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Scritto dal Dott. Davide Caricchi
Scritto il 5 Lug, 2023

La tricotillomania: il “sollievo” nello strappare “parti di sé”

La tricotillomania è un disagio mentale che induce la persona a strapparsi i capelli, così come anche altri peli del corpo, tipo sopracciglia, peli delle braccia, peli delle gambe, ecc.
È un disturbo che può diventare alquanto invalidante sia nelle relazioni sociali sia nella gestione e percezione dell’immagine di , in quanto tale disagio è in grado di lasciare evidenti segni fisici. La pratica continuativa delle condotte di tircotillomania può generare marcati rossori e spazi vuoti sul cuoio capelluto che possono suscitare imbarazzo al cospetto degli altri e in contesti gruppali.
Ci sono diversi livelli di gravità di questo disturbo: in alcuni soggetti la tricotillomania risulta di lieve entità e non particolarmente invalidante. Altri soggetti invece si ritrovano in certe fasi a perdere completamente il controllo, con strappi di cappelli o peli ingestibili e fuori controllo.
È importante tenere a mente che la tricotillomania è un disagio psichico con connotazioni di cronicità. È un disturbo che difficilmente si esaurisce in poco tempo, non ha un carattere transitorio bensì una perniciosa tendenza a cronicizzarsi.

Quali sono i principali sintomi della tricotillomania?

Sono diversi i sintomi che caratterizzano la tricotillomania, i principali sono:
• Un intenso stato di irrequietezza che precede il momento in cui si tirano i capelli o il momento in cui si cerca di resistere dal tirarseli;
• Una condizione di appagamento o sollievo quando è stato estirpato il capello o il pelo;
• Cospicua perdita dei capelli, visibile anche quando il soggetto si taglia i capelli con un taglio molto corto. Anche con tagli molto corti si ravvisano spesso delle chiazze glabre che testimoniano quanto l’intensa attività di strappo dei capelli sfoltisca in maniera considerevole specifiche aree del cuoio capelluto. Lo stesso può valere per le sopracciglia (aree dove le sopracciglia sono mancanti);
• Impulso molto intenso a mordicchiare, masticare o mangiucchiare i capelli che sono stati strappati;
• giocherellare coi capelli estirpati e portarli alla bocca sfregandoli sulle labbra;
• Atti finalizzati a reprimere il gesto di strapparsi i capelli o a limitarlo il più possibile, ma con risultati scarsi o nulli;
• Situazioni disagevoli in famiglia, nei rapporti sociali, sul posto di lavoro, nelle relazioni sentimentali, ecc.
Diversi soggetti affetti da tricotillomania spesso si accaniscono anche con la loro pelle mangiandosi le unghie o mordendosi le labbra.
Ci sono poi altri pazienti che soffrono di questo disturbo che avvertono un irrefrenabile impulso a strappare anche la peluria dei propri animali domestici o strappare materiali che ricordano la consistenza di capelli o peli, come i capelli delle bambole.
È importante ricordare che la stragrande maggioranza degli individui che soffre di tricotillomania mette in pratica queste condotte in solitudine cercando di non farsi vedere dagli altri e vivendo un profondissimo disagio quando vengono scoperti.

Tipologie del disturbo

Abbiamo due tipologie di pazienti che soffrono di tricotillomania:
1) Pazienti che si strappano in maniera intenzionale i capelli, allo scopo di attenuare lo stress;
2) Pazienti che strappano i capelli senza accorgersene, in maniera quasi automatica, per noia o perché intenti a svolgere un atto automatico.
Abbiamo anche delle persone con tale disturbo che possono alternare queste due opzioni a seconda del periodo che stanno attraversando.

Età di insorgenza del disturbo

Spesso questo disturbo insorge in età infantile, tra i 2 e i 6 anni e in adolescenza: in molti casi dura per lunghissimi tempi, se non addirittura per tutta la vita. Talvolta anche i neonati ne possono soffrire ma in questi casi il disturbo è di lieve entità e sparisce in maniera spontanea.

Quali sono le cause della tricotillomania?

La tricotillomania è spesso riconducibile a emozioni dolorose. Pertanto, la pratica compulsiva dello strapparsi i capelli può essere vista come una forma di difesa a fronte di vissuti quali ansia, angoscia, stress, inquietudine, solitudine, frustrazione, conflitti non elaborati. Ecco che il sollievo generato dallo strapparsi i capelli può diventare un modo per fronteggiare queste sensazioni penose.
È indubbio che ci sono anche delle cause genetiche alla base dell’insorgenza del disturbo. La familiarità rappresenta pertanto un fattore di rischio.
Un altro fattore determinante nell’insorgenza della tricotillomania è la concomitanza di eventi traumatici o stressanti che possono portare a questo sintomo. Tale sintomo diventa pertanto uno strumento finalizzato fronteggiare il trauma subito senza mentalizzarlo. Anche intensi vissuti di ansia, soprattutto nelle forme croniche, hanno un impatto importante nell’insorgenza del disturbo.

Tricotillomania e comorbilità

Questo disturbo psichico può presentarsi in concomitanza di molteplici problematiche psicologiche o psichiatriche. Può infatti manifestarsi insieme a disturbi psichiatrici o disturbi di personalità, così come in concomitanza di disturbi dell’umore, varie forme di disturbo ossessivo-compulsivo e disturbi alimentari.
Diversi studi hanno evidenziato come la tricotillomania sia un disturbo maggiormente presente nella popolazione femminile.

Come si cura la tricotillomania?

Nella mia pratica decennale di psicologo online e di psicologo a Torino, mi sono capitati alcuni casi di tricotillomania, sempre in condizioni di comorbilità. È un disturbo che può attenuarsi in maniera considerevole tramite una psicoterapia psicodinamica, in quanto il lavoro psicologico sui propri conflitti inconsci e su eventuali traumaticità familiari aiuta a risolvere i vissuti di ansia e angoscia, spesso alla base dei disturbi psicologici che si associano alla tricotillomania.
In un percorso terapeutico con questi pazienti può essere preziosissimo lavorare sulla cosiddetta “inversione dell’abitudine”, ossia lavorare su una strategia alternativa di gestione del sintomo, come per esempio volgere l’attenzione dei propri toccamenti su altre parti del corpo, come orecchie, dita, ecc., oppure serrare i pugni in alternativa allo strapparsi i capelli.
Infine, la terapia cognitivo-comportamentale può portare il paziente ad analizzare le distorsioni cognitive e le false convinzioni che si sono create e consolidate nel tempo riguardo la pratica dello strapparsi i capelli.

 

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