Tutti i percorsi di supporto psicologico, così come quelli psicoterapeutici, richiedono inevitabilmente del tempo per produrre dei risultati concreti e duraturi. Spesso le persone che si rivolgono ad uno psicologo/psicologo online per un disagio psicologico o per un sintomo psichico che lo tormentano si aspettano di risolvere “magicamente” il loro problema nel giro di poche sedute, senza tenere conto di un aspetto non trascurabile: la gradualità dei cambiamenti. Una persona adulta, nel momento in cui si rivolge ad uno psicologo online, ci ha impiegato un certo numero di anni per giungere ad essere quello che è, con i suoi punti di forza e i suoi punti di debolezza. Per cambiare alcuni aspetti di sé non si può avere fretta.

                                                    

Accettare il fatto che per giungere al cambiamento serve tempo

Ognuno di noi pertanto diventa quello che è dopo un lungo percorso di crescita e di storia di vita che ci porta a consolidare tutta una serie di nostre caratteristiche, così come di tratti di personalità, di potenzialità ma anche di debolezze e di sintomi psichici.
Lo psicologo e lo psicologo online devono assolutamente lavorare insieme al paziente su un elemento di importanza vitale per il cambiamento e per un adeguato percorso trasformativo: la variabile “tempo”. Freud riteneva il tempo come un aspetto caratteristico del cosiddetto “processo secondario”, ossia quell’insieme di rappresentazioni mentali che ubbidisce al principio di realtà e che riesce a controllare gli istinti più primitivi che tutti noi avvertiamo in modalità differenti: è quel processo che viene un po’ meno in quei pazienti che, gravati dalla sofferenza psichica del momento, desiderano fissare l’appuntamento con lo psicologo il prima possibile per risolvere nell’immediato il loro problema. Queste persone hanno tutta una serie di buone ragioni per muoversi in questa maniera: significa che stanno soffrendo talmente tanto che non riescono a tollerare di stare così male ancora per molto. La questione però è decisamente più complessa, in quanto tali pazienti ci hanno appunto messo un “tot” di anni per arrivare ad essere quello che sono, così come i loro sintomi che col tempo sono cresciuti insieme a loro. Come si può pretendere pertanto che i sintomi possano sparire in “quattro e quattr’otto” senza un accurato lavoro di elaborazione e autoconoscenza?

                                                                       

La complessità delle dinamiche che stanno dietro un percorso psicologico

Ed è proprio sulla variabile “tempo” che psicologo e psicoterapeuta, così come psicologo e psicoterapeuta online, devono lavorare con i pazienti. Talvolta qualcuno vede l’ “imbroglio” dietro questo approccio pensando che in realtà lo psicologo comunica di avere bisogno di tempo soltanto per “spillare” più denaro possibile al paziente. È una tesi rispettabilissima e forse ahimè qualche psicologo poco professionale si è mosso anche così: del resto, persone poco corrette se ne trovano in tutti gli ambiti professionali. Mi verrebbe da aggiungere a tal proposito: peggio per loro, è un problema che si vedranno loro con la loro coscienza. Tuttavia, gli psicologi e gli psicologi online seri devono necessariamente confrontarsi con la variabile “tempo” e farla accettare al paziente, anche per una questione di conoscenza reciproca. Andare dallo psicologo o dallo psicologo online non è come andare dal dentista o dall’ortopedico o da qualunque altro specialista, dove il metro di valutazione è strettamente legato al mero risultato ottenuto: un dente o è stato curato bene oppure no, un osso è stato sistemato oppure no. In un percorso psicoterapeutico non funziona in maniera così lineare, in quanto tra psicologo e paziente si deve venire a creare una particolare relazione che consenta da una parte di generare una solida alleanza terapeutica in grado di motivare il paziente al cambiamento e ad una sempre più approfondita conoscenza di sé; dall’altra si deve venire ad instaurare una serie di sentimenti reciproci, che definiamo transfert e controtransfert, che sono la chiave per comprendere meglio come il paziente mette in gioco le sue emozioni e le sue relazioni, frutto di interazioni del passato con le figure di riferimento.
Si può pertanto iniziare a intuire come il percorso di cambiamento psicologico non sia una cosa di poco conto e di facile attuazione: è un qualcosa che richiede tempo e motivazione.

                       

Nel primo articolo sull’argomento (https://www.psicologo-online24.it/blog/una-preziosa-crisi-nel-percorso-di-crescita-l-adolescenza ) abbiamo affrontato il tema dell’adolescenza definendolo come un fisiologico e importantissimo percorso evolutivo, una delicata fase di passaggio dall’infanzia all’età adulta dove il ragazzo si confronta con tutta una serie di sconvolgimenti ormonali, emotivi e cognitivi preludio di un grande cambiamento della sua esistenza.
L’adolescenza è un periodo che genera inevitabilmente confusione, in quanto la mente in formazione dell’adolescente si trova di fronte a vissuti quali ansia, paura, incertezza per il futuro, voglia di libertà e indipendenza e al tempo stesso desiderio di protezione. Tutto ciò, in un adeguato percorso adolescenziale è necessario: sono normali reazioni che si innescano di fronte al fenomeno della trasformazione.

                      

 

Fasi dell’adolescenza e psicopatologia

Un’adolescenza adeguata e costruttiva può svilupparsi soltanto se si ha avuto un’infanzia serena dove il bambino ha potuto esperire dal rapporto coi genitori vissuti di sicurezza, protezione, affetto, fiducia in se stessi e negli altri. In caso contrario, si innescheranno inesorabilmente dinamiche che porteranno a percorsi adolescenziali patologici. Obiettivo di questo articolo è quello di iniziare ad illustrare come si innesta la psicopatologia in un periodo delicato come l’adolescenza.
Innanzitutto lo psicologo e lo psicologo online devono tenere a mente in un percorso di valutazione psicodiagnostica che i sintomi psichici in adolescenza vanno messi in relazione a molteplici fattori: desideri, aspettative, paure e ansie dell’adolescente, difese psicologiche, modelli di identificazione, livello di integrità del proprio Sé, qualità delle relazioni con le figure di riferimento (genitori in primis, ma anche parenti più prossimi, amici, figure educative, insegnanti) livello di regolazione degli affetti e degli impulsi.
Innanzitutto, è bene ricordare a psicologi e psicologi online che l’adolescenza si suddivide principalmente in tre fasi fondamentali: la prima adolescenza (dai 12 ai 14 anni), dove i ragazzi si confrontano per la prima volta coi cambiamenti del proprio corpo e rivolgono l’attenzione verso se stessi; la media adolescenza (dai 14 ai 16 anni) caratterizzata dal processo di separazione psicologica dalle figure genitoriali e da una ricerca attiva di nuovi riferimenti extrafamiliari; la tarda adolescenza (dai 16 ai 19 anni), fase in cui il ragazzo e la ragazza si cimentano nella costruzione graduale della propria identità in ambito sociale, emotivo e sessuale. In ciascuna di queste fasi la psicopatologia può provocare degli arresti evolutivi o, peggio ancora, delle regressioni che portano l’adolescente a rifugiarsi in fasi dello sviluppo più primitive legate ancora all’infanzia.

                       

 

La psicodiagnosi in adolescenza: una sfida complessa e delicata

Così come con gli adulti, i due principali riferimenti per diagnosticare un disturbo psicologico in adolescenza sono il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali V (DSM-V) e l’ICD-10.
Tuttavia, nel porre diagnosi di disturbo psicologico in adolescenza serve il massimo della cautela e della sensibilità da parte dello psicologo e dello psicologo online. Perché questo? Perché in adolescenza i disturbi mentali sono fortemente caratterizzati da aspetti evolutivi. Gli adolescenti sono delle “menti in formazione” e pertanto anche la loro psicopatologia può evolvere in un senso o nell’altro. La comprensione del disturbo mentale in adolescenza non può non tenere conto delle variabili “tempo”e “trasformazione”. Il grosso limite dei manuali diagnostici precedentemente citati è dato dalla rigida categorizzazione in classi diagnostiche e psicopatologiche: questo tipo di approccio è già limitante nel fare diagnosi con pazienti adulti, figuriamoci con adolescenti che attraversano continue fluttuazioni nella percezione del proprio sé e nella modulazione delle proprie emozioni!
I principali disturbi psichici che ravvisiamo in adolescenza sono i disturbi d’ansia, i disturbi dell’identità di genere, i disturbi dell’alimentazione, depressioni di natura nevrotica, depressione reattiva, disturbi della personalità, disturbi psicosomatici, disturbi da uso di droghe e alcool. Tutte queste patologie, che ovviamente possiamo trovare anche negli adulti, vanno modulate e riconsiderate in quel complesso e articolato scenario delle crisi evolutive e adattive (le crisi dovute a dei cambiamenti improvvisi in famiglia o nelle relazioni con i coetanei) che contraddistinguono l’adolescenza.
Psicologo e psicologo online devono tenere a mente questo fondamentale riferimento nel porre diagnosi con gli adolescenti: non è concepibile individuare la psicopatologia soltanto con i sintomi rilevati. Tali sintomi devono essere collegati e “significati” in un complesso contesto di alterazioni emotivo-relazionali e sofferenze interiori tipiche di questa età.

                                

Nel campo del supporto psicologico e della psicoterapia, il ruolo delle nuove tecnologie e soprattutto di internet è sempre più preponderante.
La comunicazione online tramite videochiamate, chat, mail, ecc. si è intensificata a livello esponenziale, tant’è che anche nell’ambito psicologico questi strumenti rivestono un’importanza sempre maggiore. Col passare degli anni e con lo sviluppo delle nuove forme di comunicazione online, sta prendendo sempre più piede una figura professionale efficace e innovativa: quella dello psicologo online. Con gli strumenti tecnologici di oggi (quali per esempio Skype) è possibile impostare percorsi psicologici e psicoterapie online: psicologo-online 24.it fornisce da più di un anno questo servizio prezioso e innovativo. Vediamo un po’ come funziona.

                                          

                      

Che cos’è psicologo-online24.it?

Il servizio di psicologo-online24.it è fornito dal dottor Davide Ivan Caricchi, psicologo, psicoterapeuta, specialista in Psicologia Clinica.
Il servizio funziona in questa modalità: vengono offerti percorsi psicologici, psicoterapeutici e di counseling psicologico online tramite Skype. È stato infatti riscontrato che Skype consente di ricreare condizioni praticamente uguali a quelle di una classica seduta di supporto psicologico o di psicoterapia. I colloqui online sono della durata di 50 minuti, come una classica seduta psicologica o psicoterapeutica in studio. Il tutto può essere poi integrato da interventi innovativi quali mail interattive, mail di supporto o chat per affiancare la persona anche nelle fasi che intercorrono tra un colloquio e l’altro.
Quello che però è fondamentale tenere a mente è che mail interattive, mail di supporto e chat NON possono sostituire il colloquio clinico via Skype, in quanto è soltanto attraverso il colloquio clinico online di 50 minuti (così come quello in studio) che si può intraprendere un percorso psicoterapeutico serio che possa portare al cambiamento. Mail e chat possono essere molto importanti ma devono essere considerate sempre come interventi ad integrazione del colloquio psicologico, psicoterapeutico o di counseling. Gli psicologi online che forniscono percorsi psicologici esclusivamente tramite chat non offrono un servizio corretto e professionale.

                                                     

Costi del servizio di psicologo-online24.it

Passiamo ora alla questione economica, ossia ai costi delle sedute psicologiche e psicoterapeutiche online. I costi sono particolarmente contenuti, in quanto la modalità online consente allo psicologo di avere meno spese, non essendo necessari costi di affitto e manutenzione dello studio. Pur essendo decisamente inferiori i prezzi delle sedute online di psicologo-online24.it, vengono mantenuti gli stessi identici standard di qualità e professionalità di una classica seduta in studio, con il vantaggio (come già detto) di potersi anche avvalere di servizi di supporto innovativi quali mail interattive e chat.
Entriamo più nello specifico dei costi: attualmente c’è la possibilità di avvalersi di una serie di “pacchetti” di colloqui tra cui il paziente può scegliere. Un singolo colloquio ha un costo di 40 euro. Il pacchetto di due colloqui (75 euro) consente di pagare un colloquio 40 euro e l’altro 35 euro. Il pacchetto di quattro colloqui (140 euro) permette di pagare ogni singolo colloquio online 35 euro, con un ulteriore risparmio.
Per il pagamento ci sono varie modalità: tramite il circuito PayPal oppure attraverso bonifico bancario oppure con ricarica postepay oppure ancora tramite l’innovativa applicazione Satispay.
Inoltre c’è anche la possibilità di effettuare su appuntamento una consulenza gratuita e senza impegno della durata di 20 minuti via telefono o via chat per inquadrare bene il problema e valutare come muoversi nel successivo percorso psicologico online.

                                                        

 

Qualunque essere umano attraversa nella sua vita quella fase più o meno delicata di sconvolgimenti emotivi, ormonali, fisici ed esistenziali che prende il nome di adolescenza.
Ma in cosa consiste nello specifico questo periodo della vita con cui lo psicologo e lo psicologo online si confrontano molto spesso? Eh, già, perché psicologi e psicologi online affrontano con grande frequenza tematiche legate all’adolescenza: vuoi perché il paziente in seduta è effettivamente un adolescente che vive i problemi e le trasformazioni di questa fase delicata della vita, vuoi perché nel paziente adulto riaffiorano aspetti dell’adolescenza che in maniera più o meno negativa influiscono nella sua esistenza.

                                                    

 

Una fase di passaggio e di confronto tra generazioni

Infatti esistono moltissimi adulti, uomini “fatti e finiti”, che in realtà sono ancora degli autentici adolescenti, con vissuti, emozioni, atteggiamenti, immagini di sé di natura squisitamente adolescenziale: in casi come questi (molto frequenti), si assiste ad un vero e proprio blocco che noi psicologi e psicologi online definiamo “arresto evolutivo”.
Quando di parla di adolescenza, si fa riferimento ad uno sterminato “mondo”, un fenomeno evolutivo che implica innumerevoli sfaccettature e complessità sia di natura emotivo-relazionale sia di natura comunicativa. Molte volte i genitori avvertono gli adolescenti come un vero e proprio “mondo a sé”, con linguaggi, regole e abitudini che spesso il mondo degli adulti fa fatica a comprendere, talvolta disturba e genera frustrazione. È normale tutto ciò, in quanto si assiste ad un confronto/scontro tra due generazioni differenti: una consolidata e già con una serie di risposte date alla vita (il mondo degli adulti), l’altra “in divenire”, attraversata da una miriade di dubbi, speranze, emozioni, perplessità per un passaggio da una fase della vita nota e rassicurante (l’infanzia) ad una stimolante e ricca di possibilità ma al tempo stesso sconosciuta, fonte di ansie e paure.
La vita adulta, agli occhi degli adolescenti, mostra molti vantaggi, suscita parecchi interessi ma genera anche altro!

                                                                          

 

Adolescenza: quanto può far paura il mondo degli adulti?

La vita adulta è indubbiamente una prospettiva allettante e piacevole, ma quante contraddizioni può portarsi dietro? Quante sofferenze? Quante responsabilità? Gli adolescenti gradualmente acquisiscono questa consapevolezza e da ciò nasce la loro confusione, la loro paura per il futuro, la loro conflittualità verso una generazione che li ha messi al mondo ma che presenta una miriade di fragilità e debolezze. Lo psicologo e lo psicologo online devono essere bravi nel porsi all’interfaccia di questa conflittualità per tramutarle in una comunicazione proficua che aiuti a vivere il passaggio dall’età infantile all’età adulta nella modalità più matura e interessante possibile.
Iniziamo a dare una definizione omogenea del fenomeno dell’ “adolescenza”. In termini di periodo di vita, può essere banalmente definita come una fase intermedia tra la pubertà e la maturità. In termini prettamente psicologici, può essere considerata come una modalità costante e tumultuosa della psiche di rispondere al mondo, di vivere se stessi e gli altri. Tali vissuti e tali risposte sono spesso contraddistinte da incertezza, insicurezza, angoscia per quello che verrà, sconvolgimenti pulsionali, paure, imprevedibilità, forte conflitto tra bisogni di sicurezza/protezione ed esigenze sempre più pressanti di libertà.
In ogni caso, l’elemento base che caratterizza questo tumultuoso periodo della vita è quello della trasformazione: qualsiasi tipo di trasformazione costituisce uno sconvolgimento per un individuo, piccolo o grande che sia. Anche una semplice promozione sul posto del lavoro per un adulto può rappresentare un vero e proprio sconvolgimento, seppur positivo: il problema è che ci si confronta comunque con un cambiamento, con l’abbandonare una fase importante del passato per affrontarne una nuova e sconosciuta (seppur stimolante). In termini più simbolici, il cambiamento (dal più piccolo al più grande) ci confronta inevitabilmente col tema della morte.
Figuriamoci allora cosa possa rappresentare un cambiamento così epocale come l’adolescenza per un ragazzo: di fronte a quali straordinarie novità egli inizierà a confrontarsi? E soprattutto, quante “cose” dell’infanzia dovrà a poco a poco lasciarsi alle spalle?
Nel prossimo articolo affronteremo nel dettaglio i principali cambiamenti che attraversano la vita di un adolescente e come un genitore può cercare di fronteggiarle.
Non perdetevi il prossimo (imminente) lavoro!

                                                                  

 

Come già illustrato in un precedente lavoro, molti animali sono utilizzati con finalità terapeutiche nel trattamento di svariati disturbi, quali per esempio timidezza, insicurezza, problematiche comportamentali, disturbi psichiatrici e disturbi d’ansia, nel campo della riabilitazione dei disturbi motori oppure ancora per contrastare malattie neurologiche e degenerazioni neuro-muscolari.
Sono tantissimi gli studi scientifici che hanno dimostrato l’efficacia della pet-therapy nell’ambito del supporto psicologico e della ri-socializzazione.
Ogni animale utilizzato nella pet-therapy presenta una sua specifica capacità di “entrare in contatto” con le emozioni dell’essere umano, grazie alla sua marcata sensibilità.
In questo lavoro prenderemo in esame il preziosissimo ruolo di supporto psicologico che può svolgere il cavallo. Ci occuperemo pertanto dell’ippoterapia.

 

Come funziona l’ippoterapia 

Che cos’è quindi l’ippoterapia? L’ippoterapia è una terapia psicologica che si avvale dell’uso del cavallo per far stare meglio l’individuo dal punto di vista psicofisico.
Questo tipo di pratica è molto antica: lo stesso Ippocrate ne faceva riferimento nel 400 a.C. sostenendo che la grande adattabilità, pazienza e sensibilità del cavallo era di grande utilità e sollievo per disturbi quali ansia, agitazione e insonnia.
Per definizione, l’ippoterapia consiste in una serie di interazioni terapeutiche condotte con il
cavallo per trattare problemi specifici del paziente. La portata degli effetti terapeutici dell'ippoterapia è molto ampia e include sia aspetti riabilitativi, sia aspetti educativi, sia aspetti psicologici e psicosociali.
In una corretta pratica dell’ippoterapia elementi terapeutici, educativi e attività ricreative si intrecciano a seconda delle caratteristiche e delle esigenze del paziente. Questo richiede da parte
dell'istruttore di ippoterapia un’ampia conoscenza non solo dei disturbi dell’età evolutiva, ma anche di una varietà di disturbi psichici, fisici e neurologici. Altro aspetto fondamentale è ovviamente l’addestramento del cavallo: esso deve essere
appositamente preparato per queste attività essendo l’elemento centrale del lavoro col paziente.
Obiettivo principale dell’ippoterapia non deve essere il controllo del cavallo da parte del paziente ma il feedback attivo di quest’ultimo col cavallo in movimento, tramite la regolazione delle risposte emotive e corporee. Ogni passo che il cavallo compie induce il paziente ad
adattare attivamente i propri muscoli ed i propri movimenti per controllare la sua posizione e quella del cavallo. Le differenti percezioni del movimento, le azioni di contatto (quali per esempio allungare la mano verso il cavallo e toccarlo), le procedure di monta e tutta una serie di esercizi di interazione con l’animale consentono al paziente di raggiungere un adeguato controllo della postura ed un miglioramento nell’integrazione sensoriale e nella modulazione delle emozioni. L’ippoterapia gioca un ruolo chiave anche per quel che concerne la percezione del proprio corpo nello spazio, oltre all'integrazione del senso della vista, dell'udito e del movimento: il tutto grazie all’interazione sempre più armoniosa ed efficace tra paziente e cavallo.

 

Dinamiche tra paziente e cavallo nell’ippoterapia

Il rapporto che si viene a creare tra paziente e cavallo è sempre unico e speciale: ogni percorso di ippoterapia fa storia a sé. Di questo, psicologo e psicologo online devo essere consapevoli quando in psicoterapia acquisiscono informazioni da un paziente che sta intraprendendo percorsi di ippoterapia.
Nell'ippoterapia, l’individuo diventa tutt'uno con il cavallo. Compito del terapeuta è monitorare
costantemente la risposta del paziente all’animale e il relativo adeguamento di ritmo, direzione e movimento da parte del cavallo alle necessità del paziente.
L'ippoterapia è focalizzata sulla postura del soggetto e sulle sue reazioni al movimento. Ovviamente
ci sono anche altri elementi da tenere in considerazione durante le sessioni di ippoterapia, quali la respirazione, lo sviluppo cognitivo e lo sviluppo del linguaggio: anch’essi andranno incontro a considerevoli miglioramenti e il maggior potenziamento di un aspetto rispetto all’altro dipenderà dal tipo di percorso di ippoterapia che si intende approntare.
In generale, è stato appurato da evidenze scientifiche che l’ippoterapia aiuta in maniera considerevole a stabilire un migliore contatto con l'ambiente, a stimolare lo
sviluppo di processi psicomotori e a modulare emozioni e sensazioni.
L'ippoterapia, pertanto, non è una normale lezione di equitazione (come molti ancora pensano) bensì una forma di terapia che apporta benefici e risultati concreti soprattutto in termini di risposte emozionali più adeguate e di un miglior rapporto con il proprio corpo e con lo spazio circostante.