Quando ci si sente “vuoti dentro”: il cronico senso di vuoto nel Disturbo Borderline di Personalità

Il disturbo borderline di personalità va a toccare un’area di disagio psichico molto ampia, di fronte alla quale psicologi e psicoterapeuti si confrontano da decenni lavorando su approcci terapeutici sempre più mirati e specifici. Lo psicologo e lo psicologo online devono fare molta attenzione alla diagnosi di questo disturbo, in quanto intraprendere un percorso psicologico sbagliato con un paziente borderline porterà a conseguenze disastrose, con relativo abbandono della psicoterapia o della psicoterapia online.
Nel precedente lavoro sull’argomento abbiamo analizzato le caratteristiche generali del disturbo borderline di personalità. Oggi ci concentreremo su un’area molto delicata del funzionamento borderline: l’affettività. E nello specifico, il cronico sentimento di vuoto.

                                                 

Il senso di vuoto: un’altra “coloritura” della depressione

Come già accennato, il disturbo borderline di personalità è contraddistinto da una marcata instabilità nelle relazioni interpersonali, nell’immagine di sé e nell’affettività, oltre ad una forte impulsività.
Iniziamo dunque ad analizzare l’emotività borderline.
Uno degli elementi cardine dell’affettività borderline è data dalla presenza di vissuti depressivi. Tant’è che talvolta le manifestazioni di tristezza delle persone con disturbo borderline di personalità possono essere confuse con una depressione vera e propria. Ma ci sono delle notevoli differenze.
Nella depressione classica l’alterazione dell’umore si manifesta con la profonda difficoltà ad avere risonanza affettiva (quando il disturbo è attenuato) oppure con tristezza profonda, dolore psichico, disperazione, perdita di piacere (quando il disturbo è più grave). Questi pazienti vanno incontro ad un pesante abbattimento della propria autostima, associata a sentimenti di colpa, autosvalutazione e autoaccuse. In questo contesto la rabbia è rivolta verso l’interno, verso se stessi: è molto raro che l’ostilità sia rivolta verso l’esterno. Nei pazienti borderline invece l’ostilità verso l’esterno è molto presente, così come è poco presente il senso di colpa.
Eppure anche la persona con funzionamento borderline presenta delle manifestazioni di depressione! Tuttavia questi vissuti depressivi sono contraddistinti da un cronico sentimento di vuoto. Il senso di vuoto che avvertono questi pazienti non è un qualcosa di transitorio bensì un vissuto stabile che non è influenzato da eventi specifici.
Tale sensazione può esprimersi in molteplici forme: può concretizzarsi in un senso di estraniamento dagli altri oppure nella sensazione di non essere in grado di volere bene a nessuno. Ma c’è dell’altro.

                                                 


Depressione anaclitica e vissuti di abbandono

Queste sensazioni di vuoto interiore sono spesso accompagnate da vissuti di non autenticità, falso sé e distacco dalla realtà che portano a ricorrenti esperienze di noia e frustrazione.
Pertanto, anche con gli individui borderline possiamo parlare di depressione ma si tratta di un altro tipo di depressione che prende il nome di depressione “anaclitica”. Cosa significa? Significa semplicemente che la persona che soffre di questo disagio avverte il costante bisogno di avere un appoggio esterno, di avere una persona concreta che funga da supporto in grado di confermargli perennemente che “esiste”. Questo succede perché l’individuo borderline non è riuscito a interiorizzare delle figure di riferimento adeguate. Tale mancanza lo induce a non accettare la solitudine, la frustrazione e le difficoltà quotidiane. Questo spiega perché il soggetto borderline non tolleri l’assenza di una persona di riferimento e faccia di tutto per tenerla sempre “attaccata a sé”, per esempio con atteggiamenti manipolatori, con provocazioni oppure con comportamenti inadeguati. Il “dramma” dei soggetti borderline è dato dal fatto che senza gli altri non sono in grado di avere un minimo di fiducia in se stessi sentendosi svuotati e soli. In tal modo riproducono il “trauma” dell’abbandono che hanno vissuto nei primi stadi della loro infanzia.
La depressione di un paziente borderline si può differenziare quindi da quella di un soggetto depresso per un pressante e continuativo senso di solitudine.
Pertanto, in un percorso psicoterapeutico, lo psicologo e lo psicologo online dovranno muoversi in maniera differente con questi due tipi di depressione. Nella depressione classica sarà fondamentale instaurare un rapporto emotivamente “caldo” e coinvolgente, per poi approfondire le cause del senso di colpa e dei vissuti di autosvalutazione. Nella depressione borderline, invece, sarà importante lavorare sui “confini” e sulle regole dei rapporti tra terapeuta e paziente che il soggetto borderline tenderà sempre a violare per ridurre le distanze dallo psicologo, onde evitare quel tremendo senso di abbandono che accompagna tristemente la sua esistenza. A partire da ciò, inizierà la lunga e complessa “sfida” del percorso psicoterapeutico col paziente borderline.