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Scritto dal Dott. Davide Caricchi
Scritto il 18 Mag, 2024
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Il disturbo antisociale di personalità

Il disturbo antisociale di personalità è un sisturbo alquanto articolato e complesso. La sofferenza psichica può spesso passare per la violazione delle regole. Wikipedia definisce la sociopatia come un disturbo “caratterizzato da un continuo odio per le leggi e le regole, ed una conseguente propensione a violarle ripetute volte senza il minimo ripensamento” Il termine “sociopatia” indica un modello di comportamenti e atteggiamenti antisociali tra cui manipolazione, inganno, aggressività e mancanza di empatia verso gli altri.

Definita anche con il termine “Disturbo di Personalità Antisociale”, la persona sociopatica è un individuo che presenta una personalità antisociale che ignora i diritti degli individui, oltre alle norme sociali.

Per fare la diagnosi di disturbo della personalità antisociale, l’individuo deve avere almeno 18 anni e presentare alcuni sintomi del disturbo della condotta prima dell’età di 15 anni.

Una delle caratteristiche principali del disturbo della condotta, infatti, è la sistematica e persistente violazione dei diritti dell’altro e delle norme sociali, con conseguenze molto gravi sul piano del funzionamento scolastico e sociale.

Un sociopatico è, dunque, una persona che presenta deficit specifici e significativi quando si tratta di rispettare le norme sociali. Non solo. Un individuo antisociale non si cura dell’altro né presta attenzione ai sentimenti di un’altra persona. In generale i sociopatici mancano di empatia e agiscono il comportamento antisociale con poco o nessun rimorso.

La caratteristica distintiva del sociopatico è la mancanza di rimorso che in genere porta le persone ad infrangere le regole comuni. L’individuo antisociale non ha quasi mai sensi di colpa per le azioni commesse. I sociopatici possono rimanere completamente indifferenti in seguito alla messa in atto delle proprie azioni di danneggiamento dell’altro.

In una persona con disturbo di personalità antisociale, pensieri e comportamenti sono caratterizzati dal disprezzo e dalla violazione dei diritti degli altri.

I sociopatici sono caratterizzati da una maggiore impulsività, infrangono le regole senza pensare e questo li porta a lasciare più spesso indizi; spesso provengono da contesti sociali svantaggiati, hanno un passato di istituzionalizzazione e difficilmente sono capaci di mantenere un lavoro stabile.
Possono reagire con aggressività e violenza ogni volta che si trovano di fronte alle conseguenze delle loro azioni.

Nelle persone con disturbo antisociale di personalità, agire in modo ingannevole e manipolativo è un qualcosa di pervasivo e onnipresente. Le persone antisociali appaiono in una varietà di contesti. Essi, molto spesso, non mostrano alcun rimorso.

La persona con un disturbo antisociale è spesso un manipolatore: fa di tutto per manipolare gli altri e per affascinarli, disarmarli o spaventarli, al fine di ottenere ciò che vuole.

Le persone con questa condizione possono sembrare affascinanti e carismatiche all’inizio, almeno in superficie, ma generalmente trovano difficile capire i sentimenti degli altri. Spesso risultano arroganti o con un marcato senso di superiorità, hanno opinioni fermamente salde e sanno usare l’umorismo, l’intelligenza e il carisma per manipolare.

Uno dei comportamenti più comuni in un sociopatico è l’aggressione in famiglia: un sociopatico può esercitare violenza sui figli o sul coniuge: non solo fisica, ma anche verbale. Tra le tendenze sociopatiche c’è anche quella del gaslighting, una delle più frequenti tecniche di manipolazione. In questo caso il sociopatico nega di aver fatto oppure detto delle cose, con lo scopo di difendersi e non mettere in discussione le proprie affermazioni. In questa maniera crea confusione e distorce la realtà della vittima che inizierà ad avere sempre meno fiducia in se stessa.

La personalità sociopatica sembra affascinante nelle fasi iniziali, finché il suo interesse personale non diventa chiaro. Infatti, Il sociopatico generalmente trova difficile mantenere amicizie e relazioni. Questa difficoltà può derivare da tratti come scarsa empatia, intelligenza emotiva carente, difficoltà a imparare dagli errori, tendenza ad intimidire e minacciare per mantenere il controllo.

Criteri diagnostici del disturbo antisociale di personalità

Secondo il DSM-5, si può diagnosticare il disturbo antisociale di personalità quando sono presenti almeno tre dei seguenti sintomi:
Azioni antisociali ripetute: potrebbero essere azioni che sono motivo di arresto come molestie, furti o svolgere un’occupazione illegale.

Comportamento ingannevole per ottenere un tornaconto personale: esempi in questo senso possono essere il mentire ripetutamente o l’assumere false identità.

Comportamento impulsivo: difficoltà a controllare gli impulsi oppure a pianificare il futuro. Tali sintomi possono portare a repentini cambiamenti di atteggiamento nel lavoro o nelle relazioni.

In tale disturbo di personalità si riscontra spesso irritabilità e comportamento aggressivo: la rabbia potrebbe spingere il sociopatico a frequenti aggressioni fisiche.

Altra caratteristica molto presente nella personalità antisociale è il marcato disprezzo per il pericolo o per le conseguenze delle proprie azioni. Questa tendenza può avere delle serie implicazioni sulla sicurezza personale e degli altri. In tali condotte rientrano fenomeni quali guida spericolata o in stato di ebbrezza, atti incoscienti che causano incidenti gravi, condotte dolose, ecc.

Altro criterio per porre diagnosi di disturbo antisociale di personalità: incapacità di far fronte a obblighi finanziari o di sostenere un’attività lavorativa continuità.

Infine abbiamo un altro elemento cardine nel funzionamento sociopatico: la mancanza di rimorso.
Analizziamo adesso i molteplici fattori alla base dell’insorgenza del disturbo antisociale di personalità e le relative implicazioni terapeutiche.

                                                                      

Differenze tra disturbo antisociale di personalità e psicopatia

Spesso nel linguaggio comune si sente parlare di “psicopatia” o si definisce come psicopatico un individuo caratterizzato da crudeltà e da forti difficoltà a immedesimarsi nell’altro. questo rende tale concetto in contiguità con quello di disturbo antisociale di personalità. Tuttavia ci sono delle importanti differenze tra queste due condizioni.

La distinzione tra disturbo antisociale di personalità e psicopatia è un argomento complesso e ampiamente dibattuto nella letteratura psicologica e psichiatrica. Sebbene spesso utilizzati come sinonimi nel linguaggio comune, questi due concetti presentano differenze significative in termini di criteri diagnostici, caratteristiche comportamentali e implicazioni cliniche. Comprendere queste differenze è cruciale per i professionisti della salute mentale nella diagnosi e nel trattamento efficace dei pazienti.

Il disturbo antisociale di personalità (DAP) è definito nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, Quinta Edizione (DSM-5), come un modello pervasivo di disprezzo e violazione dei diritti altrui che inizia nell’infanzia o nella prima adolescenza e continua nell’età adulta.

Le caratteristiche principali includono il mancato rispetto delle norme sociali, la tendenza alla manipolazione e all’inganno, l’impulsività, l’irritabilità e l’aggressività, e la mancanza di rimorso dopo aver causato danno ad altri. La diagnosi di disturbo antisociale di personalità richiede che il paziente abbia almeno 18 anni e che vi sia una storia di sintomi di disturbo della condotta prima dei 15 anni. Inoltre, questi comportamenti devono causare un significativo deterioramento nel funzionamento sociale, lavorativo o in altre aree importanti della vita.

La psicopatia, invece, è un costrutto che, sebbene non sia formalmente riconosciuto come diagnosi a sé stante nel DSM-5, è ampiamente studiato in psicologia forense e criminologia. La psicopatia è spesso valutata utilizzando la Hare Psychopathy Checklist-Revised (PCL-R), sviluppata da Robert Hare, uno dei maggiori esperti nel campo. La PCL-R valuta una serie di tratti e comportamenti, tra cui spiccate doti di fascinazione manipolative, il senso di grandiosità, l’assenza di rimorso o senso di colpa, la manipolazione, la superficialità emotiva e la mancanza di empatia.

Mentre il disturbo antisociale di personalità si concentra principalmente sui comportamenti antisociali, la psicopatia include una componente affettiva e interpersonale che distingue significativamente i due concetti.

Uno degli aspetti chiave che differenziano il disturbo antisociale di personalità dalla psicopatia è la profondità e la natura delle caratteristiche emotive e interpersonali. Gli individui con disturbo antisociale di personalità possono presentare comportamenti criminali e devianza sociale ma non necessariamente possiedono i tratti interpersonali e affettivi che caratterizzano gli psicopatici. Ad esempio, un individuo con disturbo antisociale di personalità potrebbe commettere crimini per motivi di tornaconto personale o impulsività ma potrebbe non mostrare la stessa mancanza di empatia o freddezza emotiva tipica di uno psicopatico.

La componente affettiva della psicopatia è particolarmente importante. Gli psicopatici spesso mostrano una marcata mancanza di empatia e sono incapaci di provare sentimenti profondi per gli altri. Questo aspetto li rende particolarmente pericolosi, poiché possono manipolare e ingannare gli altri senza provare alcun rimorso. La superficialità emotiva e l’incapacità di formare legami affettivi genuini sono tratti distintivi che non sempre sono presenti in tutti gli individui con disturbo antisociale di personalità.

Un’altra differenza significativa riguarda la risposta al trattamento. Gli individui con disturbo antisociale di personalità possono, in alcuni casi, rispondere positivamente a interventi terapeutici e riabilitativi, soprattutto se questi interventi sono mirati e personalizzati. Al contrario, gli psicopatici tendono a essere più resistenti al trattamento. La loro mancanza di empatia e il loro egocentrismo rendono difficile l’instaurazione di una relazione terapeutica efficace, e spesso utilizzano le sessioni terapeutiche per manipolare i terapeuti.

La prevalenza del disturbo antisociale di personalità è relativamente alta nella popolazione carceraria, con studi che suggeriscono che fino al 70-80% dei detenuti maschi possano soddisfare i criteri per questa diagnosi. Tuttavia, la prevalenza della psicopatia, secondo i criteri della PCL-R, è molto più bassa, stimata intorno al 15-25% tra i detenuti. Questo indica che, sebbene molti individui con disturbo antisociale di personalità possano presentare comportamenti criminali, solo una minoranza possiede i tratti profondi e radicati che definiscono la psicopatia.

Infine, le implicazioni legali e forensi dei due disturbi sono notevoli. La psicopatia è spesso associata a una maggiore recidiva criminale e a comportamenti violenti più gravi e premeditati rispetto al disturbo antisociale di personalità. Questo rende la valutazione della psicopatia particolarmente importante nel contesto della giustizia penale, poiché può influenzare le decisioni riguardanti la sentenza, la libertà condizionale e il trattamento correttivo.

In conclusione, sebbene il disturbo antisociale di personalità e la psicopatia condividano alcune caratteristiche cliniche e comportamentali, come la devianza sociale e la tendenza a condotte criminali, essi sono differenti sotto molti aspetti.

Il disturbo antisociale di personalità è una diagnosi formale riconosciuta dal DSM-5 che enfatizza i comportamenti antisociali e la violazione delle norme sociali.

La psicopatia, sebbene non sia una diagnosi formale nel DSM-5, è caratterizzata da tratti affettivi e interpersonali più profondi, come la mancanza di empatia, la superficialità emotiva e la manipolazione. Comprendere queste distinzioni è essenziale per i professionisti della salute mentale, non solo per diagnosticare accuratamente e trattare efficacemente questi disturbi ma anche per affrontare le implicazioni legali e forensi associate a ciascuno.

Cause della personalità antisociale e trattamento

I ricercatori non conoscono le cause esatte della sociopatia, tuttavia è possibile individuare alcuni fattori di rischio. Alcuni autori ritengono che al suo sviluppo concorrano fattori genetici; altri invece ipotizzano l’intervento di un ambiente invalidante. In realtà, è probabile che vi sia un’interazione tra fattori.
Le stime di ereditarietà del tratto di personalità antisociale vanno dal 38 al 69%.

Alcuni fattori ambientali legati a questo disturbo includono esperienze infantili negative come abusi fisici, abusi sessuali o abbandono. Anche le diagnosi infantili di disturbo oppositivo-provocatorio o disturbo da deficit di attenzione e iperattività sono collegate al disturbo antisociale di personalità. I maschi, inoltre, hanno più probabilità di ricevere una diagnosi rispetto alle femmine.

Come curare un antisociale? Le persone che convivono con disturbi della personalità non sempre riconoscono eventuali problemi nel loro comportamento, quindi non capiscono che andare dallo psicologo potrebbe aiutarli, né tantomeno prendono in considerazione l’idea di ottenere un supporto professionale. Affidarsi ad uno psicologo o ad uno psicologo online, però, è essenziale per poter fare una psicodiagnosi valida e affidabile.

La cura del disturbo antisociale di personalità mira ad aiutare la persona a gestire i sentimenti di rabbia, disforia, ansia, incapacità a tollerare la noia e depressione. Spesso troviamo associato al disturbo antisociale un disturbo di dipendenza da sostanze o gioco d’azzardo. L’obiettivo è ridurre i comportamenti e le azioni antisociali, a beneficio dell’individuo e degli altri che lo circondano.

Nel trattamento del disturbo antisociale di personalità, la psicoterapia può aiutare una persona ad evitare schemi di pensiero, comportamenti e modi impulsivi di relazionarsi con gli altri. La psicoterapia aiuta anche il paziente a capire da dove provengano le sue condotte manipolatorie e aggressive e la sua sofferenza.

FAQ

Che cos’è il disturbo antisociale di personalità?

Il disturbo antisociale di personalità (DAP) è una condizione clinica complessa e multifattoriale che richiede una comprensione approfondita per una diagnosi e un trattamento adeguati. La sua definizione nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, Quinta Edizione (DSM-5), enfatizza un modello pervasivo di disprezzo e violazione dei diritti degli altri che inizia nell’infanzia o nella prima adolescenza e continua nell’età adulta.

Gli individui con disturbo antisociale di personalità mostrano comportamenti come il mancato rispetto delle norme sociali, l’inganno, l’impulsività, l’irritabilità, l’aggressività, la mancanza di rimorso e l’irresponsabilità persistente.

Qual è la differenza tra disturbo antisociale di personalità e psicopatia?

La distinzione tra il disturbo antisociale di personalità e la psicopatia è cruciale. Mentre entrambi condividono alcune caratteristiche, come i comportamenti antisociali e la devianza sociale, la psicopatia si distingue per tratti affettivi e interpersonali più profondi. I tratti tipici della psicopatia includono la mancanza di empatia, la superficialità emotiva e la manipolazione, aspetti che non sono necessariamente presenti in tutti gli individui con disturbo antisociale di personalità.

La psicopatia, valutata spesso tramite la Hare Psychopathy Checklist-Revised (PCL-R), non è formalmente riconosciuta come una diagnosi separata nel DSM-5 ma è ampiamente studiata in psicologia forense e criminologia.

Qual è l’eziologia del disturbo antisociale di personalità?

Il disturbo antisociale di personalità presenta un’eziologia complessa che coinvolge un’interazione tra fattori genetici, biologici, psicologici e ambientali. Studi genetici indicano che esiste una componente ereditaria significativa, con tratti di impulsività e aggressività che possono predisporre un individuo a sviluppare comportamenti antisociali. Anomalie neurobiologiche, come disfunzioni nella corteccia prefrontale e alterazioni nei sistemi neurotrasmettitoriali della serotonina e della dopamina, sono state associate al disturbo antisociale di personalità.

Fattori psicologici e ambientali giocano un ruolo cruciale nello sviluppo del disturbo antisociale di personalità. Esperienze di vita avverse come abusi, negligenza, incuria e un ambiente familiare disfunzionale, aumentano significativamente il rischio di sviluppare il disturbo antisociale di personalità. La mancanza di legami affettivi sicuri e l’esposizione a modelli di comportamento antisociale possono contribuire alla formazione di tratti antisociali nei bambini e negli adolescenti.

Come capire se si è antisociali?

Le manifestazioni cliniche del disturbo antisociale di personalità includono una varietà di comportamenti e atteggiamenti che causano significative difficoltà nelle relazioni personali, lavorative e sociali. Gli individui con disturbo antisociale di personalità sono spesso descritti come affascinanti e carismatici ad un livello superficiale, ma questo fascino è generalmente utilizzato per manipolare e sfruttare gli altri. La loro mancanza di empatia e superficialità emotiva rende le loro relazioni tumultuose e brevi.

La persistenza di comportamenti irresponsabili, la tendenza alla manipolazione e l’incapacità di provare rimorso dopo aver ferito gli altri sono caratteristiche distintive del disturbo antisociale di personalità.

Come si cura il disturbo antisociale?

Trattare il disturbo antisociale di personalità presenta numerose sfide. Gli individui con DAP sono spesso riluttanti a cercare aiuto e possono essere manipolativi nei confronti dei terapeuti. La mancanza di rimorso e la bassa motivazione al cambiamento complicano ulteriormente il trattamento. Tuttavia, alcune strategie possono essere utili.

La psicoterapia a orientamento psicodinamico può essere utile nel trattamento del disturbo antisociale di personalità concentrandosi su aspetti profondi della psiche e delle relazioni interpersonali del paziente. Questo approccio mira a esplorare i conflitti inconsci, le esperienze infantili traumatiche e le dinamiche relazionali che contribuiscono ai comportamenti antisociali.

Attraverso la creazione di una relazione terapeutica sicura e stabile, il terapeuta può aiutare il paziente a sviluppare una maggiore consapevolezza di sé, a comprendere le radici emotive del proprio comportamento e a promuovere cambiamenti nei modelli di relazione. Inoltre, l’intervento psicodinamico può facilitare l’elaborazione del senso di colpa e del rimorso, aspetti spesso carenti nei soggetti con disturbo antisociale di personalità migliorando così la loro capacità di formare relazioni più sane e responsabili.

La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) può aiutare a modificare i comportamenti antisociali e migliorare le abilità di gestione dell’impulsività.

L’approccio motivazionale, che mira a incrementare la motivazione intrinseca al cambiamento, può essere efficace. Anche i programmi di trattamento integrati, che includono interventi psicosociali, educativi e di riabilitazione, possono offrire benefici.

Quale può essere la prognosi di un disturbo antisociale di personalità?

La prognosi per il disturbo antisociale di personalità varia in base a diversi fattori. Alcuni individui possono mostrare una diminuzione dei comportamenti antisociali con l’avanzare dell’età, mentre altri possono continuare a manifestare comportamenti devianti per tutta la vita. I fattori che possono influenzare la prognosi includono la gravità dei sintomi, il supporto sociale disponibile e la presenza di comorbilità con altri disturbi mentali.

 

                                                                 

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