La “minaccia” che viene dall’esterno: il Disturbo Paranoide di Personalità

Tutti noi ci siamo confrontati nella nostra vita con il meccanismo difensivo della proiezione, ossia quel fenomeno psichico che ci porta a tirare fuori da noi stessi vissuti, sensazioni, emozioni spiacevoli (senza riconoscerle come nostre) attribuendole agli altri.
La proiezione è un meccanismo di difesa che sviluppiamo sin da piccolissimi e ci consente, con lo sviluppo psico-fisico, di riconoscere gradualmente quali esperienze originano dal mondo esterno e quali dal nostro mondo interno. È inoltre un meccanismo difensivo di grande aiuto nei momenti di sollecitazione emotiva o di pericolo, in quanto ci può difendere dalle minacce esterne.
Tuttavia ci sono persone che organizzano la loro esistenza intorno al meccanismo della proiezione.

                                                      

Il funzionamento paranoide: la “trappola” della sospettosità

Quando il proprio funzionamento mentale ruota intorno al meccanismo della proiezione, ci troviamo di fronte al Disturbo Paranoide di Personalità.
Piccola annotazione. È importante tenere a mente che non bisogna trincerarsi dietro rigide categorie diagnostiche nel trattamento del disagio psicologico o psichiatrico: psicologo e psicologo online devono avere ben chiaro questo aspetto. Nel caso per esempio del Disturbo Paranoide di Personalità, ciascun soggetto avrà il suo personalissimo modo di manifestare tale problematica. La diagnosi iniziale serve esclusivamente per capire quale intervento psicologico sia più consono e appropriato per quello specifico disagio. Ovviamente, il trattamento psicologico terrà poi conto dell’esclusività e unicità di ogni individuo nell’esprimere la sua sofferenza mentale.
Il Disturbo Paranoide di Personalità consiste in una condizione duratura e opprimente di sospettosità e diffidenza verso le altre persone: la quasi totalità delle intenzioni del prossimo vengono considerate come malevoli. Sono molteplici le caratteristiche che contraddistinguono questo disturbo e presentano tutte pesanti conseguenze sulla qualità della vita e sulla gestione delle relazioni sociali.
Innanzitutto, la persona paranoide nutre sospetti sul fatto di essere perennemente sfruttato o raggirato: tutti noi possiamo talvolta sospettare cose del genere. Il problema è che in questo tipo di disturbo tali sospetti non hanno un fondamento credibile o non presentano una base sufficiente e sono costanti.
Ma ci sono molti altri aspetti che contraddistinguono questa patologia.

                       

Caratteristiche principali del Disturbo Paranoide di Personalità

Nel funzionamento paranoide insorgono dubbi ingiustificati sulla lealtà e correttezza di amici e conoscenti. Il soggetto paranoide diffida dal confidarsi con gli altri per paura che questi possano utilizzare tali informazioni contro di lui. Egli scorge significati ostili o umilianti in osservazioni o raccomandazioni generando ovviamente tensioni e incomprensioni con l’interlocutore.
Il portare perennemente rancore è un’altra caratteristica fondamentale di questo disturbo: non vengono perdonati insulti, offese e sgarbi.
La personalità paranoide interpreta affermazioni o dichiarazioni degli altri come dei veri e propri attacchi al proprio ruolo e alla propria rispettabilità: a fronte di questi presunti attacchi, egli è pronto a reagire rabbiosamente e ad inveire.
I soggetti paranoidi che hanno una relazione sentimentale sospettano continuamente senza alcun motivo della fedeltà del partner, con pesantissime ripercussioni nella vita di coppia.
Lo stile cognitivo e relazionale delle personalità paranoidi è pertanto rigido e inflessibile: questo porta a ricercare costantemente significati oscuri indicativi di una “verità nascosta”, anche nella situazioni più banali. Questa snervante ricerca comporta un dispendio di energie mentali enorme da parte di questi soggetti e un’iper-attivazione dell’attenzione che si concretizza in un approccio circospetto e guardingo verso chiunque: insomma, una vita davvero difficile.
Questi pazienti tuttavia non sono consapevoli delle loro profonde problematiche, in quanto ritengono di essere sempre dalla parte dalla ragione. Questo rappresenta un vero problema in termini di percorso psicologico, poiché i soggetti paranoidi sono ovviamente molto restii dall’andare in terapia. Nei percorsi psicoterapeutici con i pazienti paranoidi è necessario un lungo e intenso lavoro di costruzione di un rapporto di fiducia, aspetto che è mancato quasi del tutto nella loro storia familiare.