L’ansia è una penosa condizione di attesa e apprensione per qualcosa di reale che genera preoccupazione oppure per un pericolo che è soltanto ipotetico e che tormenta la mente del soggetto gravato dall’ansia.
Per contrastare e risolvere i sintomi d’ansia, è necessario un lavoro di comprensione profonda delle cause ma può essere altrettanto importante, nel qui e ora del contesto ansioso, avvalersi di qualche piccolo esercizio per contrastare tale sintomo, soprattutto quando si fa più intenso e pervasivo nel corso della giornata. Scopriamo quali potrebbero essere degli esercizi efficaci che consentono di contrastare l’ansia tenendo ben presente che essi NON sono sufficienti per rimuoverla completamente: ogni manifestazione di ansia ha una sua storia e si inserisce nel percorso di vita e di significati dell’individuo.

            

Le tecniche di rilassamento: un aiuto nel momento di crisi

Ci sono molteplici tecniche di rilassamento che possono aiutare ad alleviare le condizioni di ansia, una su tutte il training autogeno. Ci sono anche degli interessanti percorsi di rilassamento muscolare che possono aiutare a ridurre l’ansia.
È importante tenere in considerazione il fatto che gli esercizi di rilassamento non vanno ad apportare cambiamenti sulla rete di significati inconsci alla base dell’ansia, bensì vanno ad influire sui fattori fisiologici che scatenano l’ansia. Ciò significa che con questi esercizi sarà possibile gestire in maniera più efficace sintomi tipici dell’ansia quali tachicardia, dispnea, irrigidimento muscolare, ecc.
Ecco un esercizio che può aiutare da questo punto di vista e che può contribuire a placare l’intensità del battito cardiaco, a normalizzare la respirazione e a rilassare i muscoli:
Innanzitutto è importante adottare una posizione confortevole in cui ci si trova sdraiati o semisdraiati. È inoltre fondamentale che nel luogo dove si svolge l’esercizio non ci sia nessun altro e soprattutto che ci sia un ambiente tranquillo e il più silenzioso possibile.
A questo punto il soggetto deve posare la mano sinistra sulla pancia tenendo le dita della mano aperte e distanziate tra loro. La mano destra deve essere invece appoggiata sul petto. Questi sono i primi step per lo svolgimento dell’esercizio. A cosa servono?

                                     

Descrizione dell’esercizio di rilassamento

Questi step preliminari serviranno al soggetto per monitorare l’andamento del respiro: per capire se col procedere dell’esercizio esso rallenta oppure accelera.
A questo punto, dopo aver chiuso gli occhi, bisognerà inspirare in maniera profonda dal naso cercando di dilatare la pancia facendo sollevare armoniosamente la mano sinistra ad essa appoggiata. Insomma, si tratta di respirare il più profondamente possibile con la pancia. Il tempo dedicato all’inspirazione dovrebbe durare all’incirca 5 secondi. Il processo di inspirazione appena descritto deve essere il più graduale possibile. Una volta terminata la fase di inspirazione, il soggetto dovrà trattenere l’aria incamerata circa due secondi, per poi espirare con la bocca rilasciando lentamente la pancia e facendo passare nuovamente 5 secondi. A questo punto, la mano sinistra si abbasserà.
È importante ripetere questo esercizio per circa dieci minuti, così come è altrettanto importante non farsi distrarre dagli stimoli dell’ambiente circostante bensì concentrarsi sulle sensazioni che produce il nostro corpo. Perché l’esercizio sortisca l’effetto desiderato, ossia quello di ridurre l’ansia, è fondamentale far sì che la respirazione sia realmente effettuata con la pancia e non con il torace che è una respirazione più rapida, spesso caratteristica delle condizioni ansiose.
Alla fine della procedura di respirazione, il soggetto dovrebbe effettuare qualche piccolo esercizio di stretching per riattivare il tono muscolare.
Questo esercizio di respirazione è importante soprattutto nei momenti di crisi d’ansia, in quanto, se fatto correttamente, permette di contrastare al meglio la tensione psicofisica generata dall’episodio critico.

                                                     

 

 

 

In diversi articoli abbiamo potuto analizzare i molteplici benefici che può offrire la psicoterapia online in termini di tempi, spazi (la comodità di fare un percorso psicologico online comodamente da casa) e accessibilità del servizio.
Abbiamo anche riflettuto su tutta una serie di potenziali criticità del lavoro dello psicologo online dal punto di vista del setting e per quel che concerne la perdita di alcuni aspetti del linguaggio corporeo: in un percorso psicologico in studio tali elementi sono molto più facilmente analizzabili rispetto ad un percorso intrapreso con uno psicologo online.
In questo lavoro analizzeremo le implicazioni terapeutiche della psicoterapia online con il paziente depresso.

                     

Il trattamento online e in studio dei pazienti depressi: una ricerca

Gli ostacoli alla possibilità di intraprendere un percorso psicologico per un paziente depresso sono diversi: la “fatica” di dedicare una porzione di tempo alla settimana alla psicoterapia, il doversi spostare fisicamente in studio per effettuare le sedute, lo stigma percepito all’idea di essere visto andare in uno studio clinico.
Il trattamento presso uno psicologo online offre la possibilità di superare queste limitazioni. Questo rappresenta un notevole vantaggio per pazienti inibiti come quelli con tratti depressivi. Tuttavia l’uso della psicoterapia online è ancora scarsamente utilizzata, nonostante ci sia una certa quota di disponibilità nei confronti di queste forme di trattamento.
Un interessante studio su Nature, Collection “Digital Mental Health” (Brenda N. Renn; Theresa J. Hoeft; Heather Sophia Lee; Amy M. Bauer; Patricia A. Arean, 2019) ha studiato, tramite una survey a cui hanno partecipato 164 soggetti con problemi di depressione residenti negli Stati Uniti, aspettative, preoccupazioni e timori riguardo la scelta tra l’intraprendere una psicoterapia in studio ed una psicoterapia online. Ai partecipanti all’inchiesta è stato chiesto cosa preferissero tra quattro tipologie differenti di psicoterapia: psicoterapia in studio, psicoterapia online autoguidata, psicoterapia online supportata da gruppo di pari, psicoterapia online condotta da professionisti del settore. I risultati hanno fornito delle informazioni interessanti per il futuro dei percorsi psicologici online: risultati che sono un prezioso spunto di riflessione.

                       

Questioni relative a privacy e percezione di efficacia del trattamento

Meno della metà dei partecipanti ha espresso preferenza per la psicoterapia in studio (44.5%), il 25.6% preferiva il trattamento online autoguidato, il 19.7% prediligeva il trattamento online condotto da esperti mentre l’8.5% ha espresso il suo gradimento per il percorso psicologico online supportato dal gruppo di pari.
Dall’analisi qualitativa di questo studio emergeva che le principali criticità relative ai trattamenti psicologici online riguardava questioni relative al trattamento dei dati personali e alla privacy, la preferenza per un contatto di persona con lo psicologo, scetticismo sulla terapia online autoguidata, eventuali problemi di accesso alla seduta psicologica online, ansia sociale legata all’utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento della seduta online.
È indubbio che lo sviluppo e l’affinamento futuro della psicoterapia online dovrà affrontare le questioni relative alle preoccupazioni dei pazienti riguardo la privacy, la sicurezza dei dati ma anche riguarda l’efficacia della nuova forma di psicoterapia.
Per quel che concerne i primi due punti, il servizio di psicologo-online24.it è ampiamente aggiornato, con una scrupolosa attenzione alla privacy del paziente e dello svolgimento dei colloqui psicologici online. Inoltre, prima di iniziare qualsiasi tipo di percorso psicologico o lavoro di counseling online, psicologo-online24.it richiede all’utente la compilazione e firma di un modulo per il consenso informato e il trattamento dei dati personali.
Un modulo per il consenso informato e il trattamento dei dati personali viene fatto compilare anche per le consulenze gratuite online via chat, in quanto rimangono per iscritto dei dati sensibili che vanno conservati nel massimo della scrupolosità e del rispetto della privacy del paziente.
Riguardo le questioni di efficacia della pratica clinica, sono stati fatti dei grandi passi avanti per quel che concerne il trattamento online di pazienti complessi quali i pazienti con problemi di depressione.

                                 

 

 

Nella cultura occidentale le persone che organizzano la loro esistenza intorno al pensare e al fare vengono premiate ricevendo sovente riconoscimenti e ammirazione. L’esaltazione della ragione e del progresso tramite l’agire umano caratterizza in maniera significativa il nostro modo di pensare e di vedere il mondo. Le civiltà occidentali, a differenza delle culture orientali, pongono al centro dell’attenzione il valore della razionalità scientifica e del pensiero deduttivo, a discapito di aspetti più “caldi” ed emozionali: insomma, a discapito di dimensioni meno razionali. Quando la psicologia di un individuo ruota esclusivamente intorno alla dimensione del pensiero e della razionalità, a detrimento di dimensioni altrettanto importanti quali il sentimento, l’ascolto attivo, l’intuito, il sogno, ci troviamo di fronte ad una struttura di personalità ossessivo-compulsiva.

                        

Caratteristiche della personalità ossessivo-compulsiva

Concentriamoci ora su come appare ad un primo esame una persona con funzionamento di personalità ossessivo-compulsivo. Il carattere ossessivo risulta essere ordinato, parsimonioso, rigido e spesso cocciuto. La rigidità di pensiero è una delle caratteristiche principale di questo tipo di personalità. Tali individui sono sovente inflessibili, prive di spirito di adattamento, esageratamente coscienziose, ossessionate dall’ordine, dalla pulizia e dalla disciplina. Presentano degli elevatissimi standard etico-morali e di scrupolosità.
Sigmund Freud notò che molti tratti caratteristici della personalità ossessivo-compulsiva quali l’igiene, l’ostinazione, la puntualità, la predisposizione al ritiro e alla riservatezza hanno origine da un’educazione improntata all’addestramento alla pulizia e al controllo. Uno stile educativo di questo tipo impostato in maniera eccessivamente rigida porta ad un approccio alla vita all’insegna del controllo, della razionalità, a scapito dell’emotività e dell’intuito.
Nello specifico, le prime spinte al controllo e alla pulizia messe in atto dai genitori nei confronti del bambino piccolo riguardano il controllo intestinale: tutti i bambini ricevono un’educazione in tal senso ma se tale educazione è inflessibile, dura e impartita precocemente ,può portare allo sviluppo di tratti ossessivi.
Il legame tra controllo intestinale e tratti ossessivi è testimoniato da diverse ricerche empiriche (Noblin, Timmons e Kael, 1966; Fisher, 1970; Tribich e Messer, 1974) che hanno evidenziato come pazienti con una storia clinica contraddistinta da queste tematiche presentassero preoccupazioni molto intense relative alla sporcizia, al denaro e al tempo, tutti aspetti che richiamano alla dimensione del controllo.

                      

La famiglia d’origine dell’individuo ossessivo-compulsivo: dinamiche relazionali

Nel corso del tempo è stato evidenziato da diversi studi che le figure di accudimento delle persone che sviluppano tratti ossessivi hanno aspettative di comportamento molto elevate e si attendono che i figli si conformino precocemente ad esse, con un inevitabile clima di pressione che sin dai primi anni di vita viene “respirato”. I genitori della personalità ossessivo-compulsiva tendono ad essere particolarmente rigidi e inflessibili nel premiare il comportamento positivo e nel punire quello sbagliato.
In generale, uno stile educativo affettuoso (non permissivo!) favorisce la crescita all’insegna della sensibilità emotiva: i bambini che si confrontano con un atteggiamento genitoriale di questo tipo svilupperanno difese psichiche che giustificano l’amorevole attenzione dei genitori.
Al contrario, quando le richieste genitoriali sono eccessive o premature e improntate alla condanna non soltanto dei comportamenti sbagliati ma anche delle emozioni e dei sentimenti, il funzionamento psichico del bambino potrà diventare problematico ruotando primariamente sulla dimensione del controllo. Il controllo sarà la difesa intorno a cui si fonderà l’esistenza della personalità ossessivo-compulsiva.
A causa delle dinamiche familiari che si instaurano in tali tipologie di disagio psichico, l’autocontrollo e il differimento delle gratificazioni verranno idealizzati. Il paziente ossessivo-compulsivo interiorizzerà dei genitori eccessivamente rigidi e moralisti che genereranno in lui un profondo senso di colpa. Tale vissuto organizzerà la sua esistenza spingendolo verso standard elevatissimi e facendogli mettere da parte l’emotività e i sentimenti, aspetti che non venivano per nulla rinforzati in famiglia.
Nel prossimo lavoro sull’argomento affronteremo le implicazioni terapeutiche tra psicologo e paziente con personalità ossessiva.

                                                                           

Nella nostra vita ci confrontiamo a più riprese con una dimensione fondamentale per la nostra esistenza che trasforma noi stessi e la percezione dell’ambiente circostante: il tempo.
Lo psicologo, nel rapporto con il paziente, si confronta continuamente con la nozione di tempo. L’elemento del tempo è di fondamentale importanza per lo psicologo e lo psicoterapeuta in un percorso psicologico. Esso va a costituire parte del setting della seduta psicoterapeutica: ogni paziente ha il suo personalissimo spazio e il suo personalissimo tempo, con le sue sedute concordate insieme allo psicologo in un determinato giorno ad un determinato orario. Il modo in cui il paziente fa uso del tempo all’interno della seduta è inevitabilmente oggetto di analisi durante il percorso psicologico.

Il ruolo de tempo nell’esistenza umana

Ma come possiamo definire la nozione di tempo? Il tempo può essere considerato come una sorta di consapevolezza del modo in cui gli eventi si avvicendano e si collegano tra loro. Il tempo ci permette di vedere la crescita di noi stessi e i cambiamenti delle cose intorno a noi.
Il tempo è un concetto di notevole complessità che è stato oggetto di innumerevoli riflessioni filosofiche e scientifiche. Noi ci concentreremo principalmente sulle implicazioni psicologiche del concetto di tempo.
Nell’ambito della psichiatria fenomenologica, Karl Jaspers sosteneva, in riferimento al tempo, che l’essere umano si trova collocato tra la nascita e la morte e che pertanto la nozione di tempo è di importanza capitale per lui, in quanto ha un significato sia in termini di tempo vitale sia in termini di coscienza del tempo. Il tempo vitale ha una periodicità che collima col proprio ciclo di vita e la sua percezione è legata ai nostri cambiamenti nel corso dell’esistenza.
L’esperienza del tempo è indissolubilmente correlata alla memoria e ai ricordi incamerati nella nostra mente: secondo Jaspers, il passato non è mai completamente passato e dà significato al presente. Il passato dà consistenza al presente non tanto perché l’individuo ricorda il passato ma perché egli stesso è il suo passato ed è il risultato di esso.

Passato, presente e futuro: una prima analisi

Questo aspetto è di importanza fondamentale in un’ottica di percorso psicologico. Lo psicologo e lo psicologo online devono avere consapevolezza del ruolo del passato nella formazione della personalità del paziente. Lo psicologo deve fare un lavoro molto importante di valorizzazione del tempo, soprattutto quando il paziente ha fretta di “guarire” e di risolvere la propria sintomatologia. Ma anche un sintomo psichico ha una sua storia e una sua collocazione temporale. Finché il paziente non acquisirà consapevolezza del ruolo del tempo nel percorso di crescita personale, il trattamento psicoterapeutico non porterà molto lontano.
Ma concentriamoci nuovamente sulla concezione del tempo per la psichiatria fenomenologica. Il presente, che ha una consistenza puntiforme e fugace, ha tuttavia il potere di far diventare il passato “non più” e di definire il futuro “non ancora”. Senza il passato e il futuro si è però del tutto incapaci di dare senso alle proprie azioni nel mondo. Il presente, pertanto, è in grado di esistere soltanto con la presenza del passato e del futuro.
Il futuro esiste soltanto nella dimensione umana e, nello specifico, nella dimensione dell’attesa umana: le cose, prese di per sé, non hanno futuro. Il futuro è spesso attraversato nella percezione umana da sensazioni di ansia e trepidazione. Tale ansia, se non adeguatamente risolta, può farsi col tempo sempre più intensa e opprimente, soprattutto quando l’incedere del passato rende impossibili tutte le cose che in precedenza erano potenzialmente realizzabili.
Psicologo e psicologo online devono avere ben presenti questi aspetti che in una psicoterapia si presentano inevitabilmente e vanno a costituire il “sale” di un fruttuoso percorso di crescita personale.

 

 

La psicoterapia è un percorso psicologico che implica un processo interpersonale volto a modificare comportamenti disfunzionali e ridurre sintomi e sofferenza psichica attraverso il mezzo della parola, dell’empatia e dell’interpretazione.
La psicoterapia può essere considerata un cammino di crescita personale che coinvolge non soltanto la persona che richiede un aiuto psicologico ma anche lo psicologo stesso: egli arricchisce il proprio bagaglio esperienziale e intraprende un percorso di maturazione proprio dall’interazione con il paziente e con le sue sofferenze. Ma come tutti i percorsi di incontro con una persona nuova, è necessario “conoscersi”, farsi un’idea della persona che si ha davanti. Nell’ambito clinico, questa fase di conoscenza iniziale è fondamentale per capire quale intervento di aiuto psicologico sia più indicato. La fase iniziale di un percorso psicologico prende in nome di psicodiagnosi.

                                 

Caratteristiche e finalità della psicodiagnosi

Con questo articolo inizieremo una lunga e articolata analisi della valutazione psicodiagnostica che si dipanerà in molteplici lavori all’interno di questo blog. È importante avere ben presente che senza una buona psicodiagnosi non sarà possibile intraprendere un buon percorso psicologico.
Nei primi colloqui di valutazione psicodiagnostica è auspicabile che si crei un clima emotivo accogliente e non giudicante: in caso contrario sarà difficile aprirsi e comunicare alcuni aspetti di sé. È importantissimo tenere a mente che la persona che richiede un aiuto psicologico si sta rivolgendo ad un “perfetto sconosciuto” per raccontargli sofferenze e contenuti personali che probabilmente non ha mai condiviso con nessuno oppure che ha condiviso con pochissime persone fidate.
Quando psicologo e paziente si incontrano sono pertanto due sconosciuti che entrano in contatto, ciascuno con le sue specifiche aspettative rispetto all’altro.
Il primo obiettivo di un colloquio psicodiagnostico deve essere quello di giungere ad un rapporto il più significativo possibile e ad una condivisione di significati.
Il paziente, durante la consultazione psicodiagnostica, deve sentirsi accettato e considerato nella sua unicità, nella specificità della sua sofferenza psichica.
La psicodiagnosi, quando è condotta con attenzione e sensibilità, offre molteplici benefici: innanzitutto è di importanza fondamentale per la pianificazione del trattamento. In base al tipo di problematica che emergerà dai colloqui di valutazione psicodiangnostica, si adotterà l’intervento psicoterapeutico più adatto. Ma i vantaggi non finiscono qui.

                                               

Tipologie di colloquio psicodiagnostico

Una buona psicodiagnosi ci fornisce delle preziose informazioni anche sulla prognosi, ossia su come evolverà il disturbo psicologico riportato. La psicodiagnosi inoltre aiuta il terapeuta a comunicare empatia: la comunicazione dell’empatia è intrinsecamente correlata al tipo di paziente con cui si ha a che fare.
Infine, una buona psicodiagnosi riduce in maniera considerevole la probabilità che il percorso psicoterapeutico venga interrotto da pazienti che si spaventano di fronte alle prospettive di cambiamento di sé che implica un’esperienza del genere.
Possiamo distinguere tra due tipi differenti di colloquio di valutazione psicodiagnostica: il colloquio psicodinamico e il colloquio di impostazione medica. Entrambi sono utili per acquisire informazioni sulla storia di vita del paziente e sulla storia dei suoi sintomi: il colloquio medico è più direttivo mentre quello psicodinamico lascia un po’ più di libertà di espressione al paziente.
Iniziamo a vedere le principali differenze tra queste due tipologie di colloqui.
Innanzitutto il colloquio medico parte dall’analisi del sintomo principale concentrandosi sulla sua eziologia e patogenesi (circostanze e origini del disturbo). Nel colloquio psicodinamico si parte con una prima fase libera in cui il paziente può partire da dove vuole: questo perché talvolta il paziente fa fatica ad arrivare celermente al nocciolo della questione relativa al suo disagio psichico, in parte perché fa fatica a cogliere realmente che cosa lo disturba e in parte perché il sintomo stesso può rappresentare una forma di adattamento alle avversità della vita.
Nel prossimo articolo approfondiremo ulteriormente le caratteristiche delle differenti tipologie di colloquio psicodiagnostico.

                                                                

In diversi articoli del nostro blog abbiamo illustrato i molteplici benefici della psicoterapia online e dei percorsi psicologici offerti da figure professionali quali lo psicologo online.
I servizi di supporto psicologico e psicoterapeutico tramite telefono, chat, videochiamate Skype, Zoom o MyFace appartengono alla branca della telepsicologia. La telepsicologia è una disciplina dove si effettua un lavoro psicologico a distanza: il tema della distanza è ovviamente una questione delicata che implica la rimodulazione di aspetti relativi al setting, così come di trasparenza del servizio, ovvero: chi si trova dietro lo schermo del PC, dello smartphone o del tablet? È fondamentale sapere con quale professionista si ha a che fare nel contesto online.

                           

Questioni di professionalità e privacy nel contesto online

Premesso che anche in un contesto di persona è importantissimo conoscere il professionista con cui sia ha a che fare (titolo di studio, specializzazione, approccio psicoterapeutico, ecc.), a maggior ragione lo è in un contesto online, dove il rapporto di conoscenza iniziale è esclusivamente o prevalentemente a distanza.
La telepsicologia (via telefono, via webcam, via e-mail) è diffusa nella realtà psicologica sotto varie forme e modalità da circa una ventina di anni. Alle sue origini era una forma di terapia utilizzata soprattutto dalle forze armate quando si trovavano in missione in zone remote e necessitavano di un supporto psicologico. Tuttavia, con la vertiginosa diffusione e commercializzazione di smartphone e supporti tecnologici, sono affiorate nuove opportunità (non soltanto per i professionisti ma anche per le aziende) di offrire percorsi psicologici più accessibili e meno costosi.
Tuttavia queste nuove forme di psicoterapia online possono celare delle forti criticità per quel che concerne il rispetto della privacy del paziente, nonché criticità a livello legale ed etico. Nel mondo, per esempio, molte società che forniscono servizi di supporto psicologico online non sono gestiti da psicologi!
Questo rischio non si corre nella maniera più assoluta con servizi offerti da professionisti che all’interno del loro sito inseriscono tutti i dati relativi al proprio curriculum vitae, le loro esperienze lavorative e, soprattutto, il loro numero di matricola di iscrizione all’albo degli psicologi.

                          

I vantaggi della psicoterapia online svolta da professionisti fidati

Per esempio, con il servizio di psicologo-online24, gestito esclusivamente dal dottor Davide Ivan Caricchi, psicologo, psicoterapeuta specialista in Psicologia Clinica, c’è la possibilità di verificare tutte queste informazioni, oltre alla possibilità di scoprire il percorso di studi e il percorso formativo/lavorativo attraverso il collegamento a Linkedin.
Negli ultimi tempi negli Stati Uniti c’è stata una crescita esponenziale delle società che forniscono psicoterapie online (quasi una dozzina soltanto negli ultimi anni). Questa rapida diffusione non sorprende: la facilità e la comodità di fissare un appuntamento per una seduta di psicoterapia online e di poter parlare con uno psicologo online comodamente da casa propria rappresenta un grande opportunità e attrattiva per l’utente.
Se effettuata in maniera adeguata, con un setting preciso e rigoroso e nel rispetto della privacy del paziente, la psicoterapia online presenta moltissimi benefici.
Numerosi studi evidenziano come il benessere psicologico raggiunto attraverso la terapia online sia equivalente a quello conseguito tramite percorsi psicologici “faccia a faccia”. La maggior parte degli studi conferma questa tesi per quel che concerne i percorsi psicologici online tramite videochiamata. Alcuni studi hanno evidenziato che addirittura la terapia attraverso messaggistica asincrona può essere molto efficace, anche se a tal proposito sono necessari ancora degli studi, in quanto la psicoterapia online tramite mail o chat manca totalmente del confronto umano, del contatto visivo e dello scambio verbale.

                                              

 

In diversi articoli abbiamo affrontato il tema complesso del disturbo borderline di personalità, un disagio psichico sfaccettato e articolato che si pone all’interfaccia tra disturbo nevrotico e disturbo psicotico, in quanto vengono utilizzati in maniera disfunzionale sia alcuni meccanismi difensivi più evoluti (nevrotici) sia meccanismi difensivi più primitivi (che rimandano ad un funzionamento psicotico). Il termine borderline significa infatti “confine”, proprio perché in questo disturbo ravvisiamo un funzionamento nevrotico che si alterna ad un funzionamento psicotico che si attiva nei momenti di maggiore sollecitazione emotiva.
In questo lavoro inizieremo una disamina del concetto di “borderline” e della sua evoluzione.

                                                               

Alle origini del concetto “borderline”

Il concetto di borderline si può concepire in due accezioni: Disturbo Borderline di Personalità e Organizzazione Borderline di Personalità. Nel primo caso si intende un vero e proprio quadro sintomatologico mentre nel secondo una tipologia di funzionamento psichico duraturo e pervasivo che caratterizza l’individuo.
Soffermiamoci ora sulle origini della parola “borderline”. Furono gli studiosi Stern e Knight ad adottare per primi questo termine, quando iniziarono a imbattersi in pazienti con una sintomatologia prevalentemente nevrotica che non sembrava provocare perdita di contatto con la realtà. Tuttavia questi soggetti, se sottoposti ad un trattamento psicoanalitico (un trattamento psicologico che mette il soggetto di fronte ad aspetti profondi del Sé, alle proprie resistenze al cambiamento e alle proprie conflittualità) invece che migliorare tendevano a regredire gravemente. Stern e Knight compresero che questi pazienti presentavano una “facciata” nevrotica ma un “mondo interno” tipico della psicosi. Questi disturbi psichici furono collegati alla schizofrenia, tant’è che ai tempi di Stern e Knight (tra gli Anni ’30 e gli Anni ’50) il disturbo borderline veniva denominato “schizofrenia pseudonevrotica (Hoch e Polatin, 1949). A quei tempi, di questi pazienti non si capiva granché. Riguardo il trattamento psicoterapeutico di tale sindrome, si brancolava un po’nel buio. Successivamente gli studi di Otto Kernberg fecero chiarezza.

                             

L’Organizzazione Borderline di Personalità: funzionamento

Otto Kernberg individuò una vera e propria organizzazione per questo tipo di disturbo che definì, appunto, Organizzazione Borderline di Personalità.
L’organizzazione borderline di personalità presenta 3 caratteristiche cliniche fondamentali:
1) Diffusione dell’identità,
2) Esame di realtà conservato (che però vacilla in condizioni di stress),
3) Utilizzo di meccanismi di difesa psichica arcaici.
La diffusione dell’identità consiste in una modificazione del nostro senso di essere continui nel tempo. L’identità è quell’istanza che ci conferisce senso di continuità. I soggetti borderline presentano notevoli difficoltà a percepirsi continui nel tempo. Essi si vivono a “compartimenti stagni”, a “capitoli chiusi”.
La diffusione dell’identità non permette al soggetto di vedersi coeso nel tempo.
In tutte le persone la rappresentazione di se stessi viaggia di pari passo con gli altri: i soggetti borderline, di conseguenza, non percependo se stessi come integrati, avranno difficoltà a vedere anche gli altri come integrati, con pesanti conseguenze a livello delle relazioni sociali. Nel Disturbo Borderline di Personalità c’è un’evidente difficoltà ad integrare le ambivalenze: per il soggetto borderline è inconcepibile avere dentro di sé aspetti buoni e aspetti cattivi contemporaneamente. Nell’esperienza “borderline” o si è del tutto buoni o del tutto cattivi, così come gli altri saranno o totalmente buoni o totalmente cattivi. Questo fenomeno è un meccanismo difensivo che viene usato in maniera massiccia dai soggetti borderline e che prende il nome di scissione. Nel prossimo lavoro sull’argomento approfondiremo questo meccanismo all’interno del funzionamento borderline e il funzionamento borderline nel suo complesso.

                          

 

 

Negli articoli precedenti sull’argomento abbiamo illustrato le grandi potenzialità e i numerosi vantaggi offerti dalla psicoterapia online e dai servizi di supporto psicologico forniti dallo psicologo online.
Abbiamo potuto comprendere come la figura dello psicologo online sia cresciuta col passare del tempo e con l’affinarsi degli strumenti tecnologici (Skype, Zoom, GoogleDuo, chat, e-mail, ecc.). Tuttavia, per un’analisi seria e corretta di una pratica clinica dal punto di vista metodologico, è importante soffermarsi anche sulle eventuali criticità di una disciplina quale la psicoterapia online. Soltanto analizzando le criticità della psicoterapia online si potrà potenziare e migliorare ulteriormente tale pratica clinica. Scopriamo allora gli aspetti critici su cui riflettere.

                       

Fasi preliminari: comprendere se un paziente è adatto alla psicoterapia online

È stato evidenziato come diversi disturbi psichici possano essere affrontati con successo mediante la psicoterapia online: disturbi d’ansia (claustrofobia, agorafobia, disturbo d’ansia generalizzato, ecc.) disturbi depressivi non gravi (distimia, personalità depressive, ciclotimia, ecc.), fobie, ossessioni, problemi legati alla genitorialità, elaborazione di lutti e separazioni, gestione di rabbia, aggressività, stress, ecc. La psicoterapia online risulta di grandissima utilità anche per quel che concerne la crescita personale, così come nell’ambito del rafforzamento dell’autostima. Pertanto, soggetti con problemi di timidezza e insicurezza possono trarre grandi benefici dalla psicoterapia online.
Tuttavia non tutti i soggetti potrebbero risultare adatti per percorso psicologico online.
È di importanza fondamentale capire sin dalle prime fasi di valutazione psicodiagnostica se un paziente sia in grado di usufruire di una psicoterapia online, onde evitare problemi nell’alleanza terapeutica o abbandoni prematuri della terapia che possono poi contribuire a nutrire sfiducia e rabbia, con conseguente chiusura in se stessi e nei propri problemi.
Con alcuni pazienti che ad una prima impressione danno la sensazione di essere particolarmente fragili a livello di struttura di personalità e che ricorrono a meccanismi di difesa psichica primitivi, sarebbe preferibile effettuare una prima seduta psicologica di persona, così da analizzare in maniera più approfondita il linguaggio del corpo, la postura ed eventuali elementi di rigidità o bizzarria.

                                       

Situazioni di criticità per lo svolgimento di una psicoterapia online

Ci sono tuttavia disturbi psichici più seri per cui non è indicato intraprendere un percorso psicologico online. Disturbi quali le tossicodipendenze, le dipendenze da alcool, il disturbo depressivo maggiore e i disturbi di personalità gravi richiedono trattamenti psicoterapeutici di persona. Perché questo? Perché disturbi del genere implicano un funzionamento psichico più regredito, l’utilizzo massiccio di difese primitive come scissione, proiezione, identificazione proiettiva, idealizzazione e svalutazione primitiva (soprattutto nei gravi disturbi di personalità).
Pensiamo per esempio alle tossicodipendenze o all’alcolismo: non è sufficiente un supporto psicologico online, in quanto è necessario un articolato e complesso lavoro di “rete” che prenda in considerazione l’ausilio anche di psichiatri, educatori oppure di percorsi presso comunità di recupero. Discorso simile vale per i disturbi psicotici (gravi disturbi bipolari, schizofrenie). In questi casi è spesso necessario un intervento dell’educativa territoriale oppure un percorso presso comunità psichiatriche. È evidente che a fronte di problematiche psichiche del genere la psicoterapia online non è indicata.
Altra criticità, questa volta di natura più pratica, è data dallo strumento tecnologico di cui ci si può avvalere per intraprendere al meglio un percorso psicologico online. Ma non solo!
È importante, innanzitutto, avere a disposizione una buona connessione wi-fi ed un dispositivo tecnologico di qualità. È inoltre di fondamentale importanza disporre di una postazione internet che sia al riparo da persone che possano sentire più o meno di proposito i contenuti della seduta. In caso contrario, il rischio è di non potersi esprimere liberamente durante la seduta psicologica online.
Lo psicologo online, prima di intraprendere un percorso psicologico, deve esplicitare queste condizioni al paziente, cosicché il setting della seduta online risulti corretto e ottimale.

                                                         

 

Molto spesso si sente parlare con l’avvento della bella stagione di terribili incendi che riducono in cenere migliaia di ettari di vegetazione, con conseguenze nefaste per l’ecosistema e talvolta con danni devastanti a persone e cose.
Dietro questi incendi si celano sovente interessi economici che mirano ad ottenere kilometri quadrati liberi da poter sfruttare per l’edilizia o la costruzione di industrie o complessi commerciali. Talvolta però, dietro tali devastazioni ci sta la mano di persone che provano un piacere smodato nel dare fuoco alle cose e nel vederne gli effetti. Questo tipo di pratica è un vero e proprio disturbo psichico che prende il nome di piromania. Scopriamolo.

                   

Funzionamento psichico del paziente piromane

Otto Fenichel, noto psicoanalista della prima metà del XX secolo, definiva la piromania come un impulso patologico che spinge il soggetto ad appiccare il fuoco. Secondo Fenichel, dietro tali impulsi si celerebbero delle fortissime pulsioni sadiche che guidano la vita sessuale, dove la portata distruttiva del fuoco simbolizza l’intensità dell’impulso sessuale. Nell’impostazione teorica dell’epoca, i pazienti piromani presentavano intensi impulsi vendicativi.
Oggi le teorie sulla piromania si sono un po’ evolute, anche se il fenomeno risulta ancora piuttosto complesso e problematico nella comprensione psicodinamica. Tuttavia, la condotta piromanica evidenzia elementi inconsci di sadismo e aggressività.
Come detto, la caratteristica principale della piromania è la presenza di svariati episodi di appiccamento intenzionale di incendi.
I soggetti piromani avvertono un profondo senso di eccitazione nella fase precedente all’episodio incendiario. Spesso risultano affascinati, eccitati o attratti dal fuoco, oltre che dalle dinamiche e dalle conseguenze legate ad esso. In molte occasioni queste persone sentono il bisogno di assistere agli effetti devastanti delle loro condotte: non è raro che esse assistano o partecipino ai momenti successivi allo sviluppo dell’incendio.
La piromania appartiene alla categoria dei Disturbi del Controllo degli Impulsi e della Condotta.
Di solito, nel momento in cui un piromane mette in atto il suo impulso incendiario si assiste ad un incremento del livello di eccitazione e di tensione, un’eccitazione e tensione con connotazioni sessuali: una sorta di impulso irrefrenabile che nel momento in cui viene scaricato, genera un profondo piacere e soddisfazione. Tuttavia, questa dinamica non vale proprio per tutti i soggetti piromanici: il perché lo scopriremo nel prossimo paragrafo.

                                                 

Difficoltà diagnostiche del disturbo piromanico: come aiutarlo?

Alla base della piromania c’è una tremenda attrazione per il fuoco. L’eccitamento del piromane di fronte al fuoco e ai suoi effetti devastanti rappresenta una sorta di dipendenza psicologica: in concreto, il soggetto piromane non può fare a meno dell’elemento del fuoco. L’attrazione per questo elemento naturale è legato non soltanto all’appiccamento dell’incendio ma anche a tutte le fasi successive che appagano il senso di grandiosità del soggetto piromane per il gesto commesso. Si spiega così pertanto il piacere nel seguire di persona le devastazioni dell’incendio, il successivo spegnimento, le conseguenze dell’evento e le relative notizie sui giornali dell’atto commesso.
Nella psicologia del piromane aspetti drammatici quali paura, devastazione, terrore, morte che spesso accompagnano un evento incendiario passano in secondo piano per lasciar spazio alle personalissime sensazioni gradevoli legate alla “spettacolarità” devastante del fuoco. Il fuoco rimanda simbolicamente all’eccitazione e alla distruzione. Per il piromane l’incendio rappresenta uno spettacolo di cui egli è l’indiscutibile protagonista.
In generale, la diagnosi di piromania è alquanto complessa e articolata perché chiama in causa molteplici variabili. Innanzitutto, è raro diagnosticare la piromania come unica patologia, quasi sempre è accompagnata da altri sintomi o da altri quadri psicopatologici, come psicosi, disturbi di personalità, disturbi nel controllo degli impulsi oppure disturbi psicosessuali.
Talvolta la piromania può riscontrarsi in soggetti schizofrenici. In tal caso, la condotta piromanica è spesso guidata da allucinazioni uditive, sottoforma di voci esortative che spingono il paziente schizofrenico a compiere il gesto incendiario. Questo tipo di condotta patologica può affiorare anche in pazienti con disturbo ossessivo-compulsivo (ovviamente a livelli di gravità molto seri). Anche in questo caso, a guidare il comportamento piromanico ci sono delle istanze interne che consistono in pensieri intrusivi di cui non ci si riesce a liberare: il soggetto è consapevole del fatto che le sue azioni sono prive di senso ma non può frenarsi dall’assecondare i suoi pensieri ossessivi.
Anche la questione della terapia del paziente piromane è alquanto delicata in quanto, come evidenziato, è strettamente legata alla diagnosi iniziale.
In generale una psicoterapia associata ad una farmacoterapia risulta il percorso di cura più adeguato per questo tipo di pazienti.

                      

Nel precedente articolo sull’argomento (https://www.psicologo-online24.it/blog/quando-la-solitudine-sembra-l-unica-ancora-di-salvezza-l-hikikomori ) abbiamo affrontato la sintomatologia clinica che caratterizza l’Hikikomori. Abbiamo potuto scoprire come tale disagio attanagli principalmente adolescenti e tardo-adolescenti. I ragazzi che si confrontano con tale disturbo mettono in atto un vero e proprio rifiuto di interagire con l’ambiente esterno trincerandosi all’interno della loro cameretta senza uscire mai da essa. Le uniche interazioni che hanno sono con il genitore che porta loro da mangiare. La loro vita ruota intorno a PC, videogiochi, social network, attività online, musica e TV. In questo articolo approfondiremo ulteriori aspetti che contraddistinguono l’Hikikomori, nello specifico le cause alla base di questa vera e propria fuga dal mondo.

                                      

Hikikomori e angoscia di cambiamento

Come già accennato, gli adolescenti gravati dall’Hikikomori sono terrorizzati dal mondo reale e dalla vita al di fuori della loro dimensione virtuale. Il loro unico strumento di difesa è dato dal passare più tempo possibile su Internet, collegandosi online per giocare oppure per interagendo per ore con amicizie online tramite social network. Nella realtà psicologica di questi adolescenti il mondo “online” va a sostituire il mondo reale. L’Hikikomori rappresenta una strenua difesa di fronte alla sfida di cambiamento dell’adolescenza, di fronte a quel delicato passaggio dalla vita infantile alla vita adulta.
A seguito dell’angoscia rappresentata da questo cambiamento, i giovani tormentati dall’Hikikomori si distanziano dalle relazioni reali per abbandonarsi in tutto e per tutto alle relazioni virtuali e online. L’adolescente si ritrova pertanto imprigionato in un mondo dove l’unica strada per stare relativamente bene è una specie di “alienazione online”.
Ma il ritiro non coinvolge soltanto la sfera sociale e psicologica. Anche il corpo si ritira in sé, non è più interessato al mondo reale bensì rinchiuso nella propria stanza che rappresenta simbolicamente un confine invalicabile tra sé e l’altro, anche dal punto di vista della fisicità: il contatto fisico con l’altro non è minimamente concepito. Non c’è più nessun essere umano reale con cui scambiare una parola o con cui manifestare un affetto, positivo o negativo che sia.

          

Hikikomori: un aiuto psicologico online o di persona?

In un contesto del genere, l’altro rappresenta un pericolo dal quale è necessario difendersi costruendo delle barriere comunicative: confronti, dialoghi, conversazioni o discussioni sono totalmente evitati dall’adolescente con Hikikomori. Questo tipo di approccio vale anche con i propri genitori e con i familiari più prossimi.
Quello che spaventa principalmente il ragazzo che soffre di Hikikomori è la prospettiva della convivenza con l’altro: convivere con l’altro significa non soltanto ospitare l’altro ma anche e soprattutto essere accolto e visto dall’altro. Questo significa esporsi al “rischio” di far vedere di sé aspetti più profondi e reconditi di Sé. Ma tale aspetto è fondamentale nelle relazioni con gli altri: conferisce ad esse “tridimensionalità” e significato.
Coloro che soffrono di hikikomori desiderano esclusivamente non perdere la loro dimensione privata: pur di non perdere la loro sicurezza online rinunciano al benessere nelle relazioni sociali.
In un contesto del genere, che ruolo può rivestire la psicoterapia online? La questione è alquanto delicata: in una prima fase l’aiuto psicologico da parte di uno psicologo online può essere importantissimo in quanto unico canale di comunicazione riconosciuto dall’adolescente con Hikikomori. Col proseguo del percorso psicologico, tuttavia, sarà di vitale importanza aiutare il ragazzo a mettersi in gioco in un contesto di psicoterapia in studio perché la dimensione del confronto di persona deve diventare una realtà con cui familiarizzarsi a poco a poco per poter affrontare le angosce di cambiamento, così come le angosce legate all’accettazione di sé.

                       

 

È ormai assodato che da diversi decenni la tecnologia e l’informatica sono al servizio della collettività. Lo stesso vale per la psicoterapia online che è da ritenersi uno strumento di aiuto e intervento psicologico molto importante.
La rivoluzione digitale ha apportato delle incredibili trasformazioni in svariati ambiti ed ora anche nel campo della psicologia e della psicoterapia online.
Fino a poco tempo fa la figura dello psicologo online era un qualcosa di impensabile nell’ambito della salute mentale, veniva vista anzi con una certa diffidenza. Oggi non è più così. Lo psicologo online, a maggior ragione in questi ultimi tempi, costituisce una figura fondamentale per l’aiuto psicologico delle persone.

                          


E-health e servizi psicologici online

A partire dalla fine degli Anni ’90 la tecnologia e l’informatica hanno fatto passi da gigante e a ritmi sempre più serrati: hanno prodotto dei cambiamenti tali da fornire nuove opportunità e nuovi strumenti di lavoro online anche nel campo dei servizi sanitari. Oggi possiamo infatti parlare senza problemi di “e-health”. Ma che cos’è l’e-health? L’e-health consiste in quell’insieme di interventi sanitari che vengono forniti attraverso e-mail, video-call, chat, ecc. Ovviamente queste innovative tipologie di servizi online possono avere i loro “pro” e i loro “contro”, a seconda della professionalità e serietà delle persone che forniscono tali prestazioni sanitarie. Pertanto è importante scegliere con cura lo psicologo online o lo psicoterapeuta online nel web!
Fatta questa precisazione, i percorsi psicologici e psicoterapeutici online presentano molteplici punti di forza che permettono di rendere più accessibili i servizi psicologici.
Pensiamo per esempio alle persone con limitazioni fisiche e di deambulazione che necessitano di un intervento psicologico: in un contesto del genere lo psicologo online rappresenta la figura ideale per poter intraprendere un adeguato percorso. Oppure pensiamo a quelle persone che vivono in zone piuttosto isolate e difficili da raggiungere. Anche in questo caso lo psicologo online è una soluzione di facile fruibilità: basta un PC e una semplice connessione wi-fi.

                    

Vantaggi della psicoterapia online

In ultima analisi, ci sono poi delle persone che con difficoltà lavorative hanno delle disponibilità di tempo molto limitate che non consentono spostamenti di medio raggio con la continuità richiesta da un percorso psicoterapeutico. Quando si decide di intraprendere un percorso psicologico, è importante tenere a mente che serve del tempo per giungere ad un cambiamento e per ottenere dei risultati concreti. La psicoterapia richiede tempo, non si può pretendere di cambiare in quattro e quattr’otto. Prendiamo per esempio una persona di trent’anni che decide di intraprendere un percorso psicoterapeutico: essa ha impiegato trent’anni per giungere ad essere quello che è, con i suoi punti di forza e i suoi punti di debolezza, i suoi sintomi e le sue fragilità. Non si può pertanto pretendere di cambiare in poche sedute psicologiche: serve pazienza e serve soprattutto un’esperienza emozionale correttiva qual è la psicoterapia. Ecco che quindi, in un contesto articolato di questo tipo, la figura dello psicologo online è di fondamentale importanza per garantire la continuità di un percorso psicologico a persone con problemi di tempo e di gestione dei propri impegni lavorativi: di nuovo, basta collegarsi in 5 minuti al proprio PC con la propria connessione wi-fi e la seduta può iniziare senza ritardi e senza difficoltà di spostamenti a seguito di eventuali imprevisti di lavoro.
Nei prossimi articoli approfondiremo ulteriori aspetti relativi alla figura dello psicologo online e dei percorsi psicologi online.