Quando la gelosia non è più un “gioco”: la gelosia patologica

Nel primo articolo sull’argomento (Ho paura di perdere il tuo amore: il sentimento della gelosia) abbiamo iniziato ad inquadrare il sentimento della gelosia, elemento che affiora molto spesso e in maniera significativa nei percorsi con lo psicologo e lo psicologo online.
La gelosia è una condizione emotiva universale, tant’ è che Sigmund Freud nel 1921 sosteneva che se un individuo non si confronta mai (anche solo in misura minima) con il sentimento della la gelosia è molto probabile che egli abbia provato questo vissuto nell’infanzia in maniera intensa, che l’abbia totalmente rimosso dalla coscienza con finalità difensive e che tale vissuto sia presente in maniera attiva nel suo inconscio rivestendone un ruolo fondamentale.
Ma quali sono invece i meccanismi alla base della gelosia patologica? Scopriamoli.

                                            

Cause alla base della gelosia patologica

Come accennato nel precedente articolo, sono svariate le forme di gelosia che si possono manifestare in una persona: ovviamente, nei contesti di maggiore fragilità, si annidano le forme più patologiche di gelosia.
La gelosia patologica può essere vista come un perenne “scenario mentale” che il soggetto geloso si costruisce e che riguarda la perdita del possesso totale (in termini sessuali o sentimentali) del proprio partner. Quest’immagine mentale, che nei casi più gravi si tramuta in una vera e propria ossessione, costituisce spesso una ferita narcisistica per la persona che soffre di gelosia patologica, con conseguenti vissuti di umiliazione e vergogna.
Nella gelosia patologica è presente una marcata componente di persecutorietà legata al bisogno spasmodico di possesso e al profondo senso di insicurezza e fragilità del soggetto geloso di fronte alla perdita o alla minaccia del legame. Come in tutte le forme di paranoia e persecutorietà, nella gelosia patologica una parte di noi ritenuta inaccettabile viene scissa e proiettata sull’altro, nello specifico sul partner e sui suoi presunti tradimenti. Per esempio, la persona gelosa può essere frustrata dalla propria relazione sentimentale e insoddisfatto del proprio partner, non riconosce questa cosa scindendola da Sé e proiettandola sul partner giungendo a questo punto all’incrollabile convinzione secondo cui è il partner a essere insoddisfatto della relazione e a cercare qualcun altro.

                                              

Caratteristiche della gelosia patologica: una sfida per psicologo e psicologo online

Come accennato in precedenza, la gelosia è un sentimento che può assumere molteplici forme e che può declinarsi in svariate modalità sia normali che patologiche, declinazioni con cui psicologo e psicologo online si confrontano molto spesso nel corso delle psicoterapie. La gelosia può prendere la forma di uno stato emotivi, di un’ossessione e nei casi più gravi può tramutarsi in una percezione o intuizione delirante oppure ancora in un’allucinazione. Nell’area della gelosia patologica troviamo il cosiddetto delirio passionale che origina da un evento che scaturisce l’intuizione delirante del soggetto. A partire da tale intuizione, l’individuo si costruisce un vero e proprio “film” dalle connotazioni marcatamente deliranti che si concentrano ovviamente sulle tematiche del tradimento e dell’infedeltà del partner. Tali contenuti vanno a saturare la mente del soggetto geloso andando a contaminare pensieri, emozioni e ricordi. Tuttavia queste pesanti distorsioni coinvolgono soltanto la sfera sentimentale. Quindi la persona che soffre di gelosia patologica può “funzionare” benissimo in tutte le altre aree della sua vita ma perdere completamente il senso critico e l’esame di realtà quando sollecitato emotivamente dalle minacce di perdita della persona amata a seguito della sua presunta infedeltà.
La psicoterapia rappresenta il trattamento di riferimento per affrontare e superare le cause profonde della gelosia patologica. Nelle forme più gravi di gelosia patologica, dove le ideazioni assumono connotazioni deliranti, è necessario affiancare alla psicoterapia un trattamento farmacologico.