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Scritto dal Dott. Davide Caricchi
Scritto il 14 Ago, 2024
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Così forte e così debole… La personalità narcisistica

La personalità narcisistica rappresenta una grande “sfida clinica” per lo psicologo e lo psicologo online. Tutti noi presentiamo degli aspetti di narcisismo, ossia quella preoccupazione rivolta a noi stessi e all’immagine che diamo agli occhi degli altri.

Una piccola dose di narcisismo può essere importante, in quanto ci consente di valorizzarci e farci apprezzare da amici, conoscenti, colleghi di lavoro, partner, familiari, ecc. Ma cosa succede quando il narcisismo diventa l’aspetto preponderante della nostra vita? Quando i tratti narcisistici diventano così dominanti da diventare un punto debole dela nostra personalità?

Talvolta sarà capitato di incontrare persone che conversano amabilmente con tutti fornendo un’immagine di sé piacevole e accattivante.

Col passare del tempo però, si può notare come queste persone appaiano inaccessibili, si ha come la sensazione che parlino con l’interlocutore ma che in realtà non lo ascoltino, perché troppo prese da se stesse e dalla preoccupazione di “far colpo” sull’altro.

Questo piccolo esempio ci dà una prima idea parziale, ma al tempo stesso eloquente, su come funziona la personalità narcisistica.

Quali sono i sintomi tipici della personalità narcisistica?

I pazienti che presentano una personalità narcisistica tendono a sviluppare una visione grandiosamente distorta delle proprie capacità, spesso esagerando i loro successi e attribuendosi meriti superiori a quelli realmente ottenuti. Questa percezione è intrinsecamente legata alla convinzione di essere individui superiori, unici e speciali, rispetto alla maggioranza delle persone.

Nel contesto della personalità narcisistica, l’autostima dei pazienti è sovradimensionata al punto da far loro sottovalutare il valore e le realizzazioni degli altri che vengono visti come inferiori o irrilevanti.

Una delle caratteristiche distintive della personalità narcisistica è la preoccupazione ossessiva per fantasie di successo e riconoscimento straordinario.

I pazienti spesso immaginano di essere ammirati per la loro presunta intelligenza eccezionale, bellezza fuori dal comune o per il loro prestigio e influenza.

Queste fantasie possono anche includere l’idea di vivere un amore ideale e perfetto. La personalità narcisistica porta queste persone a credere fermamente che debbano circondarsi esclusivamente di individui altrettanto speciali e talentuosi rifiutando il contatto con chi considerano “comune” o “ordinario”.

Questo bisogno di circondarsi di persone straordinarie è una strategia utilizzata per mantenere e rafforzare la loro già fragile autostima.

La personalità narcisistica è fortemente caratterizzata da un costante bisogno di ammirazione esterna. L’autostima di questi pazienti dipende in maniera significativa dal riconoscimento e dall’apprezzamento da parte degli altri rendendola estremamente vulnerabile e instabile. Le persone con personalità narcisistica sono ipersensibili alle opinioni degli altri e monitorano costantemente i giudizi esterni per valutare il proprio valore e successo.

Di conseguenza, si turbano e si irritano facilmente di fronte alle critiche o ai fallimenti, fallimenti che percepiscono come attacchi diretti al loro senso di grandiosità. Questi eventi possono provocare in loro sentimenti di umiliazione e sconfitta ai quali possono reagire con rabbia, disprezzo o aggressività.

Altre volte, per proteggere il loro fragile senso di grandiosità, possono ritirarsi o accettare passivamente la situazione, sebbene interiormente la considerino insopportabile. Inoltre, per evitare di minare la loro immagine idealizzata, i pazienti con personalità narcisistica tendono a evitare situazioni in cui percepiscono la possibilità di fallire.

Per diagnosticare con accuratezza una personalità narcisistica, è necessario identificare un modello persistente di grandiosità, accompagnato da un intenso bisogno di adulazione e una marcata mancanza di empatia.

Questo pattern comportamentale deve manifestarsi attraverso almeno cinque caratteristiche distintive, come un’esagerata e infondata percezione della propria importanza, un’ossessiva preoccupazione per fantasie di successo illimitato e potere, una convinzione di essere speciali e meritevoli di confrontarsi solo con persone di altissimo livello, un bisogno incessante di ammirazione incondizionata, un senso assolutistico di diritto o privilegio, una tendenza a sfruttare gli altri per raggiungere i propri obiettivi, mancanza di empatia, invidia verso gli altri o la convinzione che gli altri li invidino, e infine un atteggiamento arrogante e superbo.

Perché questi sintomi siano riconosciuti come parte della personalità narcisistica, devono emergere già a partire dalla prima età adulta e persistere nel tempo.

Le caratteristiche “di facciata” della persona narcisistica

Talvolta la diagnosi di personalità narcisistica non è così agevole e lineare. È importante precisare che spesso nella pratica clinica è difficile cogliere la differenza tra un narcisismo sano e un narcisismo patologico, in quanto alcuni comportamenti in una persona possono essere caratteristici di una patologia narcisistica, mentre in un’altra potrebbe semplicemente essere indicativo di una sana autostima. Tuttavia esistono degli interessanti aspetti che ci possono fornire preziose informazioni a tal proposito.

Innanzitutto le personalità narcisistiche fanno ruotare tutto intorno al mantenimento dell’autostima attraverso le conferme provenienti dall’ambiente esterno. Tali persone presentano un’attenzione esagerata per sé. Esse risultano perennemente centrate su di loro…sono costantemente preoccupate di come appaiono agli occhi degli altri. A causa di tali preoccupazioni, gli individui con personalità narcisistica possono sentirsi indegne, profondamente disoneste e incapaci di amare.

Ad un osservatore esterno una personalità narcisistica apparirà spesso come esibizionista, fredda, inaccessibile dal punto di vista emotivo, distaccata e particolarmente giudicante nei confronti degli altri. Tali individui saranno sopraffatti dentro di loro da fantasie di onnipotenza e tenderanno a sopravvalutare le proprie qualità, con conseguente svalutazione dei pregi altrui.

Ad una prima impressione queste persone sembrano sicure di sé, con un’autostima straordinaria, così soddisfatte e orgogliose di loro stessi da mostrare arroganza e superbia nei confronti degli altri. Insomma, tali individui danno la sensazione di essere forti e di non avere bisogno di nessuno. Ma non è affatto così.

Narcisismo e personalità narcisistica: il “peso” della vergogna

Ad un’attenta analisi delle sue fantasie e del suo mondo interno, la personalità narcisistica presenta a livello profondo un forte senso di inadeguatezza,vergogna, debolezza e inferiorità. Ma da dove arrivano queste emozioni e questi vissuti dei soggetti con personalità narcisistica?

Essi hanno inesorabilmente origine da esperienze precoci di umiliazione o di non riconoscimento delle proprie autentiche qualità: spesso i genitori di soggetti che svilupperanno un funzionamento narcisistico patologico non vedono il loro figlio per quello che è ma per la funzione che svolge o per il modello ideale di figlio che si sono costruiti.

Il bambino si sentirà quindi fragile e impotente nel momento in cui non soddisferà le aspettative dei genitori. Tale sensazione di impotenza e inferiorità verrà successivamente compensata con un senso di onnipotenza e grandiosità che tuttavia risulta:

1) molto precario, poiché è strettamente legato alle conferme e ai complimenti degli altri;

2) finalizzato a controbilanciare un penoso senso di inferiorità e fragilità interna.

Una delle principali emozioni che guida l’esistenza della persona narcisista è la vergogna.

Vissuti di vergogna e paura di essere “messi in ridicolo” permeano costantemente la vita del narcisista. Spesso le manifestazioni di vergogna vengono confuse con il senso di colpa, in quanto in entrambi i casi ci si sente indegni e inferiori. Tuttavia c’è una sottile differenza tra di esse: mentre il senso di colpa consiste nel credere di essere cattivo o di aver fatto qualcosa di sbagliato, la vergogna è la convinzione di essere considerato cattivo.

Nel primo caso la valutazione negativa proviene da dentro di sé, nel secondo caso da fuori di sé. Sia il senso di colpa che la vergogna possono portare a vissuti depressivi.

Ma se in un caso la depressione avrà delle connotazioni improntate alla colpa e al timore di avere fatto del male agli altri, nell’altro la depressione sarà legata alla vergogna e al terrore del giudizio altrui, con un con seguente senso di vuoto e di impotenza.

Questo è un aspetto molto importante perché, a seconda della prevalenza di colpa o di vergogna nella propria esistenza, si struttureranno due tipi di depressione differente, una di natura più profonda e l’altra di natura narcisistica.

Ma come si spiega che una personalità narcisistica, apparentemente sicura di sé, spesso caratterizzata da esibizionismo e senso di grandiosità, con un “ego” così grande, possa anche soffrire di depressione? Lo scopriremo nel proseguo dell’articolo.

Come distinguere la personalità narcisistica da altre tipologie di personalità?

Il disturbo narcisistico di personalità richiede una distinzione accurata rispetto ad altre condizioni psicopatologiche che possono presentare alcune caratteristiche simili. È fondamentale comprendere che, sebbene alcuni sintomi possano sovrapporsi, la personalità narcisistica si differenzia in modo significativo da altri disturbi, sia nelle motivazioni sottostanti che nelle manifestazioni cliniche specifiche.

Per quanto riguarda la diagnosi differenziale con il disturbo bipolare, è importante notare che i pazienti con personalità narcisistica possono presentarsi con sintomi di depressione, il che potrebbe indurre in errore un clinico inesperto a diagnosticare un disturbo bipolare. Tuttavia, la grandiosità tipica della personalità narcisistica è un elemento distintivo cruciale.

Mentre i pazienti con disturbo bipolare possono attraversare fasi di euforia o depressione, nel contesto della personalità narcisistica, il bisogno persistente di sentirsi superiori agli altri è una caratteristica dominante. Inoltre, i cambiamenti di umore nelle persone con personalità narcisistica sono spesso generati da presunti attacchi ricevuti dagli altri (che minerebbero la loro autostima) piuttosto che dai cicli naturali di umore che caratterizzano il disturbo bipolare.

Un’altra distinzione importante deve essere fatta tra il disturbo narcisistico di personalità e il disturbo antisociale di personalità. Entrambi i disturbi possono coinvolgere comportamenti di sfruttamento degli altri ma i motivi dietro questi comportamenti sono diversi.

Nella personalità narcisistica, lo sfruttamento degli altri è guidato dal bisogno di mantenere e rafforzare un’immagine grandiosa di sé, necessaria per sostenere la loro fragile autostima. Al contrario, nei pazienti con disturbo antisociale di personalità, lo sfruttamento è principalmente motivato da un tornaconto o da un piacere nel manipolare gli altri, senza la necessità intrinseca di elevare la propria autostima come avviene nella personalità narcisistica.

Inoltre, la personalità narcisistica va differenziata dal disturbo istrionico di personalità, un’altra condizione in cui la ricerca di attenzione è un tema centrale. Tuttavia, mentre entrambe le personalità possono cercare attenzione dagli altri, i pazienti con personalità narcisistica lo fanno in un modo che è fondamentalmente diverso.

La personalità narcisistica è caratterizzata da un profondo disprezzo per qualsiasi comportamento che possa sembrare frivolo o superficiale. A differenza dei pazienti con disturbo istrionico di personalità, che possono adottare comportamenti appariscenti e spesso teatrali per attirare l’attenzione, i soggetti con personalità narcisistica cercano ammirazione e rispetto rifiutando qualsiasi atteggiamento che possa essere percepite come carino o sciocco.

Il loro desiderio non è semplicemente quello di essere notati ma soprattutto di essere riveriti e ammirati per le loro presunte qualità superiori.

Nel contesto della diagnosi differenziale della personalità narcisistica, è essenziale considerare altre psicopatologie che possono condividere sintomi simili ma che si differenziano significativamente per le dinamiche sottostanti e le manifestazioni cliniche.

Uno dei disturbi che richiede particolare attenzione è il disturbo borderline di personalità. Entrambi i disturbi possono presentare una marcata instabilità nelle relazioni interpersonali e una sensibilità estrema alle critiche.

Tuttavia, mentre la personalità narcisistica è caratterizzata da una grandiosità stabile e una ricerca continua di ammirazione, il disturbo borderline di personalità si manifesta con una maggiore instabilità a livello di autostima, accompagnata da paure profonde di abbandono e comportamenti impulsivi.

Mentre la personalità narcisistica mantiene un’immagine di sé grandiosa, le persone con disturbo borderline spesso sperimentano fluttuazioni rapide tra l’idealizzazione e la svalutazione degli altri, in modo più caotico e meno prevedibile rispetto ai narcisisti.

Un’altra distinzione cruciale è quella tra la personalità narcisistica e il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità. Entrambi i disturbi possono presentare un forte senso di perfezionismo ma le motivazioni sottostanti differiscono significativamente.

La personalità narcisistica è centrata sulla necessità di confermare un’immagine di sé grandiosa attraverso il successo e l’ammirazione degli altri.

Al contrario, il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità si concentra più sulla rigidità, sull’ordine e sul controllo, con un perfezionismo rivolto non tanto alla ricerca di ammirazione ma piuttosto al timore di commettere errori o di perdere il controllo. Inoltre, mentre i narcisisti possono essere consapevoli solo in parte dei loro difetti, le persone con disturbo ossessivo-compulsivo di personalità sono spesso molto autocritiche e consapevoli delle loro criticità.

Anche il disturbo paranoide di personalità può condividere alcune caratteristiche con la personalità narcisistica, specialmente in termini di sospettosità e percezione degli altri come minacce.

Tuttavia, mentre nella personalità narcisistica queste percezioni derivano dal timore di essere umiliati o sminuiti, nel disturbo paranoide esse emergono da una visione del mondo profondamente diffidente, dove gli altri sono percepiti come costantemente malintenzionati e pericolosi, indipendentemente dal riconoscimento sociale o dall’ammirazione ricevuta.

Infine, la depressione può presentare elementi clinici in comune con la personalità narcisistica. È tuttavia importante notare che, sebbene entrambi i disturbi possano presentare sintomi depressivi, la depressione nel contesto della personalità narcisistica è spesso una reazione a ferite narcisistiche o fallimenti percepiti che minano il senso di grandiosità.

Questa differenziazione è cruciale poiché il trattamento può variare significativamente a seconda della diagnosi principale.

Queste distinzioni sono essenziali per evitare diagnosi errate e per impostare il trattamento adeguato, tenendo presente che la personalità narcisistica può sovrapporsi ad altre psicopatologie ma mantiene caratteristiche distintive che influenzano profondamente l’esperienza soggettiva e il comportamento del paziente​.

Quali sono le cause alla base della formazione della personalità narcisistica?

Secondo l’approccio psicodinamico, le cause della formazione della personalità narcisistica sono radicate nelle prime esperienze di vita, in particolare nel contesto delle relazioni genitoriali e delle dinamiche familiari. Uno dei concetti fondamentali in questo approccio è l’idea che la personalità narcisistica si sviluppi come un meccanismo di difesa contro la vulnerabilità percepita nel bambino durante la crescita.

In molte teorie psicodinamiche, si ritiene che la personalità narcisistica abbia origine da un’interazione problematica con le figure genitoriali, in cui il bambino può aver vissuto un ambiente emotivamente freddo o eccessivamente indulgente.

Da un lato, un’educazione caratterizzata da eccessiva critica o mancanza di affetto può portare il bambino a sviluppare una grandiosità compensatoria per proteggersi da sentimenti di inadeguatezza e vergogna.

Dall’altro lato, un’eccessiva idealizzazione o indulgenza da parte dei genitori può alimentare un senso di superiorità e un bisogno costante di ammirazione, elementi chiave della personalità narcisistica.

Un altro elemento critico nel modellamento della personalità narcisistica è rappresentato dalla difficoltà nel gestire la vulnerabilità. Gli individui con personalità narcisistica tendono a sviluppare una “facciata” di superiorità e invulnerabilità per evitare di confrontarsi con sentimenti profondi di insicurezza e fragilità emotiva.

Questo assetto mentale può essere visto come una risposta al fallimento del bambino nel ricevere una sufficiente validazione emotiva da parte delle figure genitoriali portandolo a cercare costantemente approvazione e ammirazione da fonti esterne per mantenere la propria autostima.

La teoria psicodinamica postula che la personalità narcisistica può anche essere la risultante di difficoltà nella regolazione delle emozioni in cui il narcisista utilizza il controllo sugli altri e la manipolazione delle relazioni per evitare sentimenti dolorosi e mantenere un senso di potere e controllo.

Queste dinamiche complesse illustrano come la personalità narcisistica non sia semplicemente una questione di egocentrismo ma piuttosto il risultato di profonde difficoltà emotive e relazionali che affondano le radici nelle prime esperienze di vita del soggetto​.

Trattamento psicodinamico della personalità narcisistica

Nel contesto del trattamento psicodinamico, la personalità narcisistica patologica richiede un adattamento specifico dell’approccio terapeutico alle caratteristiche uniche di ogni paziente.

L’approccio psicodinamico mira a esplorare e risolvere i conflitti inconsci, i deficit strutturali e le distorsioni nelle relazioni oggettuali interne, aspetti fondamentali nella comprensione della personalità narcisistica.

La terapia può includere diverse modalità psicodinamiche, come la psicoanalisi, la psicoterapia espressiva e la psicoterapia di supporto, tutte da vagliare e valutare attentamente in base alle capacità psicologiche, al livello di motivazione e ai limiti neuropsicologici del paziente.

La personalità narcisistica si manifesta con una significativa variabilità, il che rende indispensabile un adattamento flessibile del trattamento in base alle necessità specifiche del paziente.

Nei pazienti con personalità narcisistiche che si trovano all’estremità più adattiva del continuum narcisistico, i clinici possono osservare individui che, pur avendo ottenuto notevoli successi, lottano per mantenere un senso stabile di autostima in assenza del riconoscimento che ritengono di meritare.

Questi individui con personalità narcisistiche mostrano un bisogno intenso di approvazione e validazione rendendo il confine tra narcisismo patologico e narcisismo sano particolarmente sottile e talvolta arbitrario.

Parallelamente, gli studi clinici e la ricerca hanno identificato due specifici sottotipi all’interno della personalità narcisistica: il sottotipo grandioso e il sottotipo vulnerabile o ipervigile.

La natura polimorfa della personalità narcisistica, ossia la capacità del narcisismo di presentarsi in forme diverse a seconda del contesto, rende difficile prevedere come un paziente specifico reagirà a delusioni o offese. Per esempio, coloro che si identificano maggiormente con la variante grandiosa del disturbo narcisistico di personalità, possono apparire immuni o indifferenti alle opinioni degli altri nascondendosi dietro una “corazza” che li protegge dal dolore emotivo.

Tuttavia, di fronte ad uno stato di estrema vulnerabilità di fronte a critiche e disapprovazioni, questi soggetti possono ritrovarsi a crollare letteralmente.

D’altro canto, i pazienti con personalità narcisistiche che presentano una variante vulnerabile possono sembrare timidi e introversi, tanto da essere a volte erroneamente diagnosticati come affetti da disturbo evitante di personalità. Questi pazienti, descritti come ipervigili o “covert”, spesso scrutano attentamente le espressioni del terapeuta, alla ricerca di segni di irritazione o noia dimostrando così la loro continua ricerca di approvazione e il loro timore di essere giudicati negativamente.

Lavorare sulla vergogna

 Nel trattamento psicodinamico della personalità narcisistica, è cruciale riconoscere che tutti i sottotipi individuati condividono un tema di fondo comune: la vergogna. Questo sentimento, che permea le esperienze emotive delle personalità narcisistiche, deve essere affrontato con attenzione durante il percorso terapeutico o durante il percorso terapeutico online.

Gli individui con personalità narcisistiche di tipo grandioso tendono a reagire alle minacce percepite al loro ego con risposte di rabbia intensa. Al contrario, coloro che presentano una personalità narcisistica più “covert” mostrano una gamma più ampia di risposte emotive che possono includere vergogna, tristezza e rabbia, a seconda del contesto e del significato che attribuiscono alla minaccia.

I pazienti con personalità narcisistiche covert sono particolarmente attenti a rilevare possibili critiche mantenendosi costantemente in guardia contro qualunque segno di disapprovazione o giudizio negativo.

Spesso, questi individui nutrono un desiderio nascosto di esibirsi in modo grandioso ma quando si sentono osservati da altri, possono emergere intensi sentimenti di umiliazione che si manifestano sotto forma di vergogna o imbarazzo.

Questo complesso rapporto tra il bisogno di essere visti e la paura di esporsi rappresenta un aspetto centrale nella terapia di personalità narcisistiche, dove i pazienti mostrano un’acuta sensibilità a come vengono percepiti dagli altri.

La vergogna, in particolare, viene frequentemente descritta come una sensazione di non essere all’altezza degli ideali grandiosi che i pazienti con personalità narcisistiche si impongono. Questa vergogna è radicata in un senso intrinseco di difettosità che emerge attraverso costanti confronti con gli altri e con un’immagine ideale di sé che non viene mai pienamente raggiunta.

Di conseguenza, la psicoterapia psicodinamica per i pazienti con personalità narcisistica richiede una flessibilità estrema. Il trattamento non può basarsi semplicemente su tecniche standardizzate ma deve essere adattato alle particolari esigenze e caratteristiche individuali di ogni paziente.

Nel corso della terapia, i terapeuti devono essere pronti ad adattare il loro approccio tenendo conto della complessità della personalità narcisistica e della necessità di affrontare aspetti come l’invidia, la vulnerabilità e le difese grandiose. Questo approccio flessibile, che può includere l’uso del lettino o di una sedia a seconda delle esigenze del paziente, è essenziale per facilitare un trattamento efficace sul lungo termine​.

Nel contesto della terapia psicodinamica, la ricerca ha chiaramente dimostrato che la qualità della relazione terapeutica tra paziente e terapeuta è di gran lunga più determinante nel produrre risultati positivi rispetto all’utilizzo di tecniche specifiche. Questo è ancora più valido nel trattamento delle personalità narcisistiche, dove l’alleanza terapeutica diventa alla lunga il fulcro attorno cui ruota l’intero processo di cura.

Numerosi studi hanno evidenziato che un ascolto sensibile, la capacità di trasmettere fiducia e l’esplorazione non giudicante delle emozioni e dei processi interni del paziente sono elementi chiave nel costruire una relazione terapeutica solida, indispensabile per affrontare la complessità delle personalità narcisistiche.

Nel trattare pazienti con personalità narcisistica, è essenziale riconoscere che essi spesso presentano una serie di altre caratteristiche di personalità che contribuiscono alla loro configurazione del disagio psichico in generale.

Esiste, per esempio, una variante piuttosto comune, definita personalità narcisistica-masochistica, in cui il paziente sembra cercare inconsciamente la vittimizzazione e la sconfitta.

Questi pazienti con personalità narcisistiche possono sabotare esperienze positive, sia in terapia che nella vita quotidiana, poiché credono di meritare un riconoscimento speciale a causa della sofferenza che hanno vissuto, provando persino un perverso piacere nell’autocommiserazione.

Transfert, controtransfert e flessibilità della tecnica

Come noto poi, la contiguità tra personalità narcisistica e disturbo borderline di personalità è spesso molto presente, risultando fonte di difficoltà in ambito di diagnosi differenziale.

Kernberg ha osservato che il disturbo narcisistico di personalità può presentare una struttura borderline sottostante e che entrambi i disturbi possono rispondere a strategie interpretative simili.

La variabilità delle manifestazioni del narcisismo rende fondamentale un approccio terapeutico flessibile, dove il terapeuta deve essere pronto ad affrontare non solo i sintomi narcisistici ma anche ulteriori complicazioni, come l’abuso di sostanze o la depressione che spesso accompagnano la personalità narcisistica.

Nella dinamica transfert/controtransfert, le lotte interne ed esterne del paziente con personalità narcisistica vengono spesso riprodotte e amplificate nel contesto terapeutico ponendo il terapeuta di fronte a sfide emotive significative.

Il paziente può evocare nel terapeuta sentimenti di noia, disagio o senso di esclusione. Tuttavia è cruciale che il terapeuta gestisca queste proiezioni utilizzando il controtransfert per approfondire il modo in il paziente vive il proprio mondo interno.

Dato che la personalità narcisistica presenta una vasta gamma di sintomi e comportamenti, non è possibile prevedere con esattezza quale modello di transfert/controtransfert emergerà. Questo evidenzia ancora una volta l’importanza di un approccio terapeutico flessibile e attento alle specificità di ogni paziente​. Ovviamente questo NON significa cedere o essere “molli” nei confronti delle regole del setting!

Nel contesto della terapia psicodinamica, il terapeuta può trovarsi di fronte a una serie di reazioni complesse quando tratta pazienti con personalità narcisistiche.

Questi pazienti, infatti, possono escludere emotivamente il terapeuta portandolo a reagire in modo distaccato e disimpegnato, oppure, in alternativa, il terapeuta potrebbe forzare il proprio rientro nella dinamica terapeutica diventando eccessivamente giudicante o assertivo.

Tale dinamica è particolarmente evidente quando il paziente proietta sul terapeuta un transfert idealizzante percependolo come una figura onnipotente, benevola o onnisciente. Questo tipo di transfert, sebbene possa sembrare utile per stabilire un’alleanza terapeutica, può anche sedurre il terapeuta alimentando inconsciamente i suoi bisogni narcisistici.

Le personalità narcisistiche tendono a creare una connessione profonda e ambivalente con i loro terapeuti. Da un lato, esiste un’autentica connessione emotiva, poiché i terapeuti rappresentano simbolicamente la “lotta interna” del paziente narcisista nel cercare di essere visto e conosciuto sentendosi attratti da un controtransfert positivo.

Tuttavia, questa relazione è pervasa da sentimenti complessi come l’invidia, la competitività e l’aggressività che possono emergere sia nel paziente con personalità narcisistica che nel terapeuta. La dinamica di transfert e controtransfert in questi casi si basa spesso su un modello di dominio-sottomissione, dove il paziente narcisista può avvertire il bisogno di risultare superiore relegando l’altro a una posizione di inferiorità.

La resistenza al cambiamento è un tratto comune nelle personalità narcisistiche, soprattutto quando viene chiesto loro di abbandonare modelli di relazione profondamente radicati.

Questa resistenza, parte integrante del carattere narcisistico, può spingere alcuni terapeuti a cercare di “romperla” con metodi più aggressivi. Tuttavia, questa strategia è raramente efficace. Un approccio più costruttivo consiste nel mettere in campo l’empatia di fronte alle resistenze del paziente permettendo a quest’ultimo di sentirsi compreso e di allearsi con il terapeuta nell’esplorazione di questa resistenza.

Infine, il trattamento delle personalità narcisistiche richiede un adattamento flessibile e continuo.

L’approccio del terapeuta deve variare lungo un continuum espressivo-supportivo offrendo interpretazioni quando il paziente è pronto a riceverle, e supporto quando si fa i conti con ferite narcisistiche.

In alcuni casi, come quando il paziente non tollera interpretazioni dirette del transfert, può essere utile un approccio basato sulla mentalizzazione, approccio che aiuta i pazienti a sviluppare una migliore comprensione delle dinamiche mentali altrui. Il processo terapeutico con personalità narcisistiche non può essere rigidamente pianificato ma deve essere guidato dalla comprensione e dalla discussione degli eventi che emergono nella diade terapeutica.

FAQ

Come si comporta una persona narcisista?

Una persona narcisista tende a mostrare un senso esagerato di importanza e unicità cercando costantemente ammirazione e conferme esterne. È spesso incapace di riconoscere o comprendere i sentimenti altrui ma a scopo manipolatorio, utilizzando gli altri per raggiungere i propri scopi senza considerazione per i bisogni dell’altro.

Questo atteggiamento può portare a relazioni superficiali e disfunzionali. Chi ha una personalità narcisistica si presenta come sicuro di sé ma internamente può essere vulnerabile alle critiche e soffrire di bassa autostima. La loro tendenza a sentirsi superiori o privilegiati può causare tensioni interpersonali rendendo difficile mantenere relazioni stabili e appaganti nel lungo termine.

Come capire se si ha un disturbo narcisistico?

Capire se si ha un disturbo narcisistico di personalità implica osservare alcuni tratti specifici nel proprio comportamento e nel modo di relazionarsi con gli altri. Se si prova un bisogno costante di ammirazione e si tende a sentirsi superiori agli altri, questo potrebbe essere un segnale. Anche la difficoltà a riconoscere i sentimenti altrui e la tendenza a sfruttare le persone per i propri scopi sono indicatori rilevanti.

Chi ha una personalità narcisistica spesso ha un’immagine di sé grandiosa ma è anche estremamente sensibile alle critiche. La mancanza di empatia e il desiderio di controllo nelle relazioni possono complicare i rapporti interpersonali. Tuttavia, una diagnosi accurata deve essere effettuata da un professionista della salute mentale.

Quali sono le cause del narcisismo?

Secondo l’approccio psicodinamico, la personalità narcisistica si sviluppa in risposta a difficoltà emotive durante l’infanzia, soprattutto nelle relazioni con le figure genitoriali. Un ambiente caratterizzato da distacco affettivo, critica eccessiva o indulgenza estrema può portare il bambino a costruire un senso di grandiosità come meccanismo difensivo contro l’insicurezza e la vergogna.

La mancanza di una validazione emotiva adeguata spinge l’individuo a cercare costante approvazione esterna. Inoltre, la difficoltà a gestire la vulnerabilità porta il narcisista a crearsi una “facciata” di superiorità utilizzando il controllo e la manipolazione delle relazioni per mantenere la propria autostima.

Cosa fa un narcisista in amore?

In amore, un narcisista tende a vedere il partner come un’estensione di se stesso, piuttosto che come un individuo con bisogni autonomi. All’inizio, può apparire affascinante e coinvolgente ma col tempo emerge il suo bisogno di controllo e ammirazione costante. La relazione diventa spesso unilaterale, con il narcisista che cerca di soddisfare i propri desideri emotivi, senza considerare profondamente i sentimenti del partner.

Chi ha una personalità narcisistica può oscillare tra l’idealizzazione e la svalutazione del partner creando dinamiche instabili e imprevedibili. L’empatia risulta limitata e la tendenza a manipolare le emozioni dell’altro per mantenere il proprio senso di superiorità può portare a relazioni disfunzionali e fonte di sofferenza.

 

 

 

 

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