“Ho paura di perdere il tuo amore”: il sentimento della gelosia

In questo lavoro inizieremo ad approfondire una condizione che in misura minore o maggiore appartiene a tutti noi ma che, se inserita in un contesto patologico o di fragilità psichica, può avere delle conseguenze alquanto negative: la gelosia.
La gelosia può essere definita come uno stato emotivo generato dalla paura, più o meno ragionevole, di perdere l’amore di una persona cara nel momento in cui quest’ultima manifesta interesse nei confronti di un altro individuo. Freud definisce la gelosia come uno stato emotivo che può essere considerato normale. Talvolta la gelosia può anche diventare una forma di “gioco” funzionale al benessere della coppia. Il problema insorge quando la gelosia sfugge di mano.

                                    

Gelosia: un sentimento presente in tutti noi

A conferma del fatto che la gelosia è un sentimento universale insito in ciascuno di noi, Freud nel 1921 sostiene che se la gelosia è del tutto assente in una persona, è plausibile che la tale sentimento provato in età infantile sia stato completamente rimosso dalla sfera della coscienza rimanendo attivo nell’inconscio del soggetto e divenendone un contenuto fondamentale.
Sempre secondo Freud, la gelosia è un sentimento presente nell’individuo sin dalle prime fasi di crescita: essa affiora con i primi sviluppi della vita affettiva del bambino, nella rivalità con la figura genitoriale dello stesso sesso, tipica della fase edipica (ossia quella fase dove il bambino piccolo desidera a livello primordiale l’esclusività della figura materna e pertanto la figura paterna viene vissuta come un “rivale”), oppure nella rivalità tra fratelli. Nel sentimento di gelosia c’è sempre di mezzo il desiderio di esclusività dell’oggetto d’amore e il timore che esso venga irrimediabilmente perso a causa dell’altro. La persona oggetto dei sentimenti di gelosia è solitamente una figura importante, una figura di riferimento, una figura fondamentale nel rinforzare il valore del proprio Sé. È per tale motivo che il bambino avverte il profondo desiderio che questa figura di riferimento venga posseduta e amata in una maniera esclusiva.

                                           

Gelosia: tra normalità e patologia

Per il soggetto geloso la stima di Sé è garantita dalla fedeltà della persona amata che gli offre sicurezza, forza, serenità e stabilità. Tuttavia nella dinamica relazionale del geloso si viene a creare un meccanismo che alla lunga genererà incertezza e senso di fragilità: invece che fornire amore, il soggetto geloso deve necessariamente riceverlo per stare bene. Tale sovvertimento degli equilibri delle dinamiche sentimentali genera un circolo vizioso in cui la gelosia alimenta il desiderio di possesso e viceversa: più si desidera di possedere in tutto e per tutto il proprio partner, più si avverte la sensazione di non possederlo, più la gelosia aumenta.
È importante tenere a mente che gelosia e invidia sono due sentimenti ben distinti: l’invidia chiama in causa il rapporto con un singolo individuo che si stima, si ammira, si desidera ma che è irraggiungibile, la gelosia coinvolge sempre tre persone: la persona che ama, l’oggetto d’amore e il cosiddetto “terzo incomodo” che minaccia l’amore esclusivo nei confronti dell’oggetto d’amore.
La gelosia presenta molteplici sfaccettature e si può collocare lungo un “continuum” che va dal sano sentimento di gelosia alla polarità patologica che sfocia nella possessività grave.
La gelosia può essere considerata un “mix” di amore, vicinanza emotiva, desiderio di possesso ed esclusività dell’altro. La gelosia può essere pertanto vissuta come una sana “passione” che caratterizza la quotidianità della vita di coppia oppure come una patologica ossessione che può sfociare in vere e proprie ruminazioni mentali, intrusive fantasie di tradimento, desiderio di controllo asfissiante del partner.
Nei prossimi articoli sull’argomento approfondiremo le declinazioni più patologiche del sentimento della gelosia.