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Scritto dal Dott. Davide Caricchi
Scritto il 9 Feb, 2024

L’ansia di tratto

L’ansia di tratto è un particolare tipo di ansia con cui psicologo e psicologo online si confrontano con grandissima frequenza nei loro percorsi psicologici.
Nel campo della clinica, riconosciamo l’esistenza di due distinte manifestazioni ansiose: l’ansia di stato, caratterizzata da una natura più fluttuante e circostanziale e l’ansia di tratto che si configura come un tratto distintivo e persistente della struttura di personalità dell’individuo.
L’ansia di tratto si palesa come una pronunciata predisposizione a reagire con intensa reattività e vigilanza di fronte a una vasta gamma di stimoli ambientali. Tale condizione di intenso “arousal” implica una marcata sensibilità alle potenziali minacce.
Coloro che presentano un elevato livello di ansia di tratto sono soliti elaborare le informazioni attraverso un filtro cognitivo che enfatizza le nozioni di pericolo e minaccia innescando una tendenza a una preoccupazione smisurata e a comportamenti reattivi che possono apparire sproporzionati rispetto alla effettiva pericolosità degli stimoli esterni. Questa predisposizione può dar luogo a pattern emozionali e comportamentali che, nella loro intensità, possono risultare disfunzionali e ostacolare l’adattamento efficace alle sfide della vita quotidiana.
L’ansia di tratto è associata a differenze individuali che si mantengono con una certa costanza nel tempo e che segnalano una tendenza stabile a vivere l’ansia a livelli più acuti rispetto ad altri.
Le persone con un’elevata ansia di tratto si distinguono per una sensibilità particolare che si traduce in una risposta amplificata di ansia di stato, soprattutto quando si trovano di fronte a situazioni interpretate come minacciose o potenzialmente dannose. Queste differenze individuali, stabilmente radicate nel profilo psicologico della persona, possono quindi influenzare in modo significativo sia la percezione di tali stimoli che la risposta emotiva e comportamentale ad essi. Pertanto, quando parliamo di ansia di tratto, ci riferiamo a una dimensione della personalità che predispone l’individuo a esperienze ansiose di stato più intense in risposta a situazioni percepite come minacciose, come evidenziato da diversi studi psicometrici e ricerca empirica in psicologia clinica e di personalità.

Caratteristiche dell’ansia di tratto

L’ansia di tratto si configura come un aspetto distintivo e costante del profilo psicologico di un individuo radicandosi profondamente nella sua struttura di personalità e influenzando di conseguenza il suo modo di interpretare e reagire alle varie circostanze della vita.
Caratterizzata da una costante ipervigilanza, l’ansia di tratto si manifesta attraverso una propensione marcata a vivere sensazioni negative come timori infondati, preoccupazioni esagerate e un senso pervasivo di ansia, anche in contesti che oggettivamente non presentano elementi di reale pericolo. Questo tratto di personalità si inserisce nella più ampia dimensione del nevroticismo, una delle principali caratteristiche psicologiche che orientano il comportamento umano verso pattern di risposta emotiva più o meno stabili.
Individui con un pronunciato livello di ansia di tratto evidenziano una tendenza a percepire come minacciosi o pericolosi stimoli e contesti che, alla maggior parte delle persone, apparirebbero neutrali o privi di rischio. Questa percezione alterata si traduce in risposte comportamentali e cognitive che riflettono un atteggiamento di cautela o preoccupazione eccessiva estendendo la sfera dell’ansia ben oltre le situazioni specifiche che la innescano. Ciò va inevitabilmente a compromettere diversi aspetti dell’esistenza quotidiana e a consolidarsi come un tratto distintivo della personalità.
Coloro che presentano un’elevata ansia di tratto dimostrano, pertanto, una marcata sensibilità che li porta a reagire con un’intensità emozionale superiore rispetto alla maggioranza delle persone di fronte a un’ampia gamma di situazioni, comprese quelle di routine quotidiana che normalmente non evocano preoccupazione. Questa predisposizione fa sì che l’ansia di stato, ovvero la manifestazione acuta e temporanea dell’ansia, possa essere esperita con una frequenza e un’intensità maggiori anche in scenari a basso profilo ansiogeno. Il risultato è che individui con un’accentuata ansia di tratto si trovano a fronteggiare, nella loro vita di tutti i giorni, un livello di ansia di stato più elevato di quanto si potrebbe ragionevolmente prevedere rispondendo così a stimoli diversamente ansiogeni con un coinvolgimento emotivo che può rivelarsi esagerato e limitante.

Quali sono i sintomi dell’ansia di tratto?

L’ansia di tratto può essere vista come una condizione che predispone gli individui a rispondere a una vasta gamma di situazioni con livelli elevati di ansietà e inquietudine. Questa propensione non è legata esclusivamente a specifiche circostanze stressanti ma piuttosto riflette una caratteristica stabile e duratura della personalità di un individuo. Le persone con un alto livello di ansia di tratto percepiscono le situazioni quotidiane con maggiore apprensione e preoccupazione rispetto a quelle con livelli più bassi di questa disposizione. I sintomi che caratterizzano l’ansia di tratto possono essere suddivisi in diverse categorie tra cui sintomi fisici, cognitivi, emotivi e comportamentali che insieme formano un quadro complesso dell’esperienza ansiosa.
Dal punto di vista fisico, l’ansia di tratto può manifestarsi attraverso sintomi quali tensione muscolare, affaticamento facilmente, disturbi del sonno e una generale sensazione di agitazione o inquietudine. Questi sintomi sono spesso accompagnati da risposte fisiologiche come aumento della frequenza cardiaca, sudorazione eccessiva, e in alcuni casi, vertigini o nausea. Queste manifestazioni fisiche non sono solo una reazione momentanea a situazioni di stress ma possono essere presenti in modo più costante riflettendo la continua percezione di minaccia e la perniciosa condizione di “arousal” elevato che caratterizza l’ansia di tratto.
Sul piano cognitivo, l’ansia di tratto si manifesta attraverso costanti preoccupazioni, pessimismo e difficoltà a concentrarsi. Le persone con un alto livello di ansia di tratto tendono a preoccuparsi eccessivamente per il futuro, a vedere negativamente gli eventi e ad avere una visione cupa di se stessi e delle proprie capacità di fronteggiare le sfide. Questa costante preoccupazione può portare a un ciclo di pensieri ansiosi che si autoalimentano rendendo difficile per l’individuo distaccarsi da questi schemi di pensiero negativi.
Dal punto di vista emotivo, l’ansia di tratto si caratterizza per una sensazione persistente di nervosismo, tensione o paura. Questi stati emotivi possono essere scatenati da situazioni specifiche o possono emergere senza una causa apparente riflettendo la natura intrinseca di questa disposizione. Le persone con alti livelli di ansia di tratto possono sentirsi costantemente sul filo del rasoio, con un senso di insicurezza che permea vari aspetti della vita quotidiana.
Infine, sul piano comportamentale, l’ansia di tratto può influenzare le azioni e le decisioni di un individuo. Si può osservare un’evitamento di situazioni ritenute potenzialmente stressanti o ansiose, anche quando queste potrebbero portare a risultati positivi o essere importanti per il raggiungimento di obiettivi personali. Inoltre, può esserci una tendenza ad arrendersi di fronte alle difficoltà o a dipendere eccessivamente dagli altri per essere rassicurati.
Comprendere i sintomi che caratterizzano l’ansia di tratto è fondamentale per identificare strategie efficaci di gestione e intervento. Attraverso la consapevolezza di questi sintomi, gli individui possono lavorare con professionisti della salute mentale per lavorare a livello profondo sui significati intrinseci della propria ansia e sviluppare tecniche di coping adattative, mirate a ridurre l’impatto dell’ansia sulla loro vita quotidiana e a migliorare il loro benessere generale.

Ansia di tratto e autostima

La percezione che un individuo ha di se stesso, comunemente definita autostima, è un costrutto psicologico che gioca un ruolo cruciale sia nel panorama interiore dei processi psichici che nel complesso “teatro” delle dinamiche interpersonali.
Una solida autostima è una colonna portante del benessere psicologico, un’“ancora di salvezza” in un ambiente esterno che è spesso popolato di valutazioni e giudizi. Tuttavia, non è raro incontrare individui la cui autostima vacilla, oscillando verso una polarità negativa. Quasi sempre la scarsa autostima è accompagnata da un’altra scomoda “compagna di viaggio”: l’ansia di tratto. L’ansia di tratto si annida nell’angolo più oscuro della percezione sé, con conseguenti fantasie di inadeguatezza e di fallimenti imminenti che compromettono l’immagine di sé.
In un’era caratterizzata da una corsa sfrenata verso l’eccellenza e la perfezione, mantenere un’immagine positiva delle proprie capacità può diventare una sfida ardua. L’ansia di tratto si nutre di questa insicurezza, di quel divario tra l’autovalutazione e l’aspirazione verso traguardi sempre più elevati. Si tratta di una lotta interiore che si intensifica quando si confrontano le proprie abilità con le aspettative esterne, siano esse professionali o relazionali, dove il conformarsi a modelli e stereotipi sociali diventa un criterio di valutazione implicito. Per le persone con un’ansia di tratto marcata e una concomitante bassa autostima, navigare in questi ambiti della vita sociale e lavorativa può diventare un calvario, un percorso costellato da dubbi sul proprio valore e sulla propria efficacia.
Le radici di un’autostima fragile possono spesso essere ricondotte all’infanzia, dove l’ansia di tratto può aver cominciato a germogliare. I genitori, spesso inconsapevolmente, proiettano aspettative e ideali sul neonato instillando così fin dai primi giorni di vita la pressione di soddisfare certi standard. L’ansia di essere valutati e accettati si intreccia con l’essenza stessa del diventare umani. Se durante questi anni cruciali per la formazione della personalità le figure genitoriali non riescono a creare un ambiente “provvidente” in grado di creare i giusti presupposti per una crescita sicura riconoscendo e rispondendo ai bisogni emotivi del bambino, l’ansia di tratto può insinuarsi nelle fondamenta del Sé nascente compromettendo l’autostima e la percezione del proprio valore.
L’ansia di tratto, quindi, non solo si attiva nelle situazioni percepite come minacciose ma può anche essere una condizione di perenne inquietudine che erode la fiducia in se stessi e alimenta un senso di inadeguatezza.
La famosa “piramide dei bisogni” di Maslow colloca l’autostima tra i bisogni psicologici avanzati. Essa viene considerata fondamentale per una vita piena e appagante.
Tuttavia, se l’ambiente circostante si rivela essere un terreno fertile per l’ansia di tratto piuttosto che per l’autostima, l’individuo può sentirsi cronicamente incapace e inadeguato, a prescindere dalle proprie reali competenze.
In questo scenario, l’ansia di tratto si trasforma in una “cassa di risonanza” per ogni fallimento percepito, ogni errore o debolezza, che si amplificano e diventano più paralizzanti di quanto non siano già nella realtà. La bassa autostima e l’ansia di tratto si alimentano a vicenda in un circolo vizioso dove la paura di essere giudicati inadeguati innesca l’ansia di tratto che a sua volta mina l’autostima confermando e rinforzando la valutazione negativa di sé. Questa dinamica porta spesso all’ansia anticipatoria che si traduce in una tensione paralizzante e in performance inferiori alle proprie reali capacità portando ad un drammatico ridimensionamento dell’autostima.

Cause dell’ansia di tratto

L’ansia di tratto è una condizione che può essere analizzata da molteplici prospettive, sia psicologiche che neurofisiologiche.
Dal punto di vista psicologico, l’ansia di tratto è spesso collegata a schemi di pensiero appresi e a esperienze di vita, compresi traumi o stress prolungati che possono influenzare la percezione costante di minaccia e pericolo. Dalla prospettiva psicoanalitica, può essere vista come un segnale di allarme dell’Io contro pericoli inconsci, legati spesso a conflitti interni repressi. In termini di personalità, l’ansia di tratto può essere considerata come una manifestazione del nevroticismo, una delle cinque grandi dimensioni della personalità che descrive una tendenza generale verso stati emotivi negativi.
Dal punto di vista neurofisiologico, l’ansia di tratto è stata associata a specifici pattern di attivazione cerebrale. Studi di neuroimaging hanno rilevato che persone con alti livelli di ansia di tratto mostrano maggiori attivazioni in aree cerebrali come l’amigdala, coinvolta nella risposta alla minaccia e nella paura e il cingolo anteriore, implicato nella regolazione delle emozioni. Queste aree, insieme ad altre parti del sistema limbico, svolgono un ruolo cruciale nella risposta allo stress e nella valutazione delle minacce. Inoltre, alterazioni nel funzionamento dei neurotrasmettitori, come il sistema della serotonina e del cortisolo, possono anche influenzare la predisposizione all’ansia di tratto.
Le persone con elevata ansia di tratto tendono a interpretare situazioni ambigue come minacciose e a rispondere con ansia anche quando non vi è una minaccia reale. Ciò può essere il risultato di esperienze di vita che hanno “insegnato” all’individuo che il mondo è un luogo pericoloso o che egli non è in grado di affrontare le sfide che incontra. Queste credenze possono essere radicate in esperienze precoci, come l’educazione ricevuta dai genitori o da eventi traumatici. Le risposte comportamentali e fisiologiche all’ansia di tratto possono a loro volta rinforzare questi schemi di pensiero, creando un circolo vizioso di ansia e evitamento.
L’ansia di tratto non solo influisce sul benessere psicologico ma può anche avere ripercussioni sulla salute fisica. Stress e ansia cronici possono contribuire a condizioni come malattie cardiache, disturbi del sonno e problemi gastrointestinali. Questo ci testimonia come l’ansia va inevitabilmente a impattare sul corpo e i suoi organi.
L’ansia di tratto è quindi un fenomeno multidimensionale che richiede un approccio olistico per il suo trattamento, approccio che può includere tecniche psicoterapeutiche, interventi comportamentali e, se necessario, supporto farmacologico. Affrontare le cause radicate e modificare i pattern di pensiero disfunzionali può aiutare a ridurre i livelli di ansia di tratto migliorando così la qualità della vita di chi ne soffre.

Trattamento dell’ansia di tratto

La psicoterapia a indirizzo psicodinamico rappresenta un approccio efficace nel trattamento dell’ansia di tratto, un approccio che integra principi terapeutici supportati empiricamente e adattati ai vari disturbi d’ansia. Questo approccio si basa sull’idea che l’ansia di tratto sia influenzata da conflitti inconsci e processi interni che vanno oltre la consapevolezza individuale enfatizzando l’importanza dell’esplorazione dei processi inconsci e delle esperienze passate che contribuiscono alla manifestazione dell’ansia nell’individuo.

Uno dei modelli proposti per il trattamento dell’ansia di tratto psicodinamico è il protocollo unificato per i disturbi d’ansia (UPP-ANXIETY) che integra i principi di trattamento di vari metodi di terapia psicodinamica dimostratisi efficaci. Questo protocollo è flessibile e applicabile a forme diverse di disturbi d’ansia basandosi su principi come il familiarizzarsi alla psicoterapia da parte del paziente, la motivazione e la definizione degli obiettivi di trattamento, l’instaurarsi di un’alleanza terapeutica sicura, l’identificazione dei conflitti inconsci che sottostanno all’ansia e la prevenzione delle ricadute.
La teoria psicodinamica sostiene che l’ansia di tratto sia connessa a conflitti inconsci che si manifestano in comportamenti e funzionamenti psicologici quotidiani influenzati da forze ed esperienze esterne alla consapevolezza conscia.

L’approccio terapeutico psicodinamico focalizzato sulle emozioni (EFPP) propone invece un modello integrativo e “transdiagnostico” per il trattamento dell’ansia di tratto. Questo modello enfatizza l’importanza di attivare, elaborare e modificare le emozioni, nonché di affrontare i conflitti intrapsichici e interpersonali sottostanti. Il trattamento a breve termine attraverso l’EFPP si basa su fasi che includono l’inizio del trattamento, il lavoro terapeutico sull’ansia e la conclusione della terapia. L’interpretazione in questo tipo di approccio punta a collegare l’esperienza emotiva e l’insight nei modelli e nella natura del conflitto interpersonale e intrapersonale sottostante.
Questi approcci psicodinamici offrono nuove prospettive per il trattamento efficace dell’ansia di tratto permettendo ai pazienti di esplorare e risolvere i conflitti interni che contribuiscono all’insorgenza dell’ansia e promuovendo così un maggiore benessere psicologico e una migliore qualità della vita.

 

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