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Scritto dal Dott. Davide Caricchi
Scritto il 23 Mag, 2024
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Il colloquio con lo psicologo

Il colloquio con lo psicologo è un particolare tipo di indagine in cui viene effettuata una raccolta di dati tramite la comunicazione verbale. A seconda degli scopi, lo psicologo ha a disposizione diverse forme di colloquio: il colloquio strutturato, il colloquio diagnostico (psicodiagnosi), il colloquio terapeutico, il colloquio educativo, ecc.

Una volta data una definizione di colloquio, rimane tuttavia la seguente domanda: qual è l’obiettivo di un colloquio con lo psicologo o con lo psicologo online? A quale realtà si rivolge? Senza dubbio si rivolge alla realtà psichica dell’individuo. Questo è un aspetto di fondamentale importanza, in quanto la realtà che deve interessare lo psicologo è esclusivamente la realtà psichica.

Che cos’è un colloquio psicologico

Ora cercheremo di comprendere che cos’è un coloquio con lo psicologo in termini generali. Innanzitutto possiamo definirlo come la base per un percorso di conoscenza del paziente: è il primo passo per un percorso di crescita personale del paziente che passa per la conoscenza degli aspetti più profondi di sé.

Il colloquio con lo psicologo è un incontro strutturato che mira a comprendere le problematiche emotive, comportamentali e cognitive del paziente. Questo processo diagnostico e terapeutico si svolge all’interno di un contesto professionale e al tempo stesso emotivamente rassicurante, dove il paziente può esprimersi liberamente e senza timore di giudizio. Il primo passo di un colloquio con lo psicologo consiste nell’accogliere il paziente in un clima di accettazione. Il professionista crea un ambiente sicuro e accogliente, fondamentale per instaurare un rapporto di fiducia reciproca. Questo rapporto terapeutico è essenziale perché permette al paziente di sentirsi a proprio agio nel condividere le sue esperienze e i suoi sentimenti più intimi.

Durante il colloquio con lo psicologo, il professionista raccoglie informazioni dettagliate sulla storia personale e familiare del paziente. Questo include l’indagine delle esperienze passate significative, delle relazioni interpersonali, del contesto lavorativo e di altri ambiti della vita del paziente che possono influenzare o aver influenzato il suo benessere psicologico. L’uso di tecniche di ascolto attivo consente allo psicologo di comprendere meglio le preoccupazioni del paziente esplorando a fondo le problematiche riportate e i fattori che contribuiscono al disagio.

Il colloquio con lo psicologo si sviluppa attraverso diverse fasi, ciascuna con un focus specifico. Inizialmente, lo psicologo raccoglie informazioni sui sintomi attuali del paziente cercando di capire la natura e la gravità delle sue difficoltà. Questa fase di valutazione iniziale è cruciale per formulare una diagnosi accurata. Lo psicologo può utilizzare strumenti diagnostici standardizzati, come questionari e test psicologici, per ottenere una visione più completa della situazione del paziente.

Successivamente, durante il colloquio con lo psicologo, si esplorano più a fondo le problematiche del paziente, cercando di identificare i modelli di pensiero e di comportamento che contribuiscono al suo disagio. Lo psicologo esamina le dinamiche familiari, le relazioni sociali, le abitudini quotidiane, eventuali situazioni di stress e altri fattori che possono influenzare il benessere del paziente. Questa fase di esplorazione è essenziale per comprendere le radici profonde dei problemi del paziente e per individuare le aree su cui intervenire.

Una volta raccolte tutte le informazioni necessarie, lo psicologo formula una diagnosi preliminare e discute con il paziente le opzioni di trattamento disponibili. Durante il colloquio con lo psicologo, viene stabilito un piano di trattamento personalizzato che tiene conto delle specifiche esigenze e delle caratteristiche individuali del paziente.

Il colloquio con lo psicologo non si conclude con la formulazione della diagnosi e del piano di trattamento. È importante monitorare l’efficacia del trattamento nel tempo e apportare eventuali modifiche per ottimizzare i risultati terapeutici. Lo psicologo valuta il progresso del paziente durante gli incontri successivi utilizzando tecniche di valutazione continua e feedback. Questo processo di monitoraggio permette di adattare il trattamento in base alle risposte del paziente e di affrontare eventuali nuove problematiche che possono emergere.

Un aspetto cruciale del colloquio con lo psicologo è la qualità della relazione terapeutica. Una buona relazione terapeutica si basa sulla fiducia, sull’empatia e sul rispetto reciproco. È essenziale che il paziente si senta ascoltato e compreso, senza essere giudicato. Questo permette di creare un ambiente in cui il paziente può esplorare liberamente i propri sentimenti e pensieri facilitando il processo di guarigione.

Il colloquio con lo psicologo è governato da rigidi principi etici che garantiscono la riservatezza e il rispetto della dignità del paziente. Gli psicologi sono tenuti a mantenere la confidenzialità delle informazioni condivise durante il colloquio, definito segreto professionale, a meno che non vi siano rischi immediati per la sicurezza del paziente o di terzi. Inoltre, è fondamentale che il paziente venga informato sui propri diritti e sulle modalità di trattamento in maniera chiara e comprensibile.

In generale, il colloquio con lo psicologo è da considerarsi un momento cruciale nel percorso terapeutico rappresentando il punto di partenza per la comprensione e il trattamento delle problematiche psicologiche. Attraverso una serie di fasi ben definite e l’uso di tecniche di ascolto attivo e strumenti diagnostici, lo psicologo è in grado di formulare una diagnosi accurata e di sviluppare un piano di trattamento efficace. La qualità dell’alleanza terapeutica e il rispetto dei principi etici sono elementi chiave che contribuiscono al successo del colloquio con lo psicologo e, in ultima analisi, al benessere del paziente.

E’ importantissimo tenere conto del fatto che nella conduzione di un colloquio psicologico è di fondamentale importanza analizzare la storia di vita del paziente, così come la realtà psichica che il paziente stesso si è costruito e che emergerà a poco a poco nel proseguo del percorso psicologico tramite le complesse dinamiche di transfert e controtransfert. Iniziamo ad analizzare questi aspetti importanti del colloquio con lo psicologo nei prossimi paragrafi.

Colloquio con lo psicologo: l’importanza di comprendere la storia di vita del paziente

Molte persone che si rivolgono allo psicologo sono assillate dalla necessità di raccontare per filo e per segno, e con dovizia di particolari, la loro storia di vita e tutte le vicissitudini legate al disagio che portano e da cui giustamente desiderano essere liberate il più in fretta possibile.

Altre persone invece, più restie a raccontare ad un “perfetto sconosciuto” aspetti della propria vita privata, tendono a descrivere di sé poco o nulla, magari per paura che lo psicologo possa “scoprire magicamente” tutti gli eventi del passato che hanno contribuito a generare un particolare disagio psicologico.

Ho citato solo due esempi di innumerevoli approcci che si possono avere di fronte ad un preliminare colloquio con lo psicologo per una valutazione preliminare. Quello che però emerge come aspetto comune è l’attenzione che spesso si rivolge al ruolo della storia di vita del paziente che ha portato alla nascita di uno specifico disagio o sintomo.

È senza dubbio importante raccogliere la storia della persona ma non è l’unica cosa che conta, perché NON CI SPIEGA TUTTO DELLA PERSONA. Spesso, nell’ambito della psicologia clinica, si ha l’ossessione di individuare tramite il colloquio con lo psicologo la realtà oggettiva della storia della persona: siamo decisamente fuori strada. Perché?

Colloquio con lo psicologo e importanza della realtà psichica

Il perché è presto detto: anche se la persona di fronte allo psicologo utilizzasse tutto il tempo del colloquio con lo psicologo per descrivere minuziosamente tutta la sua vita, dalla nascita ad oggi, ci avrebbe semplicemente raccontato la sua personalissima interpretazione di tale storia.

Pertanto, il perseguimento della “Verità” o della realtà oggettiva nello svolgimento del colloquio con lo psicologo è una pura illusione, anzi è perfino dannoso, in quanto induce lo psicologo a “vedere” soltanto date, eventi, avvenimenti, elementi riportati e a “non vedere” la persona che ha davanti a sé e che con il suo modo di raccontare le cose, l’espressione del suo volto, il modo e il ritmo con cui parla di sé, le pause nei suoi discorsi, il suo indugiare in specifici momenti, il suo linguaggio del corpo, comunica involontariamente molti aspetti di sé altrettanto preziosi.

È importante tenere presente, che inevitabilmente, la persona che si rivolge ad uno psicologo, presenterà tutta una serie di difese e di remore nel descrivere aspetti di sé che provocano sofferenza o che evidenziano fragilità e debolezze, e questo lo si può manifestare in svariati modi.

Tuttavia, come già detto in precedenza, se nella fase preliminare il soggetto sente il bisogno di nascondere alcuni elementi della sua storia di vita, poco importa ai fini della valutazione iniziale e dell’ impostazione di un percorso psicologico: ciò che la persona non potrà assolutamente nascondere sarà il suo modo di essere e di porsi, il modo di organizzare il suo pensiero e il suo modo di relazionarsi nei confronti dell’altro.

Per la storia di vita ci sarà tempo: quello che conta è iniziare a comprendere la realtà psichica della persona. Ecco che quindi l’obiettivo del colloquio con lo psicologo non è soltanto quello di giungere alla conoscenza degli eventi di vita che hanno contribuito a portare la persona ad uno stato di sofferenza, ma soprattutto quello di comprendere la complessità della persona e del suo disagio attraverso il suo modo di relazionarsi allo psicologo, per giungere ad un trattamento adeguato che sia il più efficace possibile.

Per richieste di informazioni o per prenotare una prima consulenza psicologica gratuita e senza impegno, puoi contattarmi al numero al 3776604829 oppure puoi prenotare un prima seduta psicologica presso i miei studi di Torino e San Mauro Torinese.

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