psicologo online davide caricchi
Scritto dal Dott. Davide Caricchi
Scritto il 13 Mar, 2024

La depressione da social network

Alla luce dei nuovi disagi psicologici legati all’uso della tecnologia, si può parlare di depressione da social network? La risposta è sì. È tuttavia un qualcosa che non con deve stupire, in quanto da sempre la psicopatologia e l’insorgenza di nuove psicopatologie cambia e si evolve con il mutare della società e della cultura. Questo però non ci autorizza a minimizzare o peggio ancora a negare questo disagio psichico. Il problema c’è ed è sempre più dilagante, soprattutto tra adolescenti e giovani adulti.
Esiste pertanto un collegamento diretto tra social network e depressione.

Numerosi studi nel campo delle scienze comportamentali e della psicologia hanno evidenziato come l’interazione frequente e prolungata con le piattaforme di social media possa essere considerata un elemento predisponente alla manifestazione di sintomi depressivi. Questo fenomeno è stato osservato attraverso varie ricerche che hanno raccolto dati significativi che suggeriscono un’importante correlazione tra il livello di coinvolgimento sui social media e un aumento del rischio di sviluppare quadri depressivi. La natura di tale relazione viene spesso descritta come multifattoriale, coinvolgendo dinamiche come il confronto sociale, l’esposizione a feedback negativi o l’isolamento sociale, tutti elementi che possono emergere o essere amplificati dall’uso dei social network. In questo contesto, si sottolinea come le interazioni digitali, seppur offrendo nuove opportunità di connessione, possono anche contribuire ad accrescere i sentimenti di insoddisfazione e solitudine agendo così come catalizzatori nel processo che può portare all’insorgenza di disturbi dell’umore, tra cui la depressione.

Depressione da social network: alcuni studi

La depressione da social network non è una psicopatologia semplice e lineare, semmai va considerata come un disagio psichico alquanto complesso correlato a molteplici fattori, uno fra tutti la struttura di personalità del ragazzo/a.
Recenti studi (Darmorc, R. 2018; Waldemar, C. 2018) evidenziano come l’uso eccessivo dei social media sia correlato a sintomi di depressione e ansia tra gli adolescenti. Le ricerche sottolineano che più tempo gli adolescenti trascorrono sui social media, maggiori sono i livelli di depressione riportati. Inoltre, durante il periodo pandemico, si è registrato un incremento significativo di accessi al pronto soccorso da parte di minori per problemi neuropsichiatrici, inclusi ideazione suicidaria e disturbi dell’alimentazione indicando un aggravamento della situazione legata all’uso dei social media.

Un’altra ricerca presa in esame dall’Istituto Europeo Dipendenze mostra come un uso considerevole di smartphone e di social possa contribuire all’isolamento sociale, al bullismo tra coetanei, a disturbi del sonno e ad alterazioni dell’umore. Interessante è l’osservazione secondo cui, sebbene i social media non siano la causa diretta di disturbi depressivi, influenzano negativamente vari aspetti della vita degli adolescenti, contribuendo a un circolo vizioso di emozioni negative.

Il concetto di depressione da social network emerge con forza dall’analisi di uno studio della Brigham Young University che ha esplorato l’impatto dell’utilizzo frequente dei social media su adolescenti e giovani adulti. La ricerca ha evidenziato come, indipendentemente dalle caratteristiche personali degli individui, coloro che navigano sui social media con maggiore assiduità mostrano una tendenza significativamente più elevata a manifestare sintomi di depressione entro un arco temporale di sei mesi. Tale tendenza è stata osservata anche nei soggetti caratterizzati da un alto grado di nevroticismo che sembrano essere particolarmente vulnerabili. In questi casi, risulta ancora più elevato il rischio di sviluppare una depressione da social network. Al contrario, le persone che presentano una maggiore stabilità nella loro struttura di personalità tendono a essere meno suscettibili agli effetti negativi dell’esposizione prolungata ai social media ma comunque sempre a rischio.

Depressione da social network e rischi legati alle piattaforme digitali

L’interazione continua e assidua con i social network ha generato un cambiamento radicale nel tessuto delle nostre relazioni interpersonali e nell’architettura delle nostre abitudini quotidiane diventando spesso il fulcro attorno al quale gravitano molteplici aspetti della nostra esistenza. In questo contesto digitale pervasivo, lo “scrolling” diventa un’azione quasi automatica, una “porta” sempre aperta verso un universo di contenuti illimitati, che, seppur progettata per connetterci, spesso finisce per sovraesporci a rischi psicosociali notevoli. Tra questi rischi emerge prepotentemente il fenomeno della citata depressione da social network.

Come accennato, la depressione da social network è un disturbo che si insinua nell’individuo come conseguenza della costante immersione in queste piattaforme.
La depressione da social network può radicarsi in svariate modalità, una di queste è la FOMO (Fear Of Missing Out), ovvero la paura di essere esclusi o di perdere eventi significativi, una paura che alimenta uno stato di costante ansia e di attenzione ossessiva verso le notifiche generando disagio nei momenti di disconnessione. Parallelamente, il confronto sociale incessante, alimentato dalla visione di vite apparentemente perfette e di successi inarrivabili, può erodere l’autostima e il senso di autoefficacia favorendo l’insorgenza di sentimenti di inadeguatezza, solitudine e, in ultima analisi, depressione.

La depressione da social network porta anche ad una vera e propria trasformazione delle dinamiche relazionali, con un progressivo spostamento della vita sociale dall’ambito reale a quello virtuale. Questo spostamento può limitare le interazioni faccia a faccia, fondamentali per lo sviluppo e il mantenimento di relazioni significative e può esporre gli individui a fenomeni quali il cyberbullismo, l’hate speech e le dinamiche relazionali tossiche. Tutto questo può complicare ulteriormente il quadro psicologico dell’individuo e consolidare una condizione depressione da social network.
La complessità dei rischi associati all’uso incontrollato dei social network ci fanno inevitabilmente riflettere sull’importanza di adottare un approccio critico e consapevole alla nostra presenza online promuovendo pratiche di uso responsabile e sostenibile che possano mitigare l’impatto negativo di queste piattaforme sulla nostra salute mentale. In questo contesto, la figura dello psicologo o dello psicologo online può essere di grande aiuto per una riflessione attenta e accurata sul proprio personalissimo rapporto con i social network. Riconoscere i segnali di allarme e intervenire con strategie adeguate, come la limitazione del tempo trascorso online, la ricerca di interazioni sociali reali e il coltivare hobby e attività lontano dallo schermo, diventano passi fondamentali per prevenire una potenziale depressione da social network e preservare il nostro benessere psicologico nell’era digitale.

Perché si crea un legame tra social e depressione?

La socializzazione tramite i social network rappresenta un fenomeno complesso e delicato che si colloca in una dimensione prevalentemente virtuale, distinta da quella delle interazioni umane dirette e “fisiche”. Questa distinzione fondamentale ha implicazioni profonde sul piano psicologico, poiché l’interazione virtuale, pur essendo ricca e stimolante, si discosta nettamente dall’esperienza della relazione interpersonale autentica che comprende il dialogo faccia a faccia, il contatto visivo e l’espressione non verbale delle emozioni, tramite per esempio il linguaggio del corpo.
La depressione da social network trova terreno fertile nell’ambiente dei social media, dove la presentazione di sé e degli altri è spesso idealizzata e lontana dalla complessità e dalla “tridimensionalità” delle esperienze umane reali, fatta di aspetti gradevoli e affascinanti ma fatta anche di limiti, debolezze e criticità.

La costante esposizione a rappresentazioni idealizzate di utenti dei social può portare alcuni utenti a sperimentare sentimenti negativi, quali insoddisfazione personale, invidia e una percezione distorta della realtà, percezione che può alimentare stati depressivi. Queste condizioni depressive possono aggravarsi ulteriormente quando le interazioni virtuali tentano di sostituire quelle reali creando un’illusione di connessione con gli altri che, tuttavia, è fasulla e incompleta.
La mancanza di elementi essenziali delle relazioni umane, come l’immediatezza del feedback emotivo, il calore di un abbraccio o la complessità di una conversazione non soltanto via chat o tramite invio di foto accattivanti, evidenzia la discrepanza tra le relazioni costruite sui social network e quelle vissute nella realtà.

La depressione da social network può quindi essere intesa come una conseguenza dell’assorbimento in un mondo virtuale che, nonostante offra nuove modalità di connessione, si rivela incapace di soddisfare pienamente il bisogno umano di autenticità e di appagamento relazionale. Questa condizione psicologica solleva importanti questioni sull’uso dei social media e sull’importanza di coltivare e preservare le relazioni interpersonali reali, come antidoto alla depressione da social network e al suo impatto sulla salute mentale a livello globale.

L’impatto dei social network sulla salute mentale

I social media possono giocare un ruolo ambivalente nei confronti della nostra salute mentale: da una parte può svolgere una preziosa funzione di sostegno sociale, dall’altro può diventare catalizzatore di disagio psichico, di vissuti di inadeguatezza e solitudine in grado di generare stati depressivi che possono culminare nella depressione da social network. Così come le piattaforme digitali permettono la condivisione di esperienze e il rafforzamento dei legami con amici e familiari, creando così un ambiente sociale arric
chente, allo stesso modo, esse possono innescare dinamiche psicologiche complesse che contribuiscono allo sviluppo di sentimenti di inadeguatezza e bassa autostima attraverso dolorosi meccanismi di comparazione sociale.

La depressione da social network può emergere in seguito alla costante esposizione a rappresentazioni idealizzate della vita altrui che spesso si manifestano attraverso immagini perfette e narrazioni di successo. Questa esposizione può indurre gli utenti a confrontarsi con standard irraggiungibili provocando sentimenti di inferiorità e insoddisfazione verso la propria vita. La tendenza a valutare la propria esistenza in base agli i post “perfetti” e le stories “patinate” degli altri sulle piattaforme social può incrementare significativamente il rischio di sviluppare sintomi depressivi. La depressione da social network inizia a sedimentarsi a partire da queste piccole cose.
Paradossalmente ad un’intensa vita “social” fa da contraltare una frequente condizione di isolamento sociale nella vita reale: si arriva ad un punto in cui “basta” la vita dei social, ma è soltanto una fallace sensazione.
Un uso eccessivo delle piattaforme social può distogliere gli individui dalle interazioni faccia a faccia e dall’approfondimento di relazioni significative. La mancanza di rapporti umani vissuti in prima persona è un altro tassello importante nel doloroso percorso di insorgenza della depressione da social network.
Il ridurre in maniera sempre più consistente la partecipazione a contesti sociali reali può alla lunga erodere la rete di supporto sociale amplificando sentimenti di solitudine e distacco dalla realtà.

È importante sottolineare anche come condizioni di depressione da social network possono esacerbarsi a fronte di episodi di cyberbullismo, un aspetto oscuro dei social media che espone gli individui a attacchi verbali o emotivi online. Essere oggetto di tali comportamenti nocivi può generare stress emotivo, ansia e depressione, erodendo ulteriormente il benessere psicologico e l’autostima dell’individuo. Il cyberbullismo rappresenta quindi un altro fattore critico che può influenzare negativamente la percezione di sé e incrementare la vulnerabilità alla depressione.
A partire da queste considerazioni, è evidente che i social media risultano essere un’“arma doppio taglio” nella vita degli individui offrendo opportunità per conoscere persone e creare legami virtuali ma presentando anche rischi significativi per la salute mentale.
La consapevolezza e la comprensione delle dinamiche che possono portare alla depressione da social network sono fondamentali per navigare in modo più sano e consapevole in queste piattaforme digitali.

Alle origini del legame tra social e depressione

L’architettura e la struttura dei social network sono progettate con lo scopo esplicito di massimizzare il tempo che gli utenti trascorrono online favorendo così l’esposizione a un numero maggiore di annunci pubblicitari. Questo obiettivo viene perseguito attraverso l’implementazione di meccanismi di dipendenza, simili a quelli che si osservano in comportamenti compulsivi quali il gioco d’azzardo e il consumo di sostanze, dove la secrezione di dopamina – un neurotrasmettitore chiave legato al senso di gratificazione e piacere – gioca un ruolo centrale.
In questo contesto, il fenomeno della depressione da social network emerge come una preoccupante conseguenza psicologica associata a un uso eccessivo e mal gestito di queste piattaforme.

La depressione da social network può essere ulteriormente esacerbata dal cosiddetto fenomeno del “contagio emotivo” che caratterizza sovente le interazioni virtuali. La ricerca ha evidenziato come emozioni quali felicità, rabbia e tristezza possano diffondersi tra gli utenti attraverso la condivisione e l’interazione con i contenuti sui social media. Questo processo di trasmissione emotiva, se combinato con l’isolamento all’interno delle cosiddette “bolle” culturali virtuali, può amplificare le esperienze negative contribuendo alla manifestazione di stati depressivi.

Inoltre, il riconoscimento dato dai “mi piace”, dai commenti e dalle notifiche, funge da rinforzo positivo attivando i circuiti di ricompensa del cervello e promuovendo un ciclo di dipendenza in cui la mancanza di feedback positivo può indurre sentimenti di ansia, paura e solitudine. Quando questi sentimenti negativi non vengono adeguatamente gestiti o compensati da interazioni e supporti reali, si possono creare i presupposti per l’insorgenza di una depressione da social network.
Il termine “depressione da social network” descrive quindi uno stato psicologico che si sviluppa in seguito all’esposizione prolungata e non regolata ai social media, caratterizzato da una complessa interazione di dipendenza comportamentale, comparazione sociale negativa e isolamento.
Diventa pertanto di vitale importanza promuovere pratiche di utilizzo consapevole e moderato dei social network per mitigare i rischi associati alla salute mentale.

Il fenomeno delle “bolle culturali virtuali”

Le piattaforme dei social media, nel loro incessante intento di catturare l’attenzione degli utenti, impiegano sofisticate tecnologie basate su algoritmi progettati per personalizzare l’esperienza dell’utente. Tali tecnologie consentono di presentare all’utente contenuti che rispecchiano i suoi interessi (precedentemente manifestati all’interno del social). Questo meccanismo, pur essendo finalizzato a ottimizzare l’engagement e a fornire un’esperienza utente appagante, può avere pesanti conseguenze sul piano psicologico aprendo la strada a vissuti di alienazione e frustrazione che può contribuire in maniera decisiva all’insorgenza di una depressione da social network.

Attraverso l’interazione con determinati tipi di contenuti, gli utenti finiscono per alimentare un ciclo in cui gli algoritmi continuano a proporre loro materiale simile, rinforzando così la permanenza all’interno di “bolle” culturali o informative che limitano l’esposizione a pochi punti di vista e precludono la possibilità di confrontarsi con altri contenuti, altre opinioni altri aspetti della vita. Tale isolamento informativo, sebbene involontario, può favorire una visione del mondo polarizzata o distorta potenziando sentimenti di angoscia, ansia e, in ultima analisi, contribuendo all’insorgenza di episodi di depressione da social network.
Per esempio, l’esposizione ripetuta a contenuti negativi, come notizie di eventi traumatici o dinamiche relazionali conflittuali, può intensificare l’esperienza di emozioni negative spingendo l’utente in uno stato di costante allerta emotiva o di tristezza. Questo fenomeno, noto come “contagio emotivo”, sottolinea come l’umore e le emozioni possano essere influenzati e trasferiti tra individui anche in assenza di interazioni dirette accentuando il rischio di depressione da social network.

La creazione di queste bolle virtuali e il contagio emotivo sono fattori che, sinergicamente, possono deteriorare la salute mentale dell’individuo portandolo a sperimentare vissuti depressivi.
L’ossessiva esposizione a contenuti che riflettono un’unica dimensione emotiva o informativa, specialmente se di natura negativa, può limitare la capacità dell’individuo di elaborare in modo equilibrato le proprie esperienze emotive, confinando la percezione della realtà entro confini ristretti e spesso disfunzionali.
Per mitigare il rischio di depressione da social network è fondamentale che gli utenti siano consapevoli delle dinamiche psicologiche in gioco nella loro interazione con i social media. Riconoscere l’importanza di diversificare le fonti di informazione e di interazione, oltre che ricorrere ad un uso consapevole e moderato delle piattaforme digitale, può contribuire a prevenire l’insorgenza di questa forma di disagio psicologico favorendo un rapporto più sano ed equilibrato con le tecnologie.

Depressione da social network e cyberbullismo

Nell’ambiente digitale dei social media, emergono dinamiche psicologiche complesse che possono contribuire allo sviluppo di pattern comportamentali negativi, tra cui il cyberbullismo e una compulsiva ricerca di approvazione. Questi ambienti, offrendo un velo di anonimato, facilitano comportamenti aggressivi quali il cyberbullismo, fenomeni che permettono agli aggressori di evitare le conseguenze dirette delle loro azioni, che possono tuttavia avere impatti devastanti sul benessere emotivo delle vittime. Queste interazioni negative possono accelerare la spirale verso la depressione da social network, un fenomeno psicologico dove l’esposizione costante a dinamiche online tossiche erode la salute mentale dell’individuo.
Parallelamente, la tendenza degli utenti a curare la propria immagine online, mettendo in mostra unicamente gli aspetti più accattivanti e positivi della propria vita, crea il terreno fertile per sentimenti di inadeguatezza e tendenza a continui paragoni. Questa distorsione della realtà contribuisce a un crescente senso di insoddisfazione personale e può incrementare sentimenti di vergogna, invidia e un profondo senso di inferiorità, tutti fattori che alimentano ulteriormente la depressione da social network. La discrepanza tra la vita reale, con le sue criticità e le sue fatiche quotidiane, e il mondo ideale presentato dai social, può quindi amplificare il disagio psicologico portando ad una maggiore vulnerabilità alla depressione da social network.
È fondamentale riconoscere e affrontare questi aspetti potenzialmente dannosi dell’uso dei social media per prevenire l’insorgenza della depressione da social network e promuovere un ambiente online più sano e costruttivoche rispecchi in modo più fedele la complessità e la realtà delle esperienze umane.

Come prevenire e gestire la depressione da social network?

Nell’ambito della psicologia digitale, l’interazione prolungata e non regolamentata con i social network è stata identificata come una potenziale fonte di disagio psichico che contribuisce significativamente allo sviluppo di disagi riconducibili a depressione da social network.
Come accennato, questa forma di depressione deriva dall’uso intensivo e spesso acritico di piattaforme online, dove la costante connessione e la facilità di accesso, sebbene offrano apparenti opportunità di socializzazione, possono paradossalmente erodere la qualità dell’interazione umana e promuovere una dipendenza comportamentale dannosa per la salute mentale.
Il fenomeno della depressione da social network si manifesta quando l’utente si ritrova intrappolato in un ciclo di utilizzo compulsivo dei social media, dove la quantità di tempo speso online non è bilanciata da una consapevolezza critica del suo impatto emotivo e psicologico.

Per mitigare il rischio di depressione da social network sono state sviluppate diverse strategie di auto-regolamentazione e applicazioni tecnologiche che possono limitare l’uso dei social da parte dei minori. Questi strumenti hanno lo scopo di monitorare e moderare l’uso dei social media, tramite funzionalità come il monitoraggio del tempo trascorso online e la definizione di fasce orarie dedicate all’uso dei social. Adottare queste misure può contribuire a instaurare un rapporto più equilibrato e sano con le tecnologie digitali, promuovendo un uso dei social network che valorizzi la qualità dell’esperienza online piuttosto che la quantità di tempo speso in rete.
Nonostante l’adozione di tali accorgimenti possa rappresentare un primo passo importante verso la prevenzione della depressione da social network, è essenziale riconoscere tali misure non bastano a contrastare i sintomi depressivi. In questi casi, il supporto di un professionista psicologo diventa fondamentale. Un terapeuta può offrire un intervento mirato e personalizzato fornendo strategie efficaci per gestire il disagio e promuovere un utilizzo dei social media che sia sostenibile e arricchente, anziché fonte di depressione.

Psicologo Online è un servizio di:

Dott. Davide Ivan Caricchi

n. Iscrizione Albo  4943

P.I.  10672520011

Via Giovanni Pacini 10, Torino

Via Roma 44, San Mauro Torinese

METODI DI PAGAMENTO SICURI

Privacy PolicyCookie Policy

Sito Internet e SEO a cura di Gabriele Pantaleo Webmaster