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Scritto dal Dott. Davide Caricchi
Scritto il 15 Lug, 2024
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“Non posso fare a meno di te”: il disturbo dipendente di personalità

Che cos’è un disturbo dipendente di personalità? Ognuno di noi è in una certa misura dipendente da qualcuno, a seconda dei periodi, dei contesti e delle situazioni. La dipendenza è un vissuto importante e funzionale alla nostra esistenza: ci permette di chiedere aiuto nei momenti del bisogno.

Spesso nella cultura occidentale il mito dell’indipendenza e del motto “chi fa da sé fa per tre” condiziona il nostro modo di pensare e di vedere la vita attribuendo al fenomeno della dipendenza esclusivamente un significato negativo. Tuttavia una totale indipendenza è praticamente impossibile e soprattutto dannosa.

Cerchiamo di capire il perché e al tempio stesso di comprendere quando la dipendenza affettiva diventa un qualcosa di nefasto.

Disuturbo dipendente di personalità: i “pro” e i “contro”

Come detto, è impossibile essere totalmente indipendenti e non avere bisogno del supporto di nessuno. Tutti noi abbiamo la necessità di un riconoscimento e di un “rifornimento affettivo” provenienti dagli altri, soprattutto dalle persone significative: persone che ci forniscano affetto, empatia, approvazione, ammirazione, amore. Tutto questo serve per supportare la nostra autostima che è intrinsecamente collegata all’ambiente sociale e al rapporto con gli altri significativi.

Ci sono tuttavia delle persone che manifestano una certa problematicità con la dipendenza dagli altri evidenziando profondi conflitti interni in relazione a tale fenomeno. In questo caso ci troviamo di fronte a persone che non sono minimamente in grado di fare a meno di alcune persone, a costo di annullare totalmente se stessi.

Queste penose condizioni prendono il nome di disturbo dipendente di personalità. In tale tipo di disturbo la dipendenza è così forte da risultare patologica.

Sia ben chiaro: con questo disturbo di personalità non intendiamo forme di dipendenza da sostanze stupefacenti o alcoliche (questo è un altro tipo di patologia), bensì gravi forme di dipendenza relazionale, dipendenza da persone significative verso cui ci si sente completamente in balia e senza le quali no si riesce a fare quasi nulla e non si è in grado di condurre un’esistenza in sicurezza e autonomia. Andiamo ad analizzare le caratteristiche principali del disturbo dipendente di personalità.

                                                                                                    

Caratteristiche del disturbo dipendente di personalità

Le persone con disturbo dipendente di personalità presentano un atteggiamento straordinariamente sottomesso, hanno bisogno di ricevere sempre rassicurazioni/conferme e soprattutto non sono capaci di condurre una vita appagante e stimolante se non c’è qualcuno che si prenda cura di loro.

Tale disturbo di personalità è spesso accompagnato da altri disturbi quali depressione maggiore, disturbi d’ansia e disturbi dell’ alimentazione che vanno inevitabilmente ad esacerbare i già presenti tratti di dipendenza.

Un’altra caratteristica di queste personalità è quella di non avere mai il coraggio di manifestare disaccordo o disappunto nei confronti degli altri, per paura di perderne vicinanza. Essi inoltre, non sono in grado di pianificare progetti per sé in quanto carenti di autostima e di fiducia nei propri mezzi: di qui la necessità di fare affidamento a qualcun altro che possa dare loro conferme se stanno facendo bene o male.

Le persone con Disturbo Dipendente di Personalità possono arrivare a fare qualsiasi cosa (anche le più degradanti) pur di continuare a ricevere supporto e vicinanza emotiva. La marcata difficoltà a prendere decisioni senza chiedere consiglio all’altro è alla lunga fonte di profondo disagio a livello relazionale.

L’elemento cardine del funzionamento dipendente è senza dubbio il terrore della separazione.

In terapia questi soggetti sono molto collaborativi e stabiliscono prontamente una salda alleanza terapeutica con lo psicologo. In qualsiasi circostanza, pur di non perdere il supporto e l’approvazione dello psicologo, cercano di adeguarsi al suo stile relazionale e a comprendere il suo funzionamento psicologico.

In terapia, il paziente dipendente si porrà nei confronti del terapeuta con una atteggiamento da “figlio accondiscendente”, da “bravo bambino che obbedisce” guardandosi attentamente dal mettere in gioco qualsiasi forma di aggressività o disappunto per paura di compromettere il rapporto.

Sarà compito dello psicologo e dello psicologo online evitare di assumere il ruolo di “madre” o “padre” benevolo stimolando invece movimenti verso l’autonomia e l’indipendenza e contenendo al tempo stesso le possibili ansie legate ad un approccio alla vita di questo tipo.

I differenti livelli di gravità del disturbo dipendente di personalità

Il disturbo dipendente di personalità (DPD) è una condizione psicopatologica caratterizzata da un bisogno pervasivo ed eccessivo di essere accuditi che porta a comportamenti sottomessi, dipendenti e a un’intensa paura della separazione. La gravità del disturbo dipendente di personalità può variare notevolmente tra gli individui influenzando in modo diverso il loro funzionamento personale e interpersonale.

Esistono diversi livelli di gravità di questo disturbo, ciascuno con specifiche caratteristiche sintomatologiche e implicazioni per il trattamento.

Nei casi lievi di disturbo dipendente di personalità, gli individui possono manifestare alcuni sintomi come la difficoltà a prendere decisioni quotidiane senza un’eccessiva rassicurazione o il bisogno di avere qualcuno che si assuma la responsabilità per gli aspetti importanti della loro vita.

Tuttavia, queste persone riescono ancora a mantenere un certo livello di autonomia e funzionamento. La loro dipendenza può manifestarsi principalmente in situazioni di stress o in momenti di decisione critica ma non influisce in modo significativo sulla loro capacità di vivere in modo indipendente. Questo livello di gravità può essere gestito efficacemente attraverso interventi di psicoterapia, come la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) o la terapia psicodinamica, che aiutano gli individui a sviluppare abilità di autonomia e a ridurre la loro dipendenza dagli altri.

Il disturbo dipendente di personalità di gravità moderata si manifesta con una maggiore intensità dei sintomi e un impatto più significativo sulla vita quotidiana dell’individuo. Queste persone possono avere notevoli difficoltà a iniziare progetti o compiti da soli e possono essere estremamente sottomessi nelle relazioni personali e professionali.

La loro paura dell’abbandono è più pronunciata e li porta a tollerare situazioni di abuso o a fare sacrifici personali per mantenere il supporto degli altri. In questo livello di gravità, l’intervento terapeutico diventa essenziale per aiutare l’individuo a riconoscere e modificare i comportamenti disfunzionali, a sviluppare una maggiore autostima e a costruire relazioni più equilibrate.

Nei casi gravi di disturbo dipendente di personalità, i sintomi diventano estremamente invalidanti e l’individuo è praticamente incapace di “funzionare” senza il supporto costante degli altri. Queste persone possono andare incontro a tremende umiliazioni pur di ottenere e mantenere la cura e il supporto, anche se ciò significa sopportare abusi fisici, sessuali o emotivi.

La loro paura dell’abbandono è così intensa che possono passare rapidamente da una relazione all’altra senza considerare se il nuovo partner sia appropriato o sicuro. La loro capacità di prendere decisioni indipendenti è gravemente compromessa e possono presentare una completa mancanza di fiducia nelle proprie capacità di gestione della vita. In questi casi, il trattamento richiede un approccio integrato che può contemplare la combinazione della psicoterapia e della farmacoterapia per gestire i sintomi associati come l’ansia o la depressione.

Il disturbo dipendente di personalità, in tutte le sue forme, è spesso legato a esperienze di vita precoci, come l’abuso o l’incuria durante l’infanzia, che contribuiscono allo sviluppo di modelli di attaccamento insicuro e di una percezione di sé come incapaci di affrontare la vita autonomamente.

I fattori genetici possono giocare un ruolo importante aumentando la vulnerabilità di un individuo a sviluppare questo disturbo.

La cultura e le pratiche religiose che enfatizzano la sottomissione e la dipendenza da figure autoritarie possono ulteriormente esacerbare i sintomi del Disturbo Dipendente di Personalità.

Il trattamento del disturbo dipendente di personalità richiede un’attenzione particolare per evitare di rafforzare la dipendenza dell’individuo dal terapeuta. È cruciale che il trattamento miri a promuovere l’indipendenza e l’autonomia aiutando il paziente a sviluppare abilità di coping e a costruire una maggiore fiducia nelle proprie capacità. La terapia di gruppo può essere utile per fornire un ambiente di supporto dove gli individui possono imparare dagli altri e acquisire nuove competenze relazionali.

Il disturbo dipendente di personalità rappresenta una condizione complessa che può manifestarsi con diversi livelli di gravità. La comprensione delle specificità sintomatologiche e delle implicazioni di ciascun livello è fondamentale per fornire un trattamento adeguato e mirato. Attraverso l’uso di interventi psicoterapeutici appropriati, è possibile aiutare gli individui che soffrono di disturbo dipendente di personalità a sviluppare una maggiore autonomia e a migliorare la qualità delle loro relazioni interpersonali.

Quali sono le cause del disturbo dipendente di personalità?

Il disturbo dipendente di personalità (DPD) è una condizione psicologica caratterizzata da una pervasiva ed eccessiva necessità di essere accuditi che porta a comportamenti sottomessi e timorosi di separazione. Le cause profonde del disturbo dipendente di personalità sono complesse e multifattoriali, spesso radicate in esperienze di vita precoci e in dinamiche familiari e relazionali problematiche.

Secondo la teoria psicoanalitica, uno dei principali fattori scatenanti il disturbo dipendente di personalità è l’attaccamento insicuro sviluppato durante l’infanzia. John Bowlby, uno dei pionieri della teoria dell’attaccamento, ha sottolineato come le esperienze di separazione, perdita e mancanza di una figura di attaccamento stabile possano portare a una paura intensa dell’abbandono e alla dipendenza emotiva negli adulti. Bambini che non hanno ricevuto cure consistenti e rassicuranti tendono a sviluppare un senso di insicurezza e inadeguatezza che può evolversi in comportamenti dipendenti e sottomessi in età adulta.

Le esperienze di abuso e negligenza durante l’infanzia sono anch’esse fortemente correlate allo sviluppo del disturbo dipendente di personalità. Diversi studi dimostrano che bambini che subiscono abusi fisici, emotivi o sessuali, o che sono trascurati dai loro caregiver, sviluppano spesso schemi di comportamento basati sulla sottomissione e sulla necessità di approvazione continua per evitare ulteriori traumi o abbandoni. Questo comportamento sottomesso può essere visto come una strategia di sopravvivenza, dove il bambino cerca di mantenere la vicinanza e il supporto dei caregiver, nonostante l’ambiente abusante.

Un altro elemento fondamentale nella genesi del disturbo dipendente di personalità è la dinamica familiare. Famiglie dove i genitori sono iperprotettivi o eccessivamente controllanti possono impedire ai bambini di sviluppare un senso di autonomia e competenza personale.

Questi bambini crescono con l’idea di non essere capaci di affrontare il mondo da soli portandoli a cercare costantemente figure di supporto nella loro vita adulta. La mancanza di opportunità per sviluppare l’indipendenza e la fiducia in se stessi può quindi contribuire significativamente alla formazione di una personalità dipendente.

La genetica e le predisposizioni biologiche giocano anch’esse un ruolo importante nello sviluppo del disturbo dipendente di personalità. Studi sui gemelli indicano che vi è una componente ereditaria nella vulnerabilità a sviluppare tratti di personalità dipendenti. Questi tratti possono includere una predisposizione all’ansia e all’insicurezza, che, combinati con esperienze di vita negative, aumentano la probabilità di sviluppare un disturbo dipendente di personalità.

Dal punto di vista psicoanalitico, il disturbo dipendente di personalità può anche essere compreso attraverso il concetto di regressione. La regressione si riferisce a un ritorno a modalità di funzionamento più primitive e infantili in risposta a stress o conflitti emotivi. Gli individui con disturbo dipendente di personalità possono regredire a comportamenti infantili di dipendenza e sottomissione come modo per affrontare l’ansia e la paura dell’abbandono.

Questo comportamento può essere visto come un tentativo di ripristinare un senso di sicurezza e protezione che è mancato durante l’infanzia.

La psicodinamica del disturbo dipendente di personalità coinvolge anche la relazione tra il sé e gli altri significativi. Gli individui con disturbo dipendente di personalità tendono a sviluppare relazioni in cui l’altro è idealizzato come una figura di supporto onnipotente, mentre loro stessi si percepiscono come deboli e incapaci. Questa dinamica può essere vista come una ripetizione di relazioni infantili con caregiver percepiti come onnipotenti.

La terapia psicoanalitica cerca di esplorare e risolvere questi schemi relazionali disfunzionali aiutando il paziente a sviluppare un senso più realistico e autonomo di sé e delle relazioni.

Il disturbo dipendente di personalità è una condizione complessa e talvolta difficile da trattare, le cui cause profonde possono essere tracciate a esperienze di attaccamento insicuro, abusi infantili, dinamiche familiari disfunzionali, predisposizioni genetiche e meccanismi di difesa psicodinamici.

Comprendere queste radici è fondamentale per sviluppare strategie terapeutiche efficaci che aiutino gli individui con disturbo dipendente di personalità a sviluppare una maggiore autonomia e un senso di sé più integrato e resiliente. La psicoanalisi offre strumenti preziosi per esplorare e risolvere i conflitti interiori che alimentano il disturbo promuovendo un processo di crescita personale più profonda e duratura.

Trattamento psicodinamico del disturbo dipendente di personalità

La psicoterapia psicodinamica per il disturbo dipendente di personalità si basa su principi psicoanalitici che mirano a esplorare le dinamiche inconsce che influenzano il comportamento e le relazioni dell’individuo. Questa forma di terapia è particolarmente utile per affrontare i tratti di dipendenza e sottomissione che caratterizzano il disturbo dipendente di personalità. La terapia psicodinamica si focalizza su come le esperienze precoci e le relazioni con i caregiver influenzino la formazione della personalità e le modalità di interazione con gli altri.

Il processo terapeutico inizia con l’instaurazione di una solida alleanza terapeutica. Lo psicologo o lo psicologo online lavora per creare un ambiente sicuro e stabile, essenziale per permettere al paziente di esplorare temi delicati e complessi. Nei primi incontri, il terapeuta cerca di comprendere la storia personale del paziente, le sue relazioni significative e i modelli di comportamento attuali. Questo processo di raccolta delle informazioni aiuta a identificare le aree problematiche principali e a stabilire gli obiettivi terapeutici.

Uno degli strumenti principali della psicoterapia psicodinamica è l’analisi del transfert. Nel contesto del disturbo dipendente di personalità, il transfert può manifestarsi attraverso la tendenza del paziente a vedere il terapeuta come una figura di supporto onnipotente. Con il transfert, il paziente dipendente replica le dinamiche di dipendenza vissute con i genitori o altre figure significative dell’infanzia.

Il terapeuta utilizza queste dinamiche transferali per esplorare e comprendere i modelli relazionali disfunzionali del paziente. Ad esempio, il paziente può essere incoraggiato a riflettere su come le sue aspettative e paure nei confronti del terapeuta siano influenzate dalle esperienze passate.

Un altro elemento centrale della terapia psicodinamica è l’interpretazione dei meccanismi di difesa. Nel disturbo dipendente di personalità, i meccanismi di difesa come la regressione e l’idealizzazione possono essere particolarmente pronunciati. La regressione si manifesta quando il paziente ritorna a comportamenti infantili in risposta a stress o conflitti, mentre l’idealizzazione si verifica quando il paziente attribuisce qualità esagerate e irrealistiche a figure di supporto.

Il terapeuta lavora per aiutare il paziente a riconoscere e comprendere questi meccanismi facilitando una maggiore consapevolezza e autonomia.

La psicoterapia psicodinamica affronta anche i temi dell’attaccamento e della dipendenza. Gli individui con disturbo dipendente di personalità spesso hanno sviluppato attaccamenti insicuri durante l’infanzia, caratterizzati da una paura intensa dell’abbandono e da una pervasiva necessità di approvazione.

Il terapeuta esplora queste dinamiche di attaccamento aiutando il paziente a sviluppare modelli di relazione più sicuri e autonomi. Questo può includere l’elaborazione di esperienze di abbandono o negligenza e la promozione di un senso di sé più forte e indipendente.

Nel corso della terapia, il terapeuta presta particolare attenzione ai momenti di rottura e riparazione della relazione terapeutica. Questi momenti sono inevitabili e forniscono opportunità preziose per lavorare sulle dinamiche di dipendenza e sottomissione.

La terapia psicodinamica per il disturbo dipendente di personalità è generalmente a lungo termine, data la natura profondamente radicata dei problemi di personalità. Tuttavia, possono essere utilizzati anche approcci a breve termine, come la psicoterapia psicodinamica breve, che si concentra su problemi specifici e limitati nel tempo. In entrambi i casi, l’obiettivo è quello di aiutare il paziente a sviluppare una maggiore consapevolezza di sé, migliorare le capacità relazionali e promuovere l’autonomia.

È importante sottolineare che la terapia psicodinamica deve essere adattata alle esigenze specifiche di ciascun paziente. Nel caso del disturbo dipendente di personalità, ciò può significare lavorare intensivamente sulle dinamiche relazionali, sui meccanismi di difesa e sui modelli di attaccamento. La collaborazione e la flessibilità del terapeuta sono fondamentali per il successo del trattamento, poiché ogni paziente presenta una combinazione unica di esperienze, sintomi e bisogni terapeutici.

In sintesi, la psicoterapia psicodinamica per il disturbo dipendente di personalità è un processo complesso e approfondito che mira a esplorare e risolvere le dinamiche inconsce che contribuiscono alla dipendenza e alla sottomissione. Attraverso l’analisi del transfert, l’interpretazione dei meccanismi di difesa e il lavoro sulle dinamiche di attaccamento, il terapeuta aiuta il paziente a sviluppare una maggiore autonomia e una visione più integrata e resiliente di sé.

“Il disturbo dipendente di personalità'” è un articolo scritto dal dottor Davide Ivan Caricchi, psicologo, psicoterapeuta, specialista in Psicologia Clinica. Se hai bisogno di un aiuto psicologico, in modalità online o in studio a Torino, puoi contattarlo al numero 3776604829 per fissare un appuntamento per una prima consulenza gratuita.

                                   

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