La psicoterapia psicodinamica della depressione: una “sfida terapeutica”

"La psicoterapia psicodinamica della depressione: una 'sfida terapeutica'" è un articolo scritto dal dottor Davide Ivan Caricchi, psicologo, psicoterapeuta, specialista in Psicologia Clinica. Se hai bisogno di un aiuto psicologico, puoi contattarlo al numero 3776604829 per fissare un appuntamento per una prima consulenza gratuita.

La psicoterapia psicodinamica della depressione può essere una risorsa preziosissima per il paziente depresso, risorsa che va gestita e condotta dallo psicologo e dallo psicologo online con grande attenzione e sensibilità clinica tenendo conto dell’unicità del paziente e del suo personalissimo modo di esprimere la sua sofferenza depressiva.
In generale, una psicoterapia psicodinamica si pone come obiettivo principale quello di sviscerare i contenuti più profondi e i conflitti interni alla base della sintomatologia e di lavorare su tali conflitti.


L’approccio psicodinamico mette al centro dell’attenzione il conflitto inconscio, il ruolo delle prime relazioni con le figure di riferimento, la presenza di eventuali traumi, la costruzione dei meccanismi di difesa, il consolidamento del Sé, ecc.
Secondo l’approccio psicodinamico, i sintomi e la sofferenza psichica che si vedono a livello manifesto non sono altro che il risultato di processi inconsci che ci proteggono da vissuti che abbiamo rimosso e che originariamente ci hanno generato angoscia.

Su cosa lavora l’approccio psicodinamico?

Ma come si imposta un percorso di psicoterapia psicodinamica della depressione? Per capirlo, è fondamentale comprendere bene come l’approccio psicodinamico concepisce il disagio psichico.
Secondo l’approccio psicodinamico, il passato, e in particolar modo il passato infantile, risulta decisivo per la costruzione della successiva vita adulta. La manifestazione dei sintomi sarebbe l’esito finale di modelli relazionali che vengono messi in atto in maniera ripetitiva e che sono l’esito di schemi relazionali disfunzionali con le figure di riferimento. Tali figure sono state a poco a poco interiorizzate dal bambino divenendo in seguito il riferimento inconscio per qualsiasi altra relazione. Pertanto il passato tende a ripresentarsi in continuazione nel presente, con conseguenze spesso nefaste per la qualità della vita.
Dato che il soggetto tende a riprodurre inconsapevolmente schemi relazionali disfunzionali del passato, ecco che la riproduzione di questi schemi e dei relativi sentimenti che ne scaturiscono in psicoterapia assume un significato fondamentale che va a poco a poco analizzato e compreso. In poche parole, per acquisire consapevolezza dell’origine della propria sofferenza psichica e superarla, è necessario lavorare sul transfert che si manifesta nel corso della psicoterapia.
È importante tenere a mente che la psicoterapia psicodinamica della depressione, così come la psicoterapia psicodinamica per gli altri disturbi psichici, non nega il ruolo degli schemi cognitivi patologici, semplicemente ritiene che essi dipendano dagli affetti e dai contenuti del mondo interno del paziente che si sono plasmati e consolidati nel corso dello sviluppo psicosessuale.

Come si imposta un percorso di psicoterapia psicodinamica della depressione

Per tornare alla domanda di prima, come si imposta un percorso di psicoterapia psicodinamica della depressione?
Innanzitutto è di vitale importanza empatizzare il più possibile con il punto di vista del paziente depresso evitando superficiali interventi consolatori che si focalizzano su quanto ci sia di positivo e appagante nella vita: il paziente depresso, a livello profondo, desidera essere capito, non consolato, desidera inconsciamente di far entrare il terapeuta nel suo mondo cupo e spettrale, dominato dalla totale perdita di speranza.
Gli psicoterapeuti che trattano il paziente depresso dovrebbero invece far arrivare in seduta il messaggio secondo cui comprendono che ci sono indubbiamente dei validi motivi per essere depressi, alla luce di quello che viene raccontato (o non raccontato). Ma questo non basta, soprattutto nelle fasi inziali del percorso di psicoterapia psicodinamica col paziente depresso: è necessario anche incoraggiare il paziente a ricercare in modo attivo le cause dell’insorgenza del disturbo depressivo. Spesso il paziente depresso, pur ponendosi in maniera rispettosa nei confronti dello psicologo, veicola la sua rabbia non riconosciuta trincerandosi dietro il suo senso di impotenza, con frasi del tipo “tutto è inutile”, “non c’è soluzione”, “ho sbagliato tutto nella vita”, ecc. Ecco, da questo punto di vista il terapeuta, pur mantenendo un approccio supportivo ed empatico, deve essere deciso nel richiedere la collaborazione del paziente e nel fare davvero “lavoro di squadra”. Sia chiaro, questo non significa adottare un atteggiamento paternalistico o peggio ancora indirizzare in maniera forzata gli argomenti della seduta sulle cause profonde della malattia. Si tratta invece, con interventi calzanti e fatti al momento giusto, di rimandare al paziente che per andare oltre quel senso di disperazione lacerante che affligge, sarà necessario elaborare una formulazione della depressione e delle dinamiche relazionali e intrapsichiche che hanno portato a quella specifica forma di dolore psichico.