L’invidia: quel pericoloso sentimento che inquina l’esistenza

L'invidia è un sentimento complesso e articolato che spesso risulta difficile da riconoscere e accettare. Essa però è un'emozione universale che tutti noi abbiamo sperimentato almeno una volta nella vita: può essere definita come un vissuto di tristezza mista a rabbia che si prova nei confronti di qualcuno che possiede qualcosa che noi desideriamo e che ci manca.


Non sempre l'invidia è facile da individuare. Essa, infatti, può assumere diverse forme e intensità. Anche in seduta psicologica la gestione dell’invidia del paziente da parte di psicologo e psicologo online non è così semplice e lineare. Lavorare sulla mentalizzazione di questa emozione può essere un compito alquanto arduo e faticoso.

Che cos’è l’invidia?

L’invidia può essere definita anche come un sentimento di ostilità nei confronti di qualcosa che la persona invidiosa desidera ma non possiede.
Spesso si tende a fare confusione tra invidia e gelosia, tuttavia tali vissuti sono alquanto differenti tra loro: mentre la gelosia implica sempre la presenza di un “terzo incomodo”, l’invidia rimanda sempre ad un rapporto a due. La gelosia è un sentimento di inquietudine legato alla paura di perdere qualcosa che già abbiamo per mano di un’altra persona, per esempio, perdere l’amore o l’attenzione di una persona cara a causa di un’altra persona.
Nell’invidia, invece, tutto ruota intorno al desiderio rancoroso di possedere quello che non si ha ma che possiede qualcun altro.
Ci sono situazioni in cui l’invidia assume forme sottili e sotterranee, come quando si prova invidia per i risultati, i mezzi a disposizione dell’altro, o ancora per gli affetti e le relazioni sentimentali di un amico o conoscente. In altre situazioni l’invidia può diventare più manifesta e distruttiva e indurre la persona che la prova a sentirsi minacciata dall’altro. Questo tipo di invidia può arrivare ad essere talmente destabilizzante da proiettare nel soggetto invidiato tutta una serie di contenuti psichici malevoli e distruttivi che portano a vedere l’altro come un ostacolo che ci impedisce di raggiungere i nostri obiettivi.

                                                                                        

Un vissuto con cui tutti noi ci confrontiamo

L’invidia affonda le sue radici nella primissima infanzia e nelle prime relazioni con la figura materna.
Secondo la psicoanalista Melanie Klein, nel bambino piccolo l’invidia è un vissuto che si associa alla gratitudine. Ma in che modo?
L’invidia, nelle prime fasi di vita, è un sentimento fondamentale, di importanza decisiva per la crescita del bambino.
Nel percorso di crescita psicofisica, la gratificazione che il bambino prova nei confronti del seno materno (la prima fonte di nutrimento fisico e “psichico” del neonato) genera sia sentimenti di invidia che di gratitudine. In tale contesto, se l’invidia non è sproporzionata, può essere integrata e armonizzata all’interno del sistema dell’Io e diventare elemento costitutivo dell’esperienza umana, senza che si trasformi in qualcosa che satura la mente. In questi casi, il sentimento invidioso può essere superato dai sentimenti di gratitudine.
Se la figura materna è in grado di “bonificare” le esperienze di invida nel bambino e di creare le condizioni affinché prevalgano le esperienze buone su quelle cattive, tale vissuto si ridimensionerà sempre di più in favore della gratitudine.
Se invece col passare del tempo prevarrà il sentimento dell'invidia, il bambino farà i conti con l’impossibilità di identificarsi con un oggetto ideale, ossia con una figura di riferimento ideale fonte di amore e fiducia. Questo impedirà al bambino (e in seguito all’adulto invidioso) di trovare luoghi e persone fonte di amore e sicurezza emotiva: l’altro significativo verrà distrutto nelle fantasie del soggetto invidioso e diventerà fonte di persecuzione e rabbia.
Un’invidia intensa e destrutturante è causa di rapporti sociali frustranti e deludenti e porta a relazioni terapeutiche negative nei percorsi psicologici, in quanto ostacola l’interiorizzazione di persone positive e di esperienze di vita positiva: la conseguenza è un costante circolo vizioso di rabbia e risentimento.

Invidia e sostegno psicologico

È importante non stigmatizzare il sentimento dell’invidia: tutti noi ci siamo confrontati con tale vissuto, chi in misura maggiore e chi in misura minore. È una componente della vita che può stimolare il confronto e la competizione. Tuttavia questo vissuto può diventare problematico nel momento in cui non ci permette di apprezzare quello che abbiamo tormentandoci internamente.
Per far sì che l’invidia non comprometta la nostra vita in maniera irrimediabile, è fondamentale innanzitutto riconoscerla e accettarla, per poi cercare di gestirla e controllarla in modo equilibrato e costruttivo.
Quando il sentimento invidioso assume connotazioni altamente distruttive, è importante avere la forza e il coraggio di chiedere aiuto tramite un percorso psicologico.
In un percorso piscologico si lavora sul riconoscimento dei sentimenti di invidia (che spesso non sono pienamente riconosciuti e accettati) e sull’aiutare il paziente a non reprimere tali vissuti, bensì a darci un nome, un significato. È importante inserire tale sentimento in un contesto specifico che aiuti a ricostruirne la storia, così da trasformarla a poco a poco in qualcosa di costruttivo e appagante per se stessi.