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Scritto dal Dott. Davide Caricchi
Scritto il 30 Lug, 2024
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La derealizzazione

Spesso il fenomeno psichico della derealizzazione va di pari passo con quello della depersonalizzazione: entrambi i sintomi hanno un impatto alquanto destabilizzante, se non addirittura sconvolgente, quando si sperimentano.

La derealizzazione è un fenomeno psicologico complesso e delicato da affrontare che merita un’attenzione approfondita. Si tratta di un’esperienza in cui una persona percepisce il mondo intorno a sé come irreale, distante o distorto. Questa sensazione può essere estremamente disorientante e può portare a un profondo senso di alienazione.

Immagina di guardare un film attraverso uno schermo sfocato o di vivere la tua vita come se fossi un osservatore esterno, distaccato dalle tue stesse esperienze.

Questo è ciò che sperimentano le persone che esperiscono la derealizzazione. Non è raro che chi ne soffre descriva il mondo come se fosse “fatto di cartone”, come se fosse una scenografia teatrale senza profondità né sostanza. Le luci possono apparire troppo brillanti o troppo fioche, i suoni possono sembrare ovattati o distanti e persino le persone care possono sembrare irriconoscibili o dei perfetti estranei.

La derealizzazione è spesso associata a situazioni di stress intenso, traumi o disturbi d’ansia. Può manifestarsi come un meccanismo di difesa della mente per proteggersi da emozioni o esperienze troppo dolorose. Tuttavia, non va confusa con la dissociazione più grave, come quella osservata nei disturbi dissociativi, in cui la frammentazione dell’identità è più marcata e debilitante.

Per coloro che sperimentano la derealizzazione, la vita quotidiana può diventare una sfida. Attività comuni, come andare al lavoro o socializzare con gli amici, possono sembrare insormontabili.

Questo senso di distacco può interferire con la capacità di godere delle esperienze di vita e può portare a sentimenti di isolamento e frustrazione.

È importante sottolineare che la derealizzazione, pur essendo un’esperienza angosciante, non equivale a “perdere la ragione“. Le persone che ne soffrono sono generalmente consapevoli che ciò che percepiscono non è reale ma non riescono a superare questo senso di irrealtà.

La derealizzazione è un’esperienza che può colpire chiunque, indipendentemente dall’età o dal background socio-culturale. È un sintomo che segnala la necessità di prestare attenzione al proprio benessere psicologico e di cercare supporto, se necessario. Capire e riconoscere la questo sintomo è il primo passo per affrontare e gestire questa condizione, al fine di migliorare la qualità della vita e ripristinando un senso di normalità e connessione con il mondo circostante.

Che cos’è la derealizzazione?

La derealizzazione è una condizione psicologica complessa, caratterizzata da una persistente o ricorrente sensazione di distacco dalla realtà. Essa si manifesta come una percezione alterata in cui l’ambiente circostante appare irreale, distorto o sconosciuto.

Le persone che soffrono di sintomo di questo tipo spesso avvertono un profondo senso di estraneità rispetto a ciò che le circonda, come se vivessero in un mondo artificiale o come spettatori di un film. Questa sensazione di irrealtà può riguardare non solo gli oggetti e le persone ma anche le situazioni e le interazioni quotidiane.

Le persone che sperimentano il vissuto di derealizzazione descrivono spesso un’esperienza di disconnessione emotiva e cognitiva in cui sentono di non appartenere a ciò che fanno o dicono. Questo senso di distacco può variare in intensità e durata presentandosi sotto forma di episodi brevi e ricorrenti oppure sotto forma di stati continui e prolungati.

La derealizzazione può emergere in diverse condizioni psicopatologiche, inclusi gli episodi depressivi e i disturbi psicotici come la schizofrenia, dove la percezione della realtà è già compromessa.

Un caso particolare è quello in cui la derealizzazione diventa una componente persistente del disturbo ossessivo compulsivo manifestandosi come un continuo stato di disconnessione dalla realtà.

Tuttavia, tale  sintomo non è esclusivo delle patologie mentali. Anche individui che non presentano particolari sofferenze psichiche possono sperimentare episodi di derealizzazione in situazioni di intenso affaticamento, elevati livelli di ansia o stress acuto. In questi contesti, questo vissuto può essere vista come una reazione temporanea della mente a condizioni estreme.

Inoltre, la derealizzazione è frequentemente osservata in concomitanza con attacchi di panico e nel disturbo borderline di personalità. In questi casi, può accompagnarsi a sintomi di depersonalizzazione, dove l’individuo si sente estraneo rispetto al proprio corpo o ai propri pensieri. Questo può portare a una frammentazione dell’identità personale e a difficoltà significative nel funzionamento sociale e comportamentale.

La derealizzazione può inoltre essere associata a comportamenti disfunzionali, come l’abuso di sostanze stupefacenti, utilizzate talvolta nel tentativo di gestire o alleviare la sensazione di irrealtà. È fondamentale riconoscere la derealizzazione come un sintomo che può indicare la presenza di una sofferenza psicologica sottostante e che necessita di un’attenta valutazione clinica.

Comprendere queso sintomo è cruciale per i professionisti della salute mentale, poiché permette di identificare e trattare efficacemente le cause profonde di questo disturbo. Un intervento tempestivo e appropriato può aiutare i pazienti a ridurre i sintomi relativi a questo disagio, migliorare la qualità della vita e ristabilire un senso di connessione con la realtà.

La derealizzazione, sebbene possa essere una condizione debilitante, è affrontabile con adeguate strategie terapeutiche, supporto psicologico, supporto psicologico online e, in alcuni casi, interventi farmacologici.

In generale, possiamo quindi affermare che la derealizzazione è un fenomeno psicologico alquanto invalidante che può manifestarsi in vari contesti e con diverse intensità. È un sintomo che segnala la necessità di prestare attenzione al benessere psicologico dell’individuo e di intervenire con appropriate misure di supporto e trattamento.

La derealizzazione, pur rappresentando una sfida clinica difficile, può essere gestita con successo attraverso un approccio clinico competente e personalizzato.

Come accennato, la derealizzazione può essere descritta come un fenomeno dissociativo complesso e pervasivo, caratterizzato da una percezione alterata e distorta del mondo esterno. Questo sintomo può essere sia persistente che ricorrente causando una percezione della realtà, degli oggetti e delle persone circostanti come estranei e sconosciuti.

La derealizzazione porta il soggetto a vivere in una sorta di stato di alienazione in cui ciò che normalmente sarebbe familiare e confortante diventa improvvisamente strano e distante.

Una caratteristica distintiva della derealizzazione è la sensazione di distacco dalle proprie azioni e parole.

La persona che sperimenta questo tipo di sintomi può percepire le proprie espressioni verbali e corporee come se fossero eseguite da qualcun altro, può ritrovarsi a osservare se stessa dall’esterno come uno spettatore piuttosto che come un partecipante attivo. Questo stato di dissociazione provoca una perdita del senso di appartenenza e un forte vissuto di irrealtà rispetto alle proprie esperienze.

Il sintomo principale della derealizzazione è la perdita del senso della realtà. Questo porta il soggetto a percepire l’ambiente circostante come estraneo e privo di familiarità, indipendentemente da quanto sia noto o quotidiano. La sensazione di non appartenenza alle proprie azioni e parole accentua ulteriormente questo stato di distacco creando un’esperienza profondamente disorientante e angosciante.

Inoltre, questa  condizione spesso si accompagna alla depersonalizzazione, un altro stato dissociativo in cui la persona si sente estranea al proprio corpo e alle proprie sensazioni interne. La combinazione di derealizzazione e depersonalizzazione può intensificare la sensazione di isolamento e alienazione rendendo difficile per il soggetto mantenere un adeguato senso di identità e una stabile connessione con la realtà.

La derealizzazione rappresenta un sintomo complesso e debilitante che altera profondamente la percezione della realtà e delle proprie esperienze. È essenziale per i professionisti della salute mentale riconoscere e comprendere tale sintomo al fine di fornire un supporto efficace e interventi terapeutici appropriati.

La gestione della derealizzazione richiede un approccio integrato che consideri sia gli aspetti psicologici che quelli emotivi del paziente, con l’obiettivo di ristabilire un senso di continuità e appartenenza nella vita quotidiana.

Quali sono le sensazioni che si avvertono durante un episodio di derealizzazione?

I sintomi del disturbo di derealizzazione sono molteplici e complessi. Il soggetto che sperimenta questo vissuto descrive spesso una condizione di distacco profondo rispetto al mondo esterno, come se un velo invisibile si fosse frapposto tra lui e la realtà. Questa percezione alterata rende la realtà priva di vividezza e di scarse sfumature emotive trasformandola in una sorta di scenario piatto e desensibilizzato.

La derealizzazione porta quindi a una percezione distorta in cui le risposte emotive sono attenuate e il riconoscimento visivo delle persone care diventa incerto e labile.

Tale sintomo si manifesta spesso con la sensazione di osservare se stessi dall’esterno, come se si fosse spettatori della propria vita. Questo contribuisce a una percezione alterata del tempo e dello spazio, dimensioni che tendono a sfumare e a perdere il loro significato usuale.

Questi sintomi riconducibili alla derealizzazione sono fonte di notevole disagio e possono essere percepiti come intollerabili dal soggetto. Non è raro che la tale vissuto si associ a sintomi di ansia e depressione aggravando ulteriormente lo stato di sofferenza mentale. Lo stress provocato dalla derealizzazione può infatti peggiorare i sintomi stessi creando un circolo vizioso di crescente disagio.

È cruciale specificare che nei contesti normo nevrotici il soggetto che soffre di derealizzazione mantiene sempre la consapevolezza che la propria percezione distorta non corrisponde alla realtà oggettiva. Questo insight, o consapevolezza, è fondamentale per distinguere il disturbo di derealizzazione dai disturbi psicotici, dove la capacità di discernere tra percezioni distorte e realtà può essere compromessa.

La derealizzazione rappresenta un disturbo complesso che altera profondamente la percezione della realtà e delle relazioni interpersonali. Tale condizione può portare a una disconnessione emotiva e sensoriale che influisce negativamente sulla qualità della vita del soggetto.

Tuttavia, la consapevolezza della natura irrealistica di queste percezioni offre una base importante per l’intervento clinico e il trattamento, in quanto permette di sostenere il paziente attraverso strategie terapeutiche efficaci.

Esempi di derealizzazione

L’esperienza di derealizzazione può essere davvero disorientante e angosciante e può rendere difficili i rapporti con l’ambiente esterno. Ecco alcuni esempi che descrivono in modo efficace il fenomeno.

Immagina di camminare su una strada a te familiare, una strada che hai percorso centinaia di volte. All’improvviso, tutto intorno a te sembra diverso, strano e distante. Gli edifici appaiono come scenografie di un film, privi di profondità o significato emotivo. Le persone che incontri sembrano manichini e persino i tuoi amici più stretti sembrano dei perfetti sconosciuti. Questo è un esempio eloquente di derealizzazione, dove la realtà perde la sua vividezza e familiarità).

Un altro esempio comune è quello in cui ci si ritrova in una conversazione con qualcuno e improvvisamente hai la sensazione che le parole che stai pronunciando non sono le tue. Ti senti come se fossi un osservatore esterno che ti guarda e ti ascolta parlare senza alcuna connessione emotiva con le parole che escono dalla tua bocca. Questa sensazione di distacco è un segno distintivo di derealizzazione che può rendere difficile per una persona sentirsi veramente presente nelle proprie interazioni sociali.

La derealizzazione può anche manifestarsi in contesti di stress o trauma. Ad esempio, durante un attacco di panico, una persona può sperimentare un intenso senso di irrealtà, dove tutto ciò che la circonda appare come se fosse avvolto in una nebbia o come se fosse parte di un sogno.

Questo può essere particolarmente spaventoso, in quanto la persona può iniziare a dubitare della propria sanità mentale, con conseguente incremento del livello di ansia e preoccupazione.

In situazioni di stress cronico o traumi prolungati, la derealizzazione può diventare una risposta difensiva della mente. Ad esempio, una persona che ha subito un grave trauma può iniziare a percepire il mondo come distante e irreale. Questo può essere un modo per proteggersi dall’intenso dolore emotivo.

Questo distacco dalla realtà può fornire un sollievo temporaneo ma alla lunga può diventare una barriera alla guarigione impedendo alla persona di affrontare ed elaborare il trauma.

È importante notare che la derealizzazione può verificarsi anche in assenza di un disturbo psicologico grave. Può essere una risposta temporanea a condizioni di grande stress, mancanza di sonno o uso di sostanze. Ad esempio, una persona che ha viaggiato attraverso diversi fusi orari, a causa dell’intenso “jet lag” potrebbe sperimentare una breve sensazione di derealizzazione.

In questi casi, la sensazione di irrealtà tende a scomparire una volta che il fattore scatenante è risolto.

Quanto può durare un sintomo di derealizzazione?

Come accennato, sintomi della derealizzazione possono manifestarsi in molteplici forme. L’insorgenza dei sintomi può essere graduale e svilupparsi lentamente nel corso del tempo, oppure può avvenire in maniera improvvisa, senza alcun segnale premonitore.

Gli episodi di derealizzazione possono avere una durata estremamente variabile: in alcuni casi, possono durare solo poche ore, mentre in altri casi possono persistere per periodi di tempo molto più lunghi, estendendosi per settimane, mesi o addirittura anni.

Questo disturbo tende a manifestarsi durante l’infanzia o l’adolescenza, periodi in cui il cervello è particolarmente sensibile ai cambiamenti e alle esperienze stressanti. È relativamente raro che la derealizzazione si manifesti per la prima volta dopo i 40 anni. Questo può essere attribuito a diversi fattori, come i cambiamenti neurobiologici e lo sviluppo di strategie di coping nel corso dell’esistenza.

La derealizzazione è spesso accompagnata da altri sintomi dissociativi, come la depersonalizzazione, dove l’individuo si sente distaccato dal proprio corpo o dai propri pensieri. Questa combinazione di sintomi può intensificare il senso di alienazione e disorientamento.

È importante notare che, sebbene la derealizzazione possa essere una risposta temporanea a situazioni di stress intenso o traumi, in alcuni individui può diventare una condizione cronica e quindi richiedere un intervento terapeutico mirato. La comprensione dei fattori scatenanti e delle dinamiche psicologiche alla base della derealizzazione è essenziale per sviluppare strategie di trattamento efficaci.

Derealizzazione e psicopatologia

La derealizzazione è un fenomeno psicopatologico complesso che spesso si manifesta in associazione con una varietà di disturbi mentali. Per comprendere appieno il legame tra questo particolare sintomo e la psicopatologia, è essenziale esaminare i contesti clinici in cui questo sintomo emerge e le modalità specifiche con cui si manifesta.

Disturbi dissociativi

Uno dei contesti psicopatologici più rilevanti per la derealizzazione è rappresentato dai disturbi dissociativi. La derealizzazione e la depersonalizzazione sono caratteristiche fondamentali del Disturbo di Depersonalizzazione/Derealizzazione (DP/DR).

In questo disturbo, i pazienti sperimentano episodi ricorrenti o persistenti di derealizzazione e/o depersonalizzazione. La derealizzazione, in particolare, si manifesta come una sensazione di distacco dal mondo esterno che appare privo di vividezza e di significato emotivo. Gli oggetti e le persone sembrano strani e irreali e il soggetto può sentirsi come se fosse intrappolato in un sogno o in un film.

Disturbi d’ansia

La derealizzazione è anche comunemente osservata nei disturbi d’ansia, in particolare nel Disturbo di Panico e nel Disturbo d’Ansia Generalizzato. Durante un attacco di panico, l’intenso stato di paura e l’attivazione del sistema nervoso autonomo possono portare a episodi acuti del sintomo.

Il soggetto può percepire l’ambiente circostante come distorto o alterato amplificando ulteriormente la sensazione di perdita di controllo e di terrore. Nel Disturbo d’Ansia Generalizzato, la derealizzazione può manifestarsi in modo più cronico, con episodi di distacco dalla realtà che accompagnano stati prolungati di preoccupazione e tensione.

Disturbi depressivi

Nei disturbi depressivi la derealizzazione può emergere come una risposta all’intenso stato emotivo riconducibile alla tristezza vitale. Nei casi di depressione maggiore, i pazienti possono sperimentare episodi di derealizzazione in cui il mondo esterno appare vuoto e privo di significato.

Questa percezione distorta della realtà può accentuare il sentimento di isolamento e di disperazione contribuendo a una compromissione più del funzionamento mentale nella vita di tutti i giorni.

Disturbi post-traumatici

Il disturbo post traumatico da stress (PTSD) è un altro contesto clinico in cui la derealizzazione è frequentemente riscontrata. Le persone affette da PTSD possono sperimentare derealizzazione come parte delle loro risposte dissociative agli stimoli traumatici.

In situazioni di forte sollecitazione emotiva o di crisi, il soggetto può percepire il mondo esterno come irreale, il che può fungere da meccanismo di difesa per ridurre l’impatto emotivo del trauma. Tuttavia, questo stato dissociativo può anche interferire con la capacità del soggetto di elaborare il trauma e di partecipare pienamente alla vita quotidiana.

Disturbi psicotici

Nei disturbi psicotici come la schizofrenia, la derealizzazione può coesistere con altre alterazioni percettive e cognitive. Sebbene la derealizzazione in questi contesti possa essere più complessa da distinguere a causa della presenza di deliri e allucinazioni, è possibile che i pazienti descrivano esperienze di distacco dalla realtà simili a quelle osservate in altri disturbi.

Le esperienze drealizzanti può contribuire alla sensazione generale di estraneità e disconnessione dalla realtà che caratterizza i disturbi psicotici.

Modalità di insorgenza della derealizzazione

La modalità di insorgenza della derealizzazione può variare significativamente tra i diversi disturbi. Ad esempio, nei disturbi d’ansia, la derealizzazione tende ad essere episodica e strettamente legata agli stati di intensa ansia o panico.

Nei disturbi depressivi, invece, può presentarsi in modo più persistente accompagnando i periodi di profonda tristezza e apatia. Nei disturbi dissociativi, la derealizzazione è spesso una caratteristica cronica che può influire gravemente sulla percezione della realtà quotidiana.

In tutti questi contesti, è fondamentale riconoscere che la derealizzazione non è una patologia a sé stante ma un sintomo che può riflettere una varietà di processi psicopatologici sottostanti. La comprensione della derealizzazione come parte di un quadro clinico più ampio è essenziale per sviluppare interventi terapeutici efficaci.

La derealizzazione è un sintomo complesso e poliedrico che troviamo pertanto in diversi disturbi psicopatologici e che si manifesta in specifiche modalità a seconda del contesto clinico. La sua presenza in disturbi dissociativi, d’ansia, depressivi, post-traumatici e psicotici sottolinea l’importanza di una valutazione diagnostica accurata e di un trattamento mirato.

Attraverso una comprensione approfondita della derealizzazione e delle sue modalità di insorgenza, i professionisti della salute mentale possono offrire un supporto più efficace ai pazienti aiutandoli a ristabilire una connessione più solida con la realtà e a migliorare la loro qualità di vita.

Principali cause della derealizzazione

I fattori che determinano gli episodi di derealizzazione sono complessi e articolati e sono principalmente riconducibili ad esperienza di forte stress. Tuttavia, è necessario specificare che le fonti di stress possono essere molteplici e di diversa natura.

In primo luogo, l’abuso o l’incuria nel periodo dell’infanzia rappresentano un fattore di rischio significativo per lo sviluppo di episodi di derealizzazione. I bambini che subiscono maltrattamenti emotivi possono sviluppare meccanismi di difesa dissociativi come la derealizzazione, al fine di far fronte al dolore e all’angoscia causati da tali esperienze traumatiche.

L’abuso fisico è un altro fattore rilevante. Le vittime di violenza fisica, soprattutto se perpetrata durante l’infanzia, possono sperimentare episodi di derealizzazione come risposta a situazioni di estremo stress e paura. In tale contesto, questo sintomo può essere vista come un modo per la mente di dissociarsi dall’evento traumatico riducendo l’impatto emotivo dell’abuso.

Assistere ad episodi di violenza domestica è un’ulteriore fonte di stress che può indurre episodi di derealizzazione. I bambini che osservano atti di violenza tra i genitori o altri membri della famiglia possono sviluppare sintomi dissociativi, incluso la derealizzazione, come meccanismo di coping per affrontare l’angoscia e la confusione generati da tali situazioni.

Un altro fattore scatenante significativo è la morte improvvisa di una persona affettivamente vicina o cara. La perdita improvvisa di una persona cara può causare un intenso dolore emotivo e uno shock che può innescare episodi di derealizzazione. In questi casi, il sintomo può manifestarsi come una risposta dissociativa per proteggere la persona dal dolore insopportabile della perdita.

Anche l’abuso di sostanze stupefacenti può essere associato alla derealizzazione. L’uso di droghe, in particolare quelle che alterano la percezione, può indurre stati di derealizzazione sia durante l’intossicazione che nelle fasi di astinenza. Le sostanze stupefacenti possono interferire con il normale funzionamento del cervello portando a percezioni distorte della realtà e a sintomi dissociativi.

Episodi di derealizzazione possono insorgere anche in contesti clinici specifici, come negli attacchi di panico o nel contesto di un disturbo di personalità borderline. Durante un attacco di panico, l’intenso stato di paura e l’attivazione del sistema nervoso autonomo possono portare a sensazioni di distacco dalla realtà.

Allo stesso modo, individui con disturbo di personalità borderline possono sperimentare, nelle fasi più scissionali, episodi di derealizzazione come parte delle loro risposte dissociative a stress emotivo estremo.

Trattamento del sintomo

Ovviamente non si può fare un lavoro psicologico esclusivamente sul singolo sintomo, in quanto, come già accennato, la derealizzazione si inserisce sempre in una complessa cornice psicopatologia più o meno grave.

I soggetti che presentano questi sintomi possono essere supportati e guidati verso il recupero attraverso due principali approcci terapeutici: il trattamento farmacologico e la psicoterapia.

Il trattamento farmacologico prevede l’uso di ansiolitici o antidepressivi, somministrati sotto stretta supervisione medica, per alleviare i sintomi di ansia e depressione che spesso accompagnano la derealizzazione. Questi farmaci possono aiutare a stabilizzare l’umore del paziente e ridurre i livelli di stress creando un contesto più favorevole per l’intervento psicoterapeutico.

Dall’altro lato, la psicoterapia rappresenta un pilastro fondamentale nel trattamento della derealizzazione, soprattutto nei casi in cui non si osservi una risoluzione spontanea del disturbo.

Tra i vari approcci psicoterapeutici, spicca la psicoterapia psicodinamica, che mira a esplorare e risolvere i conflitti emotivi e le esperienze negative sottostanti che possono aver contribuito all’insorgenza del sintomo in questione.

La psicoterapia psicodinamica si focalizza sull’analisi delle dinamiche inconsce, delle emozioni represse e dei traumi irrisolti. Questo approccio terapeutico permette al paziente di prendere consapevolezza delle origini profonde dei suoi sintomi di derealizzazione favorendo un processo di elaborazione e integrazione delle esperienze traumatiche.

Attraverso il dialogo terapeutico, il paziente viene incoraggiato a esplorare i propri vissuti emotivi, a riconoscere i pattern di pensiero disfunzionali e a sviluppare nuovi modi di affrontare le difficoltà psicologiche.

La derealizzazione, con i suoi sintomi dissociativi, interrompe temporaneamente il dialogo interno del soggetto ostacolando una piena integrazione della personalità.

L’obiettivo ultimo della terapia psicodinamica è quindi non solo la risoluzione dei sintomi di derealizzazione ma anche il recupero del dialogo interno e la reintegrazione delle varie parti del sé. Questo processo terapeutico richiede tempo e impegno ma può portare a una maggiore consapevolezza di sé e a una migliore gestione delle emozioni.

Accanto alla psicoterapia psicodinamica, anche gli approcci cognitivo e comportamentali possono risultare utili nel trattamento della derealizzazione. L’approccio cognitivo aiuta il soggetto a interrompere la catena di pensieri ossessivi riguardanti la percezione di irrealtà, mentre l’approccio comportamentale insegna strategie pratiche per distanziarsi dai sintomi e migliorare il funzionamento quotidiano.

Tuttavia, è la psicoterapia psicodinamica che offre una comprensione più profonda e un intervento mirato alle radici emotive del disturbo.

In sintesi, la combinazione di trattamento farmacologico e psicoterapia, con un’enfasi particolare sulla psicoterapia psicodinamica, rappresenta un approccio integrato ed efficace per affrontare la derealizzazione. Questo approccio non solo mira ad alleviare i sintomi immediati ma anche a promuovere una guarigione a lungo termine attraverso la risoluzione dei conflitti emotivi e delle problematiche di personalità.

 

 

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