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Scritto dal Dott. Davide Caricchi
Scritto il 15 Giu, 2024
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L’ipocondria

Molti di noi, ad un certo punto della vita, si ritrovano a fare un bilancio personale. Spesso in situazioni del genere, ci si confronta con insoddisfazioni, delusioni, bisogni frustrati, aspirazioni che non hanno trovato realizzazione, e poco per volta si riflette sull’ineluttabilità di certe scelte fatte, sulla perdita di tutta una serie di possibilità, sulla fine di una fase della propria vita. Insomma ci si confronta con la tematica della morte.

L’ipocondria racchiude in sé questa tematica ma in una maniera complessa e articolata, con tutta una serie di conflittualità che ne stanno alla base e che implicano colpa, depressione, autoaccuse che si concretizzano in presunte malattie fisiche più o meno gravi che la persona ipocondriaca teme (o è convinta) di avere contratto.

Che cos’è l’ipocondria?

L’ipocondria è la preoccupazione ingiustificata per il proprio stato di salute, gravata dalla presenza di disturbi fisici e da una pervasiva condizione di angoscia e depressione. La persona che ne soffre è convinta di essere affetta da una grave malattia. Il tutto è avvalorato da una serie di sintomi fisici la cui intensità tuttavia non giustifica tale preoccupazione.

Spesso le rassicurazioni di medici, specialisti e analisi strumentali sortiscono un effetto benefico transitorio: dopo poco tempo, l’individuo ipocondriaco avverte nuovamente quei presunti sintomi indicativi della malattia che egli è convinto di avere.

La vita di queste persona è a tratti un’autentica “agonia”, in quanto la mente è frequentemente popolata da apprensione per il significato patologico di sintomi e sensazioni avvertite. Questo disagio si estende lungo un continuum di gravità. Ci sono persone che provano solo paura e timore di avere una specifica malattia, mentre altre maturano una convinzione incrollabile di essere malato. Questo tipo di disagio si manifesta spesso in maniera fluttuante, a seconda delle fasi di vita che si stanno attraversando, anche se alla lunga, se non affrontato con un percorso psicoterapeutico, tende alla cronicità.

È importante fare una precisazione: vero che queste persone sostengono di soffrire di malattie più o meno gravi ma non sono dei simulatori! Queste persone si sentono realmente malate, il loro corpo subisce delle modifiche vere e proprie e la sofferenza percepita è autentica.

Quali sono i principali sintomi dell’ipocondria?

L’ipocondria, nota anche come “disturbo da ansia di malattia”, è un disturbo psicologico caratterizzato da una preoccupazione eccessiva e persistente per la propria salute. Le persone affette da ipocondria interpretano in modo catastrofico sintomi fisici innocui, essendo convinte di avere o di poter contrarre una grave malattia. Questo disturbo può manifestarsi anche in assenza di reali sintomi fisici o con sintomi di lieve entità.

Uno dei principali sintomi dell’ipocondria è l’attenzione eccessiva rivolta alle sensazioni corporee. Gli ipocondriaci monitorano costantemente il proprio corpo alla ricerca di segni di malattia, come alterazioni fisiche minori (ad esempio, un piccolo taglio o una lieve eruzione cutanea) o funzioni corporee (come il battito del cuore o la digestione). Questa attenzione può portare a interpretare sensazioni fisiche vaghe o ambigue, quali stanchezza o vertigini, come indicativi di una malattia grave​.

Un altro sintomo rilevante è l’elevato livello di ansia riguardante la salute. Le persone con ipocondria sperimentano un’ansia significativa alla minima percezione di un cambiamento nel loro stato fisico, e questo può portare a un ciclo continuo di preoccupazione e ricerca di rassicurazioni. L’ansia può essere così intensa da compromettere la qualità della vita e le relazioni interpersonali​​.

I pazienti ipocondriaci spesso presentano comportamenti eccessivi e assillanti correlati alla salute, come consultare ripetutamente diversi medici, sottoporsi a numerosi test diagnostici e cercare continuamente informazioni su internet. Paradossalmente, anche quando le rassicurazioni mediche confermano l’assenza di malattie gravi, queste persone non trovano sollievo e possono sentirsi insoddisfatte delle risposte ricevute continuando a cercare ulteriori conferme.

Oltre a questi comportamenti di ricerca attiva, alcuni ipocondriaci possono adottare un evitamento disadattivo, così da evitare sistematicamente visite mediche o ospedali per paura di scoprire di avere una malattia. Questo comportamento può aggravare ulteriormente l’ansia e il senso di isolamento​.

L’ipocondria è associata anche a sintomi fisici derivanti dall’ansia stessa, come tachicardia, sudorazione e vertigini. Questi sintomi fisici, causati dall’ansia, possono essere erroneamente interpretati come segni di una malattia grave alimentando ulteriormente il già alto livello di preoccupazione e ansia​.

Un’altra caratteristica dell’ipocondria è rappresentata dalla convinzione di essere particolarmente vulnerabili alle malattie. Gli ipocondriaci spesso si vedono come persone fragili e sono convinti che essere in salute significhi non avere nessun sintomo somatico, nemmeno i più lievi malesseri. Questa convinzione alimenta la loro ansia e li porta a interpretare qualsiasi sensazione fisica come potenzialmente pericolosa​ e indice di malattia a esito infausto​.

L’ipocondria può avere un impatto significativo sulla vita quotidiana influenzando negativamente le attività lavorative, le relazioni sociali e familiari. La costante preoccupazione per la salute fisica può portare a una riduzione della qualità della vita e a una continua ricerca di rassicurazioni che, paradossalmente, non riescono mai a placare del tutto lo stato d’ansia​​.

In generale, l’ipocondria è un disturbo complesso che si manifesta principalmente con una preoccupazione eccessiva per la propria salute, ansia elevata riguardo a sintomi fisici innocui, comportamenti eccessivi o evitanti relativi alla salute e una percezione di vulnerabilità alle malattie. Questi sintomi, sebbene possano variare in intensità e frequenza, compromettono significativamente la qualità della vita delle persone che soffrono di questo disturbo.

Le conseguenze dell’ipocondria

L’ipocondria comporta conseguenze significative non solo per quel che concerne la salute mentale e fisica dell’individuo ma anche a livello sociale, psicologico e familiare. Questi effetti derivano principalmente dalla natura cronica e debilitante del disturbo, che altera profondamente la qualità della vita e le relazioni interpersonali di chi ne soffre.

A livello sociale, l’ipocondria può causare dolorose dinamiche di isolamento sociale. Gli individui che devono confrontarsi con questo disturbo tendono a concentrarsi eccessivamente sulle proprie condizioni di salute, spesso a discapito delle interazioni sociali. La costante preoccupazione per la malattia e la ricerca continua di rassicurazioni mediche portano l’ipocondriaco a dedicare meno tempo alle attività sociali e ricreative.

Questo comportamento può avere come conseguenza una diminuzione del supporto sociale da parte delle figure di riferimento, poiché amici e conoscenti potrebbero trovare difficile comprendere le preoccupazioni incessanti del paziente. Questo, alla lunga, può causare frustrazione e allontanamento​ da parte di amici e familiari​.

Inoltre, l’ipocondria può interferire con l’ambiente lavorativo. La frequente necessità di visite mediche, esami diagnostici e periodi di malattia, anche in assenza di reali patologie, può compromettere la produttività e la performance lavorativa. Questo può portare a difficoltà nel mantenere un’occupazione stabile e a tensioni con i colleghi e i superiori che potrebbero percepire il comportamento dell’ipocondriaco come eccessivo o non giustificato​​.

Sul piano psicologico, le conseguenze dell’ipocondria sono altrettanto significative. L’individuo affetto da ipocondria vive in uno stato costante di ansia, insicurezza e paura per la propria salute. Questa ansia può portare a sintomi fisici reali, come tachicardia, sudorazione e vertigini, che a loro volta alimentano ulteriormente le preoccupazioni per la salute creando un circolo vizioso difficile da interrompere. Questa condizione cronica di stress e ansia può anche predisporre l’individuo a sviluppare altri disturbi mentali, come la depressione aggravando ulteriormente il quadro clinico​.

L’ipocondria può anche influenzare negativamente l’autostima e il senso di identità della persona. Sentirsi costantemente malati o vulnerabili può portare a una visione distorta di se stessi, percependosi come deboli o fragili. Questo può limitare la capacità dell’individuo di impegnarsi in nuove esperienze o di perseguire obiettivi personali contribuendo a un senso di frustrazione e insoddisfazione generale​.

Le ripercussioni a livello familiare sono forse tra le più dolorose e difficili da gestire. I familiari di una persona affetta da ipocondria possono sentirsi impotenti e sopraffatti dal costante bisogno di rassicurazione e attenzione del paziente. Questo può creare tensioni e conflitti all’interno della famiglia, soprattutto se i familiari percepiscono le preoccupazioni del paziente come esagerate o infondate.

La dinamica familiare può essere ulteriormente complicata dalla necessità di accompagnare il paziente a visite mediche frequenti e dall’impatto finanziario derivante dai costi associati alle cure mediche e diagnostiche ripetute​​.

Inoltre, i bambini di genitori ipocondriaci possono sviluppare ansia per la propria salute o per quella dei loro cari assorbendo il modello comportamentale del genitore. Questo può portare a una “trasmissione intergenerazionale” dell’ansia per la salute, contribuendo a perpetuare il disturbo​.

In sintesi, l’ipocondria ha un impatto profondo e multidimensionale sulla vita delle persone che ne soffrono e dei loro cari. A livello sociale, può causare isolamento e difficoltà lavorative; psicologicamente, può alimentare un ciclo di ansia e stress che può portare a ulteriori disturbi mentali; e, infine, a livello familiare, può generare tensioni e conflitti che influenzano negativamente le relazioni interpersonali e il benessere emotivo di tutti i membri della famiglia.

Riconoscere e comprendere queste conseguenze è fondamentale per affrontare adeguatamente il disturbo e ridurne l’impatto negativo sulla vita quotidiana​.

Cosa si nasconde dietro l’ipocondria? La depressione “dietro l’angolo”

L’ipocondria ha inevitabilmente a che fare con il corpo. Il corpo e le comunicazioni provenienti dal corpo diventano il punto cruciale del disagio che viene spostato dallo “psichico” al “fisico”. Paradossalmente il sintomo fisico “rassicura” di più rispetto a quello psichico che rimanda inevitabilmente ad un conflitto e ad una sofferenza più profonda e meno accettabile.

Nell’ipocondria si assiste al fenomeno dello spostamento, ossia un “trasferimento” di un conflitto psichico verso sintomi somatici. È il corpo al centro dell’attenzione: nello specifico dell’ipocondria, i vissuti di colpa, di autopunizione e di depressione per una vita che viene avvertita come sterile e insoddisfacente vengono spostati su sintomi fisici. Perché questo? Perchè confrontarsi con aspetti conflittuali e talvolta di “disperazione” della propria vita è avvertito dalla coscienza come intollerabile: spostare il tutto dal dolore psichico al dolore fisico (sottoforma di malattia o di timore di morte) fa meno male.

Paradossalmente risulta meno doloroso confrontarsi con la morte “organica” che con la “morte psichica”.
Il sintomo ipocondriaco esprime in maniera drammatica il fatto che nel soggetto, a seguito di esperienze infantili negative, vissuti di perdita, delusioni di vita, coabitano la vita e la morte, in una sorta di “agonia depressiva” che si concretizza nel sintomo somatico.

L’ipocondriaco si sente vivo e allo stesso tempo morto e la sua sintomatologia “immaginaria” rappresenta al meglio quella parte di Sé non vitale che fagocita a poco a poco tutto ciò che di vitale resta della persona. Paradossalmente, lo stare dietro al sintomo fisico permette da un lato di continuare a sentirsi vivi, attraverso l’attenzione spasmodica nei confronti della sofferenza corporea, dall’altro di non confrontarsi con gli aspetti mortiferi (autoaccuse e autopunizioni consce e inconsce) di se stessi.

Come uscire da questo circolo vizioso? L’ipocondriaco, come la maggior parte delle persone che soffre di problemi di natura psicosomatica, fatica ad esprimere a parole le proprie emozioni e i propri sentimenti. Insomma va in difficoltà quando deve utilizzare il pensiero simbolico, la fantasia. Ecco che quando qualcosa non va, tutto va inevitabilmente a riversarsi sul lato corporeo.

Bisogna quindi lavorare in maniera approfondita su questo aspetto, servirà un costante “allenamento” nel soffermarsi sui propri vissuti, sulle proprie emozioni, e per una persona che usa esclusivamente il corpo per esprimere qualsiasi forma di disagio, questo è un lavoro davvero impegnativo, ma con la giusta motivazione, anche stimolante: una sfida.

In terapia sarà pertanto di vitale importanza recuperare i significati originari e le sofferenze inconsce che si celano dietro i sintomi, oltre a limitare al massimo il bisogno di creare dei sintomi fisici come reazione ad eventi di vita frustranti.

Come si cura un ipocondriaco?

Un percorso psicologico o un percorso psicologico online è di vitale importanza per un individuo che soffre di ipocondria. La terapia psicodinamica è una tecnica molto efficace per il trattamento del disturbo ipocondriaco!

La terapia psicodinamica per l’ipocondria si basa sulla comprensione e l’elaborazione delle dinamiche inconsce che contribuiscono a mantenere il disturbo. Questo approccio terapeutico si concentra sulla relazione terapeutica e sull’esplorazione dei conflitti emotivi non risolti che possono manifestarsi attraverso l’ansia per la salute.

Inizialmente, il terapeuta psicodinamico lavora per stabilire una relazione di fiducia con il paziente. Questo è essenziale poiché i pazienti con ipocondria spesso sperimentano una notevole angoscia e possono sentirsi incompresi o non creduti dai professionisti psicologi o psichiatri. La costruzione di un rapporto terapeutico sicuro permette al paziente di sentirsi accolto e di iniziare ad esplorare le proprie preoccupazioni senza timore di giudizio​​.

Una volta stabilita una solida alleanza terapeutica, lo psicologo comincia ad esplorare i sintomi ipocondriaci del paziente cercando di comprendere il significato simbolico che questi sintomi possono avere. L’ipocondria, infatti, è spesso vista come un modo per esprimere ansie e conflitti emotivi non consapevoli. Ad esempio, un paziente potrebbe esprimere paure inconsce di abbandono o rifiuto attraverso una preoccupazione ossessiva per la propria salute fisica​.

Durante le sedute, il terapeuta utilizza l’interpretazione e l’elaborazione delle dinamiche transfert-controtransfert per aiutare il paziente a comprendere meglio le proprie reazioni emotive. Il transfert si riferisce al fenomeno per cui il paziente proietta sul terapeuta emozioni e atteggiamenti originariamente diretti verso figure significative del passato, come i genitori. Il controtransfert, invece, riguarda le reazioni emotive del terapeuta nei confronti del paziente. L’analisi di questi fenomeni può rivelare modelli relazionali disfunzionali che contribuiscono all’ipocondria​​.

Uno degli obiettivi principali della terapia psicodinamica è aiutare il paziente a diventare consapevole delle emozioni e dei desideri inconsci che alimentano l’ipocondria. Questo processo di insight è fondamentale per permettere al paziente di riconoscere e affrontare i conflitti emotivi sottostanti. Ad esempio, un paziente potrebbe scoprire che la sua preoccupazione per la salute è legata a sentimenti di vulnerabilità e impotenza sperimentati durante l’infanzia, magari a causa di un genitore iperprotettivo o ipercritico​​.

Un altro aspetto importante del trattamento psicodinamico dell’ipocondria è l’elaborazione del passato traumatico o delle esperienze stressanti che possono aver contribuito allo sviluppo del disturbo ipocondriaco. Il terapeuta aiuta il paziente a esplorare e rielaborare queste esperienze cercando di integrare le emozioni associate in un modo più sano e funzionale. Questo può includere l’elaborazione di perdite significative, traumi infantili o esperienze di malattia passate​​.

Il terapeuta psicodinamico può anche utilizzare la tecnica delle associazioni libere che consiste nell’incoraggiare il paziente a parlare liberamente dei propri pensieri e sentimenti senza censura. Questo permette di portare alla luce contenuti inconsci che possono essere alla base dell’ipocondria. Durante questo processo, il terapeuta ascolta attentamente e fornisce interpretazioni che aiutano il paziente a collegare i sintomi fisici con i conflitti emotivi non risolti​​.

La durata della terapia psicodinamica può variare a seconda della gravità dell’ipocondria e della risposta del paziente al trattamento. Tuttavia, poiché si tratta di un approccio approfondito che mira a risolvere conflitti emotivi profondi, può essere necessario un impegno a lungo termine. Il terapeuta e il paziente lavorano insieme per stabilire obiettivi terapeutici realistici e monitorare i progressi nel tempo​​.

Infine, la terapia psicodinamica per l’ipocondria può beneficiare di un approccio integrato che includa anche la collaborazione con altri professionisti della salute, come medici di base o specialisti, per garantire che il paziente riceva un supporto completo e multidisciplinare. Questo può essere particolarmente importante nei casi in cui l’ipocondria è associata a condizioni mediche reali o quando il paziente ha bisogno di rassicurazioni mediche continue​​.

In conclusione, la terapia psicodinamica per l’ipocondria si concentra sulla comprensione e l’elaborazione delle dinamiche inconsce che alimentano il disturbo. Attraverso l’analisi del transfert e del controtransfert, l’elaborazione delle esperienze traumatiche e l’uso della tecnica delle associazioni libere, il terapeuta aiuta il paziente a sviluppare preziosi insight sui conflitti emotivi sottostanti e a integrarli in un modo più sano e funzionale. Questo approccio approfondito richiede tempo e impegno ma può portare a miglioramenti significativi nella gestione dell’ipocondria e nel costante miglioramento della qualità della vita del paziente​.

Per qualsiasi informazione e richiesta di consulenza o prenotazione di percorsi psicologici online o in studio a Torino, potete contattare il Dott. Caricchi ai seguenti riferimenti: Telefono: 377 6604829;  email: davidecaricchi@yahoo.it

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