Disturbi di personalità: i diversi livelli di gravità

Psicologo e psicologo online si trovano molto spesso a trattare problematiche riconducibili ai disturbi di personalità, disturbi che possono essere considerati dei quadri pervasi di espressione di uno specifico tratto di personalità sottoforma di comportamenti, vissuti e modi di esperire se stessi e gli altri, con relative ripercussioni negative nella qualità della vita e disagio nel rapportarsi con il mondo esterno.
Nel precedente articolo sull’argomento (Che cosa sono i disturbi di personalità?) abbiamo cercato di definire i disturbi di personalità e comprenderne le caratteristiche cliniche. Abbiamo inoltre iniziato ad esaminare i diversi gradi di gravità e strutturazione dei disturbi di personalità che si collocano su un continuum che va dalla personalità sana al livello borderline di struttura di personalità. Analizziamo meglio questo aspetto di centrale importanza per la pratica clinica di psicologo e psicologo online.

                                                     

 

Personalità sana, nevrotica e borderline

Il Manuale Diagnostico Psicodinamico (PDM) individua tre macro-aree in cui può collocarsi una struttura di personalità: personalità sana (con assenza di disturbi di personalità), disturbi di personalità di livello nevrotico, disturbi di personalità di livello borderline. Come già accennato nel precedente lavoro sull’argomento, comprendere appieno il livello di gravità del disturbo di personalità in fase di psicodiagnosi aiuta grandemente lo psicologo e lo psicologo online ad impostare il percorso psicologico più adatto.
Ci sono persone che presentano specifici tratti di personalità e che adottano specifici stili per affrontare le difficoltà della vita ma che in generale presentano una certa flessibilità nell’adattarsi alle sfide della vita.
Discorso diverso per gli individui che soffrono di un disturbo di personalità di livello nevrotico: queste persone mostrano una certa rigidità nella manifestazione dei loro tratti di personalità. Essi in linea di massima rispondono alle sollecitazioni emotive dell’ambiente esterno e della vita con una serie di difese alquanto ridotta e con strategie di risoluzione dei problemi abbastanza limitate. Spesso in questa area di disturbi di gravità ritroviamo il disturbo depressivo di personalità (classificato nel PDM), il disturbo isterico di personalità (classificato nel PDM) e il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità (classificato sia nel DSM-V che nel PDM).

                                                            

I disturbi di personalità di livello nevrotico

Nell’ambito nevrotico dei disturbi di personalità la sofferenza e il disagio psichico sono solitamente circoscritti ad una singola area. Per rendere meglio l’idea, nella personalità isterica tale disagio sarà riscontrabile principalmente nella sessualità, nella personalità ossessivo-compulsiva nella preoccupazione per il controllo, nella personalità depressiva nei vissuti di colpa, perdita e autosvalutazione.
I meccanismi difensivi problematici dei soggetti con disturbo di personalità di livello nevrotico vengono attivati soltanto di fronte alla specifica area di sofferenza e non in tutte le altre, come nelle psicopatologie più serie. Inoltre le difese messe in atto dalle personalità nevrotiche non tendono ad alterare la realtà, come invece capita nelle personalità con funzionamento borderline.
Le personalità nevrotiche, al netto dell’area specifica in cui provano disagio e si muovono con rigidità, possono presentare un ottimo adattamento nell’ambiente lavorativo, avere delle buone relazioni sociali, vivere abbastanza bene una relazione sentimentale, ecc.
Le personalità nevrotiche spesso presentano un certo grado di consapevolezza del loro disagio e hanno motivazione a smussare aspetti del proprio sé. In molti casi iniziano un percorso con uno psicologo o uno psicologo online con delle ipotesi sensate sulle cause del loro disturbo di personalità. Sovente essi costruiscono una buona alleanza terapeutica con lo psicologo.
A livello controtransferale (le emozioni che suscita il paziente al terapeuta) lo psicologo si trova a suo agio con questi pazienti e il percorso terapeutico può avanzare in maniera costruttiva e proficua.
Nel prossimo lavoro sull’argomento analizzeremo le principali caratteristiche dei disturbi di personalità di livello borderline.

                                                                            

 

Psicoterapia online e gestione dei molteplici fattori legati al setting

La psicoterapia online è una realtà sempre più consolidata: lo abbiamo analizzato nei precedenti articoli che hanno trattato il ruolo e l’efficacia della psicoterapia e dello psicologo online.
Come evidenziato in tali lavori, il setting della psicoterapia online è differente da quello in studio: ci sono delle sfumature che vanno colte e prese in considerazione da parte dello psicologo online, al fine di gestire al meglio il percorso terapeutico.
Nel setting di una psicoterapia online assume un ruolo fondamentale la strumentazione tecnologica e la gestione di essa insieme al paziente: la piattaforma per la videochiamata, le chat, la connessione internet, la qualità della risoluzione video sono aspetti che vanno a giocare un ruolo importante nella gestione del percorso psicologico online.

                                                   

L’importanza della piattaforma online e della riservatezza

È fondamentale che alcuni elementi del setting di una psicoterapia online vadano specificati e tutelati sin dall’inizio. Come abbiamo potuto già vedere, questi aspetti riguardano principalmente la piattaforma online da utilizzare per lo svolgimento della seduta e l’importanza della riservatezza.
Per quel che concerne la scelta della piattaforma di videochiamata, è possibile che alcuni pazienti preferiscano specifiche app con cui si trovano più a loro agio e che utilizzano con maggiore facilità. Lo psicologo online, tuttavia, nella scelta della piattaforma, non dovrà adeguarsi in maniera assoluta alle richieste del paziente, bensì dovrà tenere conto di criteri fondamentali quali la sicurezza dell’app e la fruibilità dell’app in un contesto di PC (tramite schermo del PC qualità e dimensione dell’immagine sono superiori, con evidenti vantaggi nello svolgimento della seduta di psicoterapia online).
Molti psicologi critici nei confronti della psicoterapia online esprimono perplessità riguardo la riservatezza e la confidenzialità ipotizzando la presenza di maggiori rischi rispetto al setting della psicoterapia in presenza.
Tuttavia, se vengono rispettati in maniera puntuale i due elementi cardine del setting online precedentemente citati, la scelta della piattaforma di comunicazione e il rispetto della riservatezza, i rischi di violazione del setting vengono praticamente annullati.
Un altro aspetto su cui è fondamentale essere rigorosi nel contesto di psicoterapia online è quello relativo al contratto terapeutico tra paziente e psicologo online.

                                              

I dettagli dello svolgimento della seduta online: elementi del setting importantissimi

È importante che il “contratto terapeutico”, che comprende aspetti importantissimi quali il consenso informato e il trattamento dei dati personali) venga concordato tra psicologo online e paziente e successivamente sottoscritto dal paziente prima del colloquio iniziale, dato che non è possibile sottoscriverlo insieme allo psicologo al primo appuntamento, come avviene invece in un classico percorso di psicoterapia in presenza.
Ci sono poi altri aspetti fondamentali che vanno a costituire la cornice del setting di un percorso psicologico online, aspetti che sembrano marginali ma che in realtà nello svolgimento di una psicoterapia online non lo sono affatto: il posizionarsi in un punto fisso della stanza da parte del paziente, la collocazione del pc o del tablet in una superfice salda e non traballante, il mettersi davanti alla telecamera del dispositivo in una posizione che permetta di vedere l’interlocutore in maniera chiara e nitida, con il volto visibile ad una giusta distanza e non troppo lontano né troppo vicino. Come detto in precedenza, possono sembrare questi dei dettagli banali, al limite del ridicolo, ma non lo sono affatto in un contesto di psicoterapia online, anzi: lo psicologo online deve prestare la massima attenzione a questi elementi del setting, in quanto se non concordati e fissati nella fase iniziale, possono creare dei problemi non da poco nello svolgimento del percorso psicologico online.

                                                  

 

PSICOLOGIA E MARKETING: STEREOTIPI NELLE PUBBLICITA’ DEDICATE AI BAMBINI

CAMBIAMENTI NELLE PUBBLICITA’ DEDICATE AI BAMBINI
Negli ultimi venti anni sono diversi gli elementi che sono cambiati all’interno delle pubblicità dedicate ai bambini:
La voce che presenta il prodotto, inizialmente era esclusivamente adulta, oggi è dello stesso genere sessuale del target a cui si rivolge;
musica e jingles si differenziano per genere: nelle pubblicità dedicate ad un target femminile il genere musicale è melodico e soft, nel target maschile rock o pop ed è molto ritmato;
nelle pubblicità indirizzate alle bambine, sono presenti dei colori pastello e la tonalità predominante è quella rosa, inoltre, l’attività di gioco risulta non competitiva ed è ambientata in contesti familiari.
Mentre nelle pubblicità indirizzate ai bambini i colori sono molto vivaci, con tonalità tendenti all’azzurro e al blu e viene rappresentata un’attività di gioco competitiva, spesso in compagnia dei pari.
Vent’anni fa la pubblicità si presentava come lenta e statica, oggi è l ‘opposto, grazie anche al rinforzo di diverse strategie identificate da Kapferer:
l’attrazione per similarità; la trasposizione della valutazione; la ripetizione del messaggio.
Anche le strategie di marketing delle aziende sono state potenziate notevolmente per la vendita di prodotti dedicati ai bambini: Gift in pack (consiste nell’inserire giochi e sorprese nei prodotti); Trans-toying (oggetti di uso quotidiano trasformati in oggetti di uso comune); Advergaming (trans-toying in formato web); Co-marketing (utilizzo di personaggi popolari, solitamente di cartoni animati, per presentare il prodotto).

                                            

IL PROCESSO DI SOCIALIZZAZIONE AI CONSUMI

Il processo di socializzazione ai consumi ha origine già dalla prima infanzia e ha due fonti principali di apprendimento:
Il sistema di influenze sociali, quindi insegnanti, genitori, educatori e il gruppo dei pari; gli stimoli ambientali, quindi le strategie pubblicitarie.
L’influenza del gruppo dei pari gioca un ruolo fondamentale nel processo di socializzazione ai consumi, poiché in un certo senso va a scontrarsi con l’impostazione familiare.
Nella relazione con i propri coetanei i bambini si rivelano dei grandi osservatori, notano subito se un compagno di classe o un amico ha, ad esempio, una t-shirt con un marchio importante o se ha un capo di abbigliamento o un giocattolo pubblicizzato ovunque, soprattutto se quel prodotto è un nuovo lancio sul mercato.
Solitamente il meccanismo che si innesca è proprio quello di voler possedere lo stesso prodotto dell’amico in questione.
Se fino a quel momento gli stimoli pubblicitari sono stati contenuti dalla famiglia ma anche dal bambino stesso, qui la desiderabilità raggiunge un picco troppo elevato, per cui il bambino vuole ottenere a tutti i costi quel determinato prodotto per sentirsi allo stesso livello.
LE CASE PRODUTTRICI DI GIOCATTOLI E LA RIVISITAZIONE DEI PACKAGING
“Non giudicare un giocattolo dalla sua scatola”
Se pensiamo ad una macchina radiocomandata, non la associamo ad una bambina, viceversa se pensiamo ad un gioco come “Crea i tuoi saponi” non lo associamo ad un bambino. Eppure questi tipi di giochi, come tanti altri, capita che vengano richiesti da entrambi i generi.
Le case produttrici di giocattoli, specialmente nell’ultimo decennio, si sono dedicate molto all’abbattimento di questi stereotipi nei confronti dei giocattoli.
La principale strategia adottata è stata quella della rivisitazione dei packaging, dove sono stati modificati i colori e la grafica.
Ad esempio, ne “Il grande laboratorio di chimica” dell’azienda Clementoni, di recente sulla confezione troviamo raffigurati sia un bambino che una bambina. A differenza della scatola di qualche decennio fa dove compariva solamente un bambino nelle vesti di chimico.
Sempre Clementoni ha prodotto una versione del “Laboratorio di meccanica”
per il target femminile, semplicemente cambiando qualche colore nel packaging, ovvero utilizzando dei colori pastello (Magenta, Ciano, Giallo) che tra l’altro sono i tre colori privilegiati nella stampata a colori nel modello CMYK (Cyan, Magenta, Yellow, Black).
Allo stesso modo, anche la Lego ha ideato una nuova linea di prodotti destinati al target femminile, che prendono il nome di “Lego friends”.
I giochi scientifici come “Laboratorio di chimica” o “Laboratorio di astronomia” o “Scienze della serra” vengono quasi esclusivamente associati, comprati e regalati ad un target maschile.
Se il negoziante propone al cliente uno di questi giochi per una bambina, la risposta il 90% delle volte è la seguente “Ma non è da maschio?!”.
Come detto in precedenza, le case produttrici tentano costantemente la rottura e l’ammorbidimento di questi stereotipi attraverso i loro stimoli di marketing, dagli spot ai packaging.
Nonostante questo, gli stereotipi nel mondo dei giocattoli (e non solo) ancora persistono.
Forse dimentichiamo che ci sono molte donne che hanno segnato la storia in ambito sociale e scientifico, come Samantha Cristoforetti, Rita Levi Montalcini, Margherita Hack (solo per citarne alcune).

I BAMBINI DI OGGI: LE RICHIESTE E LE DEBOLEZZE GENITORIALI

Dal gioco classico al tablet e i social network
Videogiochi, pc, smartphone, fanno evadere dalla realtà e fanno vivere una “socializzazione virtuale”.
L’utilizzo prematuro di queste piattaforme può comportare dei rischi. I ragazzi possono imbattersi in cyberbullismo, situazioni estreme per scattare selfie estremi, “challenge” pericolose, seguire mode e tendenze per emulare un personaggio social che nel loro immaginario risulta come un idolo.
Se ieri la tv aveva la funzione di “baby-sitter”, oggi lo sono ancora di più gli strumenti tecnologici.
IL POTERE DELL’INSISTENZA (NAG FACTOR)
Nella nuova era digitale sono sempre più “prepotenti” le richieste dei figli e sempre più note le debolezze genitoriali (specialmente nelle famiglie con alto reddito) “Nag factor”.
I bambini utilizzano molteplici strategie mirate per convincere i genitori ad acquistare il prodotto desiderato. Yukl e Fable (1990) ne hanno individuate otto:
la pressione; l’autorevolezza; lo scambio; la coalizione; la benevolenza; la logica;
il coinvolgimento; la seduzione.
PUBBLICITA’ E STEREOTIPI OGGI - CONSIDERAZIONI
La pubblicità ha avuto uno sviluppo notevole dal secolo scorso ad oggi: dalla sua espressione grafica ai suoi contenuti.
Il concetto di stereotipo di genere in essa contenuto resta ancora un mito da sfatare ma certamente fa parte di un processo in continuo mutamento che va di pari passo alla società che deve rappresentare e di cui ne fa parte.
È importante, ampliare la nostra visione del mondo per comprendere pensieri, convinzioni, persone, culture… in primis per noi stessi e poi per gli altri. Questo ci aiuta a fare delle scelte che inizialmente ci sembravano assurde e a filtrare gli stimoli circostanti nella nostra realtà con più consapevolezza.

Alessandra Di Giovanni – Dott.ssa in Scienze e Tecniche Psicologiche

Che cosa sono i disturbi di personalità?

Con questo articolo iniziamo ad analizzare un vasto campo della psicopatologia che lo psicologo e lo psicologo online affrontano molto spesso nella loro pratica clinica: i disturbi di personalità.
Tutti noi abbiamo una personalità: si parla di disturbo di personalità quando la struttura psichica di un soggetto è talmente rigida o disfunzionale da provocare problemi nelle relazioni, nelle attività lavorative e in generale nella gestione della vita quotidiana.
Ovviamente non ci sono confini netti e distinti tra tratti di personalità (che tutti noi abbiamo) e disturbo di personalità. Possiamo affermare che il funzionamento della personalità di un individuo si colloca lungo un continuum.

                                                             

Disturbi di personalità: definizione e caratteristiche cliniche

Molto spesso i soggetti che soffrono di un serio disturbo di personalità non hanno la minima consapevolezza del loro funzionamento e e della loro sintomatologia, tant’è che spesso per lo psicologo e lo psicologo online è difficile lavorare con questa tipologia di pazienti, soprattutto nelle fasi iniziali.
Un criterio fondamentale per poter porre diagnosi di disturbo di personalità è il seguente: il funzionamento del soggetto genera un’intensa sofferenza a se stesso o agli altri. Tale modo di esperire se stessi e gli altri è talmente radicato e stabile nel tempo che egli non è in grado di concepire che possa essere stato diverso in passato. Il soggetto con disturbo di personalità, pur soffrendo, è in piena sintonia col suo modo di essere.
Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM V) definisce il disturbo di personalità come un modello abituale e pervasivo di esperienza interiore e di comportamento che si discosta notevolmente rispetto alle aspettative della cultura dell’individuo. Questa considerazione ci porta a fare un’importante riflessione legata al contesto culturale in cui si esprimono e manifestano i differenti tratti di personalità: se in alcune culture determinate manifestazioni di personalità risultano essere disfunzionali, in altre possono non esserlo e integrarsi meglio in quello specifico contesto.
Come accennato in precedenza, tutti noi possediamo una personalità e relativi tratti di personalità. Tuttavia, esistono manifestazioni sintomatiche, comportamenti e livelli di rigidità che ci permettono di distinguere personalità sane da individui con disturbi di personalità.

                                             

Personalità e disturbi di personalità: tipologie e classificazioni

Alcuni soggetti che di fronte a delle sollecitazioni emotive manifestano sintomi hanno tuttavia nel complesso un funzionamento di personalità sano: essi possono presentare talvolta delle difficoltà nella quotidianità, ma in generale risultano abbastanza flessibili nell’adattarsi alle varie situazioni di vita. Tutti noi presentiamo una specifica tipologia di personalità ma questo non significa che tutti noi abbiamo delle difficoltà nel gestire le relazioni, gli affetti, il lavoro, ecc. Per esempio, un soggetto può avere uno stile ossessivo nell’affrontare le sfide della vita ma questo non significa che egli soffra di un Disturbo Ossessivo-Compulsivo di Personalità.
È importante tuttavia che lo psicologo e lo psicologo online delineino la personalità di un paziente in termini generali, indipendentemente dal fatto che sia presente o meno un disturbo di personalità.
Il Manuale Diagnostico Psicodinamico (PDM) distingue due livelli di gravità dei disturbi di personalità: livello nevrotico e livello borderline. È importantissimo per lo psicologo e lo psicologo online comprendere appieno questo aspetto, in quanto a seconda del grado di gravità del disturbo, sarà impostato uno specifico trattamento psicoterapeutico.
Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM V) distingue tre gruppi principali di disturbi di personalità: il Cluster A, conosciuto come il cluster eccentrico, il Cluster B, definito anche cluster drammatico-impulsivo e il Cluster C, considerato invece il cluster ansioso-evitante.
Ognuno di questi cluster presenta al suo interno specifici disturbi di personalità che inizieremo ad esaminare nel prossimo articolo sull’argomento.

                                  

Ansia e angoscia: caratteristiche, differenze e analisi storica dei due concetti

Con questo articolo approfondiremo ulteriormente da un punto di vista sia clinico che storico i concetti di ansia, di angoscia e delle manifestazioni cliniche legate a queste problematiche, aspetti che lo psicologo e lo psicologo online devono conoscere bene, in quanto nei contesti di psicoterapia e psicoterapia online l’ansia e l’angoscia si manifestano in svariate modalità e con innumerevoli livelli di gravità.
Come accennato nell’articolo precedente sull’argomento, (Quando la minaccia arriva dall’interno: l’ansia. Un'analisi "storica" del concetto d'ansia), ansia e angoscia risultano essere concetti spesso sovrapponibili:
è negli idiomi latini che si concretizza maggiormente la distinzione tra ansia e angoscia, mentre negli idiomi anglosassoni non è così.
Anche in psichiatria è stata conservata la differenziazione tra ansia e angoscia e nel precedente lavoro abbiamo potuto analizzare le diverse peculiarità di questi due affetti.

Angoscia reale, angoscia automatica e altri concetti freudiani

Sempre nel precedente articolo, abbiamo analizzato i fenomeni di ansia e angoscia in alcune delle manifestazioni cliniche individuate da Freud: la nevrosi d’angoscia e la nevrastenia.
Ma Freud parla di angoscia in diverse altre accezioni e contesti. Scopriamoli.
Lo psicologo viennese parla anche del concetto di angoscia reale. Tale concetto viene da lui introdotto nel 1925 in riferimento a quel tipo di angoscia che insorge a fronte di una minaccia esterna che viene vissuta dall’individuo come un pericolo reale e di grave entità. Tale angoscia va distinta dalla nevrosi d’angoscia, in quanto nel primo caso la minaccia è esterna mentre nel secondo caso la minaccia è interna e di origine pulsionale. Detto questo, le due forme di angoscia possono anche coesistere e compenetrarsi. Per esempio, il pericolo fonte di ansia o angoscia può essere reale e concreto, tuttavia l’angoscia generata da tale minaccia è eccessiva rispetto al suo oggettivo pericolo. Ecco che allora entrano in gioco le pulsioni e le conflittualità interne che ingigantiscono la carica ansiogena dello stimolo esterno (che rimane comunque reale).
Freud concettualizza poi un’altra forma di angoscia: l’angoscia automatica. Secondo l’analista viennese, tale forma d’angoscia si manifesta quando l’individuo non è in grado né di dominare né di scaricare un afflusso di stimoli eccitatori troppo numerosi o troppo intensi che possono provenire dall’interno o dall’esterno.

Differenze tra ansia e angoscia

Analizziamo ora un altro concetto freudiano riconducibile alle condizioni di ansia e angoscia: il segnale d’angoscia.
Il segnale d’angoscia costituisce un dispositivo attivato dall’Io quando si trova di fronte ad una minaccia. Esso ha lo scopo di evitare l’angoscia automatica che susciterebbe tale pericolo.
Il segnale d’angoscia riproduce in forma attenuata la profonda reazione d’ansia vissuta originariamente a fronte di un evento traumatico. Diciamo che il segnale d’angoscia “gioca d’anticipo” consentendo al soggetto di attivare dei meccanismi di difesa che permettono di fronteggiare (o evitare) lo stimolo pericoloso.
Come già accennato in precedenza, in psichiatria vi è una precisa distinzione tra ansia e angoscia: si utilizza il termine ‘ansia’ per definire uno stato emotivo “puro”; si utilizza invece il termine ‘angoscia’ per descrivere una condizione d’ansia molto più profonda con una connotazione somatica che sovente si manifesta sottoforma di oppressione toracica. Tuttavia lo stato d’angoscia può presentare molte altre manifestazioni, quali per esempio stintomi neurovegetativi, alterazioni biochimiche, endocrinologiche e comportamentali che possono generare tachicardie, disturbi vasomotori e problematiche respiratorie.
A differenza dell’angoscia, l’ansia presenta molteplici sfaccettature, talvolta anche benefiche: l’ansia può svolgere anche una funzione di sprone per svolgere al meglio un’attività.
Ecco che per lo psicologo e lo psicologo online è fondamentale conoscere le principali differenze tra ansia e angoscia, così come le innumerevoli declinazioni e caratteristiche delle varie forme d’ansia.

 

Ulteriori riflessioni sul setting della psicoterapia online

Come abbiamo potuto scoprire in molti degli articoli precedenti sull’argomento, la psicoterapia online è una nuova frontiera che si sta consolidando sempre di più. Questo è un aspetto di cui lo psicologo online deve acquisire consapevolezza per muoversi sempre più a suo agio nel contesto online.
Nella psicoterapia online l’elemento del setting è di vitale importanza per la costruzione dell’alleanza terapeutica e per la buona riuscita del percorso.
Come abbiamo evidenziato nei precedenti lavori, ci sono delle differenze importanti tra il setting di una classica psicoterapia in studio e una psicoterapia online.
In questo lavoro approfondiremo ulteriormente questi elementi basilari per lo sviluppo di un adeguato percorso psicologico online.

Psicologo online e regole del setting da interiorizzare sempre più

Negli studi più recenti sui fondamenti metodologici e di setting della psicoterapia online (Cipolletta & Mocellin, 2016; Sansom-Daly, Wakefield, McGill, Wilson & Patterson, 2016), l’elemento cardine per la pratica terapeutica è rappresentato dalla strumentazione tecnologica: sono importantissimi un’ottima connessione internet e la possibilità di disporre di dispositivi tecnologici in grado di supportare una videochiamata che abbia una buona qualità video e audio.
Se queste condizioni non sussistono, il setting ne risentirebbe sin da subito e il lavoro terapeutico tra paziente e psicologo online si comprometterebbe in maniera irrimediabile. È per questo motivo che risulta necessario per lo psicologo online disporre di competenze tecnologiche adeguate e soprattutto sentirsi abbastanza a proprio agio nel contesto online. Per giungere a questo serve acquisire gradualmente esperienza e “allenarsi” con questo tipo di modalità comunicativa.
Come già accennato nell’articolo precedente sull’argomento, degli imprevisti di natura tecnica possono verificarsi nel corso della seduta online e lo psicologo online deve essere in grado di fronteggiarli in maniera tempestiva.
Tornando agli aspetti relativi alla gestione del setting nella seduta della psicoterapia online, ci sono due elementi cardine che vanno tutelati e chiariti sin dall’inizio: in primo luogo la scelta di una piattaforma in grado di garantire un’ottima qualità audio e video da un lato e la privacy dall’altro.

I dettagli del setting della seduta online

L’aspetto della privacy e della riservatezza è l’altro elemento cardine che va chiarito e definito sin da subito in sede di psicoterapia online. L’uso della piattaforma di comunicazione e la privacy sono però intimamente connessi. Per esempio, per quel che concerne la piattaforma di videocalling, ci sono pazienti che si trovano meglio con specifiche piattaforme che tuttavia non sono sufficientemente sicure e che potrebbero creare dei problemi in termini di privacy e riservatezza. Lo psicologo online dovrà lavorare su questo aspetto facendo il più possibile chiarezza con il paziente.
Altri elementi importanti del setting di una psicoterapia online riguardano la sistemazione del paziente in una zona specifica della casa, l’appoggiare il dispositivo su una superficie stabile e sicura, il posizionare il dispositivo in modo tale che l’inquadratura consenta allo psicologo online di vedere bene il paziente con una visione adeguata del volto che non sia né troppo lontana né troppo ravvicinata. Tali aspetti possono sembrare ridicoli ma non lo sono affatto! È stato riscontrato che tali aspetti sono di vitale importanza per la riuscita di una psicoterapia online: entrambi gli “attori” della seduta online devono sentirsi a loro agio, la videochiamata non deve rappresentare un momento faticoso, anzi, deve creare le condizioni ottimali per la creazione di un “incontro” tra due persone, un incontro che deve avere una valenza terapeutica in grado di favorire la comunicazione, l’empatia, la graduale manifestazione del transfert e del controtransfert.
Per tali motivi è necessario un certo rigore nella costruzione di queste regole del setting della seduta di psicoterapia online.

Quando la minaccia arriva dall’interno: l’ansia. Un'analisi "storica" del concetto d'ansia

Con questo articolo inizieremo un’articolata analisi di una delle problematiche psicologiche più diffuse in tutto il mondo insieme alla depressione: l’ansia.
Psicologo e psicologo online si confrontano costantemente con problemi d’ansia e disturbi d’ansia nel corso dei trattamenti psicologici.
L’ansia e i disturbi d’ansia sono un vero e proprio “universo” della sofferenza psichica: a seconda della tipologia e della gravità dei disturbi d’ansia, è necessario uno specifico trattamento che può richiedere un percorso psicologico oppure un trattamento farmacologico associato ad una psicoterapia.
L’ansia è presente in numerosissime condizioni e in diverse psicopatologie.
Addentriamoci nel fenomeno psicologico rappresentato dall’ansia e dai relativi disturbi d’ansia.

                                                                


Differenze tra ansia e angoscia

L’ansia non la troviamo soltanto nei classici disturbi d’ansia: essa è un affetto presente nelle condizioni di “normalità” (termine bruttissimo usato semplicemente per indicare una condizione di non particolare sofferenza psicologica), per esempio di fronte a situazioni stressanti, ad un esame, ad una visita, ad un colloquio di lavoro, ecc.: a fronte di contesti che richiedono una prestazione importante in cui bisogna dimostrare il proprio valore, una piccola quota d’ansia ha un effetto benefico che consente di mantenere alta la soglia di attenzione. Nelle condizioni di psicopatologia, invece, l’ansia è presente anche in certe forme di depressione, in alcune fasi dell’ideazione suicidaria (dove tuttavia assume connotazioni più gravi ed è definibile come angoscia), in molti disturbi di personalità, nelle psicosi, in diverse forme di schizofrenia, ecc.
Ansia e angoscia sono termini spesso assimilabili: la distinzione tra questi due termini è presente principalmente nelle lingue latine. Nelle lingue anglosassoni invece c’è un solo termine per definire entrambe le condizioni (Angst in tedesco e anxiety in inglese). In psichiatria la distinzione tra ansia e angoscia viene mantenuta: l’ansia fa riferimento ai soli aspetti psichici legati a tale emozione, mentre l’angoscia sarebbe riconducibile a manifestazioni molto più intense spesso a carattere somatico.
A seconda della tipologia di manifestazione d’ansia in seduta, psicologo e psicologo online dovranno trattare la problematica e analizzare le cause con approcci differenti.

                                                       

 

 

Storia del concetto d’ansia e dei disturbi d’ansia

Il concetto di ansia è di importanza basilare nella teoria psicoanalitica di Freud. Il cambio di prospettiva di Freud è dato dal modo di concepire l’ansia: non più intesa in termini esclusivamente somatogeni, come fatto dalle precedenti teorie di stampo psichiatrico, bensì concepita in termini prettamente psicogeni. Prima l’ansia veniva collegata soltanto ad un malfunzionamento del sistema neurovegetativo. Freud infatti fu il primo studioso a distinguere la cosiddetta nevrosi d’angoscia dalla nevrastenia da un lato e dall’altro dall’isteria. Con questa distinzione l’ansia inizia ad assumere pertanto delle caratteristiche molto più complesse e articolate rispetto alla classica correlazione tra ansia e disturbi organici.
Ma in cosa consiste la nevrosi d’angoscia secondo Freud?
Dal punto di vista sintomatico, la nevrosi d’angoscia si differenzia dalla nevrastenia: mentre nella seconda si ravvisano disturbi quali stanchezza, irritabilità, insonnia, cefalea e riduzione dell’attività sessuale, nella prima sono presenti stati di attesa ansiosa, attacchi di angoscia.
Da un punto di vista eziologico (dove per eziologia si intende lo studio delle cause delle malattie), Freud distingue la nevrosi d’angoscia dall’isteria: l’isteria è un disturbo d’ansia provocato da traumi infantili mentre la nevrosi d’angoscia è generata da conflitti attuali legati all’accumulo di tensione sessuale che non viene adeguatamente elaborata e pertanto si manifesta sottoforma di sintomi psicosomatici quali difficoltà a respirare, vertigini, palpitazioni, sudori, ecc. Entrambe le nevrosi, secondo Freud, presentavano anche degli aspetti in comune, soprattutto per quel che concerne le modalità di manifestazione della sintomatologia ansiosa.
Nel prossimo articolo sull’argomento affronteremo gli ulteriori sviluppi dello studio dell’ansia e dei disturbi d’ansia nell’ambito della teoria psicoanalitica.

                                                         

Setting e tecnologia nelle sedute di psicoterapia online

Con questo articolo riprendiamo il tema della psicoterapia online, delle sue caratteristiche che lo differenziano dalla psicoterapia in studio e delle regole del setting cui deve attenersi lo psicologo online
(Come si è evoluto il ruolo dello psicologo online: un’analisi storica; Psicoterapia online riflessioni su setting e pratica clinica).
Il setting cambia nella psicoterapia online e lo psicologo online deve sviluppare sempre maggiore sensibilità per queste trasformazioni che si ripercuotono inevitabilmente nel rapporto tra paziente e psicologo.
Un elemento cardine nel setting della psicoterapia online è dato dalla gestione degli strumenti tecnologici da parte dello psicologo online: una rete wifi di qualità, dispositivi affidabili che consentano una buona conduzione della seduta online, competenze informatiche di base da parte dello psicologo online sono fondamentali nel contesto terapeutico.

                                      

Operatività dello psicologo online nella gestione della tecnologia in seduta

I principali detrattori della psicoterapia online hanno fatto notare quanto sia facile incorrere in imprevisti tecnici in grado di compromettere l’adeguato svolgimento della seduta. Tali imprevisti sarebbero principalmente riconducibili all’inaffidabilità dei dispositivi tecnologici. Ad oggi però, gli inconvenienti legati agli strumenti tecnologici sono sempre meno frequenti, oltre che molto più semplici da fronteggiare e risolvere.
A tal proposito è molto importante che lo psicologo sia alquanto “operativo” ed efficiente nella gestione degli imprevisti, in modo tale da trovare tempestivamente delle valide alternative a specifiche difficoltà che possono presentarsi nel corso della seduta. Nello specifico, lo psicologo online deve essere pronto nel collegare il computer o il tablet alla rete hotspot dello smartphone, qualora si presentassero dei problemi di connessione con il wifi; oppure deve valutare se usare una piattaforma meno pesante per lo svolgimento della seduta online, qualora il paziente disponesse di una connessione non in grado di supportare Skype o altre piattaforme. In questo contesto è di fondamentale importanza creare un clima collaborativo e altamente comunicativo con il paziente per rendere il più fluido possibile l’andamento della seduta online. Del resto, come detto in precedenza, questi aspetti fanno parte del setting (del nuovo setting offerto dalla psicoterapia online) e sono importanti anche per il consolidamento dell’alleanza terapeutica tra paziente e terapeuta.

                                  

Uso degli strumenti tecnologici: l’importanza del confronto col paziente

Nel contesto online la gestione degli aspetti tecnologici necessari allo svolgimento della seduta vanno affrontati in maniera approfondita con il paziente.
Se emergono dei problemi di natura tecnica, il modo per risolverli va personalizzato a seconda del tipo di paziente che stiamo trattando e delle sue specifiche caratteristiche di personalità. In questa maniera, anche la negoziazione e il confronto sulle questioni tecnologiche e organizzative della seduta avranno una funzione diagnostica e terapeutica: diagnostica perché ci fornirà preziose informazioni sulla struttura di personalità del paziente, terapeutica in quanto andrà a costituire una delle basi per la costruzione dell’alleanza terapeutica con lo psicologo online.
È molto importante che lo psicologo online si senta a suo agio nell’utilizzo delle tecnologie e nella costruzione del setting: ne va della buona riuscita della psicoterapia online.
Esistono degli elementi del setting della psicoterapia online che sono alla base dello svolgimento del percorso e che vanno specificate sin dall’inizio.
Innanzitutto, prima dell’iniziale colloquio online, è fondamentale concordare la piattaforma di videochiamata da utilizzare.
Un altro aspetto che va chiarito al paziente è quello relativo alla riservatezza della seduta che ovviamente in un percorso psicologico in studio non si pone, in quanto nella stanza di terapia possono esserci soltanto lo psicologo e il paziente. Nel contesto online, bisognerà far presente al paziente che dovrà trovarsi solo nella sua stanza. Questa chiarificazione può risultare quasi banale per molti pazienti ma non per tutti. Alcuni infatti potrebbero ritenere ininfluente il fatto che siano presenti altre persone durante lo svolgimento della seduta. Aspetti come questi ci offrono già preziose informazioni sull’organizzazione di personalità di quello specifico paziente consentendo allo psicologo online di iniziare a costruire una serie di considerazioni cliniche.
Nel prossimo articolo sull’argomento affronteremo ulteriori questioni relative al setting della psicoterapia online, oltre alle differenze da una psicoterapia tradizionale.

                                                 

 

Le fragilità delle personalità narcisistiche: ulteriori riflessioni

Come analizzato nel precedente lavoro sull’argomento (Cosi forte e cosi debole: la personalita narcisista), aspetti di narcisismo sono presenti in tutti noi e vanno a dare una coloritura più o meno intensa alla nostra esistenza: tutti noi abbiamo bisogno di feedback positivi provenienti dall’ambiente esterno per regolare in maniera adeguata ed equilibrata la nostra autostima. Piccole “dosi” di narcisismo sono preziose perché ci consentono di acquisire stima e apprezzamento da amici/che, colleghi/e compagni/e di vita, familiari. Ci sono tuttavia condizioni cliniche in cui il narcisismo diventa la dimensione dominante, per cui l’intera esistenza ruota intorno a se stessi e agli apprezzamenti degli altri. Psicologo e psicologo online fanno spesso i conti con problematiche di narcisismo più o meno patologico nella loro pratica clinica, e in diverse circostanze hanno a che fare con problematiche riconducibili ad un vero e proprio disturbo narcisistico di personalità.

                                      

Narcisismo “overt” e “covert”

Allo psicologo e allo psicologo online la personalità narcisistica apparirà spesso come arrogante, fredda, sprezzante, esibizionista, contraddistinta da una certa distanza emotiva e da una tendenza alla svalutazione degli altri. Ad un livello più profondo, tuttavia, queste personalità presentano un mondo interno popolato da senso di inferiorità ma soprattutto da vissuti di vergogna.
Tuttavia, come evidenziato nell’altro articolo relativo al disturbo narcisistico di personalità (Depressione e narcisismo due macigni nella sofferenza psichica),
lo psicologo si confronta anche con soggetti narcisisti che presentano caratteristiche opposte: chiusura, timidezza, insicurezza. Tali personalità presentano anch’esse vissuti di grandiosità ed esibizionismo, tuttavia questi tratti rimangono “intrappolati” nel loro mondo interno, sottoforma di fantasie di grandiosità. Il narcisismo patologico che manifesta apertamente i tratti di arroganza e di eccessivo senso di grandezza prende il nome di “narcisismo overt”, mentre quello contraddistinto da atteggiamenti chiusi e riservati viene denominato “narcisismo covert”. Entrambe queste forme di narcisismo nascondono intensi vissuti di vergogna e senso di inferiorità che vengono puntualmente controbilanciati dagli atteggiamenti narcisistici oppure dalle fantasie narcisistiche.
Nei recedenti lavori sull’argomento è emerso come i vissuti di vergogna, senso di vuoto e senso di abbandono rappresentino gli “organizzatori” dell’esperienza narcisistica.

                                             

Prime riflessioni sul Sé narcisistico

Analizzando un po’ più nello specifico le caratteristiche del Sé narcisistico, si può affermare che tali personalità siano organizzate intorno al mantenimento della propria autostima attraverso le conferme che arrivano dall’ambiente esterno, e soltanto da quelle!
Nei soggetti narcisistici è spesso presente un marcato senso di falsità, vergogna, invidia e inferiorità che vengono compensati all’esterno da atteggiamenti di ipocrisia, orgoglio, disprezzo, vanità e senso di superiorità (questo vale ovviamente per le personalità narcisistiche “overt”). Ma perché si verifica questo? Perché il soggetto narcisista riesce a vivere e a viversi soltanto agli estremi opposti del suo stato dell’Io: o in una condizione totalmente buona (manifestazioni grandiose di sé) o totalmente cattiva (profondo senso di vuoto e inferiorità). È dalla manifestazione di queste intense polarità del Sé che lo psicologo e lo psicologo online possono iniziare ad ipotizzare la presenza di una problematica narcisistica nel paziente in terapia. Per la persona narcisista l’idea di essere “mediamente buona” non è contemplata: o tutto o niente.
Ad un certo livello della sua struttura di personalità il soggetto narcisista possiede una minima consapevolezza della propria fragilità psicologica. Molto spesso egli ha paura di essere estromesso, di perdere la propria autostima, soprattutto nei momenti di maggiore sollecitazione emotiva, che per il soggetto narcisista è rappresentato dalle critiche o dalle disapprovazioni degli altri: ecco che d’improvviso egli passa da una condizione di vacua esaltazione ad una in cui non si sente nessuno. L’identità della personalità narcisistica è troppo labile per sopportare le tensioni. Spesso queste angosce e queste fragilità affiorano nel contesto terapeutico con lo psicologo o lo psicologo online. Il lavorare su queste fragilità è la principale sfida del percorso psicoterapeutico.

                                         

Psicoterapia online: riflessioni su setting e pratica clinica

Come illustrato in numerosi articoli sull’argomento (La psicoterapia online: una pratica clinica in continua espansione; La grande frontiera della psicoterapia online con i pazienti depressi; Come si è evoluto il ruolo dello psicologo online: un’analisi storica), la psicoterapia online rappresenta uno strumento clinico sempre più importante, soprattutto in questo periodo storico dove gli spostamenti sono sempre più intensi, dove la globalizzazione gioca un ruolo sempre più decisivo e dove il crescente sviluppo delle nuove tecnologie favorisce costantemente queste nuove forme di comunicazione anche nella pratica clinica. Nell’ambito del supporto psicologico e della psicoterapia, lo psicologo online assume un ruolo sempre più prezioso. Nell’ultimo articolo sull’argomento abbiamo approfondito gli aspetti relativi al setting nella psicoterapia online e all’alleanza terapeutica che si viene a crearsi tra paziente e psicologo online.
In questo lavoro analizzeremo altre peculiarità della psicoterapia online.

                                            

Il setting nella psicoterapia online: riflessioni

Ma quali sono le caratteristiche di un setting online? Ovviamente il setting di una psicoterapia online presenta delle peculiarità che lo differenziano dalla classica psicoterapia in studio.
Già soltanto la presentazione tra psicologo online e paziente avviene in una modalità differente dalla classica psicoterapia. Nella psicoterapia in presenza entra in gioco in maniera più significativa il corpo: due corpi si avvicinano ed entrano in contatto tramite una stretta di mano: c’è una particolare attenzione agli aspetti riconducibili al linguaggio del corpo, alla struttura del corpo, al modo di vestire. Queste variabili sono molto meno presenti nell’incontro tra paziente e psicologo online. La conoscenza tra paziente e psicologo online, innanzitutto, avviene attraverso la videocall. In generale, è preferibile che sia lo psicologo online a far partire la videochiamata, gesto che simbolicamente rimanda all’atto di aprire la porta dello studio e di far accomodare il paziente. È comunque importante che un movimento di questo tipo venga preliminarmente specificato e anticipato al paziente da parte dello psicologo online, in quanto non è così ovvio che la procedura si svolga in questa maniera. I modi con cui il paziente si muove di fronte a queste regole del setting (stabilite dallo psicologo online) ci forniscono già delle preziose informazioni su di lui: per esempio il comunicare con un messaggio di testo che egli è già pronto per la seduta oppure il cercare lui di contattare per primo lo psicologo online qualora questi sia in ritardo di qualche istante. Questi sono tutti elementi che ci aiutano preliminarmente a comprendere il paziente e il suo modo di relazionarsi con l’altro.

                                       

Psicoterapia online: l’importanza della tecnologia

Un aspetto fondamentale nella pratica della psicoterapia online è rappresentata dal disporre di un’ottima strumentazione tecnologica, in primis da una connessione internet di alta qualità: è necessario che lo psicologo online abbia a portata di mano una rete wifi efficiente apparecchiature in grado di effettuare una videochiamata. Quindi la qualità video e audio deve essere elevata per poter svolgere la seduta online nelle condizioni migliori. È un dato di fatto pertanto che per poter lavorare adeguatamente nell’ambito della psicoterapia online è fondamentale che lo psicologo possegga un minimo di competenze in campo tecnologico.
Per quel che concerne il setting della seduta psicologica online, è importante che lo psicologo online sia in grado di fronteggiare con successo i piccoli disguidi o contrattempi che si possono verificare nel corso della videochiamata (problemi legati alla connessione instabile, alla nitidezza dell’immagine, all’audio, ecc.).
Tuttavia, è importante tenere a mente che ad oggi i problemi legati alle questioni tecnologiche nella conduzione della seduta di psicoterapia online sono sempre meno frequenti per lo psicologo online, in quanto le soluzioni sono sempre più a nostra disposizione e la qualità dei dispositivi e delle connessioni wifi sono sempre più di qualità.
Nel prossimo articolo sull’argomento approfondiremo nuovi aspetti legati agli sviluppi della psicoterapia online e dei relativi risvolti terapeutici.

                                                                    

 

 

Quando la gelosia non è più un “gioco”: la gelosia patologica

Nel primo articolo sull’argomento (Ho paura di perdere il tuo amore: il sentimento della gelosia) abbiamo iniziato ad inquadrare il sentimento della gelosia, elemento che affiora molto spesso e in maniera significativa nei percorsi con lo psicologo e lo psicologo online.
La gelosia è una condizione emotiva universale, tant’ è che Sigmund Freud nel 1921 sosteneva che se un individuo non si confronta mai (anche solo in misura minima) con il sentimento della la gelosia è molto probabile che egli abbia provato questo vissuto nell’infanzia in maniera intensa, che l’abbia totalmente rimosso dalla coscienza con finalità difensive e che tale vissuto sia presente in maniera attiva nel suo inconscio rivestendone un ruolo fondamentale.
Ma quali sono invece i meccanismi alla base della gelosia patologica? Scopriamoli.

                                            

Cause alla base della gelosia patologica

Come accennato nel precedente articolo, sono svariate le forme di gelosia che si possono manifestare in una persona: ovviamente, nei contesti di maggiore fragilità, si annidano le forme più patologiche di gelosia.
La gelosia patologica può essere vista come un perenne “scenario mentale” che il soggetto geloso si costruisce e che riguarda la perdita del possesso totale (in termini sessuali o sentimentali) del proprio partner. Quest’immagine mentale, che nei casi più gravi si tramuta in una vera e propria ossessione, costituisce spesso una ferita narcisistica per la persona che soffre di gelosia patologica, con conseguenti vissuti di umiliazione e vergogna.
Nella gelosia patologica è presente una marcata componente di persecutorietà legata al bisogno spasmodico di possesso e al profondo senso di insicurezza e fragilità del soggetto geloso di fronte alla perdita o alla minaccia del legame. Come in tutte le forme di paranoia e persecutorietà, nella gelosia patologica una parte di noi ritenuta inaccettabile viene scissa e proiettata sull’altro, nello specifico sul partner e sui suoi presunti tradimenti. Per esempio, la persona gelosa può essere frustrata dalla propria relazione sentimentale e insoddisfatto del proprio partner, non riconosce questa cosa scindendola da Sé e proiettandola sul partner giungendo a questo punto all’incrollabile convinzione secondo cui è il partner a essere insoddisfatto della relazione e a cercare qualcun altro.

                                              

Caratteristiche della gelosia patologica: una sfida per psicologo e psicologo online

Come accennato in precedenza, la gelosia è un sentimento che può assumere molteplici forme e che può declinarsi in svariate modalità sia normali che patologiche, declinazioni con cui psicologo e psicologo online si confrontano molto spesso nel corso delle psicoterapie. La gelosia può prendere la forma di uno stato emotivi, di un’ossessione e nei casi più gravi può tramutarsi in una percezione o intuizione delirante oppure ancora in un’allucinazione. Nell’area della gelosia patologica troviamo il cosiddetto delirio passionale che origina da un evento che scaturisce l’intuizione delirante del soggetto. A partire da tale intuizione, l’individuo si costruisce un vero e proprio “film” dalle connotazioni marcatamente deliranti che si concentrano ovviamente sulle tematiche del tradimento e dell’infedeltà del partner. Tali contenuti vanno a saturare la mente del soggetto geloso andando a contaminare pensieri, emozioni e ricordi. Tuttavia queste pesanti distorsioni coinvolgono soltanto la sfera sentimentale. Quindi la persona che soffre di gelosia patologica può “funzionare” benissimo in tutte le altre aree della sua vita ma perdere completamente il senso critico e l’esame di realtà quando sollecitato emotivamente dalle minacce di perdita della persona amata a seguito della sua presunta infedeltà.
La psicoterapia rappresenta il trattamento di riferimento per affrontare e superare le cause profonde della gelosia patologica. Nelle forme più gravi di gelosia patologica, dove le ideazioni assumono connotazioni deliranti, è necessario affiancare alla psicoterapia un trattamento farmacologico.