Il “corpo” che comunica: l’isteria

Il termine isteria rimanda inevitabilmente ai primi studi di Freud e alla nascita del metodo psicoanalitico. Isteria e psicoanalisi sono intrinsecamente legati. Il termine “isteria” tuttavia è un termine antico derivante dal greco “usteron” che significa “utero”. Già gli antichi Greci facevano uso di questa terminologia: essi ritenevano che fosse un disturbo soltanto femminile riconducibile ad un presunto malfunzionamento dell’utero all’interno del corpo che generava sintomatologie legate alla sfera sessuale.
In effetti, nel disturbo isterico la sessualità, l’uso del corpo, della teatralità, della seduzione nelle sue forme più sottili e la manifestazione intensa degli affetti rivestono un ruolo fondamentale. Approfondiamo meglio il funzionamento isterico.

                                            

Caratteristiche cliniche dell’isteria

Nell’isteria si ha un sovraddimensionamento degli affetti che vengono vissuti con una certa drammaticità. Nel disturbo isterico si assiste spesso ad una teatralizzazione delle emozioni. In questo tratto la nevrosi isterica si contrappone alle cosiddette nevrosi ossessive dove invece le emozioni tendono ad essere “blindate”, isolate. Ma torniamo al fenomeno della teatralità isterica: esistono diverse forme di manifestazione “teatrale” delle emozioni. Vi è per esempio una teatralità che può risultare attraente e che tende a catturare l’altro: avremo in questo caso un possibile funzionamento isterico. Esiste poi una teatralità molto più intensa ed “aggressiva” che tende a distanziare l’altro: in questo caso avremo a che fare con un funzionamento psichico istrionico, una forma di isteria molto più grave e invalidante. La personalità isterica presenta pertanto una seduttività spesso attraente, mentre la personalità istrionica presenta una seduttività che distanzia.
Le personalità isteriche sono caratterizzate da una seduttività costante, tesa a soddisfare i propri bisogni ma senza un reale interesse per l’altro: nelle relazioni dell’isterico, la presenza dell’altro può essere intercambiabile. Spesso in queste persone è insita una certa superficialità nei rapporti, affiancata da un’intimità precoce che tende a spiazzare l’interlocutore. C’è pertanto nel funzionamento di questi individui una superficialità nelle interazioni, superficialità che quasi sempre contraddistingue anche lo stile cognitivo.

                                                        

Fragilità emotiva, impulsività e sessualità del paziente isterico

Ad una prima analisi psicologica, lo psicologo nota spesso che il paziente isterico è caratterizzato da un’alta impressionabilità e adattabilità alle caratteristiche dell’interlocutore: il soggetto isterico con una persona assumerà i relativi aspetti di quella persona, con un’altra assume gli aspetti di quest’ultima.
Un’altra peculiarità della personalità isterica è data dall’impulsività e labilità emotiva, oltre che dall’indifferenza nei confronti delle conseguenze dei propri scoppi impulsivi e aggressivi. Molto spesso, dopo le sue “sfuriate”, il paziente isterico si stupisce se l’altro si distacca o si allontana.
Il paziente isterico tende ad essere impulsivo e fa fatica a mentalizzare la propria impulsività, ossia a mettere in pensieri e parole i vissuti impulsivi che ha appena provato. È importante notare, però, che questa difficoltà è molto meno marcata rispetto a disturbi più seri, quali il disturbo borderline ed altri gravi disturbi di personalità.
La fragilità emotiva dell’individuo isterico è riconducibile a problematiche sessuali. Tali questioni, ritenute inaccettabili dall’Io, vengono rimosse e trasformate in sintomi sensitivi, sensoriali o motori: è il cosiddetto fenomeno di conversione isterica. Di qui l’utilizzo del corpo per esprimere il proprio disagio, per esempio sotto forma manifestazione fisica, di paralisi, parestesia, vertigine, sintomi somatici, ecc. Tali problematiche tendono ad essere più serie nei pazienti con disturbo istrionico di personalità.
La personalità isterica ha spesso una vita relazionale intensa, ha molti corteggiatori in campo sentimentale, ma poi i sintomi e i problemi sessuali vanno a compromettere la qualità delle interazioni.
Lo psicologo, nel percorso psicologico con questi pazienti, deve lavorare a fondo sulla relativa storia di vita e sulla storia dove risiedono vissuti traumatici che hanno portato alla rimozione del contenuto psichico o dell’affetto ritenuto intollerabile, con conseguente insorgenza della sintomatologia isterica.