È ormai assodato che da diversi decenni la tecnologia e l’informatica sono al servizio della collettività. Lo stesso vale per la psicoterapia online che è da ritenersi uno strumento di aiuto e intervento psicologico molto importante.
La rivoluzione digitale ha apportato delle incredibili trasformazioni in svariati ambiti ed ora anche nel campo della psicologia e della psicoterapia online.
Fino a poco tempo fa la figura dello psicologo online era un qualcosa di impensabile nell’ambito della salute mentale, veniva vista anzi con una certa diffidenza. Oggi non è più così. Lo psicologo online, a maggior ragione in questi ultimi tempi, costituisce una figura fondamentale per l’aiuto psicologico delle persone.

                          


E-health e servizi psicologici online

A partire dalla fine degli Anni ’90 la tecnologia e l’informatica hanno fatto passi da gigante e a ritmi sempre più serrati: hanno prodotto dei cambiamenti tali da fornire nuove opportunità e nuovi strumenti di lavoro online anche nel campo dei servizi sanitari. Oggi possiamo infatti parlare senza problemi di “e-health”. Ma che cos’è l’e-health? L’e-health consiste in quell’insieme di interventi sanitari che vengono forniti attraverso e-mail, video-call, chat, ecc. Ovviamente queste innovative tipologie di servizi online possono avere i loro “pro” e i loro “contro”, a seconda della professionalità e serietà delle persone che forniscono tali prestazioni sanitarie. Pertanto è importante scegliere con cura lo psicologo online o lo psicoterapeuta online nel web!
Fatta questa precisazione, i percorsi psicologici e psicoterapeutici online presentano molteplici punti di forza che permettono di rendere più accessibili i servizi psicologici.
Pensiamo per esempio alle persone con limitazioni fisiche e di deambulazione che necessitano di un intervento psicologico: in un contesto del genere lo psicologo online rappresenta la figura ideale per poter intraprendere un adeguato percorso. Oppure pensiamo a quelle persone che vivono in zone piuttosto isolate e difficili da raggiungere. Anche in questo caso lo psicologo online è una soluzione di facile fruibilità: basta un PC e una semplice connessione wi-fi.

                    

Vantaggi della psicoterapia online

In ultima analisi, ci sono poi delle persone che con difficoltà lavorative hanno delle disponibilità di tempo molto limitate che non consentono spostamenti di medio raggio con la continuità richiesta da un percorso psicoterapeutico. Quando si decide di intraprendere un percorso psicologico, è importante tenere a mente che serve del tempo per giungere ad un cambiamento e per ottenere dei risultati concreti. La psicoterapia richiede tempo, non si può pretendere di cambiare in quattro e quattr’otto. Prendiamo per esempio una persona di trent’anni che decide di intraprendere un percorso psicoterapeutico: essa ha impiegato trent’anni per giungere ad essere quello che è, con i suoi punti di forza e i suoi punti di debolezza, i suoi sintomi e le sue fragilità. Non si può pertanto pretendere di cambiare in poche sedute psicologiche: serve pazienza e serve soprattutto un’esperienza emozionale correttiva qual è la psicoterapia. Ecco che quindi, in un contesto articolato di questo tipo, la figura dello psicologo online è di fondamentale importanza per garantire la continuità di un percorso psicologico a persone con problemi di tempo e di gestione dei propri impegni lavorativi: di nuovo, basta collegarsi in 5 minuti al proprio PC con la propria connessione wi-fi e la seduta può iniziare senza ritardi e senza difficoltà di spostamenti a seguito di eventuali imprevisti di lavoro.
Nei prossimi articoli approfondiremo ulteriori aspetti relativi alla figura dello psicologo online e dei percorsi psicologi online.

                                          

 

In questi tempi gravati dal lock-down a seguito dell’emergenza Coronavirus ci siamo confrontati con condizioni di isolamento forzato che hanno portato in molti casi a pesanti ripercussioni a livello relazionale e di benessere psicofisico. Tuttavia esistono realtà psicologiche dove l’isolamento sociale è fortemente ricercato e non genera (apparentemente) nessun tipo di disagio. Questa problematica colpisce principalmente gli adolescenti, anche se col passare del tempo questo fenomeno sta coinvolgendo anche soggetti di età più avanzata. Questa perniciosa forma di disagio psichico va a minare pesantemente le competenze sociali e la qualità della vita: essa prende il nome di Hikikomori. Ma in cosa consiste nello specifico questo disturbo psichico? Scopriamolo.

                        

Caratteristiche cliniche dell’Hikikomori

L’Hikikimori è un disagio psichico che è stato inizialmente riscontrato e studiato in Giappone, coinvolge principalmente gli adolescenti e consiste nel non riuscire più a vivere nella società: le conseguenze sono ritiro sociale e isolamento. Ma questo isolamento sociale ha delle caratteristiche ben specifiche: con l’Hikikomori l’adolescente si rinchiude nella sua stanza rifiutando il contatto con l’ambiente esterno. Questo rifiuto può durare anche anni. In giapponese Hikikomori significa “rannicchiarsi su se stessi”, “isolarsi”. Molti ragazzi, nel corso delle loro crisi adolescenziali, possono manifestare le loro angosce di cambiamento e il loro disagio isolandosi e standosene per un po’di tempo per conto proprio. Ma l’Hikikomori va ben oltre questo tipo di manifestazioni comportamentali: esso è un vero e proprio disturbo psichico in cui il giovane rimane trincerato nella sua stanza e dove porte e finestre sono sbarrate e chiuse a chiave con lo scopo di negare l’accesso all’altro: un accesso sia fisico che emotivo. Solitamente l’accesso alla cameretta è consentito soltanto ad un genitore per portare i pasti. Tale momento rappresenta l’unico diversivo a livello relazionale rispetto al resto della giornata, scandita da videogiochi, social network, internet e musica.
Come noto, nel percorso adolescenziale il giovane si cimenta in una serie di sfide da affrontare: la perdita del corpo di bambino, la perdita del ruolo infantile e la perdita dell’immagine dei genitori come figure esclusivamente accudenti, onnipotenti e onnipresenti (tipico dell’immaginario infantile).

                                                 

Dove si insinua l’Hikikomori: l’angoscia verso l’altro e verso il cambiamento

L’adolescente, pertanto, si ritrova ad elaborare questo cambiamento da una fase infantile ad una fase adulta con non poche difficoltà. Ma questo è anche il “fascino” e la sfida del periodo adolescenziale. Nell’Hikikomori questo percorso elaborativo e di crescita viene totalmente interrotto e negato.
Trincerati nelle loro camerette, gli adolescenti tormentati dall’Hikikomori sono tremendamente spaventati dalla vita che li attende e si “difendono” trascorrendo il tempo con videogames, Internet, social network, musica, ecc. Le nuove tecnologie rappresentano il principale riferimento cui appigliarsi in questo stato di “lock-down” volontario. In un contesto del genere il mondo virtuale prende il posto della vita reale. L’adolescente si ritrova a vivere in una sorta di “alienazione tecnologica” che è l’unica condizione in cui riesce a vivere. L’altro viene visto come un’entità minacciosa da cui ci si può difendere soltanto alzando un “muro” comunicativo e interrompendo qualsiasi forma di dialogo o confronto. Con l’Hikikomori non si ha accesso alla dimensione relazionale, alla dimensione dello “stare insieme” all’altro, perché stare insieme all’altro equivale non solo ad accogliere l’altro ma anche ad essere accolto e questo significa esporsi al rischio di svelare le proprie parti più fragili e oscure di sé.
L’adolescente che soffre di Hikikomori non vuole rinunciare nella maniera più assoluta alla sua dimensione privata: ma in senso assoluto! Per giungere a ciò, rinuncia al suo benessere interpersonale che compensa con una sorta di “benessere virtuale”.
Nel prossimo articolo approfondiremo ulteriori aspetti di questo disagio adolescenziale che sta prendendo sempre più piede.

                                         

 

Il periodo di “lock-down” a seguito dell’emergenza COVID-19 ha messo tutti noi sotto forte sollecitazione emotiva. Molte persone hanno sviluppato sintomi quali ansia, depressione, stress, cefalea, difficoltà digestive, disturbi del sonno, tachicardia, disturbi intestinali, astenia, disturbi psicosomatici, ecc. Ora l’emergenza Covid sembra essersi attenuata, tuttavia permane un clima di incertezza e precarietà, non soltanto per i futuri sviluppi della diffusione del virus (paura di una seconda ondata della pandemia) ma anche per le conseguenze economiche causate da questa calamità. In tale clima di insicurezza molte persone sono esposte al rischio di manifestare un disturbo psichico legato alla reclusione forzata in casa: la Sindrome della Capanna. In questo articolo approfondiremo le principali caratteristiche e le cause alla base di questa sindrome.

                                          

Sindrome della Capanna: caratteristiche cliniche

La Sindrome della Capanna (che può essere definita anche Sindrome del Prigioniero) è un disturbo psichico ad oggi poco studiato e approfondito dalla comunità scientifica ma che presenta chiare evidenze a seguito di specifiche situazioni che si vengono a creare. Tale sindrome presenta una serie si sintomi di malessere e disagio psicofisico riconducibili al passaggio da una fase di distacco dalla realtà protrattasi per lungo tempo ad una fase in cui si torna a rapportarsi con l’ambiente esterno. Ma quali sono le caratteristiche cliniche principali di questa sindrome? La Sindrome della Capanna consiste in uno stato generale di malessere, tensione nervosa e ansia legata al sol pensiero di uscire di nuovo di casa dopo un lungo periodo di isolamento.
La sindrome della capanna può colpire indistintamente sia le persone che hanno vissuto la condizione di isolamento forzato con disagio e irrequietezza sia coloro che l’hanno affrontata in maniera positiva.
I sintomi di tale sindrome sono molteplici ma i principali sono ansia, tristezza, apatia, perdita di entusiasmo, perdita di prospettive e speranze per il futuro, senso di solitudine e alienazione, perdita di motivazione, apatia, irritazione e disforia. Pertanto, una delle peculiarità della Sindrome della Capanna è la possibilità che coesistano sintomi ansiosi e depressivi insieme ad un senso di straniamento nei confronti del tessuto sociale in cui il soggetto è inserito.

                                       

Sindrome della Capanna ai tempi del COVID-19: come uscirne

Ovviamente questi sintomi possono scemare col passare del tempo e col graduale reinserimento nella società. Tuttavia non sempre si verifica questo scenario: se i sintomi della Sindrone da Capanna si prolungano oltre le tre settimane, il rischio è che tale sindrome si tramuti in un disagio psichico cronico sottoforma di depressione, ansia, attacchi di panico, disturbi del sonno, ecc. Per questo motivo è di fondamentale importanza monitorare attentamente l’andamento dei sintomi riconducibili alla Sindrome della Capanna.
Nella condizione di lock-down in cui ci si è trovati a seguito del Covid-19, la casa è venuta a rappresentare un vero e proprio rifugio che protegge dalle minacce provenienti dall’esterno. Paradossalmente le condizioni di lock-down si sono trasformate col tempo in una nuova condizione di normalità.
Molte persone, pertanto, si sono abituate alla nuova quotidianità data dall’ambiente domestico che è diventato il nuovo “mondo” con cui confrontarsi. La casa è diventata un’autentica “comfort zone” che assicura tranquillità e protezione. È naturale che allontanarsi dalla comfort zone generi a questo punto ansia, senso di fragilità e paura.
Come uscire da una condizione sintomatologica che può considerarsi una reazione abbastanza normale all’attuale situazione? Innanzitutto, è di grande utilità anche evitare di acquisire informazioni sul Covid-19 in maniera ossessiva e continuativa: questo cambio di approccio consente di diminuire lo stato di allerta e preoccupazione correlato all’evoluzione del virus.
Nel concreto della vita quotidiana, sarebbe opportuno cominciare a familiarizzarsi con l’ambiente esterno attraverso l’espletamento di piccole commissioni e brevi passeggiate all’aria aperta che possono contribuire ad aumentare la sensazione di fiducia in se stessi e benessere psicofisico.
Infine, praticare dei piccoli esercizi di respirazione nel corso della giornata può aiutare contrastare vissuti di ansia legati all’idea di uscire dalla propria zona di comfort.

                                             

 

 

 

Con l’avvicinarsi dell’estate, le persone tendono a inventarsi qualsiasi tipo di scusa per non viaggiare: la mancanza di tempo, il voler risparmiare denaro o l’assenza di un compagno di viaggi. Ma molte di queste scuse hanno origine nella paura. Paura di tutto ciò che è nuovo e non si conosce, paura dell’imprevedibile. Ammettiamolo, viaggiare può essere in effetti motivo di stress e paure. Non tutti amano pianificare un viaggio e non tutti si sentono a proprio agio andando in giro per il mondo da soli.

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La semplicità e la convenienza nel prendere un appuntamento con uno psicologo online, parlando con il terapista dalle comodità di casa propria, è un enorme vantaggio per molte persone, soprattutto quelle che si approcciano a uno psicologo per la prima volta. Normalizzare la cura mentale, specialmente per le generazioni più abituate a usare strumenti tecnologici, aiuta ad eliminare molte barriere. Purtroppo anche nel campo della psicologia online, le truffe non mancano. Le nuove tecnologie hanno reso più semplice prendere di mira persone in cerca di aiuto, perfetti target per truffe e frodi di ogni genere.

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I problemi che affliggono la mente umana sono estremamente comuni e possono metterci in crisi in qualsiasi momento della nostra vita. I disturbi depressivi affliggono una fetta decisamente grande della popolazione, e nonostante questo sono un argomento piuttosto tabù. Per chi è abituato a lottare con la depressione da anni, anche affrontare gli impegni tipici che pone una normale giornata, diventa una vera e propria battaglia.

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Raramente la paura di una malattia si è intromessa così profondamente nel nostro modo di vivere. Per settimane ogni prima pagina di giornale ha pubblicato articoli sulla pandemia da coronavirus; radio e programmi tv hanno sviscerato l’argomento in ogni modo; e anche i nostri feed sui social network sono stati riempiti di spaventose statistiche, consigli pratici o battute sarcastiche sull’argomento.

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Finita la quarantena che ha costretto un quasi tutti a rimanere in casa e ad evitare contatti, si pensa già al ritorno alla normalità. Le persone però, nonostante siano degli esseri perlopiù razionali che si affidano alla logica, sono anche abbastanza emotivi. Le emozioni giocano adesso più che mai un ruolo importante quando si parla di prendere decisioni: le emozioni di questo periodo sono molto influenzate da paure e incertezze, emozioni primarie e necessarie per la nostra sopravvivenza. La paura infatti non è un emozione negativa, in quanto ci permette di prendere decisioni, anche rapidamente, dettate dal buon senso e dal principio di sopravvivenza.

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Come già evidenziato in diversi articoli, psicologo-online24.it è un servizio innovativo di consulenze psicologiche, psicoterapia e supporto psicologico online. Il contesto online nell’ambito psicologico è cresciuto molto negli ultimi tempi e a maggior ragione (suo malgrado) negli ultimi mesi, a seguito della grave emergenza Coronavirus.
Il servizio psicologico di psicologo-online24.it era tuttavia già ampiamente operativo da diversi anni con numerosissimi percorsi psicologici online alle spalle e innumerevoli consulenze psicologiche gratuite e senza impegno effettuate.
Un altro punto forte del servizio di psicologo-online24.it è quello del counseling online, ossia quell’azione di sostegno psicologico online che si concentra sull’ambito della decisione, con lo scopo di generare nel soggetto una sua autonomia nel suo percorso di scelta.

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In diversi articoli del nostro blog abbiamo descritto ampiamente i benefici della Pet-Therapy in molteplici ambiti: nella riabilitazione, con i malati ospedalieri, con gli anziani, con i bambini, nelle condizioni di disagio psichico, ecc.
Abbiamo potuto scoprire come il contatto con gli animali favorisca il rilascio di endorfine e contribuisca al benessere psicofisico dell’individuo.
La stimolazione sensoriale con l’animale genera sensazioni piacevoli e attiva diversi sistemi dell’organismo con effetti positivi sull’umore e sull’equilibrio psicologico (https://www.psicologo-online24.it/blog/un-prezioso-aiuto-alle-condizioni-di-fragilita-la-pet-therapy).
In un altro lavoro (https://www.psicologo-online24.it/blog/quando-l-amore-degli-animali-diventa-terapeutico-la-pet-therapy) è stato evidenziato come molti animali siano in grado di “connettersi” con lo stato emotivo di una persona e di mettere in atto dei comportamenti in risposta a tali stati emotivi. È stato riscontrato che questa capacità è insita soprattutto nei cani. Scopriamo qualcosa di più sulla pet-therapy con i cani: la Dog-Therapy.

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Il tema dell’antisocialità e della psicopatia è una questione alquanto delicata e complessa che tocca non soltanto l’area della psicopatologia ma anche quello della criminologia: molto spesso le personalità antisociali entrano in contatto con problemi giudiziari e con la criminalità.
I soggetti con Disturbo Antisociale di Personalità sono probabilmente quelli più studiati e analizzati nell’ambito dei disturbi di personalità. Il paziente antisociale è in grado di mentire, minacciare, aggredire, ingannare, rubare e mettere in pratica qualsiasi atto sconsiderato. L’individuo antisociale viene anche definito “psicopatico” o “sociopatico”: questa terminologia rende l’idea della difficoltà da parte di questi soggetti di adattarsi alle più basilari norme di convivenza con gli altri.
Il termine “antisociale” racchiude un’ampia gamma di pazienti con livelli di gravità differenti. Analizziamo meglio questo disturbo.

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