La psicodiagnosi: analisi delle "fondamenta" dell’aiuto psicologico

Come già accennato in precedenti articoli sull’argomento, la psicodiagnosi è la fase iniziale del percorso psicologico ed è di fondamentale importanza per lo psicologo e lo psicologo online, in quanto rappresenta il primo “biglietto da visita” del paziente che porta in seduta il suo personalissimo modo di esprimere la sofferenza psichica.
La fase di valutazione psicodiagnostica dura solitamente 3-4 sedute. Il terapeuta, a seconda della complessità dell’organizzazione di personalità e delle problematiche psicologiche presentate, può valutare se somministrare anche qualche test per comprendere meglio il quadro della situazione. Per esempio se lo psicologo, in fase di psicodiagnosi, ipotizza che possa esserci un ritardo mentale o un deterioramento cognitivo del paziente, somministrerà un test di valutazione del funzionamento cognitivo quale per esempio la WAIS-IV. Se invece di vuole approfondire qualche aspetto legato ai tratti di personalità più o meno disfunzionali, si potranno somministrare dei test proiettivi (Test di Rorschach, TAT, ecc.) oppure test psicometrici di personalità come per esempio l’MMPI-II.

Uso dei test: l'importanza della sensibilità del clinico

I test in psicodiagnosi possono essere considerati dei preziosi “alleati” per lo psicologo e lo psicologo online ma vanno gestiti e presentati al paziente con tatto e delicatezza: il rischio è che dopo tre-quattro colloqui piscologici si sia creato già un buon rapporto di fiducia e confidenza con il terapeuta e la presentazione di uno strumento più asettico valutativo quale un test può generare un distanziamento da parte del paziente, con relative complicazioni per quel che concerne il consolidamento dell’alleanza terapeutica. Dobbiamo sempre tenere conto che il principale strumento di conoscenza del paziente da parte dello psicologo è il rapporto umano che si viene a creare e i successivi sviluppi di natura emotiva e relazionale che ne conseguono (transfert e controtransfert).
Sta quindi alla sensibilità del clinico integrare gli eventuali test ai colloqui di psicodiagnosi in maniera armonica e adeguata, così da renderli un qualcosa di funzionale al proficuo percorso di “conoscenza del paziente”. Nel caso si ritenga opportuno somministrare dei test, sarà importante che essi diventino parte integrante dei percorsi di alleanza terapeutica tra paziente e psicologo, aspetto per nulla banale, se pensiamo che nella fase di valutazione psicodiagnostica, agli del paziente lo psicologo rappresenta un perfetto sconosciuto! Ma andiamo a scoprire quali sono le dimensioni cliniche fondamentali da indagare per un adeguato percorso di psicodiagnosi.

Che cos'è la psicodiagnosi? Analisi della struttura di personalità

Ma che cos’è la psicodiagnosi? Quale definizione possiamo dare a questa fase importantissima del percorso con il paziente? La psicodiagnosi, o valutazione psicodiagnostica, è un’indagine psicologica che si pone come scopo principale quello di cogliere possibili segni di sofferenza psicologica nel soggetto che richiede un aiuto. A seconda del tipo di problematica e del livello di gravità della sintomatologia, lo psicologo e lo psicologo online valuteranno quale intervento sia più indicato: un percorso di sostegno psicologico, un counseling oppure un percorso di psicoterapia.
Focalizzando la nostra attenzione sulla psicodiagnosi ad approccio psicodinamico, ossia quell’approccio teorico-metodologico che individua nei conflitti e nei contenuti inconsci l’origine della sofferenza psichica, la psicodiagnosi può considerarsi un’indagine che analizza con attenzione i sintomi psichici senza metterli al centro dell’attenzione in maniera assolutistica. La psicodiagnosi di impostazione psicodinamica si concentra principalmente sulle cause inconsce alla base della sofferenza psichica, oltre che sui meccanismi di difesa adottati per proteggersi dalla sofferenza generata da conflitti inconsci. I conflitti inconsci affondano le loro radici nella storia familiare e nella storia di vita del paziente, elementi che vanno indagati attentamente dallo psicologo nei primi colloqui con il paziente.
Seguendo questo modello, in un percorso di psicodiagnosi è necessario capire la struttura di personalità che si è andata a delineare nel paziente: è la struttura di personalità che ci permette di capire come approcciarci al paziente nel successivo percorso psicologico.
Ma come si può iniziare a comprendere il tipo di struttura di personalità all’interno di una valutazione psicodiagnostica? È necessario prendere in esame due dimensioni distinte ma in forte connessione tra loro: 1) il livello evolutivo dell’organizzazione di personalità;
2) lo stile difensivo, ossia i meccanismi di difesa che vengono messi in atto in quella specifica organizzazione di personalità.
La prima dimensione va ad individuare il livello di gravità della psicopatologia: “normo-nevrotico”, nevrotico, borderline o psicotico.
La seconda dimensione (i meccanismi di difesa) andrà invece a definire le differenti strutture di personalità: depressiva, paranoide, schizoide, antisociale, narcisista, ecc.
In moltissimi articoli del blog abbiamo analizzato le differenti strutture di personalità, meno spazio abbiamo dedicato ai livelli di gravità della sofferenza psichica.
Nei prossimi articoli sull’argomento analizzeremo pertanto i differenti gradi di disagio psichico: organizzazione di personalità nevrotica, borderline e psicotica.