I vissuti alla base della paranoia: approfondimenti

Il Disturbo Paranoide di Personalità rappresenta una sfida clinica davvero complessa e di difficile gestione per lo psicologo e lo psicologo online, in quanto molto spesso i pazienti con questo funzionamento sono molto diffidenti dall’intraprendere un percorso psicoterapeutico, proprio a causa della loro struttura di personalità. Psicologo e psicologo online devono spesso fare un meticoloso lavoro psicologico all’insegna della costruzione di un rapporto di fiducia, dimensione poco conosciuta dal paziente paranoide.
Nel precedente articolo sull’argomento (La “minaccia” che viene dall’esterno: il Disturbo Paranoide di Personalità) abbiamo potuto analizzare le principali caratteristiche cliniche del Disturbo Paranoide di Personalità. Proviamo a riprenderli prima di addentrarci in ulteriori approfondimenti clinici su tale disturbo.

                                                  

Disturbo Paranoide di personalità: la paura e la vergogna

Abbiamo potuto già scoprire come il funzionamento paranoide ruoti intorno al meccanismo difensivo della proiezione, un meccanismo che porta il soggetto a “tirar fuori” da sé contenuti sgradevoli e fonte di profondo malessere e metterli all’esterno non riconoscendoli come aspetti appartenenti a sé.
L’uso massiccio di questo meccanismo difensivo porta la personalità paranoide a vivere tutte le esperienze all’insegna della sospettosità e della diffidenza.
I soggetti paranoici più disturbati mettono al di fuori di sé quasi tutte le loro sofferenze vedendo poi gli altri come delle minacce e come causa di potenziale danno per sé: la loro sofferenza è stata messa nel mondo esterno. Come conseguenza, l’individuo paranoide presenterà molto spesso un atteggiamento rabbioso e rivendicativo.
I soggetti paranoici non fanno i conti solo con vissuti quali la rabbia, il risentimento e il desiderio di vendetta (elementi costitutivi dell’esperienza paranoide). Essi provano anche paura e vergogna.
La personalità paranoide è perennemente tormentata dal timore di essere danneggiata dagli altri. Questo timore porta ad un costante controllo delle relazioni sociali e dei comportamenti altrui.
Altro affetto che organizza in maniera significativa l’esperienza paranoide è quello della vergogna. Il soggetto paranoide spreca un’immane quantità di energie per impedire che si verifichino presunti tentativi da parte degli altri di umiliarlo e metterlo in ridicolo. Ma il senso di vergogna del soggetto paranoide è diverso da quello del soggetto narcisista.

                                                

Personalità paranoide e personalità narcisistiche: differenze

In cosa si differenzia il senso di vergogna narcisista da quello paranoide? Il primo consiste nel terrore di mostrare i propri limiti e le proprie criticità, il secondo consiste nella paura delle critiche e degli attacchi da parte degli altri. Nel caso dei soggetti narcisisti c’è una minaccia avvertita verso il proprio sé, nei paranoidi la minaccia proviene esclusivamente dall’esterno. Questa spasmodica attenzione alle azioni e alle intenzioni degli altri da parte dei soggetti paranoidi costituisce un notevole ostacolo per la riuscita di un percorso psicoterapeutico e per la costruzione di un’adeguata alleanza terapeutica con psicologo e psicologo online.
Allo stesso modo del narcisista, il paziente paranoide è fortemente gravato dal sentimento dell’invidia, ma a differenza del paziente narcisista, il paranoico si difende dall’invidia attraverso il meccanismo della proiezione. Tale proiezione del vissuto invidioso genera degli incontrollati impulsi rabbiosi che vanno a condizionare pesantemente la qualità di vita. Il soggetto paranoide però non è in grado di riconoscere che è invidioso e arrabbiato: rabbia e invidia vengono proiettati sull’altro portando il paziente paranoico a maturare la convinzione che siano gli altri ad avercela con lui perché provano invidia nei suoi confronti.
I soggetti paranoidi sono pesantemente tormentati anche da un altro penoso vissuto: il senso di colpa. Anch’esso però non viene riconosciuto e proiettato allo stesso modo di invidia, rabbia e vergogna. Il senso di colpa inconscio che opprime questi pazienti è un elemento che contribuisce a rendere molto difficoltoso un percorso psicologico con uno psicologo o uno psicologo online: nel momento in cui lo psicologo capirà qualcosa in più del mondo interno del paziente paranoide, quest’ultimo vivrà sempre più la psicoterapia con il terrore di essere “smascherato” e successivamente rifiutato e attaccato.
Pertanto la sfida di psicologo e psicologo online con questi pazienti consiste nel cercare di creare gradualmente un rapporto di fiducia che permetta di iniziare a vivere un’esperienza nuova rispetto all’opprimente clima di diffidenza e sospettosità tipici di questa patologia.