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Scritto dal Dott. Davide Caricchi
Scritto il 24 Feb, 2023

Il “percorso” dell’anima: analisi e storia del concetto

Il “percorso” dell’anima: analisi e storia del concetto è un articolo scritto dal dottor Davide Ivan Caricchi, psicologo a Torino e psicologo online, psicoterapeuta, specialista in Psicologia Clinica. Se hai bisogno di un aiuto psicologico, puoi contattarlo al numero 3776604829 per fissare un appuntamento per una prima consulenza gratuita.

Il concetto di “anima” è alla base della psicologia e di tutte le discipline psicologiche che si pongono come obiettivo la “cura della psiche”. Il termine “psicologia” deriva dal greco e significa appunto “studio dell’anima”.
Un percorso formativo e professionale di uno psicologo e di uno psicologo online non può assolutamente prescindere dalla conoscenza del concetto di anima e della sua evoluzione nel corso della storia.
Con questo articolo inizieremo un lungo e articolato “excursus” della storia del concetto di anima, a partire dal pensiero antico fino ai giorni d’oggi.

Gli “albori” del concetto di anima

I primissimi concetti di questa istanza risalgono agli Egizi che suddividevano la componente spirituale dell’essere umano in tre elementi soprannaturali: Akh, Ka e Ba.
Ma è ai tempi della Grecia Arcaica che ci si inizia a interrogare in maniera un po’ più articolata su un qualcosa di riconducibile all’anima. Secondo i riti misterici dell’orfismo, il corpo rappresentava una vera e propria prigione per l’anima che poteva essere liberata tramite rituali iniziatici che avrebbero dovuto scongiurare il rischio di ritrovarsi in una condizione di non esistenza, con conseguente condanna alla trasmigrazione.

I filosofi presocratici

I filosofi presocratici collegano l’anima principalmente ad elementi naturali. Secondo Pitagora e i filosofi pitagorici abbiamo a che fare con due tipi di anima: una concepita come armonia tra gli elementi del corpo, che è considerata un’istanza mortale, e una che sarebbe riconducibile a Dio e che nell’esistenza umana rimane “imprigionata” nel corpo e trasmigra innumerevoli volte da un corpo all’altro. Essa si può col tempo purificare tramite la metempsicosi. In concreto, quindi, il pitagorismo concepisce due tipologie di anima: un’anima psichica, legata al corpo, e un’anima immortale.
Per Empedocle, filosofo del V secolo a.C., l’anima andrebbe incontro ad una trasformazione ciclica, perché è fatta degli stessi elementi che costituiscono l’universo.
Come si può notare, siamo ancora ad una fase “embrionale” della concezione dell’anima così come è intesa nella cultura occidentale.

Socrate e Platone

È con Socrate che l’anima diventa uno degli elementi centrali della filosofia occidentale. Sarà lui ad utilizzare per la prima volta la parola “psiche”, ossia anima, per definire il “mondo interno” dell’essere umano, aspetto che a partire da questo periodo verrà indagato col massimo dell’interesse e dell’attenzione.
Platone, discepolo di Socrate, concettualizzerà i precetti del maestro attraverso i suoi scritti. È risaputo che Socrate non lasciò opere scritte in quanto era convinto che l’unico modo per fare filosofia fosse quello della discussione orale, forma di comunicazione per lui più diretta e stimolante.

Platone e l’anima

Con Platone il concetto di anima non può essere distinto da quello delle idee. Secondo Platone le idee sono delle istanze universali che possono essere colte dall’uomo tramite l’esperienza sensibile. Le idee non sarebbero quindi apprese dall’uomo, bensì sarebbero innate. L’anima, che secondo Platone ha già potuto avere esperienza del mondo delle idee in quanto più volte nata alla vita, è in grado di intuire le idee. Essa, passando da un corpo all’altro attraverso la trasmigrazione delle anime, manterrebbe una “vaga memoria” delle idee. Le idee sono istanze innate e immortali a cui tutti gli uomini dovrebbero ambire perché ci conducono alla verità.
L’anima umana, pertanto, può “affacciarsi” al mondo delle idee e intuirne qualcosa.
Secondo Platone l’anima è immortale principalmente per due motivi: 1) perché è un’istanza vitale autonoma e sempre in movimento; 2) perché essendo in grado di cogliere e comprendere le idee, può far parte della loro natura trascendente e immortale.
Come possiamo vedere, ci stiamo gradualmente avvicinando ad una concezione di anima che si avvicina al futuro concetto di psiche: non più un qualcosa di statico e materiale ma qualcosa di dinamico e di difficile definizione.
Nei prossimi articoli sull’argomento approfondiremo ulteriormente l’evoluzione del concetto di anima e psiche.

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