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Scritto dal Dott. Davide Caricchi
Scritto il 23 Mar, 2024

Il saper ascoltare

Nei rapporti umani, saper ascoltare è molto più di un semplice atto passivo; è una vera e propria “arte” che richiede presenza, apertura e sensibilità.
Saper ascoltare significa immergersi completamente nell’esperienza dell’altro cercando di comprendere non solo le parole espresse ma anche i sentimenti, le emozioni e i pensieri non detti che le accompagnano. Questa capacità si manifesta in un atteggiamento di curiosità autentica e non giudicante, dove l’obiettivo non è rispondere o consigliare ma accogliere e capire la realtà altrui.

Saper ascoltare trasforma le relazioni creando uno spazio di fiducia e sicurezza in cui le persone si sentono viste e comprese. In questo spazio i legami si approfondiscono e si genera un terreno fertile per la crescita reciproca. Dal punto di vista psicologico, saper ascoltare ha il potere di alleviare lo stress e l’ansia, poiché sentirsi ascoltati è un bisogno umano fondamentale che conferma il nostro valore e la nostra dignità agli occhi degli altri.
Inoltre, saper ascoltare arricchisce chi ascolta tanto quanto chi viene ascoltato. Questa pratica apre le porte all’empatia permettendoci di vedere il mondo attraverso gli occhi di un’altra persona e di imparare da prospettive diverse dalla nostra. Si tratta di un percorso di arricchimento interiore che amplia la nostra comprensione dell’umanità e della complessità delle esperienze umane.
Saper ascoltare è fondamentale per gestire i conflitti in modo costruttivo. Quando le persone si sentono ascoltate, sono più aperte a considerare diversi punti di vista e a trovare soluzioni condivise. Questa capacità non solo previene l’escalation dei conflitti ma promuove anche la risoluzione pacifica e creativa delle divergenze. In un mondo sempre più frammentato e polarizzato, saper ascoltare si rivela quindi non solo una competenza sociale vitale ma anche una chiave per costruire ponti e promuovere un senso di comunità e appartenenza.

La differenza tra saper ascoltare e saper sentire

Il saper ascoltare è una competenza che non si acquisisce magicamente ma che si coltiva col tempo e attraverso le esperienze di vita.
Nell’ambito della comunicazione umana, esiste una distinzione fondamentale tra il semplice atto di sentire e quello più complesso e coinvolgente di ascoltare. Mentre trascorriamo le nostre giornate, ci troviamo immersi in un mare di stimoli sonori. Da questo incessante flusso, il nostro sistema uditivo capta una miriade di suoni, dai più banali ai più straordinari, senza che vi prestiamo una particolare attenzione. Questo processo, pur essendo parte integrante della nostra esperienza sensoriale quotidiana, si limita a registrare la presenza di suoni, senza che questi vengano filtrati o interpretati in maniera significativa dalla nostra coscienza.
Contrariamente, l’ascolto si distingue per essere un’azione intenzionale e selettiva in cui la nostra attenzione viene focalizzata consapevolmente su specifici suoni o messaggi. Tale approccio implica una scelta attiva di dirigere i nostri sensi e la nostra mente verso qualcosa che riteniamo di valore coinvolgendo non solo l’udito ma un insieme più ampio di capacità cognitive e affettive. In questo contesto, coloro che esercitano l’arte di ascoltare diventano dei veri e propri “compagni di viaggio” degli altri condividendo e arricchendo reciprocamente le loro esperienze di vita attraverso un processo di comunicazione profondamente empatico.
Consideriamo, per esempio, l’esperienza comune di trovarsi in aula, davanti a un insegnante che spiega la sua lezione. In molte occasioni, nonostante la presenza fisica di parole e concetti, possiamo ritrovarci disinteressati verso il contenuto proposto facendo sì che le parole dell’insegnante diventino un mero sottofondo di suoni. In questi momenti, il nostro sistema uditivo continua a ricevere i suoni ma la nostra mente si distacca, perdendosi in pensieri distanti da quanto verbalmente espresso. Questo fenomeno illustra vividamente il gap tra sentire passivamente e l’impegno richiesto per ascoltare attivamente.
Estendendo questa riflessione alla sfera personale e quotidiana, emergono ulteriori sfide. Spesso può sembrare più semplice e meno impegnativo limitarsi a sentire evitando l’esercizio dell’ascolto attivo che invece richiede un’apertura mentale, volontà di comprendere e disponibilità emotiva. Quest’ultimo, noto come ascolto attivo, si rivela una competenza essenziale, ricca di significato e valore. Attraverso l’ascolto attivo, si manifesta la volontà di entrare in connessione con l’altro, comprendendo non solo le parole ma anche le emozioni e i pensieri sottostanti, in un processo che arricchisce entrambi gli interlocutori e rafforza le relazioni umane.

Saper ascoltare: un’arte che si padroneggia col tempo

Nel cuore della comunicazione umana risiede l’essenziale abilità di saper ascoltare, un pilastro che sostiene non solo la trasmissione efficace di messaggi ma anche la comprensione profonda tra gli individui. Distinguere tra il mero sentire e il vero ascoltare è vitale in questo processo. Nel corso della nostra esistenza quotidiana, i nostri sensi sono bombardati da un’infinità di stimoli sonori. Di conseguenza, terminiamo le nostre giornate “bombardati” da una sterminata gamma di suoni. Tuttavia, solo una frazione di questi è stata realmente ascoltata. Sentire, in questo contesto, è un’azione quasi passiva, un semplice ricevere onde sonore che fluttuano nell’aria senza che vi sia una selezione o un’interpretazione consapevole. Questo processo di percezione superficiale non richiede un impegno attivo da parte nostra.
Al contrario, saper ascoltare trasforma radicalmente questa esperienza. Si tratta di un impegno attivo e intenzionale verso la comprensione di un messaggio specifico, dove tutti i nostri sensi sono armoniosamente allineati verso l’obiettivo di cogliere l’essenza di ciò che ci viene comunicato. Questa dinamica non si limita alla semplice interpretazione dei suoni ma si estende alla decodifica dei significati, delle emozioni e delle intenzioni che si celano dietro le parole. È qui che entra in gioco l’ascolto attivo, un processo che va oltre il semplice ascoltare, per abbracciare un atteggiamento di empatia e di profonda connessione con l’altro. Attraverso l’ascolto attivo, si stabilisce un ponte comunicativo che permette di accompagnare l’altro nel suo percorso di vita, offrendo sostegno, comprensione e, quando necessario, guida.

Le persone che padroneggiano l’arte di saper ascoltare diventano, quindi, preziosi compagni di viaggio. Essi non si limitano a captare le parole ma si impegnano in un processo di ascolto empatico, attraverso il quale si sintonizzano con le esperienze, i sentimenti e le prospettive altrui. Questa capacità di ascolto arricchisce in modo significativo le relazioni umane, poiché chi si sente ascoltato con autentica attenzione si sente anche compreso e valorizzato. In definitiva, saper ascoltare e praticare l’ascolto attivo con empatia non solo facilita una comunicazione efficace ma pone le basi per relazioni interpersonali più profonde e significative in cui ogni individuo si sente visto, udito e, soprattutto, compreso.

Ma in cosa consiste nello specifico il saper ascoltare?

Nell’ambito delle interazioni umane ci imbattiamo spesso in una sfida sostanziale che ostacola il flusso della comunicazione efficace: la difficoltà di praticare il saper ascoltare. Questo ostacolo emerge principalmente quando, invece di concentrarci sul contenuto delle parole dell’interlocutore, ci lasciamo catturare dal prepararci mentalmente a ciò che intendiamo dire non appena ci verrà data l’opportunità di parlare. Questo approccio, focalizzato su ciò che desideriamo esprimere piuttosto che su ciò che stiamo ricevendo, porta a quello che può essere descritto come un’eccessiva effusione verbale, condizione che mina la possibilità di un’autentica comunicazione efficace.
In un tale scenario, il dialogo si trasforma: esso non è più uno scambio reciproco e arricchente ma una serie di monologhi che si susseguono senza soluzione di continuità, ognuno isolato e concentrato su ciò che deve dire senza un vero ascolto dell’altro. Questa dinamica sottolinea quanto sia arduo padroneggiare l’arte di saper ascoltare, una competenza che richiede non solo un considerevole controllo di sé ma anche un impegno consapevole verso la comprensione attiva e l’empatia nell’ascolto.

Saper ascoltare significa focalizzare in maniera significativa il nostro interesse e la nostra attenzione verso l’interlocutore immergendoci nel suo mondo esplorando il suo ambito di interesse e il suo contesto personale con un atteggiamento di apertura e di cura.
L’elemento cardine di un dialogo genuino e di una comunicazione efficace risiede nel cosiddetto “silenzio operoso”, un fondamento che supporta l’ascolto attivo. Riflettendo sulle parole di J. Krishnamurti, che affermava che “ascoltare è un atto di silenzio”, possiamo comprendere che è solo attraverso la serenità del nostro dialogo interiore che possiamo veramente aprirci all’altro. Abbracciando un atteggiamento di ascolto attivo, rendiamo le nostre parole non solo ascoltate e ascoltabili ma significative per chi ci ascolta creando così il terreno fertile per un’interazione ricca e all’insegna della reciprocità.

La difficoltà di saper ascoltare con empatia nell’ascolto e di impegnarsi in una comunicazione efficace è intrinsecamente legata alla nostra capacità di placare e rimodulare le nostre parti più narcisistiche e autocentrate cercando di prestare una completa attenzione all’interlocutore.
Quando ci dedichiamo completamente all’ascolto, non solo facciamo sentire l’altro profondamente valorizzato ma creiamo anche un ambiente permeato di rispetto, apprezzamento e fiducia reciproca. In quest’ottica, il saper ascoltare diventa un ponte che collega le anime, un mezzo attraverso cui possiamo esprimere considerazione e cura elevando il saper ascoltare e l’empatia nell’ascolto a pilastri fondamentali di ogni interazione umana significativa e di ogni comunicazione efficace.

Quanto è importante imparare ad ascoltare?

Nel complesso tessuto delle relazioni umane, ci imbattiamo frequentemente in ostacoli che impediscono una comunicazione autentica e profonda. Uno di questi ostacoli è la tendenza a spostarsi rapidamente dall’ascolto alla mera percezione sonora, mentre la nostra mente è impegnata a formulare una risposta prima ancora che il nostro interlocutore abbia terminato di esprimersi. Questo scivolamento dall’intenzionalità del saper ascoltare al semplice sentire interrompe il flusso del dialogo e porta a ciò che potremmo definire incontinenza verbale.
In un contesto dove tutti cercano di esprimersi simultaneamente, senza dedicare tempo e attenzione all’ascolto delle ragioni altrui, la vera essenza del dialogo si disperde lasciando spazio a monologhi sovrapposti che non si incontrano mai veramente.

Il saper ascoltare è difficile da padroneggiare poiché richiede una consapevole regolazione di sé, così come una dedizione all’attenzione, alla comprensione e allo sforzo volto a captare in profondità il messaggio dell’interlocutore. Saper ascoltare implica un’intenzionale focalizzazione verso l’altro, un immedesimarsi nei suoi interessi, nei suoi punti di vista e nel suo quadro di riferimento, facendo propri i principi dell’empatia nell’ascolto. Questa abilità trasforma il dialogo in uno spazio dove la comunicazione efficace può fiorire, guidata dalla capacità di rimanere in un attento e rispettoso silenzio.

Il ruolo del silenzio nel saper ascoltare

Riflettendo sul pensiero di J. Krishnamurti, che vedeva l’ascolto come un “atto di silenzio”, possiamo intuire che interrompere il flusso incessante del nostro dialogo interno per dedicare piena attenzione all’altro è fondamentale per imparare a saper ascoltare veramente. Solo mediante un tale ascolto attivo le nostre parole acquisiscono la capacità di essere significative per chi ci ascolta generando gratitudine e costruendo un ambiente permeato di rispetto, stima e fiducia reciproca.
L’ascolto non si rivela essere soltanto una tecnica ma un autentico “dono” di presenza che apre a una connessione genuina, una trasparenza e un desiderio sincero di comprendere l’altro.

Il dialogo autentico emerge da questo equilibrio delicato tra il saper ascoltare e il saper esprimersi, un dinamismo che arricchisce entrambe le parti. Sviluppare la propria abilità di saper ascoltare è un invito a partecipare in maniera più piena alla vita della comunità e alle relazioni interpersonali, offrendo un ascolto attento e empatico in un mondo che ne ha disperatamente bisogno.

È attraverso il saper ascoltare che possiamo realmente aprire le porte a una comunicazione di qualità consentendo una comprensione reciproca che va oltre le parole e tocca il cuore dell’esperienza umana.
Nell’ambito delle tecniche di ascolto, il saper ascoltare con empatia e impegno diventa quindi non solo una pratica di crescita personale ma un contributo essenziale alla costruzione di una società più attenta e solidale, dove ogni voce ha la possibilità di essere ascoltata e ogni persona si sente valorizzata nella sua unicità.

Saper ascoltare: qualche consiglio

Per amplificare e affinare la nostra capacità di saper ascoltare, è essenziale intraprendere un processo di autovalutazione mirato a riconoscere quelle aree dell’ascolto attivo nelle quali ci troviamo carenti. Questo processo richiede una riflessione profonda su varie dimensioni che costituiscono la colonna vertebrale dell’ascolto efficace. Tra queste dimensioni rientrano la capacità di mantenere un’attenzione focalizzata sull’interlocutore, manifestare un interesse autentico attraverso la nostra comunicazione non verbale, coltivare la pazienza ritardando la nostra risposta per assicurarci di aver pienamente compreso il messaggio dell’altro, sviluppare l’abilità di offrire e accogliere feedback in modo costruttivo, e infine, nutrire un senso di empatia che ci permetta di connetterci con le esperienze e i sentimenti dell’altro: tutte qualità che devono, per essere necessariamente presenti nel bagaglio di competenze di uno psicologo o di uno psicologo online.

Una volta individuati i punti di debolezza nel nostro approccio all’ascolto, possiamo avvalerci di specifiche tecniche di ascolto che mirano a potenziare ciascuna di queste dimensioni fondamentali. Queste tecniche sono strumenti preziosi che ci guidano nel percorso di miglioramento, consentendoci di trasformare l’ascolto da un atto passivo a un’attività dinamica e partecipativa. Attraverso l’utilizzo di queste tecniche, impariamo a valorizzare ogni parola e silenzio condiviso migliorando non solo la nostra capacità di ascolto ma anche la qualità delle nostre interazioni e relazioni. Così facendo il saper ascoltare diventa non solo una competenza comunicativa ma un vero e proprio ponte verso una comprensione reciproca più profonda e significativa.

L’importanza dell’attenzione verso l’altro nel processo di ascolto

Nel complesso universo della comunicazione umana, il saper ascoltare non si limita semplicemente a ricevere passivamente una sequenza di parole ma richiede un’immersione totale nel flusso comunicativo dell’altro. È fondamentale comprendere che senza dedicare la nostra piena attenzione al messaggio trasmesso dall’altro, ci ritroveremo incapaci di praticare veramente l’arte di saper ascoltare. Questo processo implica un impegno consapevole a focalizzarci esclusivamente su ciò che viene detto mettendo consciamente da parte ogni forma di distrazione, sia essa di natura interna, come i nostri pensieri più leggeri e distraenti, o esterna, come i rumori ambientali che potrebbero interrompere il flusso della nostra attenzione.

Per potenziare la nostra abilità di saper ascoltare, è essenziale anche sviluppare un profondo senso di empatia nell’ascolto. Questo significa fare uno sforzo deliberato per comprendere la prospettiva del nostro interlocutore immergendoci non solo nelle sue parole ma anche nel suo linguaggio non verbale, come espressioni facciali e gesti, che spesso comunicano più del linguaggio verbale stesso. Questa sensibilità nei confronti del linguaggio del corpo aiuta a decifrare il contesto in cui le parole sono immerse permettendoci di cogliere il significato complessivo del messaggio con maggiore chiarezza. L’empatia nell’ascolto diventa quindi un ponte che facilita una comprensione più profonda e genuina rafforzando la qualità della nostra comunicazione efficace.

Inoltre, una componente cruciale nella pratica di un ascolto attento e produttivo è la capacità di esercitare la pazienza evitando di interrompere il nostro interlocutore mentre esprime i suoi pensieri e i suoi stati d’animo. Questo rispetto per il tempo e lo spazio comunicativo dell’altro non solo dimostra la nostra considerazione per la sua prospettiva ma rafforza anche l’efficacia della nostra comunicazione creando un ambiente in cui entrambe le parti si sentono ascoltate e valorizzate. Questi principi relativi al saper ascoltare e all’empatia nell’ascolto sono pilastri fondamentali che sostengono una comunicazione produttiva e autentica che ci consente di fronteggiare le complessità delle interazioni umane con sensibilità, comprensione e rispetto reciproco.

Importanza dell’empatia nell’ascolto e dell’approccio non giudicante

Dimostrare un sincero interesse è fondamentale quando si tratta di saper ascoltare. Questo approccio non solo implica che ci importi veramente di ciò che l’altro sta condividendo con noi ma serve anche a prevenire che l’interlocutore si senta trascurato, situazione che potrebbe facilmente dar luogo a reazioni negative da parte sua. Per manifestare questo interesse, è cruciale impegnarsi in azioni che vanno oltre le parole, come annuire o esprimere brevi commenti di conferma, gesti che rivelano la nostra partecipazione attiva alla conversazione. Un altro aspetto chiave per dimostrare che siamo immersi nel processo di saper ascoltare riguarda la nostra postura corporea: mantenere il contatto visivo, posizionarsi in modo aperto e accogliente verso chi parla, evitando posture chiuse come le braccia incrociate, sono tutti elementi che contribuiscono a una comunicazione efficace.
Quando si tratta di accogliere le idee altrui, è imperativo non avere un approccio giudicante. Questo significa che dobbiamo imparare a mettere in pausa il nostro dialogo interno critico resistendo alla tentazione di giudicare o interrompere mentre l’altro è ancora intento ad esprimersi. L’obiettivo è allontanarsi da preconcetti e emozioni preesistenti che potrebbero dare una coloritura distorta alla nostra percezione del messaggio dando spazio invece a un ascolto genuino e non filtrato. L’adozione di tecniche di ascolto che favoriscono questa pratica può essere estremamente utile.

Importante per il saper ascoltare è anche la capacità di dare e ricevere feedback in modo appropriato, una componente vitale dell’ascolto attivo. Ciò comporta la richiesta di chiarimenti quando alcuni aspetti del discorso non sono chiari e l’abilità di riepilogare ciò che è stato detto con le nostre parole assicurandoci così di aver correttamente interpretato il messaggio dell’altro. Questo processo riduce significativamente le possibilità di malintesi ponendo le basi per una comunicazione solida ed efficace.
In ultimo, ma non meno importante, l’empatia nell’ascolto è un pilastro che sostiene tutto il processo di saper ascoltare. Senza la capacità di calarci nei panni dell’altro, di sentire e comprendere la sua prospettiva, l’ascolto attivo rimane incompleto. Questa empatia nell’ascolto deve ovviamente andare oltre alle parole espresse: essa richiede un’attenzione particolare a ciò che è comunicato non a livello verbale ma attraverso sentimenti ed emozioni. È solo attraverso l’esercizio dell’empatia nell’ascolto e l’applicazione di un ascolto attivo e partecipato che possiamo sperare di raggiungere una comprensione profonda e autentica.
L’empatia nell’ascolto e l’ascolto attivo e partecipato sono ovviamente i pilastri fondamentali per qualsiasi forma di comunicazione efficace.

Considerazioni finali

È di fondamentale importanza coltivare l’abilità di saper ascoltare giorno per giorno. Questa pratica non solo è preziosissima per il nostro benessere personale offrendo una sensazione di soddisfazione che ci fa sentire di aiuto e sostegno agli altri ma si rivela anche essenziale in un contesto sociale dove l’esigenza di essere compresi e ascoltati è profondamente sentita.
È attraverso la meticolosa attenzione alle parole altrui che possiamo veramente costruire “ponti di comunicazione” efficaci, non solo con il mondo esterno ma anche con il nostro mondo interno. Di conseguenza, il valore dell’ascolto non dovrebbe mai essere minimizzato.
Riconoscere e impegnarsi nelle competenze di ascolto e attenzione verso l’altro può aprire nuovi orizzonti di comprensione reciproca e di connessione umana.

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