Nell’articolo precedente si è discusso sul ruolo dell’alleanza terapeutica tra psicologo e paziente, su come tale fenomeno influisca sulla qualità del percorso terapeutico e su come esso si manifesti in un contesto di psicoterapia online. Lo psicologo online deve avere ben chiari questi aspetti, al fine di muoversi nel miglior modo possibile con il paziente in questo nuovo setting terapeutico quale il counseling psicologico e la psicoterapia online.
In questo articolo approfondiremo ulteriormente il fenomeno dell’alleanza terapeutica analizzando le molteplici sfaccettature e le implicazioni terapeutiche che da un lato possono portare giovamento al paziente conducendolo verso la strada del cambiamento, dall’altro aiutare lo psicologo ad acquisire sempre più esperienza sui vari tipi di alleanza terapeutica, a seconda del tipo di paziente con cui ci si confronta e a seconda del tipo di setting (se in studio oppure in una seduta online).

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I recenti sviluppi nella tecnologia della comunicazione hanno aperto nuove possibilità terapeutiche che sfidano la nostra comprensione della psicoterapia. Mentre il dibattito accademico tra psicologi prosegue sul fatto che i trattamenti online possano rappresentare un'alternativa accettabile alla classica psicoterapia in studio, “il mondo reale” ha già deciso…. I clinici e gli studiosi non possono più discutere della consulenza online come di un metodo di intervento che prenderà forma nel futuro: il futuro è ora…
Approcci di trattamento psicologico tramite Internet sono già stati sviluppati per una vasta gamma di disturbi clinici… tra cui depressione, disturbi alimentari, disturbi d'ansia, così come interventi mirati a problemi relazionali, disturbi dell'adattamento e burnout correlato al lavoro.
Lo psicologo online è già da tempo in mezzo a noi…

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Negli articoli precedenti abbiamo approfondito il meccanismo di difesa dell’introiezione e abbiamo visto come esso sia implicato nella dinamica del funzionamento depressivo. Tale fenomeno psichico porta l’individuo depresso a vedere tutta la parte cattiva della persona introiettata dentro di Sé, con l’obiettivo di conservare di questa persona un’immagine esclusivamente positiva.
L’introiezione però non è l’unica difesa messa in atto dalla persona che soffre di depressione…
Come esplicitato nell’ultimo articolo, il bambino che subisce un vissuto di perdita o abbandono da parte di una figura di riferimento, per rendere accettabile questa tremenda esperienza, incorpora tutti gli aspetti negativi del genitore “perduto”… che diventano pertanto parte integrante del sé del bambino…questo porta all’uso massiccio di una altro meccanismo di difesa altamente correlato alla depressione: l’idealizzazione.

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Nell’articolo precedente si è approfondito il principale meccanismo di difesa implicato nella depressione, ossia l’introiezione…e si è detto che tale meccanismo consiste nell’interiorizzazione delle caratteristiche più negative e fastidiose di una vecchia figura di riferimento che si è amata tanto. A tal proposito, è necessario fare una precisazione, onde evitare di scorgere esclusivamente nelle figure genitoriali o nei familiari l’origine della depressione…la questione può essere molto più delicata e complessa!... se un individuo depresso ha introiettato aspetti negativi e odiosi di una figura di riferimento che ama, questo non vuol dire necessariamente che la persona interiorizzata sia realmente negativa e odiosa. Spieghiamo meglio la questione con un esempio…

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Le forme di depressione sono molteplici e riflettono la complessità del disagio e della natura umana. Ogni individuo che presenta tale problematica, in quanto unico e irripetibile, esprimerà la sua forma altrettanto unica e irripetibile di depressione. Tuttavia, nel funzionamento depressivo vero e proprio, vi sono dei “movimenti” e delle “operazioni psichiche” comuni, più o meno consapevoli, che vengono utilizzate per ridurre angoscia e turbamento… e che alla lunga possono mettere a repentaglio l’equilibrio interiore. Queste operazioni inconsce prendono il nome di meccanismi di difesa. Tutti noi facciamo uso dei meccanismi di difesa: spesso consistono in forme di adattamento sane che intervengono per difendere e preservare il nostro Sé da una minaccia, con lo scopo di gestire qualche emozione intensa, fonte di angoscia…oppure un dolore intollerabile che potrebbe destabilizzare. Le difese sono fondamentali anche per mantenere la propria autostima e contribuiscono ad organizzare la nostra personalità.
Quando però queste difese si irrigidiscono oppure vengono usate in maniera massiccia influendo sulla qualità della vita della persona, diventano disadattive portando al disagio psichico…
Vediamo quali sono le difese che hanno un ruolo chiave nel funzionamento depressivo.

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