Quando il pericolo è “di casa”: il fenomeno della violenza domestica

Tutti noi restiamo colpiti dai numerosi casi di cronaca nera che narrano di aggressioni, violenze, furti, rapine e omicidi ad opera della criminalità comune e della criminalità organizzata nelle zone di maggior degrado e non solo... Tuttavia, un aspetto che colpisce in maniera alquanto inquietante è dato dal fatto che, secondo le ultime statistiche, l’anno scorso il numero di reati in Italia sarebbe diminuito (per esempio il numero di delitti sarebbe calato del 9.5% rispetto all’anno precedente) mentre sono aumentati in maniera esponenziale i casi di femminicidio e di violenza tra le mura domestiche (dati del Viminale estrapolati dall’articolo di repubblica.it : https://www.repubblica.it/cronaca/2018/08/15/news/dossier_viminale_reati_in_calo_ma_un_terzo_degli_omicidi_sono_femminicidi-204182603/ )
Questo ci porta a riflettere su un fenomeno che per troppo tempo è stato trascurato e che ahimé ancora oggi non viene portato sufficientemente alla luce, proprio perché si verifica tra le mura di casa: il fenomeno dell’Intimate Partner Violence, ossia la violenza domestica. Analizziamo più a fondo questo complesso e drammatico fenomeno…

                                              

                                               

 

L’incubo “violenza” nella coppia: l’Intimate Partner Violence

In generale l’Intimate Parnter Violence viene intesa come una violenza fisica, psicologica o sessuale messa in atto da un partner a scapito dell’altro. Tuttavia questo fenomeno presenta aspetti di notevole complessità che chiamano in causa molteplici variabili. Innanzitutto possiamo riscontrare tre tipologie di violenza domestica, con caratteristiche e conseguenze differenti:
1) Il “terrorismo” fisico e psicologico tra le mura domestiche: esso è una particolare modalità di controllo violento e oppressivo del partner che comprende tutta una serie di atti di violenza fisica e sessuale che si combina in maniera perversa con strategie di controllo non necessariamente violente quali il controllo economico, l’abuso emotivo, il controllo incessante delle attività e degli spostamenti del partner, minacce e intimidazioni. Questo è il tipo di violenza domestica che finisce maggiormente sotto la “lente di ingrandimento” delle forze dell’ordine, quando la vittima decide di sporgere denuncia… aspetto per nulle banale, in quanto, a causa del clima di sottomissione e “ricatto emotivo” di fronte al quale la vittima si trova spesso soggiogata, buona parte di questi episodi di abuso rimangono nascosti tra le mura domestiche.
2) Comportamenti violenti messi in atto dalla vittima per difendersi dalle angherie del partner violento. Questo tipo di comportamento aggressivo può essere il risultato di una reazione istintiva all’aggressione subita oppure può assumere una valenza di difesa… un tentativo estremo e disperato di porre fine alla violenza del partner, giungendo nei casi più seri all’uccisione del compagno.
3) Infine abbiamo una “violenza “situazionale” legata al rapporto di coppia e alle situazioni di conflitto e aggressività reciproca…in questo caso non abbiamo un partner controllante che abusa e minaccia...qui abbiamo invece un fenomeno di aggressività che caratterizza proprio la coppia. Questo tipo di violenza la possiamo individuare per esempio in un litigio accesso che poi, a causa delle dinamiche di coppia, degenera in uno scontro fisico con conseguenze che possono portare a diverbi e aggressioni poco rilevanti o a gravi situazioni di violenza cronica, fino all’omicidio del partner.
Quest’ultimo tipo di violenza è il frutto delle incomprensioni e delle dinamiche problematiche della coppia… in questo caso, quindi, non vi è uno “sbilanciamento” dell’aggressività ai danni del partner più debole: qui la violenza è messa in atto da entrambi i partner e in egual misura.
Nei primi due casi invece, chi soccombe è sempre il partner più debole o fragile…e statisticamente, ahimé, è quasi sempre la donna…

 

                                              

 


Alle origini della violenza domestica…

Sono innumerevoli le sfaccettature che vanno a comporre il fenomeno della violenza domestica. Esaminiamone alcune…
Per comprendere meglio l’Intimate Partner Violence è importante analizzare il tipo di relazione che si viene a creare tra i due partner. Una componente importante, motivo di comportamenti violenti, è la ritorsione a seguito di atteggiamenti di ribellione da parte della partner: esso si verifica soprattutto in soggetti (prevalentemente maschi) con una personalità problematica…talvolta con tendenze paranoidi o caratterizzata da fasi di idealizzazione eccessiva della partner alternate a repentine fasi di violenta svalutazione… Cosa succede concretamente in questo caso?...succede che il parnter alterna fasi in cui vede la compagna come una figura perfetta (senza alcun difetto) ad altre in cui la ritiene un essere spregevole e immondo…è in questa specifica fase che possono innescarsi meccanismi perversi di ritorsione ai danni della partner. Un altro fattore che spesso porta alcuni uomini problematici a condotte violente è quello della dominazione/punizione, dove il partner avverte il bisogno di esercitare un controllo totale sulla compagna. Tale fattore si presenta quasi sempre in soggetti con personalità patologiche che manifestano problemi nella gestione delle emozioni e dell’impulsività.
Un altro elemento che gioca un ruolo chiave nell’insorgenza di violenza domestica è dato dalle prime interazioni con le figure di attaccamento, ossia con i genitori. Diversi studi hanno riscontrato che stili di attaccamento ai genitori improntati alla sicurezza e alla serenità permettono alla persona di avere in futuro rapporti stabili, caratterizzati dal rispetto reciproco: in queste coppie si riscontreranno pertanto bassi livelli di violenza e aggressività.
Al contrario, individui che hanno avuto un attaccamento ai genitori insicuro e dominato da paura e senso di fragilità presentano nella vita di coppia livelli di violenza decisamente più elevati che associati a specifiche caratteristiche di personalità producono gelosia, ansia da lontananza del partner, marcata sospettosità, atteggiamenti di controllo e agiti violenti.
In contesti delicati come questi sarebbe fondamentale lavorare in primo luogo sulla vittima, con un percorso di supporto psicologico che possa aiutarla a prendere coscienza della gravita della situazione in cui si trova. In secondo luogo, indipendentemente dalle eventuali sanzioni penali, sarebbe fondamentale un lungo e paziente lavoro di recupero del partner violento…con lo scopo di acquisire graduale consapevolezza delle proprie componenti impulsive e patologiche nella gestione della relazione di coppia.