia di vita…ma non solo…il ruolo dello psicologo

Molte persone che si rivolgono allo psicologo sono assillate dalla necessità di raccontare per filo e per segno, e con dovizia di particolari, la loro storia di vita e tutte le vicissitudini legate al disagio che portano e da cui giustamente desiderano essere liberate il più in fretta possibile. Altre persone invece, più restie a raccontare ad un “perfetto sconosciuto” aspetti della propria vita privata, tendono a descrivere di sé poco o nulla, magari per paura che lo psicologo possa “scoprire magicamente” tutti gli eventi del passato che hanno contribuito a generare un particolare disagio psicologico. Ho citato solo due esempi di innumerevoli approcci che si possono avere di fronte ad un preliminare colloquio psicologico di valutazione. Quello che però emerge come aspetto comune è l’attenzione che spesso si rivolge al ruolo della storia di vita del paziente che ha portato alla nascita di uno specifico disagio o sintomo. È senza dubbio importante raccogliere la storia della persona ma non è l’unica cosa che conta, perché NON CI SPIEGA TUTTO DELLA PERSONA. Spesso, nell’ambito della psicologia clinica, si ha l’ossessione di individuare tramite il colloquio psicologico la realtà oggettiva della storia della persona: siamo decisamente fuori strada…perché?...

L’importanza della realtà psichica per il paziente e per lo psicologo

…il perché è presto detto: anche se la persona di fronte allo psicologo utilizzasse tutto il tempo del colloquio per descrivere minuziosamente tutta la sua vita, dalla nascita ad oggi, ci avrebbe semplicemente raccontato la sua personalissima interpretazione di tale storia. Pertanto, il perseguimento della “Verità” o della realtà oggettiva nello svolgimento del colloquio psicologico è una pura illusione, anzi è perfino dannoso, in quanto induce lo psicologo a “vedere” soltanto date, eventi, avvenimenti, elementi riportati e a “non vedere” la persona che ha davanti a sé e che con il suo modo di raccontare le cose, l’espressione del suo volto, il modo e il ritmo con cui parla di sé, le pause nei suoi discorsi, il suo indugiare in specifici momenti, il suo linguaggio del corpo, comunica involontariamente molti aspetti di sé altrettanto preziosi. È importante tenere presente, che inevitabilmente, la persona che si rivolge ad uno psicologo, presenterà tutta una serie di difese e di remore nel descrivere aspetti di sé che provocano sofferenza o che evidenziano fragilità e debolezze, e questo lo si può manifestare in svariati modi. Tuttavia, come già detto in precedenza, se nella fase preliminare il soggetto sente il bisogno di nascondere alcuni elementi della sua storia di vita, poco importa ai fini della valutazione iniziale e dell’ impostazione di un percorso psicologico: ciò che la persona non potrà assolutamente nascondere sarà il suo modo di essere e di porsi, il modo di organizzare il suo pensiero e il suo modo di relazionarsi nei confronti dell’altro. Per la storia di vita ci sarà tempo…quello che conta è iniziare a comprendere la realtà psichica della persona. Ecco che quindi l’obiettivo del colloquio psicologico non è soltanto quello di giungere alla conoscenza degli eventi di vita che hanno contribuito a portare la persona ad uno stato di sofferenza, ma soprattutto quello di comprendere la complessità della persona e del suo disagio attraverso il suo modo di relazionarsi allo psicologo, per giungere ad un trattamento adeguato che sia il più efficace possibile.