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Scritto dal Dott. Davide Caricchi
Scritto il 11 Ott, 2023

Tanatofobia: la morte che ti assilla

Che cos’è la tanatofobia? In questo articolo cercheremo di comprendere e analizzare al meglio questo disagio psichico che nei casi più seri può portare ad un’importante compromissione della qualità della vita.
Tutti noi, chi più chi meno, ci confrontiamo con il tema della morte e con la paura di morire. Avere paura di morire è una preoccupazione normale che fa parte del nostro percorso di vita e di crescita, perché ci confronta con la limitatezza dell’essere umano e della vita umana, con i relativi limiti temporali, ecc.
Avere paura di morire oppure avere paura che una persona a noi cara possa venire a mancare genera dolore e disperazione: è una dimensione umana, e pertanto normale e comprensibile.
La paura di morire è un aspetto ineludibile della nostra esistenza. Del resto, tutte le religioni hanno l’intento di attenuare il dolore destabilizzante provocato dalla morte e la frustrazione per la finitezza della vita umana.
La morte è vissuta spesso come talmente disturbante che molti di noi si sforzano in ogni modo di negarla e ricacciarla: a maggior ragione ai giorni nostri, dove la cultura della morte si sta sempre più perdendo.

Negazione della morte e tanatofobia

Ogni piccolo segno che ci ricollega alla morte diventa spesso fonte di inquietudine e rifiuto. A tal proposito, pensiamo a quante persone ricorrono alla chirurgia estetica per rimuovere rughe o imperfezioni legate all’età, aspetti che ci ricollegano con le prospettive di deperimento e quindi di morte: non c’è assolutamente nulla di male in tutto questo, soprattutto in una società come quella di oggi dove l’immagine assume un’importanza sempre maggiore. Tuttavia, ci sono persone che arrivano ad avere un’ossessione per l’invecchiamento e ricorrono in maniera sistematica e ossessiva alla chirurgia plastica. Gli atteggiamenti eccessivamente giovanilistici, anche in persone di una certa età, sono un’altra dimostrazione “plastica” di non accettazione dell’invecchiamento e dell’avvicinamento alla morte. Un altro esempio di non accettazione della morte è rappresentato dal rifiuto totale di parlare di morte che certe persone mostrano, come se lo “scotomizzare” il tema della morte preservasse dalla morte stessa.
Insomma, il tema della morte è un tema che ha turbato l’uomo sin dalla “notte dei tempi”, talvolta spingendolo a riflessioni profonde e contributi filosofici grandiosi, talvolta inducendolo a rifiutare e negare strenuamente questo evento.
Ci sono tuttavia persone che di fronte alla morte sviluppano una paura e un terrore tale da non riuscire a vivere la vita in maniera accettabile. Tale paura diventa pesantemente invalidante per la vita quotidiana. Tale paura prende il nome di tanatofobia.

Tanatofobia: che cos’è?

La condizione di estrema paura nei confronti della morte è comunemente identificata come “tanatofobia”. L’origine etimologica di questa parola può essere rintracciata nelle radici greche “thanatos” (che significa morte) e “phobos” (che indica paura). Di conseguenza, il termine “tanatofobia”, nel suo senso più letterale, rappresenta l’irrazionale paura di morire.
La tanatofobia è una condizione psicologica caratterizzata da un timore eccessivo e incontrollato nei confronti della morte o della prospettiva di morire. Essa rappresenta un disturbo d’ansia in cui l’individuo sperimenta una paura debilitante e irrazionale legata alla sua stessa mortalità o alla morte degli altri.
La tanatofobia è una forma di ansia patologica che si manifesta quando una persona è sopraffatta dalla paura ossessiva della morte o dell’idea di morire.
Questo disturbo si traduce in un’angoscia intensa e persistente relativa alla morte che può interferire significativamente nella vita quotidiana dell’individuo.
La tanatofobia è una condizione clinica in cui l’individuo può sperimentare una paura irrazionale e paralizzante non solo per la propria morte ma anche per quella dei propri cari. La tanatofobia può pertanto implicare una paura destabilizzante per la perdita dei propri genitori, dei propri figli, del proprio partner. La tanatofobia, oltre a vissuti paralizzanti di ansia e panico, può portare ad atteggiamenti iper-controllanti e iper-apprensivi nei confronti delle persone care coinvolte in questa fobia, con il conseguente acuirsi di stress e inquietudine.

Tanatofobia e ansia

Come detto, la tanatofobia è caratterizzata dalla presenza di una intensa apprensione nei confronti della morte e da una costante riflessione sulla propria mortalità, spesso associata all’ansia di avvicinarsi alla fine della vita o al timore delle malattie. È naturale che con l’invecchiamento si manifestino preoccupazioni legate alla propria salute. Altrettanto comune è il fatto che si possa provare apprensione per il benessere di amici, partner e familiari. Tuttavia in alcuni individui questa preoccupazione può svilupparsi in modo problematico e diventare difficile da gestire. La tanatofobia è comunemente accompagnata da intense emozioni, tra cui ansia, paura e angoscia.
La morte inaspettata di qualcuno, persino di un semplice conoscente, può generare non solo il dolore associato a tale evento ma anche l’insorgenza di pensieri e preoccupazioni legati alla propria mortalità e a quella delle persone a cui si tiene. Quando questa apprensione per la morte dei genitori, dei figli o delle persone care diventa così intensa da interferire con le normali attività quotidiane, si verifica un aumento del livello d’ansia che può addirittura sfociare in crisi di panico.

Quali sono i principali sintomi della tanatofobia?
La continua ruminazione mentale sulla morte e sulle sue possibili implicazioni ha un notevole impatto sulla qualità della vita del paziente tanatofobico. La tanatofobia, quando diviene un ostacolo per il nostro benessere quotidiano, rappresenta un’invalidante forma di morte psicologica. Il paziente tanatofobico manifesta molto spesso sintomi quali:
1. Episodi d’ansia intensa.
2. Crisi di panico.
3. Paura intensa.
4. Pensieri legati alla solitudine.
5. Pensieri ossessivi centrati sulla morte.
6. Sensazioni di tensione e tremori.
7. Pianto e disperazione.
Questi sintomi possono influire negativamente sulla vita di chi li sperimenta. Di fronte alla sofferenza tanatofobica è spesso necessario un accurato approfondimento psicodiagnostico e un successivo trattamento psicologico.

Quali sono le cause alla base di questo disturbo?

La ricerca nel campo della psicologia clinica finora non è ancora riuscita a individuare in modo esaustivo cause ed origini della tanatofobia.
Diverse teorie sottolineano l’interazione complessa tra vari fattori, tra cui quelli di natura fisiologica, come l’uso di farmaci specifici o disfunzioni tiroidee, fattori di natura psicologica e fattori ambientali.
Nell’ambito dei fattori psicologici si riconosce che la paura intensa della morte spesso trae origine da esperienze traumatiche non risolte che hanno lasciato un segno persistente nell’inconscio dell’individuo.
Ulteriori nessi causali possono essere ricondotti a specifiche fasi della vita dell’individuo, come la gravidanza, l’adolescenza, la crisi di mezza età, l’età avanzata, che rappresentano periodi particolarmente delicati. Tuttavia è importante notare che se queste fasi vengono affrontate in modo adeguato, possono favorire una completa remissione dei sintomi ansiosi correlati alla tanatofobia, oltre che un articolato percorso di crescita e arricchimento personale.

Cause della tanatofobia secondo l’approccio psicodinamico

La psicologia psicodinamica suggerisce che molte delle nostre paure e ansie profonde sono radicate nei conflitti e nei processi inconsci.
Alcuni possibili fattori psicodinamici che possono contribuire alla tanatofobia includono:
1. Conflitti di morte e desiderio di vita: secondo la teoria psicoanalitica, la mente umana è in costante conflitto tra il desiderio di sopravvivenza e il riconoscimento della morte come una realtà inevitabile. Questo conflitto può causare ansia e paura della morte.
2. Rappresentazioni inconsce della morte: le rappresentazioni della morte possono essere particolarmente angoscianti nel proprio mondo interno. Spesso tali rappresentazioni sono legate a eventi traumatici o a esperienze passate. Esse possono portare a potenti vissuti di ansia e panico.
3. Complessi di colpa: sentimenti di colpa inconsci possono essere collegati alla paura della morte. Ad esempio, una persona potrebbe temere la morte come punizione per qualche “peccato” o desiderio proibito.
4. Meccanismi di difesa: l’approccio psicodinamico suggerisce che la tanatofobia potrebbe essere un meccanismo di difesa per sopprimere ansie profonde e conflitti irrisolti. La paura della morte potrebbe diventare una manifestazione sintomatologica atta evitare di confrontarsi con altri conflitti o problemi emotivi.
Paradossalmente, dietro la paura della morte può celarsi un’inquietante “paura della vita”.
È importante sottolineare che la tanatofobia è un disturbo complesso e che le sue cause possono variare notevolmente da persona a persona. La terapia psicodinamica o la psicoanalisi possono essere utili per esplorare questi possibili fattori inconsci e lavorare su strategie per affrontare il disturbo tanatofobico. Tuttavia, esistono anche altre prospettive teoriche e terapie che possono essere efficaci nel trattamento di questa fobia della morte: il trattamento psicologico dovrebbe essere adattato alle esigenze individuali del paziente.

Come si cura la tantofobia?

La psicoterapia psicodinamica è un trattamento estremamente efficace per la tanatofobia. Un percorso psicologico in studio o un percorso psicologico online a indirizzo psicodinamico con il paziente tanatofobico ha come obiettivo principale quello di individuare e capire le origini profonde alla base di questo disagio psichico, così come le ideazioni, le fantasie e i conflitti inconsci che generano la reazione tanatofobica. Una volta individuati e compresi cause e contenuti, sarà di fondamentale importanza sostituire questi contenuti con modelli di pensiero e comportamentali più funzionali che possano generare benessere e possano vedere la morte e le tematiche mortifere all’interno di un sistema di significati alternativi.
A partire dall’analisi di eventi passati, traumi o conflitti del paziente tanatofobico, si possono comprendere in maniera più approfondita emozioni e processi inconsci specifici che hanno un ruolo nella manifestazione di tale sofferenza psichica.
L’acquisizione di consapevolezza su questi aspetti da parte del paziente tanatofobico può aiutare a comprendere come gestire e superare l’ansia legata alla paura di morire o la paura della morte di persone care.

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