Gli strumenti dell’Io per fronteggiare la vita: i meccanismi di difesa

Nella vita di tutti i giorni ognuno di noi mette in atto dei meccanismi che ci permettono di fronteggiare le sfide e le sollecitazioni della quotidianità. Questi meccanismi sono svariati e vengono utilizzati in maniera più o meno intensa, a seconda della situazione e a seconda della struttura di personalità che ciascuno di noi ha sviluppato nel suo percorso di crescita psichica. Tali meccanismi prendono il nome di difese psichiche o meccanismi di difesa. L’analisi dei meccanismi di difesa del paziente è di fondamentale importanza per lo psicologo e lo psicologo online ai fini di un’adeguata valutazione psicodiagnostica e di un successivo percorso psicologico efficace. Ma scopriamo un po’ più nello specifico in cosa consiste una difesa.

                                                                 

Cosa sono i meccanismi di difesa

La difesa è un’operazione psichica che viene utilizzata dal soggetto in maniera più o meno inconscia per reprimere o alleviare un turbamento legato ad una minaccia al proprio equilibrio interiore che viene percepito a seguito di una sollecitazione emotiva.
Obiettivo primario delle difese è quello di fronteggiare l’angoscia. Ma quali tipi di angoscia?
I meccanismi di difesa servono per contrastare l’angoscia generata dall’aumento di tensione proveniente dall’Es (la parte più istintuale del nostro Sé) che fornisce impulsi volti a ottenere gratificazione immediata. Ma le difese servono anche per fronteggiare l’angoscia causata dalla pressione morale del Super-Io, ossia quell’istanza del nostro Sé che rappresenta l’interiorizzazione dei precetti e delle regole impartite dai nostri genitori: più rigidi e inflessibili sono stati i nostri genitori nel loro stile educativo, più rigido e inflessibile sarà il nostro Super-Io.
Infine, i meccanismi di difesa sono volti a contrastare l’angoscia dell’Io di fronte a minacce reali che si possono presentare nell’ambiente circostante.
Le difese presentano caratteristiche e funzioni differenti a seconda del loro livello di coerenza con la realtà che viene colta dall’individuo. Abbiamo due tipologie di difese: le difese primarie, ossia le difese di livello più arcaico che abbiamo imparato ad utilizzare nelle prime fasi della nostra vita e le difese secondarie, difese di livello più evoluto, tipiche di un funzionamento psichico normo-nevrotico.

                                                       

Una primissima rassegna dei principali meccanismi di difesa

A seconda del tipo di difese messe in atto dal paziente nel corso della psicoterapia, lo psicologo e lo psicologo online potranno iniziare a farsi un’idea del livello di funzionamento psichico del paziente stesso, cioè se è primitivo-arcaico tendente all’area psicotica, se è di una tipologia che fa uso massiccio di difese tipiche dell’organizzazione borderline di personalità, oppure se è di tipo normo-nevrotico.
Iniziamo ad analizzare alcuni dei principali meccanismi di difesa con cui psicologo e psicologo online si confrontano in terapia nei percorsi psicologici con i loro pazienti. Innanzitutto partiamo da introiezione e proiezione.
Introiezione e proiezione sono due meccanismi di difesa definiti “primari” che mettiamo in atto sin dalle prime fasi della nostra vita e che ci permettono di sopravvivere “psichicamente” alle prime sollecitazioni emotive cui andiamo incontro.
L’introiezione consiste nel trasferire dentro di sé alcuni aspetti del mondo esterno. Con questo meccanismo di difesa viene interiorizzata una rappresentazione mentale di un oggetto esterno che trasforma radicalmente il modo di rapportarsi con tale oggetto (per oggetto, nel gergo psicodinamico, si intende una persona, solitamente una figura di riferimento). In pratica, il rapporto dell’Io con tale oggetto si trasforma nel rapporto dell’Io con l’immagine di questo oggetto introiettato. Pertanto, tale figura di riferimento che è stata introiettata non influenzerà più l’individuo dall’esterno, bensì dall’interno.
Questo meccanismo di difesa è spesso alla base di alcuni funzionamenti depressivi, in quanto con l’introiezione si tende a provare un sentimento nei confronti dell’immagine di una persona piuttosto che nei confronti della persona reale. Pertanto, se si è introiettata una figura di riferimento severa e ipercritica, questo porterà a vissuti di tristezza, autosvalutazione e senso di inadeguatezza, elementi cardine del funzionamento depressivo.
Nei prossimi articoli sull’argomento analizzeremo gli altri meccanismi di difesa utilizzati dall’Io.