Sclerosi multipla: l’importante aspetto psicologico della patologia.

La sclerosi multipla, o sclerosi a placche, è una patologia infiammatoria del sistema nervoso centrale (SNC), che aggredisce e danneggia la mielina, ossia uno strato isolante e di supporto che circonda le cellule nervose. I danni che il sistema immunitario (SI) produce alla mielina portano, con il tempo, al deterioramento permanente di questa sostanza. Per questo la malattia viene definita come demielinizzante.
Nel 1868 fu Jean-Martin Charcot, patologo e neurologo, a descrivere questo quadro clinico per la prima volta.

I sintomi di questa patologia possono essere differenti in ogni individuo e andare a periodi. Inoltre, questi dipendono dalla localizzazione della demielinizzazione (Poser et al., 1982). I sintomi inizialmente sono variabili e possono presentarsi singolarmente o in associazione. Questi sono: il formicolio, l’intorpidimento, il dolore, oltre a bruciore e prurito a varie parti del corpo, con riduzione del senso del tatto, perdita della forza e disturbi della vista (Ghezzi e Cazzullo, 1980; Colosimo et al., 1995).
Tale malattia è la più frequente patologia di tipo cronico del sistema nervoso, con un’età di esordio tra i 20 e i 40 anni e, più di rado, è stata vista la comparsa anche nei bambini oppure nei soggetti dopo i 40 anni. Inoltre, la sclerosi multipla è una patologia più frequentemente riscontrata nelle donne che negli uomini.

                                                            

Il momento della diagnosi e il post-diagnosi

Ricevere una diagnosi di sclerosi multipla e conviverci è estremamente difficile. La scoperta della malattia e il momento della diagnosi comportano uno stato interiore di forte crisi per il paziente. Dopo la diagnosi, la prima fase è caratterizzata da una sensazione di shock, incertezza, disorientamento e confusione. Poi subentra la rabbia e, successivamente, avviene l’elaborazione con l’adattamento alla malattia e la gestione delle prime difficoltà. Infine vi è la fase di accomodamento alla malattia, caratterizzata dalla convivenza con la stessa (Ransohoff et al., 2015).
Molte ricerche si sono soffermate sui risvolti psicologici dei pazienti con tale patologia. Il disturbo sicuramente più comune è la depressione, ma si rilevano anche disturbi d’ansia, disturbi di somatizzazione, disturbi bipolari e psicosi (Thompson et al., 1997).
La depressione è molto comune tra i pazienti con sclerosi multipla, più comune che nella popolazione sana o in soggetti con altre patologie croniche. Questa può essere scatenata da fattori differenti: può essere una reazione alla diagnosi, che, come è ben comprensibile, porta tristezza nel paziente, ma in alcuni casi potrebbe essere il risultato di processi patologici della stessa malattia. In questo secondo caso avviene un’alterazione delle vie neuronali preposte al controllo emotivo e, infatti, nel corso della patologia sono possibili cambi emozionali importanti tra cui anche forme di depressione (Kim & Choi-Kwon, 2000).

                                                                                      

Sclerosi multipla: ulteriori scenari di comorbilità oltre alla depressione

Un altro disturbo psicologico correlato a patologie come la sclerosi multipla è la psicosi. Tale patologia, associata alla sclerosi multipla, è rara. Le caratteristiche cliniche di tale patologia nei pazienti affetti da sclerosi multipla sembrano essere diverse rispetto ai pazienti schizofrenici. Vi è infatti un’età d’esordio tardiva, sintomi che si risolvono più rapidamente e una migliore risposta al trattamento.
Altri studi, invece, suggeriscono l’esistenza di una possibile associazione tra sclerosi multipla e disturbi bipolari, che è stata descritta più volte. Le manifestazioni di tale psicopatologia possono presentarsi in tempi variabili nel decorso della sclerosi multipla, a volte anche precedendo l’esordio o essere l’unico segno della malattia. Ad esempio, Hutchinson et al. (1993) hanno osservato un campione di 550 pazienti affetti da sclerosi multipla, di cui 7 con storia di disturbi bipolari prima dell’insorgenza della sclerosi multipla. È stato inoltre evidenziato che, in alcuni casi, la mania potrebbe rappresentare il quadro clinico di esordio della sclerosi multipla oppure far parte del quadro clinico della sclerosi multipla.
Infine, un altro disturbo che si può verificare durante il corso di sclerosi multipla è il disturbo d’ansia che rappresenta la modalità di risposta immediata agli eventi stressanti, come la diagnosi di una patologia importante quale è la SM; ma anche l’esordio dei sintomi della stessa, l’ospedalizzazione, l’incertezza e così via (Beatty, 1993).
L’intervento psicoterapeutico in pazienti con sclerosi multipla è fondamentale e ha lo scopo di ripristinare l’equilibrio emotivo e relazionale della persona in difficoltà. I fini di tale intervento sono di ridefinire il concetto di sé e ristrutturare le relazioni con gli altri. Inoltre, si propone di favorire il processo di accettazione e di adattamento alla condizione di malattia. Perciò questo dovrebbe permettere al paziente di affrontare le sofferenze provate nella convivenza con la cronicità e l’invalidità della malattia neurologica.
In conclusione, è importante che il soggetto a cui viene diagnosticata una patologia come la sclerosi multipla si affidi a un team specializzato e competente, ma soprattutto che accetti il sostegno psicologico sia nelle prime fasi che in quelle successive. La terapia è un percorso fondamentale quando si fronteggiano situazioni difficili come l’avvento di una patologia e, mettendo in atto le giuste strategie di coping, può aiutare il paziente e la famiglia ad affrontare la malattia.

Articolo scritto dalla dott.ssa Sara Cutrale, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
La dottoressa Cutrale è psicologa in formazione, attualmente svolge tirocinio abilitante presso il centro clinico privato Il Ruolo Terapeutico di Foggia, e volontariato presso l’UEPE (Ufficio di Esecuzione Penale Esterna) del Ministero della Giustizia, con sede a Foggia. La dottoressa Cutrale è laureata magistrale in Psicologia Clinica e laureata triennale in Scienze psicologiche applicate.

Bibliografia
Beatty, W.W. (1993). Cognitive and emotional disturbances in multiple sclerosis. Neurological Clinical, 11, 189-204.

Colosimo, C., Millefiorini, E., Grasso, M.G., Vinci, F., Fiorelli, M., Koudriavtseva, T., & Pozzilli, C., (1995). Fatigue in MS is associated with specific clinical features. Acta Neurologica Scandinavica, 92(5), 353-355.

Ghezzi, A., & Cazzullo, C.L., (1980). La sclerosi multipla ad esordio precoce. Atti del Congresso SINPI, S. Marino.

Poser, S., Raun, N.E., & Poser, W., (1982). Age at onset, initial symptomatology and the course of multiple sclerosis. Acta Neurologica Scandinavica 66(3), 355-362.

Ransohoff, R.M., Hafler, D.A., & Lucchinetti, C.F. (2015). Multiple sclerosis—a quiet revolution. Nature Reviews Neurology, 11(3), 134-142.

Thompson, A.J., Polman, C., Hohlfeld, R.N., & Noseworthy, J.H. (1997). Multiple sclerosis: Clinical challenges and controversies. London: Martin Duniz.

Kim, J.S., & Choi-Kwon, S. (2000). Post-stroke depression and emotional incontinence: correlation with lesion location. Neurology, 54(9), 1805-1810.