Modi di essere e disagio psichico: i disturbi di personalità

Ciascuno di noi possiede una serie di peculiarità psichiche e comportamentali che vanno a costituire il proprio modo di essere e che rimangono relativamente invariate nelle differenti situazioni sociali in cui ci si viene a trovare. Questo insieme di caratteristiche e modalità di comportamento è ciò che possiamo definire personalità. Ogni personalità presenta pertanto delle caratteristiche che definiamo tratti. I tratti di personalità sono dei modi di comportarsi, di vivere le emozioni e di pensare costanti nel tempo che vanno appunto a caratterizzare la personalità dell’individuo. Naturalmente, i tratti di personalità differiscono molto da persona a persona. I tratti di un individuo possono essere riconosciuti molto precocemente e presentano un certa stabilità nel tempo: le variazioni che si possono riscontrare nel tempo sono minime, Nel senso che se una persona presenta una personalità narcisistica, non è che col tempo potrà trasformarsi in una personalità ossessiva. Ma i dettagli relativi alle tipologie di personalità li approfondiremo in seguito.

                                                      

 

Le origini della personalità: il temperamento

Nella costruzione della propria personalità incidono sia fattori genetici che fattori ambientali. Nello specifico, la personalità ha origine dal temperamento e dai processi di apprendimento all’interno dell’ambiente sociale in cui si vive. Il temperamento è quell’insieme di predisposizioni comportamentali che ritroviamo nel bambino sin dalla nascita. In termini più psicologici, il temperamento può essere considerato quel “bagaglio” di tratti emotivi che ha origine da componenti fisiologiche: tutti i bambini, sin da neonati, presentano differenze più o meno marcate per quel che concerne il livello di attività e intraprendenza, l’apertura sociale, il livelli di tolleranza della frustrazione, la disponibilità ad essere consolati, la maggiore o minore predisposizione al turbamento, ecc.
È importante tenere presente che non vi è necessariamente continuità tra il temperamento iniziale di un bambino e il successivo sviluppo della personalità. In questo percorso di crescita saranno principalmente tre i fattori che andranno a “modellare” a poco a poco il temperamento di un bambino: fattori biologici, fattori psicologici e fattori sociali. L’interazione di questi tre importantissimi fattori darà origine alla personalità e ai relativi tratti di personalità.
Ma cosa succede quando questi tre fattori generano condizioni psichiche problematiche portando ad un’esasperazione di determinati tratti di personalità? Succede che l’individuo sviluppa un disturbo di personalità.

 

                                             

 

I diturbi di personalità: caratteristiche e tipologie

Quando questi tratti assumono un carattere di esagerazione, la personalità assume una dimensione patologica, fonte di disagio: ci troviamo di fronte ai disturbi di personalità.
Il disturbo di personalità implica inevitabilmente delle alterazioni notevoli nel funzionamento generale della persona, con conseguenze negative sulle relazioni sociali, sull’immagine di sé e sull’efficacia del pensiero.
Il DSM-IV, che è il principale manuale diagnostico dei disturbi menali, definisce il disturbo di personalità come una modalità prolungata di vivere se stessi e di comportarsi che si allontana in maniera considerevole dalle aspettative della cultura di cui l’individuo fa parte: è un modo di essere, di avvertirsi e di comportarsi che crea problemi in almeno due delle seguenti aree: esperienza cognitiva, affettività, relazioni sociali, controllo degli impulsi. Tali tratti patologici devono risultare particolarmente rigidi e pervasivi, così tanto pervasivi da generare una condizione di forte disagio a livello personale, sociale e nella vita lavorativa.
Solitamente il disturbo di personalità insorge in adolescenza o all’inizio della fase adulta, quando si conforma e stabilizza la personalità dell’individuo.
Abbiamo tre macro-categorie di disturbi di personalità che presentano peculiarità differenti, a seconda del tipo di personalità che si va costituendo. Tali macro-categorie vengono definite “cluster” e sono:
Il CLUSTER A, definito anche “cluster eccentrico”: a questo cluster appartengono quei soggetti che mostrano profonde difficoltà ad instaurare relazioni soddisfacenti. Le caratteristiche principali di tali disturbi sono l’eccentricità, il ritiro sociale e le distorsioni del pensiero.
A questo cluster appartengono tre disturbi di personalità: il disturbo schizoide di personalità, il disturbo schizotipico di personalità e il disturbo paranoide di personalità.
Il CLUSTER B, definito anche “cluster impulsivo”: in questo gruppo troviamo invece quei disturbi di personalità contraddistinti da impulsività, egocentrismo, mancanza di empatia, rabbia e aggressività. A questo cluster appartengono il disturbo narcisistico di personalità, il disturbo istrionico di personalità, il disturbo borderline di personalità e il disturbo antisociale di personalità.
Il CLUSTER C, definito anche “cluster ansioso”: qui la componente determinante è l’ansia che diventa l’elemento cardine della vita dell’individuo. I tratti di queste personalità ostacolano pesantemente le capacità lavorative e la possibilità di instaurare relazioni interpersonali adeguate, così come relazioni intime soddisfacenti. A questo cluster appartengono il disturbo evitante di personalità, il disturbo dipendente di personalità e il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità.
Data la natura complessa dei disturbi di personalità, ne consegue che il trattamento di questi disturbi varierà notevolmente a seconda della tipologia con cui si ha a che fare. Una sfida davvero complessa per lo psicologo che ogni volta si confronta con le infinite sfaccettature di un disagio così articolato e “fluido” come il disturbo di personalità.