La potenza distruttiva del fuoco e il suo “fascino”: la piromania

Molto spesso si sente parlare con l’avvento della bella stagione di terribili incendi che riducono in cenere migliaia di ettari di vegetazione, con conseguenze nefaste per l’ecosistema e talvolta con danni devastanti a persone e cose.
Dietro questi incendi si celano sovente interessi economici che mirano ad ottenere kilometri quadrati liberi da poter sfruttare per l’edilizia o la costruzione di industrie o complessi commerciali. Talvolta però, dietro tali devastazioni ci sta la mano di persone che provano un piacere smodato nel dare fuoco alle cose e nel vederne gli effetti. Questo tipo di pratica è un vero e proprio disturbo psichico che prende il nome di piromania. Scopriamolo.

                   

Funzionamento psichico del paziente piromane

Otto Fenichel, noto psicoanalista della prima metà del XX secolo, definiva la piromania come un impulso patologico che spinge il soggetto ad appiccare il fuoco. Secondo Fenichel, dietro tali impulsi si celerebbero delle fortissime pulsioni sadiche che guidano la vita sessuale, dove la portata distruttiva del fuoco simbolizza l’intensità dell’impulso sessuale. Nell’impostazione teorica dell’epoca, i pazienti piromani presentavano intensi impulsi vendicativi.
Oggi le teorie sulla piromania si sono un po’ evolute, anche se il fenomeno risulta ancora piuttosto complesso e problematico nella comprensione psicodinamica. Tuttavia, la condotta piromanica evidenzia elementi inconsci di sadismo e aggressività.
Come detto, la caratteristica principale della piromania è la presenza di svariati episodi di appiccamento intenzionale di incendi.
I soggetti piromani avvertono un profondo senso di eccitazione nella fase precedente all’episodio incendiario. Spesso risultano affascinati, eccitati o attratti dal fuoco, oltre che dalle dinamiche e dalle conseguenze legate ad esso. In molte occasioni queste persone sentono il bisogno di assistere agli effetti devastanti delle loro condotte: non è raro che esse assistano o partecipino ai momenti successivi allo sviluppo dell’incendio.
La piromania appartiene alla categoria dei Disturbi del Controllo degli Impulsi e della Condotta.
Di solito, nel momento in cui un piromane mette in atto il suo impulso incendiario si assiste ad un incremento del livello di eccitazione e di tensione, un’eccitazione e tensione con connotazioni sessuali: una sorta di impulso irrefrenabile che nel momento in cui viene scaricato, genera un profondo piacere e soddisfazione. Tuttavia, questa dinamica non vale proprio per tutti i soggetti piromanici: il perché lo scopriremo nel prossimo paragrafo.

                                                 

Difficoltà diagnostiche del disturbo piromanico: come aiutarlo?

Alla base della piromania c’è una tremenda attrazione per il fuoco. L’eccitamento del piromane di fronte al fuoco e ai suoi effetti devastanti rappresenta una sorta di dipendenza psicologica: in concreto, il soggetto piromane non può fare a meno dell’elemento del fuoco. L’attrazione per questo elemento naturale è legato non soltanto all’appiccamento dell’incendio ma anche a tutte le fasi successive che appagano il senso di grandiosità del soggetto piromane per il gesto commesso. Si spiega così pertanto il piacere nel seguire di persona le devastazioni dell’incendio, il successivo spegnimento, le conseguenze dell’evento e le relative notizie sui giornali dell’atto commesso.
Nella psicologia del piromane aspetti drammatici quali paura, devastazione, terrore, morte che spesso accompagnano un evento incendiario passano in secondo piano per lasciar spazio alle personalissime sensazioni gradevoli legate alla “spettacolarità” devastante del fuoco. Il fuoco rimanda simbolicamente all’eccitazione e alla distruzione. Per il piromane l’incendio rappresenta uno spettacolo di cui egli è l’indiscutibile protagonista.
In generale, la diagnosi di piromania è alquanto complessa e articolata perché chiama in causa molteplici variabili. Innanzitutto, è raro diagnosticare la piromania come unica patologia, quasi sempre è accompagnata da altri sintomi o da altri quadri psicopatologici, come psicosi, disturbi di personalità, disturbi nel controllo degli impulsi oppure disturbi psicosessuali.
Talvolta la piromania può riscontrarsi in soggetti schizofrenici. In tal caso, la condotta piromanica è spesso guidata da allucinazioni uditive, sottoforma di voci esortative che spingono il paziente schizofrenico a compiere il gesto incendiario. Questo tipo di condotta patologica può affiorare anche in pazienti con disturbo ossessivo-compulsivo (ovviamente a livelli di gravità molto seri). Anche in questo caso, a guidare il comportamento piromanico ci sono delle istanze interne che consistono in pensieri intrusivi di cui non ci si riesce a liberare: il soggetto è consapevole del fatto che le sue azioni sono prive di senso ma non può frenarsi dall’assecondare i suoi pensieri ossessivi.
Anche la questione della terapia del paziente piromane è alquanto delicata in quanto, come evidenziato, è strettamente legata alla diagnosi iniziale.
In generale una psicoterapia associata ad una farmacoterapia risulta il percorso di cura più adeguato per questo tipo di pazienti.