Nell’ambito delle comunicazioni, Skype ha indubbiamente cambiato in meglio la nostra vita, permettendoci di comunicare e vedere persone distanti anche migliaia di chilometri e avere con loro un contatto immediato, come se si stesse parlando con loro di persona.
Riguardo la psicologia e la psicoterapia online, diversi professionisti si mostrano sempre più propensi all’utilizzo di Skype per lo svolgimento delle sedute. Nel campo della psicoanalisi, molti analisti americani stanno utilizzando Skype per condurre formazione e terapia con candidati psicoanalisti cinesi, con l’obiettivo di avvicinare la psicoanalisi cinese (in via di sviluppo e diffusione) a quella americana. In Australia, per esempio, troviamo una clinica di psicoterapia online che utilizza Skype e una web-cam per seguire i pazienti nel loro percorso psicoterapeutico!…

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A partire da questo articolo, avrà inizio tutta una serie di lavori e riflessioni, con riferimento ai contributi dei più importanti studiosi del settore, sul ruolo dello psicologo online e di tutti gli strumenti (più o meno tecnologici) a sua disposizione per espletare al meglio il lavoro relativo a percorsi psicologici e psicoterapeutici.
Anche in ambito psicoanalitico, col passare del tempo, sono state sollevate molteplici questioni riguardo l’uso di strumenti quali il telefono e Skype in terapia.
Giusto per puntualizzare, la psicoanalisi è un’importante tecnica esplorativa e psicoterapeutica fondata da Sigmund Freud che ha come obiettivi rendere conscio l’inconscio, elaborare le resistenze al cambiamento, creare le condizioni più favorevoli per il funzionamento dell’Io.

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A chi non è mai capito di andare su tutte le furie dopo aver ricevuto un torto o all'aver assistito ad un'ingiustizia? La rabbia è una delle emozioni più controverse che si presenta in svariate forme e in diverse occasioni. C'è chi si tiene tutto dentro e c'è chi libera il proprio senso di oppressione sfogandosi attraverso ulra o, nel peggiore dei casi, con atti violenti. Spesso durante questo stato l'individuo continua a pensare a cosa ha causato questa rabbia alimentando così la stessa. Possiamo evitare le persone che ci hanno fatto arrabbiare, provare a discuterne con calma oppure scagliarci addosso contro la persona (o la situazione) che ha causato questo stato emotivo. Anche se molti sostengono che lo sfogarsi sia un modo per sentirsi meglio alcuni studi pensano il contrario. Non è detto che una cosa sia positiva solo perché ti fa stare bene.

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Pensi di essere una persona che non si arrabbia mai ma contemporaneamente ti senti "bloccato"? Magari, anziché arrabbiarti, trovi sempre giustificazioni per le mancanze altrui. Sarai sicuramente una brava persona ma probabilmente soffri di rabbia repressa. Trattenere la rabbia è come trattenere un carbone ardente, con l’intento di gettarlo su qualcun altro; sei tu quello che si scotta. Quando provi rabbia repressa è probabile che ti senta come una pentola a pressione: arriva un punto in cui non reggi e vorresti esplodere. Il guaio è che questa rabbia non solo diventa distruttiva per le persone che ti circondano, ma devastante per te che la provi e ci stai male. Dobbiamo innanzitutto capire se soffri di questo problema quindi ti elencherò i principali sintomi di tale rabbia.

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Non c’è sintomo d’ansia senza un conflitto interiore alla base, così come non c’è sintomo d’ansia senza una storia di costrizione o limitazione della propria libertà di espressione, in nome dell’accettazione di norme familiari o della propria cultura di appartenenza…
Ovviamente anche l’agorafobia, molto spesso associata ad attacchi di panico, si può inscrivere in questa dinamica di conflitti.
Come è noto, l’agorafobia è la fobia degli spazi aperti. L’ansia che sopraggiunge quando si esce di casa può raggiungere livelli lievi oppure può provocare delle vere e proprie crisi di panico con relativi svenimenti o forti vertigini. Tali vissuti penosi tendono a scemare o addirittura a scomparire quando si viene accompagnati da persone di cui ci si fida che rappresentano un riferimento verso cui spesso l’individuo agorafobico prova sentimenti ambivalenti: sovente la figura di fiducia, nelle fantasie della persona agorafobica, è implicata nelle dinamiche che causano il disturbo d’ansia.

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