psicologo online davide caricchi
Scritto dal Dott. Davide Caricchi
Scritto il 15 Mar, 2024

L’ansia da lavoro

L’ansia da lavoro è un problema che ahimé coinvolge sempre più persone e molto spesso diventa uno degli argomenti cardine delle sedute dallo psicologo o dallo psicologo online.
Cesare Pavese, in una sua nota raccolta di poesie afferma che “lavorare stanca”. Per Pavese, il lavoro non era solo fonte di stanchezza fisica ma anche simbolo di una fatica esistenziale più profonda, quella di cercare un significato in un mondo che spesso sembra privo di esso. Con la sua poetica, la stanchezza derivante dal lavoro diventa metafora di una condizione umana caratterizzata da una costante ricerca di senso, di appartenenza e di realizzazione personale, spesso infruttuosa o fonte di ulteriore alienazione.
Ovviamente l’intento del nostro articolo non è quello di incentivare al bighellonare o al non impregnarsi sul posto di lavoro, bensì di interrogarsi sul significato distorto che talvolta può assumere il lavoro per un individuo, con conseguente disagio e sofferenza che espone all’insorgenza di importanti forme di ansia da lavoro.
Sfortunatamente, non tutti provano entusiasmo per la loro attività lavorativa. Per certe persone, l’ambito lavorativo si rivela un generatore di stress e ansia da lavoro, tanto che il solo pensiero del proprio impiego scatena in loro uno stato di tensione e preoccupazione portandoli a vivere momenti di tristezza e a soffrire di vari disagi. Tuttavia, esistono molteplici metodi efficaci per affrontare l’ansia da lavoro consentendo così di migliorare il proprio benessere in ambito professionale.

Che cos’è l’ansia da lavoro e come si riconosce?

L’ansia da lavoro si distingue nettamente dal disturbo d’ansia generalizzato configurandosi come una condizione specifica legata all’ambiente professionale. Individui affetti da ansia da lavoro spesso vivono i loro giorni di riposo in uno stato di benessere relativo, liberi dall’ansia o ne risentono in maniera notevolmente ridotta; tuttavia, l’avvicinarsi alla ripresa del lavoro li fa cadere in uno stato di marcata tensione.
La competizione sul posto di lavoro può rendere inoltre ardue le interazioni con i colleghi, pur non compromettendo la capacità di stabilire rapporti al di fuori di tale contesto.
La prospettiva di una nuova settimana lavorativa porta a un generale peggioramento dell’umore già dalla sera della domenica, con un miglioramento delle sensazioni a notte fonda e un’accentuata difficoltà al risveglio.
L’ansia da lavoro si manifesta anche fisicamente, con malesseri scatenati dal pensiero del lavoro o dalla ricezione di comunicazioni lavorative complicando la concentrazione su mansioni specifiche e inducendo ad evitare riunioni, progetti o eventi aziendali. Tutto ciò porta a sperimentare una significativa diminuzione della motivazione. In aggiunta, questa forma di ansia può produrre sintomi fisici quali dolori cervicali, emicrania, tensione corporea, eccessiva sudorazione, intensi dolori addominali e nausea.
A differenza dell’ansia da lavoro, il disturbo d’ansia generalizzato si caratterizza per la persistenza dei sintomi che impattano negativamente su diversi ambiti della vita dell’individuo, indipendentemente dal contesto lavorativo. È importante riconoscere queste differenze per poter comprendere appieno le dinamiche dell’ansia da lavoro e i suoi effetti sulla vita quotidiana, nonché per distinguere tale condizione dagli attacchi di panico e da altre forme di ansia più pervasive.

Quali sono le principali cause dell’ansia da lavoro?

L’ansia da lavoro può essere innescata da una varietà di elementi distinti la cui rilevanza può variare significativamente da individuo a individuo. Tra questi fattori troviamo spesso impegni professionali gravosi, la sindrome dell’impostore, un’autopercezione negativa che porta a dubitare delle proprie capacità e a sentirsi inadeguati, nonché tensioni nelle relazioni con i colleghi e la presenza di una figura di autorità considerata problematica.
L’ansia da lavoro può essere altresì alimentata da una mancanza di appagamento professionale, un contesto lavorativo estremamente competitivo, aspettative poco realistiche, una dotazione organica insufficiente, un mancato riconoscimento economico e un’attenzione limitata al benessere dei lavoratori.
La spinta verso la perfezione e una marcata inflessibilità cognitiva rappresentano ulteriori fonti di ansia lavorativa. In certe situazioni, lo stress legato al lavoro può essere aggravato da cause più profonde e meno evidenti, come pregresse esperienze traumatiche.
Anche pratiche quali il doomscrolling possono contribuire a generare ansia trovando terreno fertile in un ambiente lavorativo tossico. La complessità dei fattori che possono scatenare l’ansia da lavoro sottolinea la necessità di un approccio personalizzato nel suo trattamento e nella sua comprensione riconoscendo l’unicità dell’esperienza di ciascun individuo nel contesto lavorativo.

Perché ho l’ansia di andare al lavoro?

In un’epoca caratterizzata da ritmi incessanti, scadenze imminenti, contesti altamente competitivi, carichi di lavoro onerosi e retribuzioni insoddisfacenti, l’ansia da lavoro emerge come una problematica sempre più diffusa.
Il tentativo di bilanciare le esigenze professionali con quelle personali diventa un compito arduo che rendendo l’ansia da lavoro un fenomeno che non incide solo sull’individuo che ne è affetto ma estende le sue ripercussioni anche ai familiari e alla sfera della vita quotidiana.

La continua esposizione a uno stress lavorativo elevato non soltanto minaccia il benessere psicofisico nel lungo termine ma si riflette a poco a poco in maniera negativa anche sulle dinamiche relazionali in ambito lavorativo compromettendo efficienza e qualità delle prestazioni.
È proprio in risposta a queste dinamiche che, specialmente a livello internazionale, si assiste a un crescente impegno da parte delle aziende di mitigare lo stress dei dipendenti adottando misure quali la riduzione delle ore o dei giorni lavorativi o promuovendo forme di lavoro flessibili come lo smart working. Queste strategie mirano a contrastare l’impatto deleterio dello stress lavorativo riconoscendo come esso possa influenzare negativamente non solo la produttività ma anche la coesione e l’armonia all’interno dei team.

Come calmare l’ansia da lavoro?

Esistono diverse strategie per mitigare l’ansia da lavoro e migliorare il proprio stato di benessere. Un primo passo consiste nell’individuare i fattori scatenanti l’ansia, che non sempre sono subito riconoscibili.
Mantenere un diario dello stress può rivelarsi utile per annotare i momenti in cui emergono sentimenti di ansia, tensione o nervosismo facilitando l’identificazione delle circostanze o delle interazioni specifiche che portano ansia e stress, come potrebbero essere le riunioni o le presentazioni pubbliche. Questo processo aiuta a delineare le strategie più efficaci per affrontare e ridurre il proprio livello di stress.

Un altro aspetto fondamentale è quello di riconoscere e contrastare l’autocolpevolizzazione, fenomeno molto comune tra chi soffre di ansia da lavoro. È cruciale adottare un atteggiamento di rispetto e comprensione verso se stessi accettando le proprie difficoltà senza giudizio e riconoscendo il fatto che periodi di esaurimento o sentimenti di sopraffazione sono normali, soprattutto quando si affrontano molteplici impegni. È utile ricordarsi che questo lavoro di comprensione e accettazione è un processo graduale che richiede tempo per essere attuato in maniera soddisfacente e continuativa

Introdurre brevi pause nel corso della giornata lavorativa permette di alleggerire la tensione accumulata e di riconnettersi con il presente.
Tecniche di respirazione o esercizi mindfulness possono essere di grande aiuto per concentrarsi sul “qui e ora” e distogliere l’attenzione dall’ansia. Questi momenti di pausa offrono un’opportunità di rigenerazione mentale e fisica.
Infine, personalizzare il proprio spazio lavorativo, qualora possibile, contribuisce a creare un ambiente più sereno e confortevole, capace di offrire sollievo nei momenti di maggiore stress. Per chi non dispone di uno spazio personale, piccoli accorgimenti come l’utilizzo di giocattoli antistress o l’applicazione di oli essenziali calmanti possono fare la differenza aiutando a mantenere un senso di calma e a gestire l’ansia da lavoro.
Queste strategie, integrate nella routine quotidiana, possono significativamente migliorare la qualità della vita lavorativa riducendo l’impatto dell’ansia sul benessere individuale.

Quali sono le principali tipologie di ansia da lavoro?

L’ansia da lavoro può manifestarsi in diverse forme, ognuna con caratteristiche e trigger specifici. Comprendere le varie tipologie aiuta a identificare strategie di gestione più mirate. Ecco le principali:

1. Ansia da prestazione lavorativa: questa tipologia di ansia è strettamente legata alla paura di non essere all’altezza delle aspettative, sia proprie che altrui, in termini di performance lavorativa. È comune in situazioni che richiedono il raggiungimento di obiettivi specifici, presentazioni o quando si è sotto esame o valutazione.

2. Ansia da sovraccarico di lavoro: si verifica quando un individuo si sente sopraffatto dalle quantità o dalla difficoltà delle mansioni da svolgere, spesso a causa di scadenze stringenti o di un carico di lavoro eccessivo. Questa forma di ansia, se non gestita adeguatamente, può portare a stress cronico, esaurimento e burnout.

3. Ansia da relazioni interpersonali: riguarda le preoccupazioni relative alle interazioni con colleghi, superiori o clienti. Può derivare da conflitti, dalla paura di essere giudicati, dall’isolamento sociale o da difficoltà comunicative, tutte dinamiche che influenzano la capacità di lavorare in team o di mantenere un ambiente lavorativo sereno.

4. Ansia da insicurezza lavorativa: tale forma di ansia è legata alla paura di perdere il proprio lavoro, che può essere esacerbata da situazioni economiche instabili, riorganizzazioni aziendali o percezioni di inadeguatezza professionale. Questa ansia può influenzare negativamente la concentrazione, la motivazione e l’impegno nel lavoro.

5. Ansia da cambiamento: si verifica in risposta a cambiamenti significativi nell’ambiente lavorativo, come un cambio di ruolo, l’introduzione di nuove tecnologie o metodi di lavoro o trasferimenti. Il timore dell’ignoto e l’adattamento a nuove routine possono generare ansia.

6. Ansia da conflitto lavoro-vita privata: essa emerge quando le richieste del lavoro entrano in conflitto con gli impegni personali o familiari. Questa tipologia di ansia da lavoro riflette la difficoltà nel mantenere un equilibrio sano tra le diverse sfere della vita. Può portare a sensi di colpa e a stress per il tempo sottratto ad altre aree importanti della vita dell’individuo.

Identificare la specifica tipologia di ansia da lavoro che si sta sperimentando è il primo passo verso lo sviluppo di strategie efficaci per affrontarla, che possono includere la gestione del tempo, il miglioramento delle competenze comunicative, la ricerca di supporto professionale, e la pratica di tecniche di rilassamento e mindfulness.

L’ansia da prestazione lavorativa

In questo lavoro cercheremo di analizzare un po’ più nel dettaglio un tipo di ansia da lavoro che può avere degli effetti davvero devastanti sull’equilibrio psichico: l’ansia da prestazione lavorativa.
L’ansia da prestazione lavorativa è un fenomeno psicologico caratterizzato da un intenso stato di preoccupazione, nervosismo o paura legato alla capacità di eseguire o completare compiti lavorativi a un livello percepito come necessario o desiderabile. Questa forma di ansia si manifesta in situazioni in cui l’individuo si sente perennemente valutato nelle proprie capacità o risultati. Questo stato è spesso accompagnato dalla paura di fallire o di non soddisfare le aspettative proprie o altrui.

Dal punto di vista psicologico, l’ansia da prestazione lavorativa può essere vista come il risultato di una serie di processi cognitivi e affettivi.
A livello cognitivo, l’ansia da prestazione lavorativa include ruminazioni mentali di natura catastrofica riguardo la propria competenza, l’esito delle proprie azioni lavorative e le possibili conseguenze di un eventuale fallimento. Questi pensieri possono attivare o intensificare la risposta emotiva dell’ansia che a sua volta può influenzare negativamente la capacità di concentrarsi, prendere decisioni e lavorare efficacemente generando così un circolo vizioso di inquietudine e insicurezza.
La componente affettiva dell’ansia da prestazione lavorativa si riferisce invece alla gamma di emozioni negative esperite sul posto di lavoro che possono variare da lieve inquietudine a intensa paura o panico. Queste emozioni sono spesso accompagnate da sintomi fisici come tensione muscolare, sudorazione, tachicardia o disturbi gastrointestinali e riflettono l’attivazione del sistema nervoso autonomo.
È importante tenere a mente che mentre un certo grado di ansia può servire da stimolo motivazionale e migliorare la prestazione sotto stress moderato, l’ansia da prestazione lavorativa diventa problematica quando è eccessiva o mal gestita portando a un deterioramento della funzione lavorativa e del benessere generale.

Affrontare l’ansia da prestazione lavorativa richiede quindi un approccio che consideri sia gli aspetti cognitivi, lavorando su pensieri più realistici e meno catastrofici, sia quelli comportamentali, attraverso tecniche di gestione dello stress e di rilassamento, oltre alla possibile ricerca di supporto psicologico professionale per sviluppare strategie personalizzate per fronteggiare queste forme d’ansia.

Come vincere l’ansia da prestazione lavorativa?

Vincere l’ansia da prestazione lavorativa è un percorso che passa innanzitutto per il riconoscimento e l’accettazione della propria ansia come parte integrante dell’esperienza umana. Questo atto di accettazione non è una resa ma piuttosto un passo coraggioso verso la comprensione di sé e l’apertura al cambiamento.
Nel cuore di questo processo c’è l’auto-indagine, un esame profondo delle convinzioni e delle aspettative che si hanno riguardo al proprio lavoro: molto spesso scopriamo che l’origine della nostra ansia sottende a pensieri irrazionali, ad aspettative di perfezionismo e alla paura di deludere gli altri. Acquisire consapevolezza su questi aspetti costituisce la chiave per modificare la propria condizione ansiogena.
In parallelo a questo lavoro interiore, l’adozione di tecniche di riduzione dello stress come la respirazione profonda, la meditazione, la mindfulness e l’esercizio fisico si rivela fondamentale. Queste pratiche aiutano a gestire i sintomi fisici dell’ansia, calmare la mente e focalizzare l’attenzione sul momento presente evitando così di soffermarsi in maniera ossessiva su ipotetici scenari di futuri insuccessi o rimuginii su errori passati.

Affrontare direttamente le proprie paure attraverso un’esposizione graduale alle situazioni ansiogene aumenta la tolleranza allo stress e consolida la fiducia nelle proprie capacità. Questo metodo permette di costruire una sorta di resilienza passo dopo passo, partendo ovviamente dalle situazioni meno pesanti. Allo stesso tempo, un lavoro sulla ristrutturazione cognitiva, che consiste nel trasformare pensieri distorti o negativi in altri più realistici e positivi, offre un potente strumento per cambiare la propria narrazione interiore.
La ricerca di supporto gioca un ruolo cruciale in questo percorso. Condividere le proprie esperienze e preoccupazioni con persone di fiducia o professionisti può offrire nuove prospettive e strategie per affrontare l’ansia. La psicoterapia può diventare uno spazio trasformativo dove esplorare e lavorare su questi temi in modo più approfondito.

Infine, imparare a gestire efficacemente il proprio tempo e stabilire priorità chiare può significativamente ridurre la sensazione di essere sopraffatti e il timore di non completare i compiti. Questa gestione consapevole del tempo contribuisce a un senso di controllo che è antidoto all’ansia.
Attraverso la combinazione di autoconsapevolezza, tecniche di gestione dello stress, confronto con le proprie paure, ristrutturazione cognitiva, supporto sociale e gestione del tempo, si può costruire una fiducia in se stessi più solida e sviluppare una resilienza che permette di affrontare con maggiore serenità le sfide del mondo lavorativo. Questo processo non solo riduce l’ansia legata al lavoro ma arricchisce anche la vita professionale e personale con una nuova prospettiva e un senso di maggiore realizzazione.

Ansia al lavoro: cosa fare? Qualche consiglio in più

Per mitigare l’ansia da lavoro è fondamentale stabilire una routine che preveda orari di inizio e fine lavoro regolari (anche se talvolta non è così facile da realizzare), dedicare del tempo ogni settimana a hobbies o attività gratificanti, cercare di alleggerire i momenti di tensione attraverso interazioni leggere e divertenti con amici, praticare attività fisica per stimolare la produzione di ormoni legati al benessere e “spezzettare” incarichi complessi in compiti più piccoli e gestibili.

La connessione con la natura e l’impiego di tonici naturali, insieme a brevi sessioni di camminata, possono ulteriormente contribuire al miglioramento dell’umore. Questi approcci si rivelano efficaci non solo nell’affrontare l’ansia da lavoro ma anche nel gestire il disagio derivante da fenomeni specifici come l’eco-ansia, l’ansia autunnale o la stanchezza cronica dovuta all’uso prolungato di dispositivi elettronici.
In questo contesto, l’importanza di un percorso psicologico nel trattamento dell’ansia da lavoro assume una rilevanza cruciale. Affrontare l’ansia da lavoro attraverso un supporto psicologico o un supporto psicologico online offre l’opportunità di esplorare e comprendere le radici profonde dell’ansia, non limitandosi alla gestione dei sintomi ma indagando le cause sottostanti.

Un percorso psicologico può fornire strategie personalizzate per affrontare gli stressor lavorativi, migliorare la gestione delle emozioni e sviluppare una maggiore resilienza.
La terapia offre inoltre uno spazio di pensabilità dove esprimere e elaborare le proprie preoccupazioni promuovendo l’auto-accettazione e l’introspezione. In tal modo, il percorso psicologico diventa un pilastro fondamentale non solo per affrontare efficacemente l’ansia da lavoro ma anche per innalzare la qualità della vita dell’individuo permettendogli di riscoprire il piacere nel lavoro e negli altri ambiti della sua vita.

 

Psicologo Online è un servizio di:

Dott. Davide Ivan Caricchi

n. Iscrizione Albo  4943

P.I.  10672520011

Via Giovanni Pacini 10, Torino

Via Roma 44, San Mauro Torinese

METODI DI PAGAMENTO SICURI

Privacy PolicyCookie Policy

Sito Internet e SEO a cura di Gabriele Pantaleo Webmaster