Quando la brutta notizia diventa un’ossessione: il doomscrolling

L’emergenza coronavirus e le relative misure di distanziamento sociale e di lockdown hanno contribuito in maniera significativa all’utilizzo massiccio di internet e di tutti quegli strumenti che richiedono una rete internet: social media, piattaforme di videochiamata, strumenti di messaggistica, ecc. L’utilizzo di internet è diventato per molte persone la risorsa principale per lavorare e per occupare il tempo libero. L’utilizzo di internet in un contesto di emergenza dove spesso le notizie negative hanno preso il sopravvento, ha spesso generato notevoli quote di ansia e incertezza, tanto da indurre moltissime persone a trascorrere molto tempo a navigare su internet alla ricerca ossessiva di notizie sugli ultimi aggiornamenti inerenti l’emergenza COVID-19. Questa pratica, se portata agli estremi, può diventare un disagio psichico alquanto complesso da trattare per psicologo e psicologo online che prende il nome di doomscrolling.

Doomscrolling: definizione del fenomeno

Come potremmo definire il doomscrolling? Il doomscrolling potrebbe essere considerato come un’“abbuffata di cattive notizie”. Nello specifico, questa perniciosa pratica consiste nel cercare e leggere cattive notizie in maniera continuativa generando una sorta di assuefazione che induce il soggetto a cercarne sempre di più, come in attesa di una sorta di catastrofe finale, di un Armageddon. Tale ricerca ossessiva può portare ad una vera e propria dipendenza da notizie brutte. Questa pratica, alla lunga, può avere effetti devastanti sull’equilibrio psichico di un individuo che può sfociare in importanti forme di psicopatologia.
Il fenomeno del doomscrolling può essere riconducibile a una serie di criticità a livello cognitivo e ad una scarsa regolazione degli affetti. Pertanto, dietro questo disturbo si cela spesso una fragilità di fondo che si concretizza con questa pratica.
Ci sono molteplici fattori che concorrono all’insorgenza di tale disagio, uno su tutti la predisposizione dell’essere umano a colmare il suo bisogno di conoscenza e informazione. Quando ci troviamo di fronte a notizie negative o allarmanti, tuttavia, molte di noi provano emozioni disturbanti e una profonda inquietudine. Ecco che per difendersi da questo senso di inquietudine e fragilità, alcune persone si “buttano a capofitto” sull’approfondimento della notizie andando costantemente alla ricerca di aggiornamenti e soprattutto alla ricerca di notizie sempre più allarmanti e negative. Si può dire che risieda proprio in questo l’essenza del doomscrolling.

Come iniziare a risolvere il problema?

Malgrado la messa in atto del doomscrolling possa inizialmente rivestire una funzione difensiva, la ricerca spasmodica di tutte queste notizie porta in seguito ad un drammatico acutizzarsi di vissuti quali ansia, apprensione, incertezza e panico. Col passare del tempo viene a crearsi un vero e proprio circolo vizioso per cui il soggetto si ritrova ad essere letteralmente intrappolato sul web dove la ricerca di notizie alimenta emozioni negative che a loro volta spingono a ricercare ancora più notizie allo scopo di placare tali emozioni.
Il doomscrolling può essere considerato una strategia di evitamento dell’impatto emotivo di notizie negative e fonte di preoccupazione di cui si avvalgono alcuni soggetti ansiosi al fine di fronteggiare meglio la loro inquietudine. Il problema è che l’acquisizione di un numero sempre maggiore di notizie porta a leggere e acquisire aggiornamenti sempre più catastrofici che acuiscono lo stato ansioso, molto spesso tramite fonti di informazioni poco credibili dedite esclusivamente allo scalpore mediatico.
La soluzione ottimale per questo tipo di problematica è cercare di comprendere le cause all’origine di questa pratica: essa può partire da conflitti e disagi in molteplici aree della propria vita quotidiana (attività lavorativa, vita sentimentale, rapporti sociali, immagine di sé, autostima, ecc.).
In concreto può essere utile sforzarsi ad acquisire meno informazioni sull’argomento, che non significa disinformarsi ma significa semplicemente focalizzarsi su poche fonti di informazione attendibili e di qualità. Questa strategia la si può adottare quando non si è stati completamente travolti da questo fenomeno e non ci si ritrova in una condizione di profondo disagio psichico. In quest’ultimo caso è opportuno invece iniziare un percorso psicologico con uno psicologo o uno psicologo online.