La delicata fase della psicodiagnosi: approfondimenti

Nel precedente articolo sull’argomento (L’inizio del “cammino” intrapreso con lo psicologo: la valutazione psicodiagnostica) abbiamo iniziato ad inquadrare la prima importantissima fase di un percorso psicoterapeutico: la psicodiagnosi. La psicodiagnosi è quel processo di conoscenza iniziale che ci permette di fare una sorta di “foto” del funzionamento psichico del paziente. Ma come tutte le foto, la psicodiagnosi rappresenta un “frammento”, un’immagine parziale e ancora incompleta ma pur sempre una prima immagine, una prima rappresentazione di come funziona il mondo interno il paziente.
Pertanto, la psicodiagnosi costituisce una tappa fondamentale del lavoro dello psicologo e dello psicologo online. Lo psicologo deve avere ben presente che soltanto con una buona psicodiagnosi è possibile lavorare sulla costruzione di una solida alleanza terapeutica e intraprendere un buon percorso psicologico.

                                                                  

Psicodiagnosi e “libertà”

Ma come si imposta un percorso psicodiagnostico? Come accennato nell’articolo precedente, lo si può impostare secondo un modello medico/descrittivo oppure secondo un modello psicodinamico che lascia maggiore libertà di espressione al paziente. In questo lavoro concentreremo la nostra attenzione sul modello di psicodiagnosi psicodinamico.
È fondamentale che nei primi colloqui, dove non ci si conosce ancora e dove il paziente può trovarsi in imbarazzo nel parlare di sé, lo psicologo crei un clima accogliente e sereno in cui il paziente a poco a poco possa sentirsi libero di presentarsi e di portare i primi contributi su di sé. Le prime cose che il paziente dice sono un primo importantissimo “biglietto da visita” che il paziente presenta allo psicologo e allo psicologo online. Per cogliere al meglio i contributi più significativi dalle prime affermazioni del paziente, è necessario che il terapeuta diventi un partecipante attivo nella relazione cercando di immedesimarsi in maniera accogliente ed empatica con la condizione e lo stato d’animo del paziente.
Nel colloquio psicodiagnostico a indirizzo psicodinamico è fondamentale la dimensione della “libertà”. Non è un caso che abbia messo la parola “libertà” tra virgolette, in quanto molto spesso il sentirsi liberi di parlare di quello che si vuole può bloccare, paralizzare. Molto spesso il paziente non è affatto libero di parlare liberamente di sé, perché inibito oppure perché irrigidito a causa della sua struttura di personalità oppure ancora perché è talmente “intrappolato” in schemi comunicativi o automatismi di pensiero che pensare e riflettere in maniera libera su se stessi è un qualcosa di sconosciuto o disorientante.

                                              

L’importanza del “cosa” e del “come” nei colloqui psicodiangostici

In concreto, i primi commenti dello psicologo online dovrebbero favorire e incoraggiare le libere verbalizzazioni del paziente volte a soffermarsi su se stessi, sulle proprie emozioni e sul motivo che ha spinto la persona a rivolgersi ad uno psicologo.
Nel colloquio psicodiagnostico è importante raccogliere i dati anamnestici (relativi alla storia di vita) del paziente, così come informazioni relative al suo stato mentale (capire se il paziente è orientato nel tempo e nello spazio) ma è altresì importante soffermarsi sulle associazioni mentali prodotte dal paziente mentre parla, seguire il “filo” dei suoi nessi associativi inconsci. Tali nessi possono sembrare puramente casuali ma molto spesso non lo sono: quando si è liberi di parlare, l’ordine dei pensieri, dei ricordi e dei contenuti psicologici che riportiamo non è mai casuale!
Nella conduzione dei primi colloqui psicodiagnostici lo psicologo e lo psicologo online devono soffermarsi non soltanto su cosa dice il paziente ma anche (e soprattutto) su come lo dice. È pertanto di vitale importanza analizzare non solo il contenuto delle preoccupazioni e delle idee che verbalizza il paziente ma anche in quale specifico momento della seduta lo esprime, capire in relazione a che cosa egli riporta questi specifici contenuti. Tali contenuti spesso ci informano in maniera eloquente del disagio psicologico e psicosomatico del paziente: il linguaggio del corpo ci fornisce informazioni preziosissime sul funzionamento psichico del paziente, soprattutto nelle fasi iniziali del percorso psicologico.
Nei prossimi articoli sull’argomento analizzeremo le diverse strutture di personalità che si possono individuare nella fase di inquadramento psicodiagnostico, struttura a partire dalla quale lo psicologo imposterà il percorso psicologico più indicato.
È possibile prenotare una seduta di valutazione psicodiagnostica con il dottor Caricchi, psicologo a Torino, in modalità online o presso il suo studio a Torino.