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Scritto dal Dott. Davide Caricchi
Scritto il 5 Mar, 2024
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Il test dell’ipocondria

Può avere senso fare un test dell’ipocondria se avverto di frequente una serie di preoccupazioni per il mio stato di salute e presento una certa attivazione che mi porta in una frequente condizione di “arousal” nei confronti di qualsiasi segnale che proviene dal mio corpo? Beh, la risposta è senza dubbio sì, tenendo però conto che non tutte le problematiche legate alla preoccupazione per delle malattie porta inesorabilmente ad una diagnosi di ipocondria: possono essere molti altri i fattori che in una specifica fase della propria vita portano a essere particolarmente preoccupati per la propria condizione di salute e un po’ più suggestionabili riguardo l’insorgenza di malattie.

Che cos’è il test dell’ipocondria?

Il test dell’ipocondria è uno strumento progettato per valutare e quantificare il grado di ansia e preoccupazione che un individuo può sperimentare riguardo alla possibilità di essere affetto da varie malattie. Il test dell’ipocondria funge da guida preliminare per aiutare sia i professionisti della salute mentale sia gli individui stessi a comprendere meglio la natura delle loro preoccupazioni relative alla salute. Attraverso l’analisi delle risposte fornite, un test dell’ipocondria offre indicazioni su come affrontare tali preoccupazioni, suggerendo potenziali percorsi da seguire per mitigare l’ansia legata alla salute. Questi suggerimenti possono includere la consulenza di uno psicologo o uno psicologo online per impostare l’eventuale trattamento psicologico più indicato.
Nonostante la sua utilità nel fornire insight e orientamenti iniziali, è fondamentale riconoscere che il test dell’ipocondria non detiene alcun valore diagnostico clinico. Ciò significa che, sebbene possa rivelare livelli significativi di ansia legata alla salute, i risultati del test dell’ipocondria non possono e non devono essere interpretati come una conferma di una diagnosi medica o psicologica. La distinzione è cruciale per garantire che le persone non si affidino esclusivamente ai risultati di questo test per trarre conclusioni definitive sulla loro salute mentale o fisica.

Inoltre, il ruolo del test dell’ipocondria nel processo di valutazione dell’ansia per la salute sottolinea l’importanza di approcci di follow-up approfonditi. Dopo aver completato il test dell’ipocondria, è consigliabile intraprendere ulteriori passaggi, come la consultazione di professionisti della salute mentale qualificati che possano fornire una valutazione completa e, se necessario, formulare una diagnosi accurata basata su criteri clinici stabiliti. Questi esperti sono in grado di interpretare i risultati del test dell’ipocondria nel contesto più ampio della storia clinica dell’individuo, delle sue esperienze di vita e dei suoi sintomi, assicurando così che qualsiasi raccomandazione o piano di trattamento sia personalizzato e basato su evidenze solide.
Il test dell’ipocondria rappresenta un prezioso punto di partenza, utile per individuare e affrontare l’ansia per la salute fornendo importanti indicazioni su come procedere per alleviare tale ansia.
Se desideri approfondire la tua conoscenza su questa condizione, ti suggerisco vivamente di leggere l’articolo proposto, potrebbe effettivamente illuminarti su aspetti che non avevi considerato. Tuttavia, se sei “ansioso” di misurare immediatamente il tuo livello di preoccupazione legata alla salute, non preoccuparti! Puoi tranquillamente passare alla fine dell’articolo, dove troverai il test dell’ipocondria pronto per essere eseguito. Questo test dell’ipocondria offre un metodo diretto e immediato per ottenere un quadro chiaro della tua situazione personale riguardo all’ansia per la salute.

Cosa misura il test dell’ipocondria?

I test dell’ipocondria rappresentano una categoria di strumenti di valutazione psicologica progettati con lo scopo principale di misurare e quantificare il livello di ansia e preoccupazione che un individuo può provare riguardo alla propria salute fisica. Questi questionari sono elaborati per rilevare la presenza e la gravità di tendenze ipocondriache, caratterizzate da un’attenzione eccessiva e una preoccupazione ossessiva verso il proprio stato di salute.
Spesso coloro che presentano un elevato punteggio nei test dell’ipocondria manifestano una convinzione distorta e infondata di essere affetti da malattie gravi, il che accade spesso anche in assenza di sintomi medici concreti o significativi che possano giustificare tali convinzioni.
Attraverso una serie di domande dettagliate, questi test dell’ipocondria esplorano vari aspetti della preoccupazione per la salute di una persona. Gli argomenti trattati includono la frequenza con cui i sintomi somatici vengono esperiti, il grado di ansia generato dalla paura di ammalarsi, la percezione individuale di essere particolarmente vulnerabile a varie condizioni mediche e l’intensità della paura che queste preoccupazioni possano concretizzarsi in future gravi malattie.
È importante notare che mentre i test dell’ipocondria forniscono indicazioni immediate e quantificabili riguardo alla preoccupazione di un individuo per la propria salute, essi non sono strumenti diagnostici definitivi. In altre parole, un risultato che indichi una elevata preoccupazione per la salute attraverso questi test non equivale a una diagnosi clinica di ipocondria. Questo aspetto sottolinea l’importanza critica di interpretare i risultati ottenuti dai test dell’ipocondria con cautela e discernimento professionale.
I test dell’ipocondria sono strumenti preziosi che contribuiscono significativamente al processo di valutazione iniziale delle preoccupazioni per la salute. Offrono una prima indicazione della possibile presenza di ansia per la salute e tendenze ipocondriache ma devono essere integrati da un’analisi clinica più approfondita per confermare o escludere la presenza di un disturbo ipocondriaco. Questa pratica garantisce un approccio olistico e accurato alla diagnosi e al trattamento dell’ipocondria promuovendo così il benessere e la qualità della vita degli individui coinvolti.

I principali test dell’ipocondria

L’ipocondria, nota anche come disturbo d’ansia per la salute, è una condizione caratterizzata da una preoccupazione eccessiva per la propria salute, spesso accompagnata dalla paura di avere o di sviluppare una grave malattia nonostante le rassicurazioni mediche. Per valutare questa condizione, i professionisti della salute mentale si affidano a vari strumenti e tecniche di valutazione. In questo contesto, il termine “test dell’ipocondria” si riferisce a strumenti standardizzati utilizzati per misurare la severità e la presenza di sintomi ipocondriaci. Questi test dell’ipocondria giocano un ruolo cruciale nel diagnosticare, valutare e pianificare il trattamento per le persone che soffrono di preoccupazioni eccessive per la salute.
Ma quali sono i principali test dell’ipocondria riconosciuti a livello internazionale?
Uno dei test dell’ipocondria più noti è lo Health Anxiety Inventory (HAI), sviluppato per valutare il livello di ansia per la salute. Questo strumento misura come i sintomi specifici dell’ansia per la salute influenzano la vita quotidiana dell’individuo. Attraverso una serie di domande l’HAI cerca di quantificare la preoccupazione eccessiva per la salute, l’attenzione ipervigile ai segnali del corpo e le convinzioni irrazionali riguardo la malattia. Questo test dell’ipocondria si distingue per la sua capacità di discriminare tra preoccupazioni per la salute clinicamente significative e quelle considerate parte della normale preoccupazione per il proprio benessere.
Un altro importante test dell’ipocondria è l’Illness Attitude Scales (IAS), che valuta le paure, le convinzioni e i comportamenti associati all’ipocondria. L’Illness Attitude Scales aiuta a identificare le persone che hanno una paura eccessiva di essere malate, che sono preoccupate per i sintomi, che hanno tendenze ipocondriache o che evitano situazioni a causa della paura di malattie. Questo test dell’ipocondria comprende domande che indagano la preoccupazione per la salute, il comportamento di controllo (come controllare ripetutamente i potenziali segnali che il nostro corpo ci può mandare) e la paura di avere una malattia grave.
Il Whiteley Index è un altro strumento frequentemente utilizzato per valutare i sintomi ipocondriaci. Questo test dell’ipocondria è breve ma efficace e si concentra principalmente sulla misurazione della preoccupazione per la malattia, l’attenzione eccessiva ai sintomi fisici e la convinzione di avere una malattia grave. Il Whiteley Index è stato ampiamente utilizzato in studi clinici e nella pratica medica per identificare i pazienti che potrebbero trarre beneficio da un intervento psicologico mirato.
L’SCL-90-R è un questionario più ampio che include una scala per la valutazione dell’ipocondria tra le sue sottoscale. Sebbene non sia un test dell’ipocondria specifico, questa sottoscala misura i sintomi ipocondriaci all’interno di un contesto più ampio di sintomi psicologici e psichiatrici. Questo permette ai clinici di avere una visione complessiva della salute mentale del paziente che include la presenza di sintomi ipocondriaci.
Il Patient Health Questionnaire (PHQ) è uno strumento di screening che, nella sua versione estesa (PHQ-15), include domande relative ai sintomi somatici che possono essere legati all’ipocondria. Questo test dell’ipocondria è particolarmente utile in contesti medici generali per identificare rapidamente i pazienti che possono avere problemi di salute mentale legati ai loro sintomi fisici.
Questi test dell’ipocondria sono strumenti vitali nel campo della psicologia clinica e della psichiatria, poiché forniscono una valutazione standardizzata e quantificabile della gravità e della presenza di preoccupazioni per la salute che possono influenzare significativamente la vita di un individuo. L’utilizzo di questi test permette ai professionisti della salute mentale di identificare le aree problematiche, di formulare diagnosi accurate e di sviluppare piani di trattamento personalizzati. Essi rappresentano una componente essenziale della valutazione e del trattamento dell’ipocondria contribuendo a migliorare la qualità della vita di coloro che soffrono di preoccupazioni eccessive per la loro salute.

Come capire se si soffre di ipocondria?

Come già accennato, l’ipocondria è caratterizzata da una preoccupazione eccessiva per la propria salute fisica. Le persone che ne soffrono interpretano spesso sensazioni corporee normali o disturbi minori come segni di gravi malattie. In questo contesto, un test dell’ipocondria può rappresentare uno strumento utile per valutare la presenza e la gravità di questo disturbo. Tuttavia, è importante sottolineare che qualsiasi valutazione o test psicologico deve essere somministrato e interpretato da professionisti qualificati nel campo della salute mentale.
Per comprendere se si soffre di ipocondria, è fondamentale osservare determinati comportamenti, pensieri ed emozioni che possono indicare la presenza di questo disturbo. Attraverso la ripetuta somministrazione di un test dell’ipocondria e l’osservazione attenta dei seguenti indicatori, è possibile ottenere un quadro più chiaro della situazione:

1. Preoccupazione eccessiva per la salute: uno dei segnali più evidenti di ipocondria è una preoccupazione costante e soverchiante per la salute che persiste anche in assenza di diagnosi mediche che giustifichino tale ansia. Il test dell’ipocondria mira a quantificare la gravità e la frequenza di queste preoccupazioni aiutando a distinguere tra una normale attenzione per la propria salute e un’ansia patologica.

2. Interpretazione errata di segnali corporei: le persone con una predisposizione all’ipocondria tendono a interpretare erroneamente sensazioni corporee normali (come un leggero battito cardiaco accelerato o una breve sensazione di affaticamento) come sintomi di malattie gravi.
Un test dell’ipocondria può includere domande specifiche volte a capire come l’individuo interpreta queste sensazioni corporee.

3. Ricerca ossessiva di rassicurazione: un altro indicatore significativo è la ricerca costante di rassicurazione sulla propria salute che può manifestarsi attraverso frequenti visite mediche, esami clinici ripetuti senza motivo o consultazioni continue su internet riguardo a possibili malattie. Un valido test dell’ipocondria può valutare la frequenza e l’intensità di questi comportamenti.

4. Evitamento: paradossalmente, alcuni individui possono reagire con un comportamento di evitamento, rifiutandosi di cercare cure mediche per paura di ricevere diagnosi negative. Anche in questo caso, tale tratto può essere esplorato da un test dell’ipocondria per comprendere meglio i livelli di diniego che vengono messi in atto in maniera “controfobica” dal soggetto ipocondriaco .

5. Impatto sulla vita quotidiana: l’ipocondria può avere un impatto significativo sulla qualità della vita limitando le attività quotidiane e danneggiando le relazioni interpersonali, oltre a provocare stress e ansia cronici. Un test dell’ipocondria può aiutarci a valutare come queste preoccupazioni per la salute influenzino e saturino la vita dell’individuo.

6. Riflessione su esperienze passate: a volte esperienze traumatiche legate alla salute (proprie o di persone vicine) possono influenzare la percezione del proprio benessere fisico. Il test dell’ipocondria può includere domande che esplorano la storia personale dell’individuo relativa a eventi medici significativi.

7. Reazione a informazioni sulla salute: la reazione emotiva e cognitiva a nuove informazioni sulla salute nel mondo (ad esempio, notizie su malattie o trattamenti) può essere esagerata nelle persone con tendenze ipocondriache. Anche qui un buon test dell’ipocondria può indagare su come queste informazioni vengono elaborate e su come influenzino il comportamento e il benessere emotivo dell’individuo.

Come nasce l’ipocondria?

L’ipocondria è il risultato di una complessa combinazione di fattori psicologici, biologici e ambientali. I meccanismi alla base dell’ipocondria possono essere esplorati attraverso l’uso di strumenti diagnostici come i test dell’ipocondria che aiutano a identificare la presenza e la gravità dei sintomi associati a questo disturbo.
Dal punto di vista psicologico, l’ipocondria può essere vista come un tentativo di gestire l’ansia e il controllo su aspetti della vita percepiti come minacciosi o incerti. In molti casi, quest’ansia si focalizza sulla salute e sul benessere fisico diventando una preoccupazione dominante che influisce significativamente sulla qualità della vita dell’individuo.
I test dell’ipocondria possono rivelare come la paura di malattie gravi, spesso sproporzionata rispetto al rischio reale, porti a comportamenti ossessivi di controllo, come il monitoraggio costante dei sintomi o la ricerca eccessiva di conferme mediche.

Ipocondria e approccio psicodinamico

Teorie psicodinamiche suggeriscono che l’ipocondria possa originarsi da conflitti interni non risolti e da traumi infantili. Secondo questa prospettiva, la preoccupazione ossessiva per la salute potrebbe rappresentare una manifestazione simbolica di ansie più profonde, relative, ad esempio, a temi di dipendenza, perdita o abbandono.
Attraverso un accurato test dell’ipocondria è possibile identificare pattern di pensiero e comportamento che indicano una possibile radice psicodinamica del disturbo offrendo spunti preziosi per un intervento terapeutico mirato.

Ipocondria e approccio cognitivo-comportamentale

Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, l’ipocondria è considerata come il frutto di importanti distorsioni cognitive, come il pensiero catastrofico e l’iperattenzione ai segnali corporei, elementi che possono essere accentuati da rinforzi negativi. Ad esempio, il sollievo temporaneo ottenuto attraverso la rassicurazione medica può rinforzare il comportamento di ricerca di conferme creando un circolo vizioso che mantiene costante l’ansia per la salute. Un test dell’ipocondria, in questo contesto, può aiutare a evidenziare i pattern cognitivi e comportamentali che sostengono il disturbo facilitando lo sviluppo di strategie terapeutiche volte a modificare tali schemi.

Ipocondria e fattori biologici

Anche i fattori biologici, inclusi quelli genetici e neurochimici, giocano un ruolo importante nella predisposizione all’ipocondria. La ricerca ha suggerito che alcune persone potrebbero avere una maggiore sensibilità biologica all’ansia o una predisposizione genetica a disturbi d’ansia che potrebbero manifestarsi come ipocondria. Inoltre, squilibri neurochimici possono influenzare la percezione del dolore e dei sintomi corporei aumentando la suscettibilità a interpretazioni errate di sensazioni che in realtà rientrano nella normalità. Anche in questo caso, un test dell’ipocondria può fornire informazioni utili per distinguere tra preoccupazioni per la salute fondate e quelle che superano la normale cautela.
L’ipocondria, pertanto, nasce da una complessa interazione di fattori psicologici, biologici ed ambientali. La comprensione di questa condizione richiede un approccio multifattoriale che consideri tutte queste dimensioni.
In un’ottica di questo tipo, un test dell’ipocondria rappresenta uno strumento diagnostico importante che può dare il “la” all’impostazione di un percorso psicologico che tenga conto delle caratteristiche di personalità del paziente e della sua soggettività.

Come “eliminare” l’ipocondria?

L’ipocondria è un problema psicologico che può diventare davvero insopportabile e opprimente, tanto da poter sperare quasi di potersi liberare di questo disturbo “estirpandolo”, eliminandolo “magicamente”. Tuttavia, le problematiche ipocondriache, non vanno estirpate, vanno comprese, analizzate e fatte “crescere”, come parti piccole e spaventate di noi stessi che hanno bisogno di maturare insieme al resto della personalità.
Nel contesto della psicodinamica, l’approccio al trattamento dell’ipocondria si focalizza sull’esplorazione delle radici profonde e inconsce che alimentano la preoccupazione ossessiva per la salute. Questo orientamento teorico suggerisce che i sintomi ipocondriaci non sono meramente espressioni di ansia riguardo alla propria salute fisica ma piuttosto manifestazioni di conflitti psichici interni, desideri repressi, e traumi non risolti che vengono “somatizzati” o espressi attraverso il corpo.

Consapevolezza, contenuti inconsci e ruolo dei test dell’ipocondria

Una delle premesse fondamentali della psicoanalisi è che la consapevolezza e l’interpretazione dei contenuti inconsci possono portare alla risoluzione dei conflitti psichici e, di conseguenza, alla riduzione della sintomatologia. Pertanto, piuttosto che concentrarsi esclusivamente su metodi per eliminare direttamente l’ipocondria, il lavoro terapeutico si orienta verso un’indagine approfondita della psiche dell’individuo, delle sue esperienze di vita, dei suoi rapporti interpersonali e dei significati attribuiti inconsapevolmente alla malattia e alla salute.
In questo contesto, un test dell’ipocondria può essere utilizzato come strumento iniziale per valutare la gravità e la natura delle preoccupazioni relative alla salute, ma la vera essenza del lavoro terapeutico risiede nelle sessioni di analisi. Durante queste sessioni, il terapeuta guida l’individuo in un viaggio attraverso i livelli più profondi della sua mente facilitando l’espressione di pensieri e sentimenti che possono essere stati rimossi o non riconosciuti.

Ipocondria e rielaborazione emotiva

L’interpretazione dei sogni, l’analisi delle resistenze, il metodo delle libere associazioni e l’analisi del transfert (ovvero la relazione emotiva che si sviluppa tra analista e analizzando) sono tutti elementi attraverso cui il terapeuta cerca di accedere al materiale inconscio del paziente. Man mano che l’individuo diventa consapevole delle origini psichiche delle sue preoccupazioni ipocondriache, può iniziare a elaborare tali contenuti a un livello più profondo.
Una componente cruciale di questo processo è la rielaborazione emotiva delle esperienze passate, specialmente quelle legate a traumi o perdite significative. È comune che le preoccupazioni ipocondriache siano legate a paure di perdita o separazione, o a esperienze di malattie e lutti che non sono stati pienamente elaborati. Attraverso la terapia, queste esperienze possono essere rivisitate e comprese in una modalità che permetta all’individuo di elaborare il dolore e di ridurre la necessità di esprimere l’ansia attraverso la preoccupazione per la salute.

Oltre la semplice “eliminazione” dei sintomi ipocondriaci

La psicoanalisi, quindi, offre una prospettiva che va oltre la semplice eliminazione dei sintomi dell’ipocondria. Attraverso un’esplorazione approfondita della psiche, la terapia mira a promuovere cambiamenti duraturi nella struttura della personalità dell’individuo, riducendo la dipendenza dai sintomi ipocondriaci come mezzo per gestire l’ansia. Questo processo richiede tempo, pazienza e un impegno significativo sia da parte dell’analizzando che dell’analista ma può portare a una comprensione più profonda di sé e a una maggiore serenità interiore.
Pertanto l’approccio psicodinamico all’ipocondria si concentra sulla comprensione e l’elaborazione delle radici psichiche del disturbo.
In tale contesto, un test dell’ipocondria può servire come punto di partenza. Tuttavia sarà l’intervento terapeutico a offrire la possibilità di un cambiamento sostanziale e duraturo.

Inizia il test dell’ipocondria

Ed eccoci arrivati al test dell’ipocondria. È importante che rispondi con immediatezza e sincerità, il più spontaneamente possibile!
Rispondi quanto ti senti d’accordo con ciascuna delle seguenti affermazioni:

1 Ho difficoltà a credere ai risultati degli esami medici se sono negativi.
• 0 Mai o quasi mai
• 1 Raramente
• 2 Qualche volta
• 3 Spesso
• 4 Molto spesso o sempre

2 Parlo frequentemente con amici e familiari delle mie preoccupazioni per la salute.
• 0 Mai o quasi mai
• 1 Raramente
• 2 Qualche volta
• 3 Spesso
• 4 Molto spesso o sempre

3 Evito programmi televisivi, articoli o notizie su malattie perché mi fanno sentire ansioso/a.
• 0 Mai o quasi mai
• 1 Raramente
• 2 Qualche volta
• 3 Spesso
• 4 Molto spesso o sempre

4 Ho cambiato spesso medico cercando qualcuno che comprenda i miei sintomi.
• 0 Mai o quasi mai
• 1 Raramente
• 2 Qualche volta
• 3 Spesso
• 4 Molto spesso o sempre

5 Evito attività o luoghi per paura di ammalarmi.
• 0 Mai o quasi mai
• 1 Raramente
• 2 Qualche volta
• 3 Spesso
• 4 Molto spesso o sempre

6 Sento che la preoccupazione per la mia salute mi impedisce di godermi la vita.
• 0 Mai o quasi mai
• 1 Raramente
• 2 Qualche volta
• 3 Spesso
• 4 Molto spesso o sempre

7 Riesamino più volte gli stessi sintomi per assicurarmi che non sia nulla di grave.
• 0 Mai o quasi mai
• 1 Raramente
• 2 Qualche volta
• 3 Spesso
• 4 Molto spesso o sempre

8 Mi sento ansioso/a quando sento parlare di malattie.
• 0 Mai o quasi mai
• 1 Raramente
• 2 Qualche volta
• 3 Spesso
• 4 Molto spesso o sempre

9 Credo che prestare attenzione ai minimi sintomi sia essenziale per la mia salute.
• 0 Mai o quasi mai
• 1 Raramente
• 2 Qualche volta
• 3 Spesso
• 4 Molto spesso o sempre

10 Ho spesso bisogno di rassicurazioni dai medici o dalla famiglia riguardo alla mia salute.
• 0 Mai o quasi mai
• 1 Raramente
• 2 Qualche volta
• 3 Spesso
• 4 Molto spesso o sempre

11 Sento che solo io posso capire veramente i miei sintomi.
• 0 Mai o quasi mai
• 1 Raramente
• 2 Qualche volta
• 3 Spesso
• 4 Molto spesso o sempre

12 Evito di leggere o guardare informazioni che potrebbero suggerire di avere una malattia.
• 0 Mai o quasi mai
• 1 Raramente
• 2 Qualche volta
• 3 Spesso
• 4 Molto spesso o sempre

13 Mi sento frustrato/a quando mi viene detto che i miei sintomi sono causati dall’ansia.
• 0 Mai o quasi mai
• 1 Raramente
• 2 Qualche volta
• 3 Spesso
• 4 Molto spesso o sempre

14 Ho speso molto denaro in visite mediche o esami per la mia salute.
• 0 Mai o quasi mai
• 1 Raramente
• 2 Qualche volta
• 3 Spesso
• 4 Molto spesso o sempre

15 Sento che la mia preoccupazione per la salute sta controllando la mia vita.
• 0 Mai o quasi mai
• 1 Raramente
• 2 Qualche volta
• 3 Spesso
• 4 Molto spesso o sempre

16 Controllo spesso il mio battito cardiaco o la pressione sanguigna.
• 0 Mai o quasi mai
• 1 Raramente
• 2 Qualche volta
• 3 Spesso
• 4 Molto spesso o sempre

17 Mi sento sollevato/a dopo essere stato/a rassicurato/a da un medico, ma solo per poco tempo.
• 0 Mai o quasi mai
• 1 Raramente
• 2 Qualche volta
• 3 Spesso
• 4 Molto spesso o sempre

18 Credo che prestare attenzione a ogni sintomo sia l’unico modo per evitare malattie gravi.
• 0 Mai o quasi mai
• 1 Raramente
• 2 Qualche volta
• 3 Spesso
• 4 Molto spesso o sempre

19 Evito di fare attività fisica per paura che possa peggiorare i miei sintomi.
• 0 Mai o quasi mai
• 1 Raramente
• 2 Qualche volta
• 3 Spesso
• 4 Molto spesso o sempre

20 Penso che i medici sottovalutino i miei problemi di salute.
• 0 Mai o quasi mai
• 1 Raramente
• 2 Qualche volta
• 3 Spesso
• 4 Molto spesso o sempre

21 Ho difficoltà a distrarmi dalle preoccupazioni sulla mia salute.
• 0 Mai o quasi mai
• 1 Raramente
• 2 Qualche volta
• 3 Spesso
• 4 Molto spesso o sempre

22 Ritengo che monitorare costantemente la mia salute sia normale.
• 0 Mai o quasi mai
• 1 Raramente
• 2 Qualche volta
• 3 Spesso
• 4 Molto spesso o sempre

23 Mi sento in ansia quasi ogni giorno per la mia salute.
• 0 Mai o quasi mai
• 1 Raramente
• 2 Qualche volta
• 3 Spesso
• 4 Molto spesso o sempre

24 Ho sintomi che credo nessun medico sia in grado di spiegare.
• 0 Mai o quasi mai
• 1 Raramente
• 2 Qualche volta
• 3 Spesso
• 4 Molto spesso o sempre

25 Controllo regolarmente il mio corpo per nuovi sintomi o cambiamenti.
• 0 Mai o quasi mai
• 1 Raramente
• 2 Qualche volta
• 3 Spesso
• 4 Molto spesso o sempre

26 Penso che la mia preoccupazione per la salute mi abbia isolato/a dagli altri.
• 0 Mai o quasi mai
• 1 Raramente
• 2 Qualche volta
• 3 Spesso
• 4 Molto spesso o sempre

27. Mi sento in ansia quasi ogni giorno per la mia salute.
• 0 Mai o quasi mai
• 1 Raramente
• 2 Qualche volta
• 3 Spesso
• 4 Molto spesso o sempre

28. Ho sintomi che credo nessun medico sia in grado di spiegare.
• 0 Mai o quasi mai
• 1 Raramente
• 2 Qualche volta
• 3 Spesso
• 4 Molto spesso o sempre

29. Controllo regolarmente il mio corpo per nuovi sintomi o cambiamenti.
• 0 Mai o quasi mai
• 1 Raramente
• 2 Qualche volta
• 3 Spesso
• 4 Molto spesso o sempre

30. Penso che la mia preoccupazione per la salute mi abbia isolato/a dagli altri.
• 0 Mai o quasi mai
• 1 Raramente
• 2 Qualche volta
• 3 Spesso
• 4 Molto spesso o sempre

 

Ecco come assegnare i punteggi agli item del tuo test dell’ipocondria

• 0 = Mai o quasi mai
• 1 = Raramente
• 2 = Qualche volta
• 3 = Spesso
• 4 = Molto spesso o sempre

Una volta sommati tutti i punteggi ottenuti a ogni item del test dell’ipocondria, otterrai un punteggio finale.
Ecco quindi come interpretare il risultato numerico che hai raggiunto nel tuo test dell’ipocondria:

• 0-30: Bassa preoccupazione per la salute. Non sembri manifestare comportamenti ipocondriaci significativi.
• 31-60: Moderata preoccupazione per la salute. Potresti avere alcune tendenze ipocondriache che influenzano la tua vita.
• 61-90: Alta preoccupazione per la salute. Mostri numerosi comportamenti ipocondriaci che possono richiedere attenzione.
• 91-120: Molto alta preoccupazione per la salute. La tua preoccupazione per la salute sembra essere eccessiva e potrebbe avere un impatto significativo sulla tua vita quotidiana.

Nota bene: questo test dell’ipocondria NON sostituisce una valutazione professionale. Se i risultati a questo test dell’ipocondria indicano una preoccupazione significativa per la salute, può essere comunque opportuno rivolgersi ad un professionista della salute mentale per fare il punto della situazione su una possibile condizione di ipocondria.

 

 

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